Baffelan, pilastro nord-est, via Soldà

Baffelan, pilastro nord-est, via Soldà
di Sofia Lonardoni
(già pubblicato su https://4810mdiblablabla.wordpress.com/ il 31 luglio 2015)

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(3)

Sabato 11, ore 14.32
Sofi: “Ivo, sto impazzendo!”
Ivo: “Hm, sa gheto?”
(trad.: “Dimmi amore mio, cosa ti turba?”)
S: “Devo andare in montagna, non ce la faccio più”
I: “Hm”
(trad.: “Oh amore, capisco i tuoi problemi”)
S: “No, sul serio non sto bene. Sai da quant’è che non tocco roccia? Per non parlare di Montagna!”
I: “Hm. Ma non hai le nuove amichette rampicanti? Senti loro!”
S: “Sì, ma Anna lavora e Mariana è via. Mi piacerebbe fare una vietta, facile, tipo 4 tiri, a spit, comoda comoda, giusto per ricominciare con le vie; ma non saprei a chi chiedere”.
I: “Idea! prova a chiedere al Mr. G!”
S: “Hmm… Mr G…”

Il pilastro nord-est del Baffelan

Ore 16.37
Whatsapp a Mr G: “Mr Gggggggg!!! Andiamo a fare una via assieme domani?”
… 17.00… 17.30… 18.00… 18.30… nessuna risposta…
… e Ivo porta un sacco di pazienza per la mia impazienza.
… 19.00… 19.30… 20.00…
… Ivo porta ancora moooolta pazienza ma io perdo le speranze!

Ore 21.34
Squilla il telefono! È Mr G!
Mr G: “Ciao Sofi! Do..m.ni vd a f..re una v..a…@#à##§!!”
Sofi: “Mr G!! Non sento nulla, il mio telefono non prende! Ti chiamo quando torno a casa!”

La speranza si riaccende!

Ore 23.08
S: “Ciao Mr. G, dimmi tutto!”
Mr G: “Ciao Sofi, domani andrei a fare una via con la Silvi e un altro amico, sul Baffelan, ti unisci?” […] “Alpinistica, 8 tiri, 250 m, IV-V, e dovresti tirare tutto te perché la Silvi non se la sente, cosa dici? Ah, però l’avvicinamento è molto breve, tipo 20 minuti”.
S: [deglutendo, cercando di far chiarezza mentale, tentando di ragionare il più possibile sulle mie capacità. È da due anni che non faccio qualcosa di alpinistico, e anche allora solo una manciata di vie erano la mia esperienza (alpinistiche “attive”), che fare? Rinunciare? Accettare? E Cesare? Chi lo tiene? E se poi “mi prendo male”? E se poi non riesco nel passaggio duro? Mi ero detta non avrei mai fatto una via sulle Piccole per la tipologia della roccia! E se poi mi perdo? E se poi non mi ricordo come montare una sosta? E se poi… AAAAAAHHHHHHHH!!!!] “Sì, me la sento, vengo, e tiro tutto io! Sarà la mia prima via alpinistica interamente da prima, la mia prima via con una fanciulla e la mia prima via da mamma!”

La cordata di Sofia e Silvia

Un macigno si stacca dalla mia persona e sono leggera come l’aria. Il sorriso stampato. E non me lo toglie niente e nessuno. [Durante la conversazione con Mr G. il paziente e grande Ivo mi faceva gesti traducibili con: “O vai o ti faccio andare io a calci nel fondoschiena!!!!”]

Domenica 12
Ultima poppata al mio bimbo e… partenza!!!
Non sto nella pelle, sono felicissima e non vedo l’ora di arrivare all’attacco per godermi tutta l’ascensione, metro dopo metro.
Il viaggio comincia, prima dell’entrata in autostrada dobbiamo però tornare al punto di ritrovo per una “piccola” dimenticanza (scarpette di un membro dell’equipaggio, hihihi!!), quindi ri-comincia e in volata arriviamo al passo.
Qui, nostro malgrado, c’è pieno di gente e in cuor nostro la magia della montagna solitaria si contamina un po’ dell’odore dei gas di scarico delle troppe macchine. Ma bastano quei venti minuti di avvicinamento per ritrovarci soli alla ricerca dell’attacco della via: gli animi si riconfortano.

Sofia e Mr G … blablabla in sosta

Inciso: a dirla tutta c’erano delle cordate sopra di noi, ma già molto alte, sia sulla nostra via che su quella accanto. La nostra scelta di partenza in tarda mattinata (con aggiunto ritardo per la “piccola dimenticanza”) era finalizzata proprio a questo, all’aspettare che la via si liberasse da eventuali altri salitori… sì, era pensata proprio così! E chi abbia da obiettare dicendo che questa cosa ha del falso, essendo a conoscenza della nottata balorda e delle ore piccole fatte dai protagonisti di quest’avventura, si sbaglia di grosso!

Trovato l’attacco ci spariamo su come razzi per la parete! Prima cordata Mr. G. e Mr. F., fatti passare dei buoni metri parto io! La roccia non è peggio di altre zone in Dolomiti, questo mi tranquillizza. Alle soste, attrezzate con golfari dal diametro sempre più grande, trovo Mr. F. con il quale scambio due chiacchiere (o forse quattro… va bene, lo ammetto, continuo a parlare, ma sono troppo felice!! Devo condividere!!), cosa che mi mette di buon umore. La mia compagna di cordata mi raggiunge sempre veloce e il sorriso non le manca mai. Fantastica!

Passo dopo passo l’ago della bilancia che indica quotidianamente “terra”, pian piano si sposta fino a indicare “cielo”, siamo arrivati alla fine della via (pochi metri alla vetta che faremo slegati). Un panorama a 360°, magnifico, quasi metafora di vita: Carega che ricorda le camminate con la famiglia in età di bambina, Pasubio con le sue gallerie fatte in compagnia durante l’adolescenza, ultimi anni nelle terre patavine, e ora, da mamma, in cima e al centro di questa mia immaginaria circonferenza guardo con occhio dolce le meraviglie che un giorno spero di poter condividere con il mio piccolo.

Silvia (a sinistra) e Sofia in vetta!

Bando alle sdolcinerie, è stata una via fantastica, consigliabile e con soste sicure. Clima e cordata perfetti. Devo ammettere che tantissimo ha giovato alla velocità dell’ascensione e al mio stato d’animo rilassato il fatto di aver Mr. G come capocordata prima della nostra femminile, questo mi ha infatti permesso di vedere, seppur a grandi linee, dove andasse la via, insomma non avevo timore di perdermi in parete. Inoltre, nel tiro chiave, la cordata di maschietti, da cavalieri, hanno deciso di lasciarmi dei friend nei punti più duri del camino. Grazie, grazie, grazie a tutti voi che mi avete permesso di godere di una giornata speciale!! (Ivo in primis).

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Baffelan, pilastro nord-est, via Soldà ultima modifica: 2018-09-09T05:44:26+00:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Baffelan, pilastro nord-est, via Soldà”

  1. 3
    Giandomenico Foresti says:

    Dice Marcello “Sinceramente non condivido lo stile da “parrucchiera” (con rispetto parlando) del racconto, ma la sostanza si.”

    Ecco la cosa che mi piace di Marcello è la sintesi, quella che purtroppo mi manca.

  2. 2

    Sinceramente non condivido lo stile da “parrucchiera” (con rispetto parlando) del racconto, ma la sostanza si.

    Oggi é domenica e fa bel tempo, ma da domani -care ragazze- aspettatevi la carica dei caiani, che potrà essere una cavalcata delle valchirie. Peace and love.

  3. 1

    Gioisco anch’io. 🙂

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