Ancora colpevoli silenzi sulla ferrata di Giorré

Il percorso della via ferrata di Giorré (in comune di Cargeghe, Sassari) interseca nidi e siti di specie dell’avifauna protette e l’area risulta, nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), come un area a pericolosità e rischio molto elevato da frana. Inoltre essendo alcuni ancoraggi arrugginiti alla base o mobili Mountain Wilderness ha da tempo ipotizzato che ci sia un rischio di pubblica incolumità e che i lavori siano stati realizzati dai progettisti e realizzatori senza le prescritte autorizzazioni oppure non a regola d’arte.

Dopo le prime segnalazioni, il 17 novembre 2014  Mountain Wilderness onlus ha effettuato, presso la Procura della Repubblica e presso il Comando Carabinieri Tutela per l’Ambiente, denuncia  avente come oggetto il percorso turistico-alpinistico Via Ferrata Giorrè.

A tutt’oggi ha risposto solo l’Assessorato alla Difesa all’Ambiente che ha confermato il livello di pericolosità del PAI sollecitando il Servizio di tutela paesaggistica delle Province Sassari e Olbia-Tempio, e chiedendo delle prescrizioni e divieti sulla frequentazione per evitare il disturbo dell’avifauna. Prescrizioni e divieti che dovrebbero coprire parte del periodo invernale, la primavera e parte dell’estate ma che il Comune non ha mai attuato.

Nel frattempo il percorso è stato chiuso il 9 settembre 2015 con un’ordinanza prudenziale a causa di un masso pericolante. Tuttavia alla data odierna 21 settembre il sito, dedicato al percorso dal Comune, non dà notizia dell’ordinanza, favorendone di fatto ancora la frequentazione.

E’ passato quasi un anno durante il quale l’itinerario alpinistico è stato regolarmente frequentato e, nonostante nella denuncia si parlasse di pericolo per l’incolumità delle persone, gli enti non hanno ancora dato risposta.

Bisogna ricordare che il 2013 è stato conosciuto come un anno di grandi frane attorno a Sassari e Cargeghe: come quella del Monte Tudurighe (Valle dei Ciclamini), Muros (SS) e quella presso Florinas, che ha bloccato per mesi la SS131.

 

Ancora colpevoli silenzi sulla ferrata di Giorré
a cura di Mountain Wilderness

Sull’altopiano di Giorré, in comune di Cargeghe (SS), sorge la bella parete rocciosa di Giorré: un fronte di roccia calcarea lungo due km e alto circa cento metri. Si tratta della parete più lunga e maestosa in un raggio di oltre trenta km dalla città di Sassari, ben visibile dall’arteria stradale più importante dell’Isola, SS131.

La località è conosciuta per il bel bosco di roverella inciso da una bella valle, in cui scorre un torrente, per le particolari forme delle sue rocce, erose dal tempo, e per i numerosi blocchi che affiorano, quasi come funghi, nei suoi pendii basali. Tra i suoi numerosi anfratti trovano rifugio diverse specie di uccelli che vi nidificano (in particolare il Falco Pellegrino, il Gheppio, il Barbagianni) anche grazie al fatto che nel medesimo luogo possono alimentare facilmente i piccoli per l’abbondanza di cibo come i roditori, le colonie di Taccole e di Piccioni selvatici.

Sulle rocce si possono contemplare forme geomorfologiche particolari dovute all’erosione del calcare. La parete fa infatti parte di un area carsica che ospita ben otto grotte censite nel catasto speleologico dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, in cui sono presenti insetti rari, endemici, unici dell’Isola.

Parete rocciosa di Giorré
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18 febbraio 2013
Dopo avere appurato la presenza di installazioni fisse (tasselli a espansione, ecc.) arrugginite e centinaia di metri di corde abbandonate e incustodite sulla parete di roccia “Giorré”, senza alcun cartello di cantiere che indicasse la presenza di lavori legali in corso, la nostra Associazione, ritenendola una potenziale fonte di pericolo per persone e curiosi e un danno per l’ambiente e il paesaggio, invia una lettera al Comune di Cargeghe e al Corpo Regionale Forestale di Vigilanza Ambientale (protocollo ricezione presso il Comune n. 904, data 21-2-13). Nella raccomandata viene messo in luce che l’area per il 50% dell’areale è cartografata dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) ed è definita Hg4  e Rf4 (il massimo di pericolosità) e per il restante 50%, pur non cartografata, è assimilabile. Insomma un’area potenzialmente soggetta a crolli e ribaltamenti. Viene chiesta spiegazione del materiale arrugginito, per la tutela del luogo e degli itinerari di arrampicata pre-esistenti.

2 aprile 2013
Non avendo avuto risposta, Mountain Wilderness invia un sollecito di risposta al Comune di Cargeghe (SS) (protocollo ricezione presso il Comune n.1290, data 2 aprile 2013)

19 aprile 2013
Il Comune di Cargeghe (SS), mediante il Responsabile di Servizio Geom. Manuela Senes, risponde a Mountain Wilderness, specificando che:
– si tratta del materiale previsto per la realizzazione di un percorso denominato “via ferrata”;
– il progetto di percorso è nato per opera del Comune ed è finanziato da fondi comunali;
– il Comune ha condiviso con i proprietari dei terreni il progetto e ha ottenuto le necessarie autorizzazioni;
– in merito alla possibilità di disturbo di specie protette, comunica che non sono stati identificati nidi di rapaci, ma solo alcuni nidi probabili nella Valle Magola;
– che tutti gli ancoraggi e corde arrugginiti presenti sulla parete sono stati rimossi;
– che il responsabile dei lavori in parete è abilitato per il “lavoro con sistemi di accesso e posizionamento mediante funi” (ai sensi del DL. 81-2008 e DL 106-2009) dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine.

Vecchi e nuovi ancoraggi
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15 maggio 2013
Compare sul quotidiano La Nuova Sardegna un articolo scritto dal giornalista Pietro Simula, che indica che verrà inaugurato, il 17 con una presentazione e il 18 con la ripetizione del percorso, il nuovo percorso denominato “Via Ferrata Magola-Giorré” sulle pareti di roccia di Giorré.

Nell’articolo viene messo in luce che il progetto e la realizzazione del percorso sono stati effettuati dall’Associazione Segnavia, di cui è responsabile il Sig. Corrado Conca, con i fondi comunali per dell’assessorato al turismo del paese.

Sempre nel medesimo articolo viene riferito che “Lungo il percorso tracciato con la via ferrata (circa 2,6 km) sono stati intanto installati ancoraggi permanenti che permettono all’escursionista esperto o al turista sportivo (purché assistito da una guida) di percorrere in orizzontale e in sicurezza l’itinerario.”

Viene inoltre comunicato che è stato realizzato un sito apposito denominato: www.ferratagiorre.it.

Non è la prima volta che vengono effettuati percorsi simili senza rispetto per gli animali e le normative sull’ambiente ma in alcuni casi si è provveduto allo smantellamento come nel caso della ferrata Pertini in Alto Adige (http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2014/10/05/news/selva-scompare-la-ferrata-pertini-1.10061466?ref=search).

La nostra Associazione non è contraria alla frequentazione dell’ambiente ma è giusto che non venga considerato solo una palestra o un parco giochi e che le attività si svolgano in armonia con chi lo abita: gli animali, le rocce e le piante. E’ favorevole ad una valorizzazione del territorio rispettosa dell’ambiente ma anche delle normative ambientali e della sicurezza.

16 maggio 2013
Su facebook è possibile individuare l’invito all’inaugurazione da parte dell’amministrazione comunale in cui viene esplicitato:

La nostra iniziativa: l’’Amministrazione Comunale di Cargeghe ha investito tre annualità della Legge Regionale nr 37/98 per la valorizzazione delle risorse del territorio sotto il punto di vista archeologico, naturalistico e paesaggistico;

Ed inoltre che “L’attrezzamento della via ferrata è consistito nella installazione di ancoraggi permanenti che permettono all’escursionista esperto o al turista sportivo (purché assistito da una guida capace e titolata) di percorrere in sicurezza l’itinerario in questione. Nello specifico si è trattato di installare morsetteria, gradini corti e lunghi, fittoni verticali e traversi, cavi e ancoraggi di vario genere, tutti posati con resina. Sia in avvio di percorso, che lungo il suo tracciato è stata installata la cartellonistica informativa, le prescrizioni tecniche e di pericolo : ricordiamoci che si tratta pur sempre di una via ferrata che per essere percorsa, necessita di esperienza o di essere affiancati da una guida!”

Sul sito www.corradoconca.it viene confermato che il Sig. Corrado Conca ha progettato e realizzato l’itinerario con ancoraggi permanenti nella parete di Giorré.

Nel sito viene indicato che il Sig. Corrado Conca è una Guida escursionistica e che “L’escursione alla Via Ferrata può essere organizzata in tutte le stagioni dell’anno e – se con guida –, non è necessario possedere specifiche competenze o esperienze di arrampicata. La quota di adesione individuale è di 35,00 € per gruppi di 6 o più partecipanti, mentre per gruppi più piccoli (4 o 5 persone) è di 40,00 €. La quota di partecipazione include il prestito del materiale tecnico necessario (casco, doppia longe con dissipatore, guanti). L’escursione ha una durata di circa tre ore”.

Nel medesimo sito vengono offerti l’accompagnamento su percorsi con attività simili a quelli della Via ferrata Magola-Giorré come la discesa con corde lungo gole, pareti e grotte.

Particolare della ferrata
Giorré--P10

 

30 ottobre 2013
Volendo approfondire la conoscenza sugli aspetti ambientali della località, il 30 ottobre 2013 Mountain Wilderness Italia, commissiona il lavoro di:
– monitoraggio qualitativo sulla presenza dell’avifauna nelle pareti in cui è stata realizzato il percorso con installazioni fisse;
– una relazione geologico ambientale sulla struttura rocciosa.

Dalle relazioni emerge che:
– il tracciato del percorso interseca nidi e siti di specie dell’avifauna protette da normativa nazionale ed internazionale ed inserite nelle Liste Rosse, nella Direttiva Comunitaria 79/409/CEE e aggiornamento 2009/147/CE (Direttiva Uccelli) ed indicate da BirdLife International con status di conservazione europeo sfavorevole;
– il percorso è stato progettato e realizzato in un Area Carsica pertanto oggetto della L.R. n° 4 (7-8-2007);
– il percorso è stato progettato e realizzato in un’area indicata dal Piano di Assetto Idrogeologico Regionale (PAI) con il massimo livello di pericolosità (pericolosità molto elevata da frana Hg4), con rischio di frana molto elevato, e studiata sin dal 1991 per l’instabilità dei versanti;
– lungo il percorso è presente un blocco a rischio molto elevato di frana il cui volume è stimato in 1200 m3.

13 gennaio 2014
Il sindaco di Cargeghe emette l’Ordinanza n.1, che indica che per percorrere “l’itinerario alpinistico ferrata Giorré”, di difficoltà “escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica”, sono necessari per l’incolumità dei praticanti dei Dispositivi di Protezione Individuale”.

17 novembre 2014 – La denuncia
In seguito ai risultati (settembre 2014) della Relazione Geologico Ambientale da lei stessa commissionata, il 17 novembre 2014 l’associazione Mountain Wilderness Italia emette un formale atto di denuncia (datato 31 ottobre 2014) alla Procura della Repubblica del Tribunale di Sassari, al Comando Carabinieri Tutela per l’Ambiente ed inoltre per conoscenza anche alla Dott.ssa Zinzula Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, Assessorato Difesa dell’Ambiente (Regione Autonoma della Sardegna) e Ing. Tanas, Servizio Governo e Territorio della Tutela Paesaggistica della Provincia di Sassari. Chi fosse interessato può leggere il testo integrale della DENUNCIA.

Sulla base della documentazione raccolta, si ipotizza che ci sia un rischio di pubblica incolumità e che i lavori siano stati realizzati senza le prescritte autorizzazioni oppure non a regola d’arte.

L’Associazione chiede quindi che sia disposta l’attenta verifica di quanto è stato realizzato ed è in corso, accertando la regolarità dell’intero iter autorizzatorio sia sotto il profilo formale che sostanziale.

Particolare della via ferrata
Giorré--P1040517

Infatti in seguito ai sopralluoghi effettuati risultava lungo il percorso del materiale già arrugginito e percolazioni di ruggine alla base dei diversi ancoraggi fissati con cemento chimico, che fanno ipotizzare una corrosione della parte inserita nella roccia e l’utilizzo di materiali non adeguati al sito. Alcuni ancoraggi inoltre si muovevano. Riguardo l’origine del materiale inserito in parete si è visto che in parte è riconducibile alla marca Raumer, in parte non presentava nessuna marca.

In particolare Mountain Wilderness chiede agli enti preposti di verificare se è stato seguito tutto l’iter atto a garantire la sicurezza del percorso e degli escursionisti come ad esempio:
– se sia legittimo che siano stati fatti lavori e realizzato un percorso rivolto a tutti con installazioni fisse permanenti su un’area definita Hg4 dal Piano di Assetto Idrogeologico della Sardegna, e passante lungo un blocco a rischio di crollo;

– se il/i progettista/i possiede/ono il titolo abilitativo per progettare un itinerario con acciaio e ancoranti come quello in oggetto, su un’area di questa categoria del PAI, pianificandone il percorso. Ed inoltre se sono stati utilizzati ancoranti testati e omologati dalle ditte produttrici per roccia o in ogni caso se la scelta dei materiali è avvenuta in base al calcolo dei carichi e tutto quello che concerne affinché sia stata eseguita a regola d’arte;

– se gli esecutori e il direttore dei lavori (lavoratore e preposto, guida alpina, ecc.) avessero la necessaria abilitazione alla professione, insieme ai relativi aggiornamenti, per eseguire i lavori del progetto, considerata la difficoltà di accesso di una parete ricca di strapiombi, lunga circa 2 km e alta circa 100 m. Se era inoltre per loro necessario avere seguito corsi non solo di accesso ma anche di posatura di ancoraggi o presso un ingegnere strutturale o le ditte produttrici del materiale;

– se, data l’ascensione su roccia, l’accompagnamento e/o l’insegnamento delle tecniche alpinistiche necessarie per una ripetizione viene effettuato da persone provviste di qualifica abilitante (ad esempio L.R. della Sardegna n. 20 del 18-12-2006 e successivi aggiornamenti, L. n.6 del 2-1-89, sentenza n.9048/04 del 8-10-04, sez.IV Tribunale di Milano).

Chiede di voler verificare inoltre se il progetto, stante l’interesse paesaggistico dell’area (come sottolineato anche dall’inserimento di tali habitat nella Direttiva Habitat 92/43/CE, codici 8210 e 8310), e stante il fatto che, da documentazione inviata, presenta specie dell’avifauna nidificanti inserite in liste di tutela e che è un’ “Area Carsica” con Grotte inserite nel Catasto Regionale della Sardegna pertanto tutelata dalla L.R. n° 4 (7-8-2007), avesse la concessione edilizia e necessità di specifiche autorizzazioni, come ad esempio dall’Ufficio di Tutela del Paesaggio, e se queste siano state effettivamente rilasciate.

Salita sulla via ferrata di Giorré
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All’atto di denuncia è stata inoltre inviata la documentazione sino a quel momento raccolta:
– Ricostruzione cronologica dei fatti;
– Relazione qualitativa sull’avifauna nidificante rupicola della parete Giorré, Cargeghe (SS);
– Relazione geologico-ambientale
– DVD con all’interno:

– Documentazione fotografica e video;
– Lettera inviata da Mountain Wilderness Italia il 21 febbraio 2013 al Comune di Cargeghe;
– Lettera di risposta ricevuta dal Comune di Cargeghe del 19 aprile 2013;
– Ordinanza n.1 del Comune di Cargeghe;
– Depliant a disposizione nell’estate 2013 presso la casa del Parco Regionale di Porto Conte, Casa Gioiosa, Porto Tramariglio, Capo Caccia [Alghero (SS)], a testimonianza dell’esistenza sul territorio di attività di accompagnamento in percorsi simili;
– Commissione Tutela Ambiente Montano, dicembre 2008, Quaderno TAM n.1 Norme di Tutela dell’Ambiente Montano, Club Alpino Italiano;
– Normativa del Veneto;
– Articolo del quotidiano Alto Adige, sul percorso Via Ferrata “Pertini” chiuso e smantellato a Bolzano;
– Relazione geologico-ambientale;
– Relazione qualitativa sull’avifauna nidificante rupicola della parete Giorré, Cargeghe (SS).

e link utili:

– Il sito dedicato all’itinerario www.ferratagiorre.it
– Il sito dedicato ad attività di accompagnamento lungo il percorso www.corradoconca.it
– Articolo La Nuova Sardegna, 15 maggio 2013 sull’inaugurazione http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/05/15/news/appesi-al-costone-per-scoprire-giorre-1.7070908
– Bando dell’inaugurazione dell’amministrazione comunale su facebook https://www.facebook.com/ilmeloresidence/posts/564233116933226
– Link di tripadvisor per farsi accompagnare lungo il percorso http://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187885-d4368328-Reviews-or40-Corrado_Conca_Day_Excursions-Sassari_Province_of_Sassari_Sardinia.html#REVIEWS
– Articolo GIG sulla sentenza 8-1-13 sulla violazione del vincolo paesaggistico
http://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2013/02/28/la-violazione-del-vincolo-paesaggistico-e-un-reato-anche-quando-la-natura-ripristina-lambiente/
– Articolo on-line del quotidiano Alto Adige sullo smantellamento della Via Ferrata Pertini http://altoadige.gelocal.it/bolzano/cronaca/2014/10/05/news/selva-scompare-la-ferrata-pertini-1.10061466?ref=search.

26 febbraio 2015
L’Assessorato della Difesa all’Ambiente risponde al Comune di Cargeghe, al Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e agli enti mittenti della denuncia, protocollo 4219, in cui:
– conferma che l’area è un area carsica tutelata dalla LR 4/2007;
– indica che le installazioni fisse “non sono strettamente indispensabili per quanto riguarda la pratica dell’arrampicata”;
– conferma che il 50% dell’area è cartografata come area a pericolosità molto elevata da frana e che il restante 50% potrebbe considerarsi assimilabile allo stesso livello di pericolosità;
– indica che il sito è inserito nell’IFFI (Indice dei Fenomeni di Franosità della Sardegna) come un area soggetta a crolli e ribaltamenti;
– chiede che vengano emesse prescrizioni e divieti di percorso della ferrata in quanto luogo di nidificazione di specie dell’avifauna protette dalla LR 23/98 e di specie da queste predate;
– chiede, stante la pericolosità geologica dell’area e le norme che ne regolano la frequentazione, le valutazioni vengano fatte per competenza dalla Direzione Generale Agenzia del Distretto Idrografico.

Salita sulla ferrata di Giorré
Giorré--P1050412

18 marzo 2015
Su sollecito di Mountain Wilderness del 9 febbraio 2015 (!) per avere informazioni sullo stato di avanzamento della pratica, la Procura della Repubblica ci comunica il numero di protocollo della pratica ma nessuna informazione a riguardo.

10 aprile 2015
Il servizio di tutela paesaggistica delle Province Sassari e Olbia-Tempio, Dott. Antonio Carboni, chiede al Comune di Cargeghe di trasmettere notizie in merito a quanto asserito e confermato dall’Assessorato della Difesa all’Ambiente il 28 Febbraio 2015.

Invia la richiesta per conoscenza anche al nucleo NOE dei Carabinieri e alla Procura del Tribunale di Sassari.

9 settembre 2015
Sul giornale regionale “La Nuova Sardegna” esce un articolo che segnala la presenza di un blocco potenzialmente pericolante e che potrebbe mettere in pericolo anche le case sottostante e le persone.

9 settembre 2015
Il Comune di Cargeghe dispone la chiusura previdenziale del percorso della ferrata di Giorré.

20 settembre 2015
Nel sito ufficiale della ferrata www.ferratagiorre.it non si dà ANCORA comunicazione dell’ordinanza comunale, favorendo perciò la percorrenza nel tracciato di persone ignare dell’ordinanza e del pericolo ipotizzato.
Nel sito viene inoltre incoraggiata la ripetizione da soli o con la guida di un’Associazione (40 euro a persona).

Tutto tace.
Il nucleo dei Carabinieri, la Procura della Repubblica e il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale sembra non abbiano ancora preso in carico la denuncia.
In data odierna, dopo quasi un anno, nessuna notizia arriva dalla Procura della Repubblica, dai carabinieri e dagli altri enti interessati. Forse a loro bisogna ricordare che il 2013 è stato conosciuto come un anno di grandi frane attorno a Sassari e Cargeghe come quella del Monte Tudurighe (Valle dei Ciclamini), Muros (SS) e quella presso Florinas, che ha bloccato per mesi la SS131.

21 settembre 2015
Mountain Wilderness decide, con un comunicato stampa, di rendere pubblica la denuncia fatta il 17 novembre 2014, nella speranza che la pratica esca dalle pastoie burocratiche, nella contemporanea presa di coscienza dell’opinione pubblica.

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Ancora colpevoli silenzi sulla ferrata di Giorré ultima modifica: 2015-09-22T06:00:25+00:00 da Alessandro Gogna

5 thoughts on “Ancora colpevoli silenzi sulla ferrata di Giorré”

  1. 5
    Paolo Vinci says:

    Buonasera a tutti,

    in merito alla Ferrata di Giorrè, vorrei segnalare che la stessa in data 21/09/2016, con l’Ordinanza n. 15 del Sindaco del Comune di Cargeghe (SS) è aperta e fruibile in seguito ad intervento di manutenzione ordinaria sulla falesia.

    Il Sindaco dunque revoca la propria precedente Oridinanza n. 35/2015 con la quale temporaneamente vietava l’accesso alla via Ferrata situata in località Magola Giorrè.

    Buon divertimento!

  2. 4
  3. 3
  4. 2
    Gianni Sartori says:

    Molto bene: encomio solenne per MW!
    Adesso si potrebbe magari pensare a risanare anche le pareti di Lumignano e dintorni. O pensate che migliaia di chiodi a pressione e accessori vari siano meno invasivi di una ferrata?
    Scrivo in memoria del compianto amico Gianfranco Sperotto (esponente di MW che alcune ferrate le ha semplicemente smontate) e in difesa dei rapaci, diurni e notturni, in passato qui nidificanti (spariti pellegrino e barbagianni, resistono allocco e gheppio…), della rondine rossiccia (chissà, magari ritorna…), della sassifraga berica (contrariamente a quando sostengono alcuni “esperti”, ignoranti o prezzolati non cresce solo negli anfratti umidi…vive però di “luce indiretta” e il taglio della vegetazione per mano dei frequentatori sotto alle pareti e nei “camini” è già cominciato…ma non hanno altro da fare?) etc. etc.
    ciao
    Gianni Sartori

    PS dovendomi occupare di altre questioni (rifiuti tossici sotto la A31, basi militati -non c’è solo il Dal Molin, purtroppo- curdi a rischio genocidio etc) passerei volentieri il testimone…

  5. 1
    Alessandro Gogna says:

    Aggiornamento sulla situazione della via ferrata di Giorrè e su come vanno avanti i procedimenti in seguito alla denuncia.
    Il procedimento era incredibilmente bloccato perché chi se ne occupava nei vari uffici o è andato in pensione o è stato trasferito.
    Cosa si è ottenuto con Mountain wilderness: l’assessorato regionale alla difesa all’ambiente ha riconosciuto che il luogo è un sito di nidificazione di specie protette e ha dato ordine di dare prescrizioni e divieti per la fruizione della ferrata. Date le specie presenti l’interdizione dovrebbe essere da gennaio-febbraio sino ad agosto.
    E’ stata emessa inoltre un ordinanza per pericolo di frana da settembre 2015 e attualmente la ferrata non è più fruibile ed è bloccata in attesa del parere dell’ente regionale.
    Il Corpo di Vigilanza Ambientale ha rinforzato il messaggio dell’Assessorato scrivendo al Comune che vigilerà e si attiverà perchè l’interdizione venga mantenuta, anche con la “forza” se necessario.
    Attualmente l’ufficio che si occupa di assetto idrogeologico ha in mano la documentazione e faranno sapere se una struttura come quella poteva o meno essere realizzata. Nel frattempo il Comune preme perché vuole fare la manutenzione della ferrata e ha già chiesto alla tutela del paesaggio il nullaosta.
    Nullaosta momentaneamente negato perché anche loro in attesa delle decisioni dell’ufficio assetto idrogeologico.

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