Emendamenti al piano regionale Politiche per la montagna

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Emendamenti al piano regionale Politiche per la montagna
di Michele Usuelli

Cari amici della montagna,
l’incontro di stamane con Alessandro Gogna mi dà la forza per spingermi verso alte quote. Esiste in Regione Lombardia un Assessorato alla Montagna ed esiste una commissione speciale montagna che frequento, insieme ad esperti di montagna (guide e alpinisti) che posso invitare come uditori. Alte quote significa confrontarsi con gli avversari, applaudirli ogni volta che sia possibile, dialogare per migliorare e combattere in maniera non violenta tutte le volte che lo si ritenga necessario; non lasciamo l’assessore a lavorare da solo, in silenzio. Ebbene sì, da due mesi sono un politico, eletto al consiglio regionale di Lombardia con +Europa con Emma Bonino. Sono medico di terapia intensiva neonatale ed ho lavorato in diversi ospedali lombardi: San Paolo, Melloni, Lecco, e per sette anni In Mangiagalli, l’Himalaya della neonatologia. Ho sette anni di esperienza e lavoro ospedaliero in paesi in guerra, post guerra e comunque poverissimi, tra cui Afghanistan (nelle splendide montagne del Panshir), Sierra Leone, Repubblica Centrafricana, Darfur, Sudan, Malawi e Cambogia.
Oggi, 10 luglio 2018, nel silenzio generale della non informazione, si discute in Regione il Piano di sviluppo Regionale, che rappresenta il programma di governo del territorio dei prossimi cinque anni. Con Alessandro abbiamo pensato di condividere con voi il testo del piano regionale sulla montagna e gli emendamenti che +Europa con Emma Bonino presenta per migliorarlo. Questo è solo l’inizio della lotta.

Qui sotto riportiamo l’estratto dal PRS che riguarda la montagna lombarda. Qui potete scaricare l’intero documento del Programma Regionale di Sviluppo. Subito dopo elenchiamo quelli che secondo noi dovrebbero essere gli emendamenti essenziali.
Che pensi dei nostri emendamenti, quale potrebbe essere un tuo emendamento?

Livigno

Testo del piano regionale Politiche per la montagna
[estratto dal Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della Regione Lombardia (XI legislatura), pagg. 15-16-17]

Pagina 15
Tutte le politiche che verranno attuate a favore dei territori montani avranno come filo conduttore il contrasto allo spopolamento della montagna. Una montagna è viva perché il suo territorio è curato ed è mantenuto grazie alla presenza dell’uomo. A tendere occorrerà impostare un percorso che porti a reinvestire direttamente sui territori i proventi dallo sfruttamento delle risorse naturali ivi sfruttate.
Per creare nuove opportunità di “restare” o di “tornare” in questi territori sarà avviata una rinnovata azione sinergica, con il supporto di tutti gli Assessorati, per definire risposte condivise a partire da:
– forme particolari di valorizzazione della cultura e delle importanti tradizioni locali, come segno distintivo dei territori;
– un concreto sostegno all’agricoltura e all’allevamento di montagna, anche attraverso strumenti che facilitano la difesa e manutenzione del territorio; un uso razionale e innovativo del bosco e delle biomasse forestali, anche in progetti filiera che arrivino fino alle aziende del legname;
– nella fase di definizione del Piano Regionale del Paesaggio, azioni che riescano a coniugare la tutela del paesaggio montano con la presenza dell’uomo e delle sue attività, nel solco dei principi della Convenzione delle Alpi per il Paesaggio;
– attenzione al superamento del digital divide in aree montane;
– indici particolari e specifici di accesso per i territori montani caratterizzati da una grande estensione territoriale e da scarsa popolazione, in modo da garantire standard qualitativi alla popolazione, in linea con quanto previsto dalla L.R. 19/2015;
– modalità di promozione e di fruizione turistica, in chiave sostenibile, del territorio.

Si lavorerà alla predisposizione di una nuova legge quadro dedicata allo sviluppo della montagna lombarda, che funga da “testo unico” rispetto alle attuali discipline: questa riforma servirà a mettere a fuoco, in una modalità fortemente concordata con i territori e gli stakeholders, i temi dello sviluppo istituzionale, sociale, territoriale, economico e produttivo di questa porzione così importante del territorio regionale, in una ottica di forte valorizzazione della responsabilità delle istituzioni locali.

pagina 16
Nel garantire il presidio e l’attuazione degli strumenti di programmazione negoziata e delle misure e strategie territoriali multilivello per il territorio montano (es. Aree Interne, PISL, Fondo regionale Comuni Confinanti, Fondo Valli prealpine), anche con il supporto del sistema degli UTR, verranno definiti Accordi Quadro di Sviluppo Territoriale specifici per le singole aree montane, secondo modalità di progettazione dal basso, che potranno trovare copertura finanziare in apposite risorse finalizzate.

Si renderanno stabili le relazioni con il Canton Ticino e con il Cantone dei Grigioni attraverso la costituzione di due tavoli permanenti, integrati anche dai rappresentanti locali, che possano gestire in maniera costante le varie criticità e costruire insieme politiche di sviluppo condivise.
Nell’ambito dei rapporti bilaterali tra l’Italia e la Svizzera si agirà sul Governo affinché Regione Lombardia abbia un ruolo maggiore fino ad ipotizzare la definizione di accordi bilaterali su tematiche importanti quali, ad esempio, i trasporti o la questione dei lavoratori frontalieri.

Verrà riformato il “Comitato Montagna” affinché sia rappresentativo di tutti i territori e possa diventare parte del procedimento legislativo regionale, andando così ad incidere concretamente sulle Leggi in approvazione in modo da valorizzare e tutelare le peculiarità proprie della montagna.

In primo piano le creste del Monte Disgrazia, in secondo piano il Bernina

In raccordo con le competenze dei singoli assessorati, saranno definite regolamentazioni e/o modulistica semplificata per accedere a bandi o a procedimenti autorizzativi nei territori montani e per i piccoli Comuni, sempre nel rispetto della tutela della salute e della qualità della vita e delle produzioni.

Particolare attenzione sarà assicurata al Parco Nazionale dello Stelvio sia sul piano sovraregionale attraverso il presidio del “Comitato di Indirizzo e di Coordinamento” sia nella gestione locale del territorio lombardo, attraverso ERSAF. In particolare si dovrà arrivare all’approvazione definitiva del Piano e del Regolamento del Parco, nell’ottica di coniugare la necessaria tutela con lo sviluppo sostenibile dei territori, e alla definizione di strumenti di programmazione negoziata per la valorizzazione dei punti di maggior pregio e attrazione del Parco.

Una delle priorità della Legislatura sarà la predisposizione della modifica normativa alla legge statale che consenta la possibilità di gestire le procedure di assegnazione delle concessioni di grande derivazione idroelettrica, della riscossione dei relativi canoni, nonché della correlata disciplina applicativa, affinché siano garantite ricadute positive in termini di ritorni economici, compensazioni e mitigazioni ambientali per i territori interessati dalle infrastrutture, in particolare sui territori montani.

Si procederà inoltre alla riduzione dei canoni insoluti.
In una logica di semplificazione, promozione dello sviluppo di fonti energetiche rinnovabile e attenzione agli impatti ambientali, Regione proseguirà, infine, nel ruolo di coordinamento e disciplina per funzioni tecnico-amministrative delle fasi di autorizzazione delle derivazioni, definizione del deflusso ecologico e delle operazioni di gestione dei sedimenti degli invasi artificiali, al fine di recuperarne la capacità utile produttiva, con attenzione ad evitare impatti sugli ecosistemi dei corpi idrici a valle.

Risultati attesi

  1. Ter.9.7 Contrasto allo spopolamento delle aree montane.
  2. Ter.9.7 Governance per l’attrattività della montagna (Aree Interne, PISL e Parco dello Stelvio, Fondo regionale Comuni confinanti, Fondo Valli prealpine).
  3. Econ. 7.1 Attuazione della strategia “aree interne” (Fondi POR FESR 2014-2020)
  4. Ter.9.7 Investimento sui territori dei proventi derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali prodotte in loco.
  5. Ter. 9.1 Aggiornamento della normativa per la costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta di competenza regionale, regolarizzazione degli sbarramenti esistenti.
  6. Ter. 9.6 Regolarizzazione delle concessioni di derivazione d’acqua pubblica e introito dei relativi canoni demaniali da destinare alle politiche ed alle azioni di tutela della risorsa.
  7. Ter. 9.1 Semplificazione e uniformità ed omogeneità dei procedimenti afferenti le funzioni tecnico amministrative in materia di uso e gestione del demanio idrico, sicurezza e gestione invasi, definizione dei fattori correttivi relativi al deflusso ecologico anche attraverso il consolidamento dei rapporti tra stakeholders e amministrazione.
  8. Ter. 9.1 Garantire la sicurezza e ridurre l’impatto ambientale nella gestione degli invasi.

Indicatori

Trend

Incremento demografico nella aree montane

Aumento

Trend del PIL aree montane rispetto al dato regionale

Aumento

Presenza turistiche nelle aree montane

Aumento

Percentuale reddito individuale zone montane su reddito individuale regione

Aumento

Riduzione dei canoni idrici insoluti

Diminuzione (-10%)

GLI EMENDAMENTI PROPOSTI (da +Europa con Emma Bonino)
– PAG 15, 2 riga 1 capoverso, dopo la parola montagna., INSERIRE LE PAROLE: “Nei comuni ad alto spopolamento, dove le scuole materne, primarie e secondarie rischiano di chiudere o restano aperte in regime di forte diseconomicità, saranno organizzati incontri con la cittadinanza per spiegare il meccanismo di accoglienza volontaria nei paesi, in numero limitato e facilmente assorbibile, di famiglie di richiedenti asilo con figli e provenienti da regioni montane”.

– Pag. 15, dopo 2° capoverso, dopo la 4 -, INSERIRE una ulteriore -con LE PAROLE: “sviluppo e rinnovamento di sentieri di collegamento e passaggio tra le valli con creazione di luoghi di accoglienza/ristoro/pernotto, particolarmente tra le valli minori, sull’esempio alte vie delle Dolomiti”;

– Pag. 15, dopo 2° capoverso, dopo la 4 -, INSERIRE una ulteriore -con LE PAROLE: “Incentivi per il turismo fuori stagione con lo sviluppo di una rete di sentieri di bassa quota e relative strutture di accoglienza (esempio bassa Val d’Aosta, valle del Sarca) e relativa pubblicistica”;

Michele Usuelli

– Pag. 15 dopo ultima parola ultimo capoverso, INSERIRE LE PAROLE: “Sarà analizzato con Ferrovie dello Stato il costo-beneficio dell’attuazione di progetti di sviluppo di trasporto su rotaia verso e tra le nostre montagne, come il Tirano-Bormio e il collegamento treno Valgardena-Valtellina”;

– Pag. 16 dopo ultima parola 2° capoverso, condivise. INSERIRE LE PAROLE: “Saranno altresì promossi congiuntamente progetti di solidarietà tra popoli della montagna a favore di popolazioni montane in guerra e/o povertà: formazione sulla prevenzione valanghe e sulla formazione di guide di montagna, sull’esempio della collaborazione tra cittadini di St-Moritz e Valdostani nel progetto Alpistan”;

– Pag. 16 dopo la fine del 7° capoverso. INSERIRE LE PAROLE: “Sarà altresì riesaminata l’adeguatezza dei canoni riscossi per le concessioni per acque minerali”;

– A pag. 16, dopo ultimo paragrafo, prima di Risultati attesi, aggiungere le parole: “Per le piccole derivazioni idroelettriche, la Regione promuoverà un processo più rigoroso per la Valutazione d’Impatto Ambientale che, tra l’altro, tenga conto degli impatti cumulativi dei progetti che agiscono su uno stesso bacino; si impegnerà a istituire tavoli locali permanenti tra residenti nelle zone interessate da richieste di derivazioni idroelettrica e stakeholders per favorire la più ampia partecipazione ai processi decisionali e la più ampia conoscenza e trasparenza degli iter autorizzativi. Regione si impegnerà con il Governo per ridefinire gli incentivi economici sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo di mantenerli agli attuali livelli soltanto per gli impianti che garantiscono la piena tutela dei corsi d’acqua dal punto di vista della biodiversità e del paesaggio. Regione considera i corsi d’acqua un patrimonio da tutelare e una risorsa preziosa per il paesaggio, in grado di favorire il turismo e di conseguenza lo sviluppo economico e sociale del territorio di montagna”.  

Che pensi dei nostri emendamenti, quale potrebbe essere un tuo emendamento?

Michele Usuelli
Consigliere Regionale Lombardia +Europa con Emma Bonino
Presidente gruppo +Europa con Emma Bonino
Medico Chirurgo, specialista in pediatria
Consiglio Regionale della Lombardia, via F Filzi 22,  20124 Milano
Uff: 02 67482047
Mob: 0039 3201863829
Mail: michele.usuelli@consiglio.regione.lombardia.it

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Emendamenti al piano regionale Politiche per la montagna ultima modifica: 2018-07-10T05:03:12+00:00 da GognaBlog

3 pensieri su “Emendamenti al piano regionale Politiche per la montagna”

  1. 3
    Michele Usuelli says:

    Ecco gli emendamenti approvati:

    em 246

    PAG 15, dopo 2 capoverso, dopo la 4 -, INSERIRE una ulteriore -con LE PAROLE: sviluppare e rinnovamento i sentieri di collegamento e passaggio tra le valli con creazione di luoghi di accoglienza/ristoro/pernotto particolarmente tra le valli minori sull’esempio alte vie delle Dolomiti.

    em 247

    PAG 15, dopo 2 capoverso, dopo la 4 -, INSERIRE una ulteriore -con LE PAROLE: Incentivi per il turismo fuori stagione con lo sviluppo di una rete di sentieri di bassa quota e relative strutture di accoglienza  e relativa pubblicistica.

    em 248

    PAG 15, dopo ultima parola ultimo capoverso, INSERIRE LE PAROLE: Sarà analizzato con ferrovie dello stato il costo beneficio della attuazione di progetti di sviluppo di trasporto su rotaia verso e tra le nostre montagne.

    em 249

    PAG 16, dopo ultima parola 2 capoverso, condivise. INSERIRE LE PAROLE: Saranno altresì promossi congiuntamente progetti di solidarietà tra popoli della montagna a favore di popolazione montane in guerra e/o povertà: formazione sulla prevenzione valanghe e sulla formazione di guide di montagna.

    em 250

    PAG 16, dopo alla fine del 7 capoverso. INSERIRE LE PAROLE: Sarà altresì riesaminata l’adeguatezza dei canoni riscossi per le concessioni per acque minerali.

  2. 2
    Bruno Telleschi says:

    Una pista ciclabile sarebbe sicuramente peggio!

  3. 1

    Un treno che collega la Valgardena alla Valtellina?

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