Esplorazione in Alaska

Mount Laurens: via nuova di due americani in una remota catena dell’Alaska, nominata per il Piolet d’Or 2014
di Graham Zimmerman

A Talkeetna abbiamo concluso la nostra avventura, Mark Allen e io, una bella spedizione in Alaska coronata dal successo, una via nuova sul Mount Laurens 3061 m per l’impressionante sperone nord-est (V, A1, AI4, M7, 1400 m), nei pressi del ramo sud-ovest del Lacuna Glacier. Secondo Mark, finora la sua più bella avventura in Alaska. Una combinazione di accesso avventuroso, alpinismo esplorativo e scalata d’impegno che ha fatto di tutto il giro un insieme favoloso, in un ambiente naturale così selvaggio da non averne mai visto di uguali.

Con Paul Roderick della Talkeetna Air Taxi approfittammo di una nuova striscia d’atterraggio sulla neve dei Ramparts tra il Lacuna Glacier e il Kahiltna Glacier: poi camminammo per due giorni in su, fino al ramo sud-ovest (circa 14 km).

La parete est del Mt. Laurens con lo sperone nord-est salito da Allen e Zimmerman
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Ci eravamo documentati e sapevamo di essere i primi a visitare quest’area con intenzioni alpinistiche e probabilmente i primi a percorrere il ramo sud-ovest del ghiacciaio.
Sapevamo anche che Paul Roderick nel 1997 aveva fatto volare fin lì un alpinista austriaco, Thomas Bubendorf, più esattamente sul vicino Yetna Glacier e che questi aveva poi salito da solo e al primo tentativo la cresta sud-ovest della montagna. Fu Bubendorfer che battezzò la montagna “Laurens”, dal nome di suo figlio. Sembra che questa sia l’unica ascensione della montagna, che è davvero dominante e situata sulla cresta che corre a sud di The Fin, tra i ghiacciai di Yetna e di Lacuna.

La cresta fa parte di un gruppo di montagne noto come Fin Group. Oltre al Laurens, ci sono il Voyager Peak 3722 m (prima ascensione Allen-Zimmerman, 2011), le Bats Ears 3366 m (prima ascensione Gilmore-Turgeon-Wilkinson, 2008) e un’altra cima inviolate 3054 m.

Mark Allen sullo sperone nord-est del Mt. Laurens
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L’impressionante parete est del Mt. Laurens Mark e io l’avevamo vista per la prima volta facendo la prima del Voyager Peak nel 2011. Già allora avevamo coniato per lei il nome “The Mastodon Face” e così era rimasto.

Tra il 9 e il 15 maggio 2013, Mark e io facemmo due tentativi sul “mastodontico” sperone est del Laurens, ricacciati indietro in entrambi i casi da muri strapiombanti ricoperti di un velo di ghiaccio dopo circa 450 metri di salita.

La sera del 20 maggio riprovammo. La prima metà della via era composta da difficili sezioni di misto separate da lunghi tratti di arrampicata su neve e buon ghiaccio ripido. In cima a questa prima metà bivaccammo su una bella prua. La seconda metà cominciava con il raggiungimento di una ripida cresta di neve che continuava fino alla confluenza con la cresta nord. Continuammo per la cresta fino a un secondo bivacco sito su una gobba della cresta stessa. Questo era un punto di osservazione meraviglioso, potevamo vedere quasi tutte le montagne dell’Alaska, naturalmente anche il Foraker, il Denali (McKinley), il Mount Hunter e il Russell. Il sito del bivacco era la giusta interruzione di un filo di cresta che sia prima che dopo imponeva una scalata sprotetta su neve ripidissima e potenti cornice.

Graham Zimmerman
Zimmerman,GrahamZ-BioShot-Photo-Credit-Jim-Myeyes-VertizonPhotography

La cresta portava al plateau sommitale dove ci prese una tormenta di vento freddissimo. Fummo perciò costretti a piantare la tendina e ripararci malamente per circa tre ore in attesa dell’alba. Per fortuna con il sorgere del sole la bufera si smorzò e ci fu quindi permesso di salire un ultimo pendio a 70° per arrivare in cima.
Non risultava che la quota della sommità del Laurens fosse mai stata misurata prima: lo facemmo noi con il nostro GPS, stabilendola quindi a 10.042 piedi (3061 m).

Mark Allen
allen, mark

Scendemmo sul margine meridionale della parete est seguendo una serie di couloirs. Facemmo 12 doppie su ghiaccio, neve e roccia e poi ancora giù per altri 650 metri fino al ghiacciaio. Ci riposammo per un giorno e mezzo prima di scendere con gli sci alla “striscia” di atterraggio.

Tutto il giro fu di 67 ore: 59 di salita e 8 di discesa.

postato il 20 marzo 2014

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Esplorazione in Alaska ultima modifica: 2014-03-20T08:44:56+00:00 da Alessandro Gogna

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