Flash di Alpinismo – Biografie 2

Pierre Mazeaud (1929 – vivente, Francia)
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Alpinista degli anni 60 e navigato politico che ha fatto parte di diversi gabinetti ministeriali. Mentre gran parte degli alpinisti di quel periodo preferivano legarsi solo con connazionali, Mazeaud fu veramente un alpinista internazionale che si legò con André Contamine (si veda la Contamine-Mazeaud al Mont Blanc du Tacul), ma anche con Ignazio Piussi e Roberto Sorgato (via del Miracolo, Civetta), con Toni Hiebeler (2a invernale alla Nord del Cervino nel 1962) e con Walter Bonatti (via dell’Amicizia sulle Petites Jorasses nel 1962).
Nel 1959 con Desmaison aprì la via Couzy in Lavaredo, nel 1961 fu coinvolto nella tragedia del Frêney assieme a Bonatti e compagni.
Nel 1978 sale sull’Everest assieme a Jean Afanassief e Nicolas Jaeger.

Jacopo Merizzi (1959, vivente, Italia)
Iconoclasta scalatore e salitore di cascate di ghiaccio della Val di Mello.
Nel 1977 apre la via Chiara sulla parete nord-ovest del Badile, ma preferiamo ricordare le sue vie in Val di Mello: Le corna non fan Peso, Amplesso Complesso, Bodenshaff, Via Paolo Fabbri 43, il Paradiso può Attendere, Nuova Dimensione, Le Risposte di Bakunin, il Dolce richiamo dell’aldilà, Oracoli d’Ulisse, Polimagò, l’Albero delle Pere, la Serpe Ripresa, Via per l’Inferno, Patabang, Sadomasa, Micetta Bagnata.
Strenuo difensore dell’integrità della Val di Mello.

Reinhold Messner (1944 – vivente, Italia)
Sicuramente il più famoso alpinista di tutti i tempi. Iniziò in Dolomite dove diede lustro all’arrampicata libera innalzando il livello fino all’ottavo grado (Pilastro di Mezzo al Sass dla Crusc, 1968). Negli stessi anni spinse al massimo anche l’alpinismo sulle Alpi, specie sul Monte Bianco. Negli anni successivi si dedicò all’alpinismo himalayano salendo per primo tutti i 14 ottomila, senza ossigeno e attraverso nuovi itinerari seguendo il cosidetto stile alpino. E’ stato un protagonista anche dell’alpinismo in solitaria sulle Dolomiti, sulle Alpi ed in Himalaya.
E’ anche esploratore, nonché scrittore di innumerevoli libri di montagna e valido comunicatore ai mass-media.

Jacopo Merizzi
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Luigi Micheluzzi
(1900 – 1976, Italia)
Alpinista di Canazei degli anni 30, l’epoca del sesto grado ed affermata guida alpina. Aprì diversi itinerari significativi in val di Fassa tra i quali ricordiamo due vie al Piz Ciavazes, la cresta nord del Sass de la Undesc, lo spigolo ovest del Sass de Moles e la Torre Micheluzzi da sud. Sicuramente l’impresa che lo portò alla ribalta fu l’apertura del pilastro sud alla Marmolada di Penia, 600 metri, VI superiore aperto in 30 ore, con bivacco e con soli 6 chiodi nel 1929 mentre oggi ci sono oltre 50 chiodi.

Bob Milward (1949 – vivente, Gran Bretagna)
Ha effettuato salite sulle Alpi, in Alaska, in Himalaya ed in Nord-America. Ha tentato e parzialmente salito la Soldà in Sassolungo in invernale con Steve Parr (1976).

Andrea Minetto (vivente, Italia)
Padovano molto attivo nella falesia di Lumignano.

Jerry Moffatt (1963 – vivente, Gran Bretagna)
Ha cominciato ad arrampicare grazie al club d’arrampicata della sua scuola superiore per poi dedicarsi alla arrampicata in falesia tipicamente inglese.
Nel 1982 a 19 anni fa il suo primo viaggio negli Stati Uniti dove sale quattro delle vie più dure del paese (Genesis, Psycho Roof, Supercrack ed Equinox). Negli anni successivi si dedica alle vie pù dure in Yosemite, Provenza, Germania, Australia e Gran Bretagna quali Phoenix, Chimpanzidrome, Le Rose et le Vampire, Le Minimum e Liquid Ambar.
Partecipa alle gare di arrampicata fino al 1990. A fine carriera ha aperto a Shieffeld una palestra indoor di arrampicata.

Ben Moon (1966 – vivente, Gran Bretagna)
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Ha iniziato ad arrampicare a Lake District giovanissimo. A vent’anni partecipa alle prime gare di arrampicata a Bardonecchia piazzandosi al secondo posto dopo Patrick Edlinger. Alla fine degli anni 80 vive di espedienti sotto la falesia di Buoux dove sale due vie di 8c. Sale Hubble, la prima via di 8c+ del mondo in Inghilterra a Raven Tor. Ha fondato due aziende di abbigliamento sportivo: la S7 e la Moon.

Gian Piero Motti (1946 – 1983, Italia)
Teorizzò il Nuovo Mattino.
Iniziò ad arrampicare molto presto ed il suo curriculum comprende una notevole attività tra le quali la prima solitaria del Pilier Gervasutti al Mont Blanc du Tacul, altre ripetizioni di rilievo nel gruppo del Bianco tra cui la Cassin sulle Grandes Jorasses, lo Spigolo degli Scoiattoli della Cima ovest di Lavaredo, numerose prime invernali e un’importante attività di ricerca sulle pareti delle valli piemontesi. Tuttavia il suo principale contributo all’alpinismo è stata l’ingente mole di articoli, monografie, introduzioni, traduzioni, tra cui ricordiamo la Storia dell’Alpinismo e l’articolo i Falliti.

Andrea Oggioni (1930 – 1961, Italia)
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Ha mosso i primi passi sulle Grigne, compagno di cordata di Walter Bonatti e Josve Aiazzi, successivamente aperto e ripetuto numerose vie su tutto l’arco alpino. Fra le ripetizioni ricordiamo: la Walker alle Grandes Jorasses, la nord-est del Badile, la Cassin alla Cima ovest di Lavaredo, la Nord del Roseg, la Livanos-Gabriel in Civetta. Partecipò a due spedizioni nelle Ande.
Aprì alcune vie nel Gruppo di Brenta: il Gran Diedro della parete est della Brenta Alta (1953) la via Concordia sulla Cima d’Ambièz (1955) e la parete sud della Cima di Campiglio.
Era con Bonatti nel tragico tentativo al Pilone Centrale del Frêney del 1961.

Dan Osman (1963 – 1998, Stati Uniti)
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Praticante di sport estremi e solito ad arrampicare free-solo. Era molto conosciuto per i suoi salti nel vuoto con l’uso di una normale corda dinamica da arrampicata come sistema di sicurezza, con il quale ha stabilito il record di 305 metri. Protagonista di vari video di arrampicata con i quali portò il free soloing al grande pubblico grazie alle sue scalate.

Maurizio Oviglia (1963 – vivente, Italia)
Giornalista, scrittore, prolifico apritore di nuove vie sportive e trad. Da giovanissimo dopo aver ripetuto le vie di roccia e ghiaccio più difficili delle Alpi, sempre con un occhio attento al fenomeno della nuova arrampicata, si trasferisce in Sardegna, dove vive attualmente. In Sardegna esplora, apre, relaziona e riattrezza nuove vie.

Fabio Palma (1965 – vivente, Italia)
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Scrittore ed editore della rivista Stile Alpino dei Ragni di Lecco di cui è attualmente il presidente. In Wendenstocke ha aperto tre vie: Portami Via, Coleophysis, Infinite Jest; in Rätikon ha aperto Follie di fine estate.

Steve Parr (Gran Bretagna)
Famoso per aver tentato e parzialmente salito la Soldà in Sassolungo in invernale con Bob Milward (1976). Ha svolto parecchie spedizione in Himalaya.

Marco Pedrini (1958 – 1986, Svizzera)
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Noto per alcune fenomenali solitarie negli anni ‘80 quali la prima solitaria della via del compressore sul Cerro Torre. Questa salita venne filmata da Fulvio Mariani e fu oggetto di un film dal titolo Cerro Torre Cumbre.
Ricordiamo anche la seconda invernale e prima in stile alpino della via Cassin sulla parete nord-est del Pizzo Badile; la prima salita in libera del pilastro Bonatti (pilastro sud-ovest del Petit Dru) e la prima salita in libera della variante Panoramix al Grand Capucin.

Emanuele Pellizzari (vivente, Italia)
Conosciuto come Kinobi, è uno scalatore del nord-est che vive con un’azienda che effettua import-export di materiale tecnico di arrampicata. I suoi consigli tecnici sono molto apprezzati. Ha aperto vie nuove in Dolomiti e Madagascar.

Stephane Pennequin (vivente, Francia)
Gestisce ad Ajaccio un fornitissimo museo, unico al mondo, di nut, friend ed altre protezioni mobili.

Franco Perlotto (1957 – vivente, Italia)
Innovatore protagonista del nord-est, che coniò, all’inizio degli anni 80, il termine di free-climbing per indicare il nuovo stile di arrampicata.
Molto attivo sulle Dolomiti, in Yosemite e su diverse pareti di tutto il mondo: è stato il primo italiano sulla Devil’s Tower nello Wyoming. A lui si deve la prima assoluta della parete sinistra del Salto Angel (Venezuela), la prima europea di Tangerine Trip su El Capitan, la prima solitaria di Lurking Fear su El Capitan e la prima solitaria del Trollryggen in Norvegia. Ha dato anche un notevole contributo alle riflessioni sulle nuove frontiere in montagna. E’ scrittore, giornalista, politico e dedito alla cooperazione internazionale.

Carla Perrotti (vivente, Italia)
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Documentarista con lunga esperienza di viaggi nei posti più selvaggi della terra, dall’Amazzonia al Borneo, dalla Papua Nuova Guinea all’Africa. E’ la prima donna ad aver attraversato da sola, con i Tuareg, in Sahara il deserto del Ténéré ed il deserto del Niger a seguito di una carovana del sale, nell’ottobre del 1991. Ha poi attraversato anche altri deserti: il deserto del Kalahari in Botswana, il deserto di Taklimakan in Cina, il Simpson Desert in Australia ed il deserto dell’Akakus Tadrarf in Libia.

Walter Philipp (1936 – 2006, Austria)
Professore universitario di matematica.
Nel 1957 con Dieter Flamm, Claudio Barbier con Diether Marchart, tentano una via molto diretta sulla Punta Tissi in Civetta. A metà parete Marchart è ferito da una caduta di sassi, cosicché lui e Barbier sono costretti a scendere, lasciando l’incarico di terminare la via a Philipp e Flamm.

Vito Plumari (1919 – 1996, Italia)
Detto “il Vecchiaccio”. Vecchietto strampalato, affetto dal Parkinson, ex-bidello di scuola, reduce dalla campagna di Russia (da cui si porta in dote congelamenti e tubercolosi), felliniano outsider dalle mille stramberie, inizia a scalare con Pierluigi Bini, ragazzino, negli anni ‘70. Nascerà un’amicizia che durerà vent’anni e che lo porterà a salire, da secondo di cordata, diverse grandi classiche dolomitiche e del Gran Sasso.

Paul Preuss (1886 – 1913, Austria)
Iconico personaggio detto anche “il Cavaliere Solitario”, il padre spirituale della moderna arrampicata libera. Ha scalato oltre 300 pareti, molte delle quali in solitaria e senza corda. E’ stato anche un valido scialpinista.
La sua via più moderna e bella rimane sulla parete est del Campanile Basso ed è stata aperta in solitaria arrampicando senza corda sia in salita che in discesa.
Ancora più famosa è la sua rigida etica che ha introdotto nell’alpinismo e che porta ad una drastica limitazione sul numero di chiodi da utilizzare. La sua filosofia è stata riassunta in sei regole per lo scalatore.

Christophe Profit (1961 – vivente, Francia)
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Ha rivoluzionato l’alpinismo sul Monte Bianco negli anni 80. I suoi “concatenamenti” di diverse pareti nella stessa giornata lo hanno fatto balzare agli onori della cronaca. Nel 1982 si distingue per salire la Direttissima Americana al Petit Dru in 3 ore e 10 minuti.
Nel 1984 ha concatenato la salita in giornata dei quattro Piloni del Frêney. Ma ottiene il successo mediatico con il concatenamento in giornata delle tre grandi pareti nord delle Alpi, Grandes Jorasses, Eiger e Cervino, effettuato per la prima volta nel luglio 1985 e per la prima volta in invernale nel 1987. Ha inoltre aperto una nuova via sul K2 insieme a Pierre Beghin lungo lo spigolo nord-ovest.

Michele Radici (vivente, Italia)
Architetto, fotografo, giornalista, regista specializzato in barca a vela, viaggi e sport estremi tra i quali l’alpinismo.
Per quanto riguarda l’alpinismo i principali personaggi che ha messo a fuoco sono Alfonso Vinci, Jim Bridwell e Alain Robert.

Gaston Rébuffat (1921 – 1985, Francia)
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Formidabile alpinista del periodo 40-50. Fu il primo a salire tutte e tre le pareti nord più difficili delle Alpi (Eiger, Cervino, Grandes Jorasses) e le altre tre grandi pareti nord delle Alpi (Cima Grande di Lavaredo, Petit Dru e Pizzo Badile).
Nel 1950 ha partecipato alla spedizione francese dell’Annapurna. Alcune sue vie sul Monte Bianco, quali la Rébuffat sulla parete sud dell’Aiguille du Midi del 1956, sono diventate delle indiscusse classiche.
E’ stato un apprezzato fotografo, scrittore, conferenziere e regista.

Yves e Claude Remy (Claude 1953 – Yves 1956 – viventi, Svizzera)
I fratelli Remy sono stati tra i primi prolifici apritori di nuove vie moderne con chiodatura sicura generalmente su belle pareti. Nelle montagne di casa (Grimsel, Sanetsch e Slot) hanno aperto oltre 2.000 vie, altre 2.500 nelle Alpi Valdesi e 200 a Kalymnos a cui vanno sommate altre innumerevoli vie dal Monte Bianco fino al deserto del Wadi Rum in Giordania.

Guido Rey (1861 – 1935, Italia)
Scrittore e fotografo di agiata famiglia. Aprì diverse vie, sul Monte Rosa, la cresta di Furggen sul Cervino. Fece cordata con Ugo de Amicis, figlio del famoso scrittore e oltre a numerose ascensioni sulle Alpi Occidentali, assieme si dedicarono pure alle Dolomiti.

Luggi Rieser (vivente, Austria)
Diventato poi, Swami Prem Darshano, l’uomo del frack, è stato uno dei più fantasiosi scalatori dolomitici degli anni 70. Vanta oltre 300 vie nuove aperte con una rigida etica: dal basso, con pochi chiodi, senza spit e generalmente molto velocemente.
Fra le sue nuove vie: Mephisto al Sass dla Crusc (1979), Odissey in Wilder Kaiser (1984) e innumerevoli vie sulla Sud della Marmolada (Schwalbenschwanz, Hatschi Bratschi, Vogelwild, Ombrello, Ombrello da sole, Frack e Tuba, Terra Incognita, Dulcinea del Toboso, Sim Sala Bim, l’Elefante) tra le quali la più difficile è sicuramente Steps accross the border.

Royal Robbins (1935 – vivente, Stati Uniti)
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Uno dei pionieri dell’arrampicata americana. Dopo aver iniziato a scalare in Tahquitz, ha effettuato le prime salite di big-wall in Yosemite.
Nel 1957 ha salito la nord ovest dell’Half Dome, nel 1960 ha effettuato la seconda salita del Nose e nel 1961 ha aperto Salathe Wall su El Capitan.
Nel 1962 sul Monte Bianco ha aperto la Diretta degli Americani al Petit Dru seguita poi, nel 1965, dalla Direttissima degli Americani sempre sulla stessa parete. E’ stato il primo a scalare El Capitan in solitaria. Si è successivamente dedicato al kayak ed ha aperto un’azienda di abbigliamento outdoor. Un profondo senso etico e di rispetto per le montagne sono la sua filosofia di vita.

Doug Robinson (vivente, Stati Uniti)
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Californiano appartenente al periodo degli anni 60 e 70, cioè l’età dell’oro della Yosemite Valley, è stato definito il padre del clean climbing. Nel 1972 scrisse un saggio, pubblicato sul catalogo pubblicitario dell’azienda di Chouinard, su perché sviluppare uno stile etico di arrampicata senza chiodi. Nel 1973 scalò l’Half-Dome con arrampicata clean.
Uno dei più raffinati scrittori di montagna americani: celebre è il suo saggio “lo scalatore come visionario” pubblicato sulla rivista Ascent nel 1969.

Rob Robinson (vivente, Stati Uniti)
Scalatore degli anni 70. Compagno di cordata di John Bachar. Ha sviluppato l’area di arrampicata nel Tennessee.

André Roch (1906 – 2002, Svizzera)
Sciatore, studioso delle valanghe, ha contribuito allo sviluppo del resort sciistico di Aspen. Come alpinista ha effettuato 25 prime salite sulle Alpi e 27 in Asia.
Nel 1952 ha partecipato ad una spedizione svizzera sull’Everest che è arrivata molto vicino alla vetta.

Franck Ruggeri (1928 – 2012, Francia)
Nizzardo che negli anni 60 formò una formidabile cordata con Didier Ughetto avendo le Alpi Marittime come terreno preferito d’azione. Rimane fondamentale la loro via Diedro Rosso al Corno Stella. Per quella salita si erano dovuti inventare degli ingegnosi cunei di legno regolabili fino ad una larghezza massima di circa 30 centimetri, antesignani dei friends, indispensabili per superare le fessure larghe e svasate.

Reinhard Schiestl (1957 – 1995, Austria)
Tirolese che ha formato una cordata affiatata con Luggi Rieser (Swami Prem Darshano) ed Heinz Mariacher.
Protagonista di alcune realizzazioni di altissima difficoltà – vie nuove e ripetizioni puntando all’arrampicata libera e alla leggerezza – che hanno rivoluzionato la scalata alpina tra gli anni Settanta ed Ottanta.
Nel 1978 Schiestl e Rieser aprirono in Marmolada Schwalbenschwanz (coda di rondine), nel 1979 crearono una via leggendaria, Mephisto, sul Sass dla Crusc: 300 metri, VIII- e tre chiodi intermedi.
Anche le sue free solo hanno fatto storia: via Jori sull’Agner in un’ora e 25 minuti (1980), via Messner sul Sasso delle Nove in 7 minuti (1980).

Ernest Shackleton (1874 -1922, Gran Bretagna)
Carismatico esploratore britannico di origine irlandese passato alla storia per la spedizione Imperial Trans-Antarctic Expedition 1914 – 1916 nel corso della quale, nonostante il mancato attraversamento del continente antartico e lo schiacciamento della nave Endurance ad opera del pack, Shackleton riuscì avventurosamente a portare in salvo tutti i membri dell’equipaggio.
Precedentemente prese parte alla spedizione Discovery (1901-1903) con Robert Scott per raggiungere il polo sud e guidò la spedizione antartica Nimrod (1907-1909) di nuovo con l’obiettivo di raggiungere il polo sud.

Gino Soldà (1907 – 1989, Italia)
Sciatore, partigiano ed imprenditore. Uno dei grandi protagonista dell’epoca d’oro del sesto grado negli anni 30.
Inizia a scalare sulle montagne di casa, le Piccole Dolomiti, per poi passare alle Dolomiti dove apre significativi itinerari come la Soldà –Conforto in Marmolada (1936), la Soldà-Bertoldi al Sassolungo (1936).
Partecipa alle olimpiadi invernali di Lake Placid (1932) come fondista ed al ritorno apre una azienda familiare di scioline.
Partecipa alla spedizione italiana del K2 nel 1954. Continua ad arrampicare e a sciare fino agli ultimi anni di vita.

Emil Solleder (1899 – 1931, Germania)
Esponente della “scuola alpinistica di Monaco”, appartiene all’epoca d’oro del sesto grado degli anni ‘30.
Le sue prime salite più famose sono la Solleder-Wiessner sulla Forchetta nelle Odle (1925), la Lettenbauer-Solleder sulla parete nord-ovest del Civetta (1925) e la Solleder-Kummer al Sass Maor (1926).
Era un’apprezzata guida alpina sia su calcare che su granito e ghiaccio.

Jindrich Sustr (vivente, Repubblica Ceca)
Misteriosa meteora dell’alpinismo intercettata da Igor Koller al momento giusto. Il ragazzo del Pesce, ovverossia lo scalatore diciassettenne che nel 1981 assieme ad Igor Koller, salì da capocordata le lunghezze più difficili della via del Pesce.
Aprì vie ancora più impegnative nei Tatra e dopo pochi anni lasciò l’alpinismo.

Joe Tasker (1948 – 1982, Gran Bretagna)
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Spesso legato con Pete Boardman e facente parte del gruppo di Bonington.
Dopo un primo periodo di scalate sulle montagne inglesi, salì prestigiosi itinerari sulle Alpi tra cui la nord dell’Eiger nel 1975 in invernale con Dick Renshaw.
Dopo aver salito un settemila in Himalaya, prese parte a diverse spedizioni inglesi: Nuptse, Changabang, K2, Kanchenjunga ed Everest sempre per itinerari nuovi, spesso d’inverno e con spedizioni leggere.
Tasker aveva un talento per la scrittura e i suoi due libri ne sono la testimonianza.

Mirella Tenderini (vivente, Italia)
Scrittrice e traduttrice, editor e direttore di prestigiose collane di grandi editori (CdA&Vivalda Editori). E’ autrice di libri di montagna, di esplorazione e di biografie, ricordiamo il suo libro su Gary Hemming, sul Duca degli Abruzzi e su Ernest Shackleton.

Doug Tompkins (1943 – vivente, Stati Uniti)
Scalatore, imprenditore ed ambientalista. Dopo un avventuroso viaggio in Patagonia, nel 1968, crea l’azienda di abbigliamento alpinistico chiamata North Face. Successivamente ha creato l’azienda di abbigliamento chiamata Esprit. Successivamente, ritiratosi dal business, ha creato un’oasi ecologica di oltre 8.000 km quadrati fra Cile ed Argentina.

Pietro Trabucchi (vivente, Italia)
Psicologo che si occupa di prestazione sportiva, specie per le discipline di resistenza. E’ stato psicologo della squadra nazionale di sci di fondo alle Olimpiadi di Torino del 2006 e psicologo delle squadre nazionali di triathlon per molti anni. Ora si dedica alle nazionali di ultra maratona (24 ore, 100 km, ultratrail).

Marc Twight (1961 – vivente, Stati Uniti)
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Specialista nell’arrampicata estrema di misto dove domina lo stile alpino leggero con il rischio portato all’eccesso.
E’ stato anche molto attivo sul Monte Bianco. Scrittore lucido e disincantato noto soprattutto per il suo libro Confessioni di un serial climber che è la miglior rappresentazione di quella faccia dell’alpinismo caratterizzata dal cinismo, dall’ambizione senza ritegno, dalla violenza caratteriale.

Didier Ughetto (Francia)
Negli anni 60 formò una formidabile cordata con Franck Ruggeri avendo le Alpi Marittime come terreno preferito d’azione. Rimane fondamentale la loro via Diedro Rosso al Corno Stella. Per quella salita si erano dovuti inventare degli ingegnosi cunei di legno regolabili fino ad una larghezza massima di circa 30 centimetri, antesignani dei friends, indispensabili per superare le fessure larghe e svasate.

Mark Vallance (1944 – vivente, Gran Bretagna)
Noto per aver sviluppato l’invenzione e prodotto, a livello industriale, il friend per l’azienda Wild Country per oltre una ventina di anni.
Dopo aver iniziato a scalare nei Lake Districts, ha arrampicato su montagne in tutti i sette continenti compresa l’Himalaya. In Colorado incontrò Ray Jardine con il suo prototipo di friend (1978) e da lì si spostò in Inghilterra per poter trovare il finanziamento per iniziare l’industrializzazione del friend.

Mary Varale (1895 – 1963, Italia)
E’ stata una delle pioniere del mondo alpinistico femminile in Italia nel periodo a cavallo fra gli anni 20 e gli anni 30 con oltre 200 salite compiute come capo-cordata, da seconda di cordata o in solitaria. Per la sua audacia e capacità atletiche ha impressionato Tita Piaz. E’ stata amica e compagna di cordata di Riccardo Cassin e di Emilio Comici che considerava suo maestro.
Fra le sue prime salite ricordiamo lo Spigolo Giallo all’anticima della Cima Piccola di Lavaredo aperto nell’estate del 1933 con Emilio Comici, Renato Zanutti e nel 1934 con Alvise Andrich e Furio Biachet sulla via dei Bellunesi alla parete sud-ovest del Cimon della Pala.

Antoine Vieille ( – 1961, Francia)
Sfortunato compagno di Pierre Mazeaud nel tentativo di prima salita al Pilone Centrale del Frêney. Con Robert Guillaume, nello stesso anno, ha compiuto la prima invernale della Gervasutti al Pic Adolphe.

Ed Viesturs (1959 – vivente, Stati Uniti)
Uno dei pochi ad avere scalato tutti i 14 ottomila in stile alpino. Ha scalato l’Everest 7 volte. E’ guida per le spedizioni commerciali sull’Everest. Ha partecipato a diverse operazioni di soccorso in alta quota: ha salvato Chantal Mauduit nel 1992 sul K2; nel 2003 ha tentato di salvare Jean Christophe Lafaille sul Broad Peak.

Gabriele Villa (vivente, Italia)
Istruttore regionale di alpinismo, è stato per diciotto anni vicepresidente della sezione CAI di Ferrara e attualmente ne è il segretario. Blogger del sito altitudini, intraisass, è redattore del sito intraigiarùn.

Paolo Vitali (1964 – vivente, Italia)
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Ha una particolare predilezione per le pareti nel gruppo del Masino-Bregaglia ed in particolare al Pizzo Badile, nella magica Val di Mello e sulla big wall del Qualido.
Dal 1985 fa cordata fissa, in montagna e nella vita, con Sonja Brambati e sono tra i primi ad introdurre l’uso sistematico dello spit nell’apertura di nuovi itinerari.
Grazie a questo nuovo strumento, si riaprono nuovi giochi: pareti reputate impossibili o troppo rischiose tornano ora a essere fattibili, itinerari che prima erano solo immaginabili ora si possono tentare.

Chris Walker (Stati Uniti)
Compagno di cordata di Ray Jardine. Passato alla storia alpinistica solo per essere presente quando per la prima volta vennero usati quegli strani aggeggi, inventati da Ray Jardine, a cui diede il nome di friends.

Billy Westbay (1952 – 2000, Stati Uniti)
Originario del Colorado, Stonemaster dello Yosemite, famoso per aver compiuto la prima salita in giornata del Nose su El Capitan nel 1975 assieme a Jim Bridwell e John Long.
Ha accompagnato Jim Bridwell anche nella prima salita di Pacific Ocean Wall su El Capitan nel 1975.
Membro del soccorso nel Colorado ed autore di numerosi interventi.

Heinz Zak (1958 – vivente, Austria)
E’ uno dei migliori fotografi di montagna, arrampicata e paesaggi alpini. Scala dal 1974 ed è stato uno dei pionieri dell’arrampicata sportiva in Austria. 

Al suo attivo nel 1998 la terza salita di Royal Flush (1400 m IX, A2) al Fitz Roy, in Patagonia assieme a Peter Janschek. Sempre nel 1998 su El Capitan, in California, è riuscito nella rotpunkt di Free Rider e nel 2005 la seconda salita in free solo – dopo l’amico Wolfgang Güllich – di Separate Reality.
Oltre all’arrampicata, Heinz Zak si dedica con passione anche alla slackline, di cui è uno dei protagonisti europei.

Maurizio Zanolla (1958 – vivente, Italia)
Meglio conosciuto come Manolo e soprannominato il Mago, è uno dei pionieri dell’arrampicata libera in Italia e nel mondo ed è uno dei volti più conosciuti di questa attività in Italia pur non avendo mai voluto partecipare alle competizioni di arrampicata.
Ha sempre previlegiato l’arrampicata su placca o sul verticale, piuttosto che sugli strapiombi. All’inizio degli anni ottanta apre vie sulle Pale di San Martino e nella falesia del Totoga con gradi e protezioni severe per l’epoca come Il mattino dei maghi in Totoga (7c+) e Supermatita sul Sass Maor (7 chiodi, fino al 6b). Schivo, Manolo vive la sua passione per l’arrampicata in maniera personale, filosofica e romantica.

Renato Zanutti ( – 1981, Italia)
Appartiene al periodo classico degli anni ’30.
Viene ricordato per la prima ascensione della parete nordest dell’Agner (1921) assieme ad Arturo Andreoletti e Francesco Jori. Tale classica via, che in 22 ore risolve per camini e fessure i 1500 metri di parete, è classificata di grado V+.
Nel 1933 assieme ad Emilio Comici e Mary Varale scala l’aereo, elegantissimo spigolo sud-est dell’anticima della Cima Piccola di Lavaredo, da allora noto come Spigolo Giallo, autentico prototipo di scalata dolomitica di alta difficoltà, realizzando in pratica l’ideale di dirittura, eleganza e perfezione estetica.

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Flash di Alpinismo – Biografie 2 ultima modifica: 2015-02-14T07:00:38+00:00 da Alessandro Gogna

3 thoughts on “Flash di Alpinismo – Biografie 2”

  1. 3
    Alberto Benassi says:

    Pierre Mazeaud si è legato con Piussi e Sorgato per la via del Miracolo sulla N. O. della Civetta .

  2. 2
    Anonimo says:

    Mah… sinceramente l’attualità di questo brano stento a comprenderla. Forse, e sottolineo forse, poteva avere un “suo perchè” nel 1972, riferito allo stile ed ai protagonisti di allora…

  3. 1

    Gian Piero Motti- “I Falliti” – 1972

    L’attualità e l’empatia di questo scritto lascia disarmati. Una riflessione sempre vera e sempre più dimenticata. Che la dipendenza non è solo quella dalla tecnologia o dall’attrezzatura ma anche quella ancora più forte data dalle nostre ossessioni.

    L’articolo completo si può leggere qui, per chi non lo ricorda o non lo conosce (non credo sia il caso dei lettori di questo blog)

    http://www.scuolamotti.it/varie/i%20falliti.pdf

    Grazie anche a Massimo Bursi per questo bellissimo compendio – da conservare (oggi diluvia, c’è tempo per leggere un po’ con calma)

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