Gli elettori austriaci che “sbagliano”

Gli elettori austriaci che “sbagliano”
di Franco Cardini
(già pubblicato su www.ariannaeditrice.it/  il 22 ottobre 2017 con il titolo Austria? E’ troppo facile accusare gli “elettori che sbagliano)

Lettura: spessore-weight**, impegno-effort**, disimpegno-entertainment***

Quello dell’affermazione dell’estrema destra in Austria non è per nulla un fulmine a ciel sereno: anzi, è da molti punti di vista una “novità annunziata”, se non un’evenienza scontata.

Inutile il meravigliarsi; grottesco il preoccuparsi oltre un certo segno; ridicolo il correre all’impazzata alla ricerca nevrotica dei “responsabili” o chiedersi “dov’è che abbiamo sbagliato”. Fanno ridere quelli – e sono tanti: date un’occhiata ai soliti bloggers – che al riguardo resuscitano il fantasma delle elezioni tedesche del ’33 o fanno finemente osservare che in fondo l’Austria è il paese di Adolf Hitler (lo è anche di Mozart e di Beethoven: e allora?). Se i polacchi dedicano sfilate e pubbliche recite di rosario al pericolo islamico, se in Italia quattro ragazzacci che fanno qualche saluto fascista provocano progetti di legge insensati che rubano tempo prezioso a un parlamento che dovrebbe essere in più serie faccende affaccendato, tutto ciò vuol dire che siamo in un momento di estrema confusione e di serio disorientamento. Ma che cosa volete aspettarvi da un mondo sconvolto dai vaneggiamenti di un avventuriero malauguratamente pervenuto a occupare (si spera il meno a lungo possibile) la Casa Bianca?

I problemi connessi con la crisi che in questo momento sta sconvolgendo un Islam travolto dalla lotta tra sunniti e sciiti e percorso dal soffio della tentazione terroristica, con la congiuntura che continua a negare il lavoro a gran parte degli europei e soprattutto degli italiani (per quanto gli indici delle fonti ufficiali ci assicurino della ripresa in atto), con l’ondata di ferocia almeno in apparenza ingiustificata che scuote il mondo e moltiplica i più atroci e insensati delitti, convergono nell’obbligarci a una diagnosi impietosa sullo stato di salute di buona parte dell’umanità; mentre un’altra buona parte di essa è in cammino dal sud diseredato verso il nord nel quale non abita più il benessere, bussa alle nostre porte, chiede di entrare e riceve risposte schizofreniche e contraddittorie. In tale contesto può succedere di tutto: il riemergere di antichi miti e di antichi mostri, l’affiorare delle aspirazioni a “piccole patrie” nelle quali rifugiarsi contro l’arroganza di sistemi politici invecchiati e inefficienti, i sogni d’impossibili chiusure e quelli di non meno impossibili utopie. Succede di tutto, quando il crescere della disinformazione e la crisi della coscienza civile provocano l’abbandono dei concreti orizzonti politici quelli che riguardano “l’arte del possibile”.

Il brexit inglese, l’impennata del sovranismo e del neomicronazionalismo in vari paesi del nostro continente, la crisi catalana, pur con caratteri differenti e in un certo senso opposti, sono tutti sintomi, anzitutto, di un fatto emergente: la fine diffusa e generalizzata della fiducia di quel progetto unitario europeo che, nato come fatto eminentemente economico-finanziario, si è rivelato più che un bluff un vero e proprio inganno. Da anni eravamo in attesa che si compisse un miracolo ch’era pure nei voti di molti e che sembrava inscritto nell’ordine naturale delle cose: il progresso dal livello economico-finanziario dell’Unione Europea verso l’obiettivo di un’autentica unità politica, non importa poi molto se d’ordine federativo o confederativo. Ma l’Unione Europea era un organismo fatto di governi e di burocrazie: di stati, forse, non di popoli e di nazioni. Anche dinanzi al pericolo terroristico e ai problemi posti dalla migrazione ci aspettavamo una risposta concreta e unitaria. C’ingannavamo. Pensate come l’Unione Europea ha risposto alla crisi greca, ponete mente a come essa ha di fatto – al di là delle belle promesse e delle ferme assicurazioni – lasciati soli anche noi italiani.

Insomma, pensate quello che vi pare se gente alla quale troppo frettolosamente qualcuno ha affibbiato l’etichetta di “neonazista” pretende – come ha già fatto in Polonia, in Ungheria, e ora sta facendo in Austria – di chiudersi su se stessa, di rispondere con la politica del riccio (o con quella dello struzzo?) a problemi e anche a pericoli incombenti e che riguardano tutti. Ma chiedetevi che cosa fino ad oggi hanno fatto i seri moderati, i politici concreti e sperimentati, i saggi detentori del potere in Occidente, per risolvere i problemi attuali. Domandatevi se essi hanno mai risposto alle vere emergenze del mondo contemporaneo con strumenti che non fossero l’inadeguatezza, l’incompetenza, addirittura la disonestà: perdendo con ciò la fiducia dei governati che, mentre si dibattono prigionieri di autentiche difficoltà, vedono le loro classi dirigenti giocare con le alchimie dell’ingegneria elettoralistica volta a salvare le loro poltrone e i loro stipendi. Badate, l’Italia in questo gioco al massacro della fiducia può anche essere all’avanguardia: ma il trend è quasi comune: se la May piange Macron non ride, Rajoy ha poco da ridere e la Merkel farebbe meglio a preoccuparsi più di quanto non faccia.

Un bel giochetto di prestigio, quello delle élites liberal-moderate europee. Da oltre un secolo esse usano assolversi in modo sistematico da ogni traccia di addebito che li riguardi. Evidentemente Dio è con loro e lorsignori hanno la verità in tasca. Le cose sono andate male? Fino al 1945, è stata tutta e solo colpa di Hitler; poi di Stalin e di quei mascalzoni dei comunisti; infine dei fanatici fondamentalismi islamici. Loro no: loro sono sempre innocenti, sono sempre dalla parte del giusto e del vero. Se oggi il mondo è in mano a un pugno di lobbies che procedono sicure verso una concentrazione dei poteri e delle ricchezze (e dunque verso un generale impoverimento delle moltitudini del mondo), se sono sempre più numerosi i ragazzi costretti a tentar l’avventura d’una sistemazione all’estero o scoraggiati al punto da darsi alla droga, al suicidio o magari all’ingaggio nei ranghi dei foreign fighters terroristici, la colpa non è mai di lorsignori. E se gli elettori, stanchi, li abbandonano per darsi ai populismi e magari ai “neonazisti”, la colpa è degli elettori che sbagliano, non di chi propone loro scelte fumose e inefficaci atte solo a ribadire il suo potere. Questo c’insegna il “caso” austriaco. E non sarà né l’ultima, né la più dura delle lezioni che ci vedremo impartire. Avanti quindi: continuate pure col giochetto delle leaderships, delle “primarie” e delle coalizioni”. Continuate pure ad eludere i problemi che contano. Continuate, come dice Nanni Moretti, a farvi (e purtroppo a farci) del male.

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Gli elettori austriaci che “sbagliano” ultima modifica: 2017-12-22T04:26:28+00:00 da GognaBlog

27 pensieri su “Gli elettori austriaci che “sbagliano””

  1. 27
    Mauro Stani says:

    Caro Marco, ho lavorato per anni in paesi islamici e condivido al cento per cento quello che scrivi.  Noi italiani vogliamo sempre distinguersi non accettando le cose che sono più che evidenti: come il fatto che la totalità del terrorismo attuale trova giustificazione nel Corano che in almeno 123 versetti incita alla morte dei non mussulmani.

     

  2. 26

    Caro Andrea è grazie alla gente come te, quelli del “volemose bene” e “semo tutti uguali” che la nostra cara civiltà rischia di andare in rovina. E purtroppo non è sufficiente lasciar attraversare sulle strisce le donne incinte o portare la roba alla Caritas, per far fronte a  chi ha in testa “un’idea meravigliosa” di egemonia: ascoltati le interviste alle persone di fede mussulmana di Milano, Torino, Roma… ti accorgerai come il loro “popolo” abbia tutte le intenzioni di integrarsi e sprizzi riconoscenza per il nostro atteggiamento solidale. Non è il mio stile girare intorno ai paletti. E’ che la gente come te, non avendo argomenti, accusa gli altri di fare lo slalom, invece a farlo siete proprio voi, quelli che pensano che sia sufficiente essere buoni per contagiare e conquistare gli altri. Siete dei poveri ingenui – illusi, perciò pericolosi. Mi raccomando, per Natale fa qualche fioretto e opera di bene: il mondo sarà migliore. C’è gente a sto mondo che capisce solamente il rigore, perchè non è ancora attrezzata per comprendere l’amore. E voi siete i primi a non capirlo.

  3. 25
    Andrea says:

    Caro Marco,

    riesci a scivolare intorno ai fatti che ti menziono meglio di Pierino Gros intorno ai paletti dello slalom, ma se non riesci a capire sono fatti tuoi… 😉

    Buon Natale anche a te e a tutti

  4. 24

    perchè me la prendo con l’Islam? se non lo capisci da solo o non lo vuoi capire non so che farci. belle parole? si, di cose che nel mondo islamico non esistono. passo e chiudo. buon Natale.

  5. 23
    Andrea says:

    Mah, Marco, tutte belle parole e bei propositi. Ma quello che conta veramente è quello che le persone fanno veramente tutti i giorni.

    Aiutare qualcuno che ne ha bisogno, fermarsi in macchina per lasciare passare qualcuno che è 10 minuti che tenta di attraversare la strada, o non girarsi dall’altra parte quando vedi qualcosa di strano.

    E questo può farlo chiunque a prescindere dalla fede religiosa e/o politica.

    Per questo non capisco perchè te la prendi soprattutto con l’Islam. Ideologicamente può essere sicuramente peggio della religione musulmana. Ma è fatta di persone che la devono interpretare, e tutti i musulmani che conosco la interpretano esattamente come noi.

  6. 22
    Alberto Benassi says:

    forse ti sei dimenticato la TECNOCRAZIA è quella che comanda da noi.

  7. 21

    Andrea, non me ne frega un caxo delle mele marce o della Chiesa che le copre. Mi frega del nostro livello di civiltà, della Rivoluzione Francese, di quella Socialista, ispirate al Nuovo Testamento (che dice spesso le stesse cose), della Croce cristiana, che simboleggia la donazione di sè, per il bene degli altri, delle nostre conquiste civili e sociali… Che poi gli uomini siano facilmente corruttibili, non deve indurci a rinunciare ai nostri riferimenti ideali. Difendiamo la nostra civiltà e i nostri valori, difendiamo la libertà, la democrazia, combattiamo la teocrazia, difendiamo tutto ciò che è tolleranza, pace, AMBIENTE, giustizia sociale, parità di sesso (io lo chiamo ancora sesso), solidarietà MA NON stiamo dalla parte del caos, esigiamo rigore nel rispetto di quanto precede. Senza rigore siamo destinati a soccombere.

  8. 20
    Alberto Benassi says:

    “L’ Abbiamo eliminato Gheddafi, un dittatore si ! ma l’abbiamo fatto per liberare il popolo libico? “

    oppure per il petrolio che sta sotto la sabbia del deserto…

  9. 19
    Alberto Benassi says:

    la chiesa  cattolica, ma anche quella protestante e quella otodossa sono organizzazioni ricchissime.

    Anche questo c’è sul Vangelo ??

  10. 18
    Andrea says:

    e questo, dimenticavo di concludere, è una colpa pari a quelle delle organizzazioni terroristiche, di qualunque natura.

  11. 17
    Andrea says:

    Marco, dammi del tu.

    Non vorrei ripetermi, ma sottolineo nuovamente, forse ti sfugge, quanto succede nella chiesa cattolica riguardo al problema dei preti pedofili.

    Una organizzazione seria come dovrebbe essere la chiesa Cattolica (e uso la parola “organizzazione” volontariamente), non dovrebbe ammettere cose di questo tipo e invece le copre.

    E’ come se, nella mia famiglia, avessi un fratello che abusa di uno dei miei figli, e io per non scatenare uno scandalo mettessi tutto a tacere. Non e’ ammissibile.

  12. 16
    Alberto Benassi says:

    “caro Alberto Benassi, verrà il giorno che a lei dei mussulmani fregherà, eccome! per il resto io, occidentale, non ho mai depredato nessuno, credo nei valori del socialismo, che sono poi quelli cristiani o viceversa, ho sempre lavorato, cercando di far star bene i miei collaboratori, non ho mai imposto a nessuno le mie idee, tanto meno con la violenza, ho sempre considerato la donna come superiore all’uomo, quanto meno per il fatto che nella vita lavora almeno il doppio del maschio e ha carichi di responsabilità superiori (educazione, assistenza, ecc); detesto l’ingiustizia e e mi sono sempre guardato dallo sfruttare gli altri, con la complicità dei loro fratelli (come han sempre fatto africani e analoghi, facendo il gioco dei senza scrupoli e senza dio occidentali). se poi i miei rappresentanti politici scendono a compromessi o ciullano nel manico, IO NON MI SENTO RESPONSABILE NEI CONFRONTI DELL’UMANITA’ CHE NE SOPPORTA LE CONSEGUENZE. finiamola col darci la colpa.”

     

    caro Marco Garimberti

    Tanto di cappello per il suo stile di vita, i miei complimenti. Ma lei legge le mie parole come a lei torna e non per il senso che veramente hanno.

     

    Quando scrivo che dei mussulmanoi non mi frega nulla non voglio dire che non vedo quali siamo le problematiche e che me ne frego. “Frega nulla” nel senso che non sono dalla loro parte. Non sono dalla parte di nessuno. Sono per la giustizia, per il rispetto delle diversità. Loro hanno le loro colpe , ma anche noi dobbiamo riconoscere le nostre.

    Andiamo negli altri paesi per riportare la pace. Ma veramente ci crediamo?

    Io no! io credo che i motivi, quelli veri, siano altri !

    “chi non ha peccato scagli la prima pietra”

     

    Io, quanto occidentale, invece mi sento responsabile per il male che gli occidentali hanno fatto nel mondo.

    Quindi non di per scontato che il male sono gli altri sempre e comunque e noi siamo il bene.

    Mi senso responsabile dei pellirosse che sono stati rinchiusi nelle riserve e cancellata la loro cultura.

    Mi sento responsabile di quello che sta avvenendo in Libia. Abbiamo eliminato Gheddafi, un dittatore si ! ma l’abbiamo fatto per liberare il popolo libico?

  13. 15

    Andrea le darò ragione quando anche in seno all’Islam nascerà il socialismo e gli sarà permesso di crescere e prosperare. Fino ad allora per me resterà una religione pericolosissima.

  14. 14
    Andrea says:

    In realtà la citazione è solo il primo paragrafo.. Il secondo è il mio pensiero.

  15. 13
    Andrea says:

    La differenza sostanziale tra noi e loro è che il Vangelo dice: “porgi l’altra guancia” mentre Maometto nel  settimo secolo (627) sgozzava personalmente centinaia di ebrei colpevoli di non volersi convertire.

    La differenza sostanziale sta tra chi porge l’altra guancia e chi non. E ci sono persone di entrambe i tipi in tutte le religioni.

     

  16. 12

    caro Alberto Benassi, verrà il giorno che a lei dei mussulmani fregherà, eccome! per il resto io, occidentale, non ho mai depredato nessuno, credo nei valori del socialismo, che sono poi quelli cristiani o viceversa, ho sempre lavorato, cercando di far star bene i miei collaboratori, non ho mai imposto a nessuno le mie idee, tanto meno con la violenza, ho sempre considerato la donna come superiore all’uomo, quanto meno per il fatto che nella vita lavora almeno il doppio del maschio e ha carichi di responsabilità superiori (educazione, assistenza, ecc); detesto l’ingiustizia e e mi sono sempre guardato dallo sfruttare gli altri, con la complicità dei loro fratelli (come han sempre fatto africani e analoghi, facendo il gioco dei senza scrupoli e senza dio occidentali). se poi i miei rappresentanti politici scendono a compromessi o ciullano nel manico, IO NON MI SENTO RESPONSABILE NEI CONFRONTI DELL’UMANITA’ CHE NE SOPPORTA LE CONSEGUENZE. finiamola col darci la colpa.

  17. 11
    Alberto Benassi says:

    “Mi chiedo quanto quella nostra tradizione sia rispettata da noi stessi, individualmente e socialmente, quando e quanto noi ne si sia all’altezza.”£

    Bravo Lorenzo qui hai detto tutto!

    A me dei mussulmani non frega nulla e sinceramente molto della loro cultura non lo condivido.  Ma quello che manca è SINCERITA’ . Verso gli altri ma anche con noi stessi. Vediamo il male solo nell’altrui pensiero e giustifichiamo sempre il nostro operato.

    Noi siamo quelli buoni perchjè abbiamo il Vangelo. Ma poi rispettiamo il Vangelo?

    L’occidente detiene la gran parte delle ricchezze del mondo. In gran parte fatte sfruttando alla grande gli altri popoli. L’ Africa ad esempio è stata depredata dall’occidente. Adesso chi c’è ? La Cina…?

    “Porgi l’altra guarcia” chi di noi cristiani occidentali segue questa indicazione del vangelo? Caso mai la sbandieriamo perchè ci fa comodo. Ma di metterla in pratica quando mai!

     

    Se continueremo: est – ovest -sud – nord , a restare sempre sulle nostre posizioni erigendo muri di incomprensione, intolleranza e potere. Saranno problemi.

  18. 10
    lorenzo merlo says:

    Nella nostra tradizione abbiamo il perdono e loro hanno la vendetta.

    Mi chiedo allora quanto questa sia rispettata nelle guerre di ordine economico (tutte), dove siamo siamo presenti come occidente.

    Mi chiedo come considerare i cosiddetti danni collaterali, numericamente inifinatemente superiori a quelli subiti per mano fondamentalista.

    La vendetta, per essere, necessita di una concezione dell’uomo legato alla storia e privo di possibilità evolutiva, necessariamente separato da dio.

    Diversamente il perdono richiede di riconoscere nel prossimo un pari a noi, un identico a noi, tutti con la possibilità di evolvere spiritualmente a causa del Cristo che è invece in noi.

    Mi chiedo quanto quella nostra tradizione sia rispettata da noi stessi, individualmente e socialmente, quando e quanto noi ne si sia all’altezza.

  19. 9
    Mauro Stani says:

    La differenza sostanziale tra noi e loro è che il Vangelo dice: “porgi l’altra guancia” mentre Maometto nel  settimo secolo (627) sgozzava personalmente centinaia di ebrei colpevoli di non volersi convertire. Per noi “martire” è chi si fa uccidere per testimoniare la fede, per loro “martire” è chi uccide degli innocenti.

  20. 8

    per quanto riguarda l’Islam non la faccio lunga e dico: vedi Fallaci. Non s’integreranno mai, usano lo stato sociale per moltiplicarsi, dove arrivano, arrivano con le loro opposte interpretazioni religiose e fazioni in perenne conflitto e fanno ben fatica ad accettare che siano le leggi laiche occidentali a regolare la loro vita.

  21. 7
    lorenzo merlo says:

    Franco Cardini è, tra l’altro, uno dei piú competenti studiosi del mondo islamico.

  22. 6
    Alberto Benassi says:

    Caro Sig. Alberto, non è un problema di fede religiosa.

    il Cancro del mondo è il male che è dentro ognuno di noi. Chi più, chi meno .

  23. 5

    una nuova legge ogni due giorni e mezzo in Italia… il Parlamento europeo che si raduna una volta di qua e una volta di là… un mio amico ucraino che viene assunto e licenziato settimanalmente, malgrado abbia famiglia, sia giovane e abbia diritto ad un minimo di tranquillità… vietato il glifosato in Italia ma ammessa l’importazione di grano coltivato con l’ausilio di glifosato… (solo a titolo d’esempio)… ma andatevene a fanculo politicamente corretti…

  24. 4
    Alberto Benassi says:

    “E scusate se cito questo fatto qualche giorno prima di Natale.”

    E di cosa ti vuoi scusare?  Di avere detto la verità.

  25. 3
    Andrea says:

    @Alberto

    Io sono praticamente laico, e moderato, anche se porto i miei bambini al catechismo perchè penso che li aiuto ad avere una educazione sana.

    Ma da qui a parlare di Islam come tumore del mondo, ce ne passa. Ci sono centinaia di milioni (miliardi forse) di musulmani moderati che non farebbero male ad una mosca, e ci sono in mezzo a loro le mele marce.

    Cosi’ come ce ne sono state a migliaia nella religione cattolica. Non torno fino ai tempo della Santa inquisizione, ma basta pensare al sangue versato tra cattolici e protestanti in Irlanda, o alle centinaia di bambini stuprati da preti maiali e coperti da vescovi e cardinali altrettanto criminali. Questi bambini si porteranno dentro per tutta la vita questo oltraggio. Questi fatti sono un vero tumore.

    E scusate se cito questo fatto qualche giorno prima di Natale.

     

  26. 2
    lorenzo merlo says:

    Oltre al piano politico, come sempre ben raccontato da Cardini, c’è anche quello emozionale.

    È utile per trovare altri virus necessari per riconoscere la storia, per aggiornare lo sguardo smarrito su noi stessi, o piuttosto quello ignaro di chi crede di non essere coinvolto.

    La concezione della vita dedicata al successo economico come solo criterio di autostima, guidata e spinta avanti dallo sfavillante luccichio dell’edonismo;

    – il denaro-religione, tanto che a cavallo del business is business ci si è permessi di falciare valori, storie, persone, sempre più estesamente, sempre più diffusamente;

    – il progresso, considerato infinito, esaurito nella sua dimensione materiale, affidato alla tecnologia, ormai unico totem e faro, sì perché la Natura, la Terra non c’entravano più con noi, noi eravamo altro e meglio, noi potevamo farne a meno.

    – la globalizzazione della comuncazione, lento, inesorabile tsunami che ha travalicato le sponde più alte, che ha invaso le piane più aride, punta di diamante di chi aveva capito che era meglio dominare per evitare di essere dominati, ha spianato la strada a quella economica e delle merci, ha preparato il terreno per la grande equazione persona uguale consumatore;

    sono piani di lettura che non possono essere tralasciati quando si cerca di guardare il mondo al di là del giudizio con il quale spesso preferiamo identificarci e separarci.

    Ora che tutto è distrutto, che tutto è spianato, che le razzie sono state compiute qualcuno si ribella.

    Qualcun altro non ha che da muovere pochi bottoni, non ha che da motivare con qualche bonus manager, politici e giornalisti, per puntare il dito su loro, per condannare le loro ingiustificate azioni, per far convergere l’attenzione di tutti noi su di loro, per farci sentire in pericolo, per spingerci verso le guerre civili che prima o poi saranno anche armate, così da trarne profitto economico e  potere di controllo.

    Nel grande generale e generalizzato livellamento, hanno sciamato i valori di chi deteneva e detiene la comunicazione. Come vespe si allontanavano dall’alveare delle antenne tv e di internet, raggiungevano campi nuovi, dove nei diseredati trovavano facili prede.

    Attirati dal miele ora sono sotto casa, tutte le mattine… a prendersi una moneta, a prendersi la colpa.

     

  27. 1
    Alberto says:

    L’articolo è interessante e ben articolato, ma l’autore va oltre i klimiti della decenza, quando parla dei vaneggiamenti di un avventuriero giunto alla Casa Bianca. Chi è questo signore he contraddice quello che scrive nell’articolo? uno storico a cui nessuno da importanza che condanna chi non la pensa come lui….Trump ha perfettamente ragione, combatte come i paesi dell’est, per fortuna che ci sono, il cancro provocato dall’islam, vero tumore del mondo.

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