I FREDDI INVERNI DEGLI ALPINISTI TRENTINI

 

Nell’ambito delle manifestazioni di Campo Base, grande evento: I freddi inverni degli alpinisti trentini

Zambana (TN) 16 marzo 2014, ore 18
I maggiori protagonisti trentini dell’alpinismo invernale racconteranno le loro imprese.

Marco Furlani e Alessandro Gogna condurranno la serata, ma saranno gli alpinisti a raccontare. Saranno presenti Giorgio Cantaloni, Lino Celva, Valentino Chini,
Silvestro Franchini, Tomas Franchini, Mariano Frizzera, Maurizio Giordani, Aldo Leviti, Marco Pilati, Rosanna Manfrini, Ermanno Salvaterra: ma si attende l’adesione di altri ancora, non meno importanti.

Come tutte le attività umane anche l’alpinismo si sta globalizzando. Se si è in collegamento con i siti internet più informati, ogni giorno veniamo a conoscere nuove imprese nei più sperduti angoli del mondo.
Il benefico diluvio d’informazioni non deve però far dimenticare ciò che di grande è stato in precedenza.
Per creatività e capacità realizzativa, l’alpinismo trentino non è mai stato secondo a nessuno. Dalle Dolomiti alle Alpi, fino alle montagne più lontane, gli alpinisti trentini hanno saputo inventare nuove imprese, regolarmente giunte all’attenzione dei media del tempo.
Questo patrimonio oggi rischia di essere un po’ dimenticato, perché nel mondo globale il nuovo e recente tende a soverchiare il vecchio e passato, senza alcuna ragione logica.
Gli alpinisti trentini hanno saputo interpretare, e tuttora lo fanno, anche il gioco di salire le pareti più difficili nella stagione più rigida. Questa grande testimonianza, una vera e propria epopea, è il tema della nostra storica serata, alla presenza dei veri protagonisti: I freddi inverni degli alpinisti trentini.

Croz dell'Altissimo, 1a invernale della via degli Accademici, Lino Celva e Giorgio Giovannini, 1992 , foto Lino Celva

Croz dell’Altissimo, 1a invernale della via degli Accademici, Lino Celva e Giorgio Giovannini, 1992 , foto Lino Celva

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I FREDDI INVERNI DEGLI ALPINISTI TRENTINI ultima modifica: 2014-01-06T17:02:50+00:00 da Alessandro Gogna

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