Il digiuno nei secoli

Il digiuno nei secoli
(guarigione o malattia?)
di Franco Libero Manco
(già pubblicato su retedellereti il 21 marzo 2018)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

“Imparerete più da un digiuno che da tutte le terre che avete visitato, o dai libri che avete letto (Morris Krok)”.

Il digiuno è stato praticato fin dagli albori della storia da tutti i popoli della terra allo scopo di purificare il corpo e la mente, per penitenza nei percorsi spirituali, spesso per auto-disciplina, per scopi politici o come mezzo di guarigione.

Per i Veda e per la tradizione yogica era principalmente un mezzo di elevazione spirituale, mentre nelle religioni primitive per propiziarsi la divinità, o per prepararsi a certi rituali. Era usato dagli antichi greci, prima della consultazione degli oracoli, dagli sciamani africani per contattare gli spiriti, dagli indiani d’America per acquisire il proprio animale totemico, dai fenici, dagli egizi, gli assiri, dai babilonesi, dai druidi celtici e in tutti i paesi del Mediterraneo; i farisei erano noti per il loro digiuno.

La legge mosaica ordinava agli ebrei il digiuno una volta l‘anno; i primi cristiani lo praticavano con riferimento a Gesù che digiunò per 40 giorni prima della sua missione; veniva consigliato dai medici arabi. In Italia i medici napoletani, fino a circa 150 anni fa erano soliti utilizzare il digiuno che a volte durava 40 giorni nei casi di febbre. All’inizio dell’Ottocento il digiuno venne praticato come terapia per guarire diverse malattie.

La storia del digiuno annovera molti santi: Benedetto, Francesco d’Assisi, Francesco di Paola, Caterina da Genova, Bernardo di Chiaravalle, Romualdo dei Camaldolesi, Tommaso d’Aquino, Ignazio di Loiola, Francesco di Sales e altri. In tempi più recenti sono noti i digiuni di Gandhi, Aurobindo, Krishnamurti.

In particolare i musulmani digiunano per tutto il mese del Ramadan, cioè il 9° mese del calendario lunare, perché celebra la rivelazione dei primi versetti del Corano, che consiste nell’astenersi, dall’alba al tramonto, dal mangiare, bere, fumare o praticare sesso. Il motivo è sostanzialmente l’autocontrollo per liberare l’anima dai desideri in modo da elevarsi verso Dio. Ma aiuta a comprendere il valore dei doni di Dio e permette di aprirsi con più compassione verso i bisognosi.

Per l’ebraismo il digiuno ha lo scopo di espiare i peccati o innalzare le suppliche a Dio. Durante il digiuno è proibito lavarsi, indossare scarpe di cuoio, usare oli, acque profumate, o avere rapporti sessuali.

Anche nell’induismo il digiuno è un sistema di purificazione che serve a riappropriarsi di tutta l’energia necessaria per cercare la vicinanza con la divinità.

Nel buddismo, la frugalità, l’essenzialità, la moderazione, l’austerità della vita, ha lo scopo di purificare il corpo per raggiungere la chiarezza mentale, i poteri nascosti nella mente, la saggezza, e così liberarsi dal karma negativo.

Gandhi praticò innumerevoli digiuni a scopo politico-sociale, per fermare le violenze degli inglesi contro gli indiani, i massacri fra indù e musulmani: se il corpo si poteva depurare con il digiuno anche il corpo della nazione poteva essere liberato tramite lo stesso meccanismo. Per Gandhi il digiuno era una specie di preghiera intensa, slancio dell’anima.

Gli animali digiunano quando sono feriti, ammalati, nel periodo di ibernazione o di letargo, alcuni digiunano durante il periodo di accoppiamento o di allattamento, durante i periodi di siccità, di nevicate, di freddo intenso, o per carenza di cibo. Alcuni uccelli digiunano mentre covano le uova, altri subito dopo la nascita.

Ma il vero fondatore della moderna digiunoterapia è l’americano di origine tedesca Herbert M. Schelton, autore di decine di libri. Shelton ha seguito direttamente 45.000 digiuni ed è testimone della guarigione di moltissime patologie attraverso tale pratica.

L’organismo privato dal consueto apporto di alimenti è costretto con il digiuno ad assorbire e smaltire i residui incamerati, liberando l’organismo da scorie, pus, cellule morte, cisti ed anche tumori. Il digiuno costringe il corpo a consumare (per mezzo dell’autolisi) tutti i tessuti superflui e le scorte nutritive: le tossine accumulate vengono immesse nella circolazione per essere portate agli organi escretori e quindi eliminate. Le cellule subiscono una purificazione e avviene la rimozione dal protoplasma delle sostanze estranee accumulate, le cellule si ringiovaniscono e svolgono le loro funzioni più efficacemente. Non esiste niente altro al pari del digiuno in grado di eliminare le sostanze di rifiuto accumulate nel sangue e nei tessuti e depurare l’organismo consentendogli di recuperare la salute.

Quando si inizia un digiuno ci si astiene dal fare uso di tè, caffè, alcol, sigarette bevande gasate, condimenti, spezie, additivi alimentari, conservanti, integratori sintetici, medicine, ecc., praticamente si interrompe l’abitudine di avvelenarsi. Vi sono testimonianze molto importanti in merito all’efficacia del digiuno attraverso il quale alcune persone hanno vinto anche mali incurabili.

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Il digiuno nei secoli ultima modifica: 2018-07-23T04:22:35+00:00 da Totem&Tabù

9 pensieri su “Il digiuno nei secoli”

  1. 9
    mattia says:

    Buongiorno a tutti,

    mi rincresce leggere che il digiuno venga considerato come una teoria strampalata.

    Indipendentemente dal ‘come’ il digiuno venga inteso il digiuno dallo scrittore dell’articolo, si tratta di una pratica seria e millenaria e bollarla come strampalata mi sembra eccessivo.

    Saluti

  2. 8
    Alberto Bonino says:

    fra poco l’autore dell’articolo dirà che ci si cura dal cancro facendo gli inni al sole….. Certe persone devono essere messe in condizione di non nuocere, sono più dannose delle malattie, come l’autore dell’articolo. L’ultima frase poi è da tribunale. Vorrei vederlo curare magari sua moglie o i suoi figli con un “digiuno e un inno al sole”. Un nuovo seguace della brigliadori”? Un blog serio dovrebbe stare alla lontana da questi cialtroni.

     

  3. 7
    Alberto Benassi says:

    ” Eppure sarebbe tutto così semplice.”

    Non credo che sia semplice. Non mi sembra che anche nelle popolazioni dove l’alimentazione è frugale e l’uso dei medicinali è minimo se non quasi inesistente (in proporzione a  noi ) le malattie non ci sono. Magari sono diverse dalle nostre del benessere.

  4. 6
    andrea zanobini says:

    Quanto è lunga ancora la strada che dobbiamo percorrere per affrancarci da malanni che guarirebbero semplicemente senza assumere di medicinali. Che fatica. Che speranze fottute. Che battaglie perse. Eppure sarebbe tutto così semplice.

  5. 5
    Aleberto Benassi says:

    Lorenzo tolgo  il mi sembra e riscrivo “STO MEGLIO” .

    Però anche l’occhio e la mente vogliono il suo. E quando mi riesce qualcosa in cui magari non speravo è bello anche gratificarsi. Mangiare non è solo alimentarsi per dare carburante al motore. Se solo così fosse sarebbe triste.

  6. 4
    lorenzo merlo says:

    Siamo anche la società degli specialisti.

    Diversamente quel “almeno mi sembra” non sarebbe marginale e di poco conto.

    I miglori medici siamo noi.

    Quelli che si fanno pagare possono toglierici i sintomi non le cause.

  7. 3
    Aleberto Benassi says:

    “chi và a letto senza cena, tutta la notte si dimena”.

     

    così dicevano i vecchi.

    Poi c’è chi dice che chi mangia poco campa di più. E’ altresì vero che noi occidentali siamo nella società dell’opulenza, dell’abbondanza e siamo nella società delle malattie cardiache, forse anche in parte dovute alle esagerazioni alimentari: troppo grassi, troppi zuccheri, troppo sale. Insomma c’è di tutto e di più.

    A me sinceramente magiare piace, mangiare, come andare in montagna,  è una delle cose belle della vita.  Digiunare invece no. Però è anche vero che se mangio poco e sto  leggero mi sento meglio. O almeno mi sembra.

     

    Il digiuno aiuta la spiritualità??? BOHHH…?? A pancia piena mi sembra di pensare meglio…

  8. 2
    Massimo says:

    Basta aver fatto un paio di esami,  non molti, un paio di fisiologia e biochimica per capire che le affermazioni tipo: ”  le tossine accumulate vengono immesse nella circolazione per essere portate agli organi escretori e quindi eliminate” sono fuffa all’ennesima potenza.  Va, bhe del resto il cilatronismo prevale.

  9. 1
    Alberto Bonino says:

    Certo che tutti questi seguaci di teorie strampalate propongono una vita di …….!!!!!!Devono essere così pieni di problemi…ma godetevi la vita….ne avete una sola!!!!

     

     

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