Il Plaisir di Jürg von Känel

Il Plaisir di Jürg von Känel
Così scriveva Jürg von Känel nell’introduzione all’edizione 1999 di Plaisir Ost, la guida alle arrampicate scelte e sportive della Svizzera orientale:
Di questi tempi si spitta spesso e volentieri, ed è un bene. Vie cadute nel dimenticatoio risuscitano grazie a generosi lavori di richiodatura, salite classiche vengono dotate di soste degne del loro nome. Da questo punto di vista la Svizzera è un po’ all’avanguardia. E non dimentichiamo che la passione dell’arrampicata stile plaisir non diverge minimamente da quella dell’arrampicata sportiva di alto livello: ciò che conta per entrambe le attività è il contatto con una natura intatta, il piacere del movimento estetico, lo sforzo fine a sé stesso, la ricerca dei propri limiti. Chi oggi arrampica su vie plaisir relativamente facili e ben chiodate, può migliorare la propria tecnica e farsi le ossa per
tentare in futuro degli itinerari più impegnativi e forse meno chiodati…

Jürg von Känel
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Alcune righe introduttive descrivono le caratteristiche della falesia, talvolta anche regole locali da osservare. Vi prego di attenervi ai divieti e di rispettare eventuali limitazioni, e di fare uso nei limiti del possibile dei mezzi di trasporto pubblici indicati.
D’ora innanzi in tutte le guide plaisir figurano esclusivamente quotazioni francesi, dato che questa scala è più precisa e da tempo riscontra i favori della maggioranza degli arrampicatori. Inoltre si è rivelato necessario riquotare alcune vie da tempo sotto o sopravvalutate.

La copertina di Schweiz-Extrem (1989). Vi è raffigurato l’autore impegnato su Fusion, a Ueschenen. Foto: Ernst Müller
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Oltre che dall’indicazione della difficoltà tecnica, ogni via è caratterizzata dal livello di chiodatura (affinché vi siano risparmiate brutte sorprese) e da un cenno sull’impegno della salita (dalla via per bambini assolutamente sicura all’avventura alpina da cardiopalma).
Accanto a ogni descrizione si trova pure uno spazio dedicato a eventuali appunti personali – per sapere anche dopo anni con chi, quando e come. E forse perché…”.

E firmava immancabilmente (perché così aveva fatto prima e continuò a fare in seguito): “Reichenbach, febbraio 1999, in una gelida giornata invernale”.

Jürg von Känel era nato il 13 maggio 1951 a Reichenbach, un paesino del Canton Berna. Dopo gli studi di perito meccanico, nel 1977 era diventato guida alpina ma ben presto scoprì di essere fortemente interessato alla nascente arrampicata sportiva. Il suo più grande exploit in questo campo fu di aprire nel 1990 quella Mission Miranda (8c) nell’Oberland Bernese che in seguito ben pochi hanno ripetuto (tra questi, gli americani Dave Graham e Chris Sharma).

A suo modo von Känel ha ribaltato il concetto d’arrampicata in montagna: ha “ristrutturato” migliaia di vie tra classiche e moderne. E naturalmente ci sono state molte polemiche: i tradizionalisti vedevano sfumare terreno d’avventura a beneficio del terreno sportivo; alcuni professionisti temevano di perdere clienti, altri invece godevano dei “vantaggi” di portare il cliente su una via “sicura”.

Personalmente non gli ho mai perdonato quel termine saniert (risanato) con il quale lui indicava un percorso “ristrutturato” secondo la sua visione, come se le visioni altrui fossero quelle “malate”.

È comunque un fatto che dopo più di venti anni il movimento “plaisir” (termine da lui stesso coniato) ha conquistato gran parte degli alpinisti: in quel modo si possono fare vie in montagna senza i tradizionali pericoli di una chiodatura provvisoria e posticcia.

Se i tradizionalisti possono essere accusati facilmente di dogmatismo, sentite cosa Jürg von Känel scrisse (sempre in una sua guida e a proposito delle falesie dell‘Alpstein): “Pur offrendo un gran numero di facili arrampicate, la zona è visitata raramente a causa della chiodatura tutt’altro che abbondante. C’è da sperare che le falesie dell’Alpstein meridionale vengano presto risistemate in modo da ampliare lo spettro di vie fattibili. Purtroppo ignoti hanno svitato diverse piattine, va quindi ricordato che gli spit sono di dominio pubblico e che nessuno ha il diritto di eliminarli. Chi agisce in tal modo mette a repentaglio la sicurezza di altra gente e rischia di rendersi colpevole di aver causato un incidente”.

La copertina di Plaisir Ost edizione 2012 (a cura di Adrian von Känel)
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Come si fa a dichiarare che nessuno ha diritto a eliminare gli spit quando da nessuna parte è scritto che è doveroso piantarli? Il dogmatismo sembra aver contagiato anche i ribelli…

Von Känel ha pubblicato 24 guide sull’arrampicata in Svizzera (con puntate anche in Francia e Italia): in esse è ben radicato il concetto che esiste un “diritto alla sicurezza”, quando invece qualcuno, me compreso, non si stanca di predicare che esiste un preciso dovere di “conquista personale della sicurezza”.

Alla sua domanda “Perché chi arrampica tra 8a e 9b ha sempre uno spit o un resinato a intervalli ravvicinati ed invece nei gradi facili di solito non si trova niente?” von Kanel pretende una sola risposta, la sua, perciò partendo da questo concetto l’arrampicata plaisir prevede anche nei gradi medio/facili un adeguato numero di protezioni, itinerari su roccia sicura, soste attrezzate e naturalmente anche lo schizzo della via.

Noi rispondiamo che è doveroso cercare la massima sicurezza su TUTTI gli itinerari, ma che è anche doveroso non confondere gli ambiti. Ciò che nasce sportivo potrà diventare alpinistico con un free solo, ma ciò che nasce alpinistico deve rimanere tale. Scegliendo “alpinistico” si fa una scelta di “responsabilità” che pone l’individuo nella dimensione del non dover dipendere da nessuno, neppure dai chiodatori più incalliti e generosi. Accanto al plaisir epidermico di seguire gli spit messi da altri, c’è un plaisir più segreto e sottile, forse più grande e interiore, il seguire i paletti delle nostre sensazioni e intuizioni.

Il 6 gennaio 2005 Jürg von Känel si è tolto la vita a Reichenbach, probabilmente “in una gelida giornata invernale”. Una tragedia persa nel suo privato, che ci ha tolto un uomo comunque generoso e innovatore.

In molti punti la sua scrittura era divertente. Ecco alcuni esempi:

La facile traversata del «Chly Schijen» è una via ideale per imparare a lavorare di cunei e fantasia. Il classico spigolo sud, il cui tracciato è stato parzialmente ridisegnato, si sviluppa su un granito molto ruvido e prensile, e il primo tiro è degno di un sogno di un notte di mezza estate. Sulla «Goldküste» sono state aperte belle vie corte e ideali per il dopopranzo. Se le temperature lo permettono, si può arrampicare anche d’inverno – l’accesso con gli sci dallo skilift del Gütsch (solitamente in funzione fino a Pasqua) è una passeggiata. Infine due parole sulla ferrata del Diavolo: di infernale ha solo il nome; per il resto trattasi di una bella, facile e ben attrezzata ferrata per tutta la famiglia, dal
bisnonno al nipotino”.

Disegno tipico di Jürg von Känel. Questo rafficura la cresta sud del Salbitschjin
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Walti Britschgi, sempre alla ricerca di nuovi giocattoli verticali, vi propone un’offerta esclusiva, ricca di avventura e adrenalina. La meteo non ha importanza, tanto le vie a destra della cascata sono al riparo; ciò che conta sono invece nervi saldi e un’ottima tecnica in doppia, visto un errore su queste calate strapiombanti si paga caro. Le corde fisse servono da liane per pendolarsi fuori dallo strapiombo (con una fettuccia di sicurezza) fino a raggiungere gli ancoraggi delle calate, e non vanno assolutamente usate per scendere in doppia. Forza e coraggio, queste prove di abilità decisamente insolite e aeree meritano una visita! Chi cerca passatempi meno spettacolari potrà invece puntare alla «Meteorit-Kombination», una via che appaga anche i più viziati”.

Benvenuti a Melchsee-Frutt, nuova tappa del circuito plaisir. La guida Niklaus Kretz ed il responsabile G+S di Obwaldo, Hans Ettlin, hanno aperto circa 70 vie sulla bastionata detta «Boni-Felsband», e non smetteranno prima di arrivare a quota 100. La roccia interessante e ricca di inclusioni permette un’arrampicata variata, e le vie guadagnano più ci si alza lungo questa bastionata. Altre sorprese sono il Kletter(s)pass, una tessera-concorso, e la via attraverso la Bärenhöhle (caverna degli orsi, agibile non appena le ossa dei plantigradi saranno in salvo). L’alpeggio di Melchsee-Frutt è un paesaggio meraviglioso dove possono tornare utili il rampichino, la canna da pesca, le scarpe da trekking, il parapendio o gli sci. «Chömet cho luege», ovvero «vegnì a vedé»…”.

postato il 24 settembre 2014

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Il Plaisir di Jürg von Känel ultima modifica: 2014-09-24T07:30:51+00:00 da Alessandro Gogna

1 thought on “Il Plaisir di Jürg von Känel”

  1. 1
    Riccardo says:

    E’ necessario distinguere le due cose: Plaisir e Alpinismo. Personalmente non disdegno le vie plaisir quando voglio divertirmi, ma quando decido di vivere un’avventura decisamente scelgo le vie “tradizionali”. Non esiste un diritto alla sicurezza: chi lo pensa è fuori strada.
    La” sicurezza” ce la dobbiamo cercare interiormente facendo tesoro delle nostre esperienze.

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