La canna bis del Frejus

La canna bis del Frejus
di Simone Bobbio

Vi immagino euforici dopo la realizzazione della prima canna. È il periodo giusto per questo tipo di cose, gli anni tra il 1974 e il 1980, quando in Italia e nel mondo intero regna un senso di libertà e spensieratezza. L’inaugurazione è una grande festa, la canna funziona in maniera stupefacente, tira che è un piacere. L’avete desiderata e voluta con tutte le vostre forze. Siete inebriati, leggeri e beati, vi sentite in armonia con il mondo, provate un senso di gioia e pace infinita, tutto va bene, tutto è in discesa. Siete progettisti, imprenditori, politici di vari orientamenti, amministratori e faccendieri, italiani e francesi. È la canna che vi unisce, i suoi effetti benèfici si spandono anche al di là della vostra stretta cerchia, ma solo voi godete appieno della sua magia che vi fa dimenticare le vecchie rivalità di appartenenza politica e professionale, di campanile, di confine.

Vi immagino come a una serata tra amici. La partenza è col botto, ci si diverte, si ride e si scherza, si mangia e si beve. Vivete un’epoca dell’abbondanza smisurata, con cui cercate di soddisfare la vostra insaziabile fame chimica.

Il tempo trascorre a scatti, la realtà si mescola con l’immaginazione prodotta dalle vostre percezioni psicoattivate. Ma dopo un po’, l’entusiasmo scema e il mondo esterno cerca timidamente di introdursi tra le vostre sinapsi, penetrando quella bolla di alterazione sensoriale che sorregge il vostro spirito. La compagnia si sta abbandonando a un generalizzato senso di torpore finché qualcuno salta su con un’idea: ci facciamo la seconda canna del Frejus?

Seconda canna del Frejus: crollo dell’ultimo diaframma, 17 novembre 2014
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C’è qualche scettico: non è che poi si esagera un po’? Le risorse per farla ci sono o si troveranno, così come gli argomenti per convincere chi rema contro: la seconda canna darà a tutti un nuovo slancio per affrontare con più serenità il futuro. Tornerà a diffondersi il buonumore dei primi tempi per superare gli antagonismi, per rinsaldare il legame con i cugini francesi e continuare tutti insieme a buttarsi i problemi alle spalle.

E così, lo scorso 17 novembre 2014 veniamo a sapere dai giornali che i lavori per la realizzazione di questa benedetta seconda canna sono a buon punto. Accorrono il Ministro dei lavori pubblici e il Presidente della Regione: anche loro vorranno fare un giro a opera conclusa.

A noi, che osserviamo le cose dall’esterno, questa storia appare un po’ fumosa, di un fumo che crea quell’atmosfera di sballo e introiti economici per voi, ma danneggia l’aria che respirano tutti gli altri. Intanto, perché le vostre canne sono, non solo autorizzate, ma finanziate dallo Stato? Si tratta di uso terapeutico per alleviare le pene del moribondo Pil nazionale? E poi ci chiediamo perché non vi mettete d’accordo con i vostri amici che stanno progettando, a loro volta, una canna ancora più grossa e potente pochi chilometri più a valle? Di solito queste cose si fanno tutti insieme, si condividono: la canna deve girare.

Post scriptum
A leggere bene i fatti, sembra che lo schizofrenico delirio di onnipotenza con cui si realizzano certe grandi opere in Piemonte possa essere indotto da un’altra sostanza stupefacente, di colore bianco, catalogata come droga pesante.

1871: inaugurazione del traforo ferroviario
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NOTE della redazione
Il traforo ferroviario del Frejus traffico nel 1871.
Lungo 12,870 km (6,8 km in Italia), il tunnel stradale del Frejus è entrato in servizio il 12 luglio 1980 causando la chiusura del servizio navetta di trasporto delle automobili nella galleria ferroviaria.
Alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Maurizio Lupi, del Presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, delle autorità francesi, dei vertici delle società SITAF,SFTRF e delle imprese costruttrici, delle maestranze tutte, è’ stato abbattuto alle 11.36 del 17 novembre l’ultimo diaframma che separava Italia e Francia del nuovo tunnel stradale del Frejus.
La cerimonia è stata benedetta dal vescovo di Susa Mons. Alfonso Badini Confalonieri.

L’attuale traforo stradale del Frejus
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La canna bis del Frejus ultima modifica: 2015-01-03T07:00:16+00:00 da Alessandro Gogna

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