La lunga notte dei Sibillini 1

A proposito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, qui di seguito riporto lettere e missive varie che si sono susseguite dal 4 settembre 2014 al 10 settembre 2014. L’insieme è un quadro un po’ desolante dell’incapacità, tutta nostra italiana, di vedere i problemi in modo costruttivamente comune. Senza particolare colpa dei singoli e a dispetto della quasi generale buona volontà. Prima parte (1-3).
Paolo Caruso, guida alpina, 4 settembre 2014:
“Il 19 agosto siamo andati a Punta Anna  (M. Bove Nord – Parco Nazionale dei Monti Sibillini) certi ormai dell’operatività del nuovo regolamento che doveva sostituire il divieto di accesso alle pareti del M. Bove e che, come tutti ricorderete, in base a quanto ci avevano detto nella riunione dell’8 luglio svolta nella sede del Parco, sarebbe stato operativo leggermente in ritardo rispetto alla data del 15 luglio proposta. Scrissi una mail al parco il 13 agosto ma non ho ricevuto risposta alcuna fino al 17 sera. Dal 18 mattina ero in attività. Ho letto quindi la mail del Direttore Franco Perco al ritorno da Punta Anna e… il divieto era ancora vigente e nulla aveva fatto il Parco per cambiare le cose e introdurre il nuovo regolamento!
Conclusione… verbale! Incredibile, mai vista una cosa simile in nessun posto al mondo. Interessante però, come esperienza, l’aver preso per la prima volta una multa per esercitare il mio lavoro e la mia passione. Chissà se sono la prima guida alpina ad essere sanzionata per aver fatto una salita con due miei allievi nonchè amici, cioè per aver fatto il mio lavoro? Chiederò in modo specifico al Collegio Nazionale.
Ho informato la redazione della rivista di cui sotto dell’accaduto e, senza che me lo aspettassi hanno fatto subito un articolo. Interessanti i commenti delle persone competenti, che argomentano i fatti da esperti, meno  interessanti logicamente i commenti dei superficiali. C’è anche un commento del Direttore Perco e poi anche uno mio personale.
Considerando tutta la situazione iniziata dal 2009 per finire a questo grave ritardo nell’applicare il nuovo regolamento propostoci nell’incontro dell’8 luglio scorso, cosa che è avvenuta ieri, praticamente a estate finita, ritengo particolarmente grave il modus operandi dell’Ente Parco e ritengo sia necessario prendere i provvedimenti del caso.
Per concludere, vi faccio presente che nella DP_N48_28_08_14 (1)-1 che ho ricevuto ieri l’altro e che vi giro in allegato,  pubblicata all’Albo pretorio Telematico del Parco dei Sibillini in data 28/08/2014 con scadenza 11/settembre 2014 con numero di registro 551/2014-S, non viene menzionato il documento da noi elaborato e da me inviato al Parco il 15/07/2014 contenente le nostre osservazioni, di cui mail di risposta del Direttore Perco del 23 luglio 2014 Prot. 4303. Ancora una volta ci chiediamo come possa l’Ente Parco confondere un proprio monologo con le scelte condivise e partecipate, così come previsto dalle normative nazionali ed europee, sulla base della Convenzione di Arhus”.
Lucio Marcantonini, 5 settembre 2014 (condiviso da Micaela Solinas):

“Sinceramente non riesco proprio a capire perche’ tu sia stato multato per aver compiuto una azione che, per le modalita’ con cui si è svolta, è da considerare del tutto conforme ai criteri stabiliti dalla dirigenza del Parco cosi’ come sono stati illustrati durante la riunione dell’ 8 luglio….
Quali ragioni possono essere invocate per sostenere che in quella occasione il tuo agire possa aver prodotto delle reali conseguenze negative sulla fauna del Parco? Forse delle ragioni di inefficienza burocratica?
Lo so che è brutto pensarlo (e anche scriverlo) ma a me pare che il verbale in questione ti sia stato fatto per motivi tutto sommato pretestuosi.
Dico questo perchè alla riunione dell’ 8 luglio ero presente anch’io, e in quella occasione ho avuto la sensazione che la dirigenza del Parco, purtroppo, mal sopporti le tue pertinenti critiche e le tue motivare osservazioni al loro operato. Dico purtroppo perchè, a mio modesto parere, e al netto di qualche tua dichiarazione forse un po’ poco diplomatica, il Parco potrebbe crescere molto se i suoi responsabili fossero un po’ piu’ ben disposti nel valutare le proposte che vengono dalla tua esperienza e dalla tua competenza. Per il momento, invece, pare che abbiano preferito limitarsi a cogliere al volo la prima occasione che si e’ loro presentata per consumare una sorta di infantile rivalsa nei tuoi confronti. Che ci vuoi fare, le critiche ben motivate sono come la verità: possono far male; e, putroppo, non sempre noi esseri umani siamo in grado di avere l’umilta’ e la maturità adeguata per accoglierle e per riconoscerle come salutari.
Vorrei infine concludere queste mie modeste riflessioni con una bonaria provocazione rivolta a tutti i Signori dirigenti del Parco dei Sibillini: se davvero considerate Paolo Caruso come un nemico della natura allora vi auguro di incontrare molti altri nemici come lui: la natura non potrà che guadagnarne”.
Marco Speziale, 6 settembre 2014:
“Nella nuova disposizione DP_N48_28_08_14 (1)-1, allegata alla mail di Paolo, non solo non compare il documento da noi elaborato ed inviato al Parco il 15/07/2014 contenente le nostre osservazioni, ma non c’è neppure traccia della regolamentazione, proposta dal Parco e da noi accettata, circa l'”acrociclismo” (quello che normalmente si chiama “mountain bike”), della regolamentazione numerica dell’escursionismo, né tantomeno delle modalità con cui potersi prenotare per andare ad arrampicare.
Ora vi chiedo: dal momento che la prossima settimana vorrei andare a fare la via Alletto-Consiglio sul Bove Nord, cosa devo fare? Non vorrei rischiare di incorrere anche io in un verbale… Se ci fosse qualcuno di voi che mi può aiutare…”.

Lucio Marcantonini, 7 settembre 2014:
“In una delle due mail inviate in data 27/07/14 il presidente Franco Perco ha scritto: “Resta fermo che per quanti di Voi siano realmente interessati a partecipare, in maniera costruttiva, al confronto sulle complesse problematiche relative alla fruizione responsabile, confermiamo la disponibilità del Parco a fornire, anche telefonicamente od incontrandoci, tutte le informazioni e i chiarimenti e a valutare utili suggerimenti e proposte che possono contribuire a migliorare l’operato del Parco“.  Se Paolo lo ritenesse opportuno si potrebbe anche chiedere un incontro allo scopo chiarire questa singolare situazione. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensa…”.

Marco Speziale, 8 settembre 2014, ore 10.57:
“Il problema è sapere se il Direttore e il Parco tutto siano davvero interessati ad avere un confronto costruttivo; questo perché, fino a ora, di richieste di chiarimento e di proposte di risoluzione di vari problemi, da qualche anno a questa parte (2009), ne sono state fatte a decine… ma fino a oggi di chiarimenti ne sono stati dati ben pochi e le nostre proposte non sembra che siano state prese molto in considerazione.Io stesso in una mail dell’11 giugno ho chiesto al Direttore, al Presidente e al Parco delucidazioni sul divieto a Colle delle Cupaie e al Bove e sullo stato di avanzamento del Progetto di Conservazione delle Praterie alto-montane, ma a tutt’oggi non ho ricevuto alcuna risposta da nessuno dei tre!So per certo che anche Paolo ha sollecitato la risoluzione di svariati problemi senza riuscire a ottenere alcun risultato; d’altronde anche io quando a maggio dell’anno scorso ho chiesto chiarimenti tecnici sul Progetto delle Praterie, senza tra l’altro esprimere alcun valutazione nel merito, mavolendo esclusivamente comprendere come avrebbero voluto realizzare il pascolo forzato in Val di Bove, l’unica cosa che ho ricevuto in risposta è stata una mail di insulti. Con questi presupposti nutro scarse speranze e mi viene da pensare: “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Però, essendo il territorio del Parco e i soldi pubblici da loro spesi anche miei, di certo non smetterò di continuare a bussare alle loro porte”.

Daniele Catorci, 8 settembre 2014, ore 14.00:
“Ma in tutto questo qualcuno ha ragionato sui tempi? Appena uscita la notizia ho subito detto che la stronzata l’aveva fatta il parco, che come è già stato detto, aveva annunciato che la nuova disposizione proposta alla riunione dell’8 luglio sarebbe stata in vigore il 15. Tanto che se si andava a vedere sul sito del parco era irreperibile sia il vecchio che il nuovo regolamento. Ma poi ho pensato, dopo aver letto il commento di Paolo su cronache maceratesi: ma come? ha scritto una mail per far sapere al parco che voleva andare al Bove? Il 13? Il 13 Agosto?? la mia faccia: O.o… ma possibile che non ha pensato che gli uffici pubblici di tutta italia sono chiusi il 14, 15 e 16 agosto? mah… boh… a me è sembrata una provocazione… ma sicuramente mi sbaglio. Dopo di che non si può dire, Lucio, che chi ha fatto il verbale lo abbia fatto apposta per colpire Paolo. Se non sbaglio il verbale, o comunque i controlli, viene effettuato dal corpo forestale dello stato, e non dal parco, e mi risulta che Paolo abbia problemi con l’ente Parco non con ogni singolo forestale che fa il suo dovere. dopo di che, la gente sarà anche idiota, ma basta leggere i commenti in giro, per capire che Paolo si sia fatto cosi una pessima pubblicità. Ma magari è una mia impressione. Di sicuro nelle marche non è visto un gran che bene da nessuno, nonostante i miei sforzi che sono praticamente l’unico IAMA nelle marche che ha un giro di gente che arrampica e che ha contatti con le cerchie che voi tutti disprezzate cosi tanto. Vorrei rispondere poi a Marco che reputo una persona gentile e disponibile, per avere notizie di questo famoso progetto ti basta cercare in internet la bibliografia del responsabile del progetto, troverai decine di pubblicazioni che ti spiegheranno le modalità di realizzazione del progetto. Il progetto finanziato dall’UE, consiste nell’utilizzo di capi di bestiame per tenere sotto controllo e possibilmente ridurre la presenza di specie infestanti che fanno si che la biodiversità delle prateria sconpaia.​ Nel contempo viene studiato il benessere degli animali utilizzati per il pascolo. Inoltre vorrei ricordare che, ma so già che verrò smentito ma so anche che chi mi smentirà dirà cazzate, dai responsabili del progetto era stato chiesto più volte nel corso degi anni un incontro pubblico per chiarire la questione e spiegare a tutti quelli che avrebbero voluto sentire, il progetto stesso. Ovviamente non è mai stata ottenuta risposta. Detto ciò… chiudo qui, credo di aver detto abbastanza, forse anche troppo”.

Micaela Solinas, 8 settembre 2014, ore 16.31:
“Caro Daniele e cari tutti, rispondo di getto alla tua mail. So che sei un ragazzo intelligente e in gamba, ma non basta finchè non arriverai a capire che questo non significa che gli altri sono tutti fessi, o ignoranti. Ovviamente sei in una situazione scomoda, preso tra l’incudine e il martello, ed è proprio per questo che forse al tuo posto io preferirei tacere, ma questa è solo un’opinione personale e lascia il tempo che trova.
Di sicuro come istruttore del CASM non mi piace che tiri fuori la nostra scuola come i cavoli a merenda. Che cosa c’entra quanto è diffusa IAMA nelle Marche e la reputazione di Paolo nel mondo alpinistico con la questione del parco, scusa? D’altra parte sai benissimo che il successo di IAMA e del Metodo è in continua crescita in tutta Italia, anche grazie ai suoi istruttori che si fanno apprezzare e rispettare praticamente ovunque operino. Forse se nelle Marche non si fanno passi avanti il problema non è solo del Direttore della scuola. Paolo non può essere dappertutto e come personaggio pubblico è esposto ai giudizi, benevoli e non, di chiunque, esattamente come il Parco dei Sibillini e i suoi gestori. C’è chi ne pensa bene, chi male, chi così così. E, infatti, se leggi i commenti “in giro” (a proposito, di cosa si tratta, di una nuova rivista?) ma soprattutto su Cronache Maceratesi, per tornare a parlare di fatti concreti e non di fumo (tutti i commenti però, non solo quelli che ti fa comodo citare) vedrai che ce ne sono anche molti negativi sul parco e positivi su Paolo. Quindi? Quale conclusione vorresti trarne?
Io preferisco ragionare con la mia testa, piuttosto che sulla base di quello che pensano e dicono gli altri.
Se c’è un dissenso, vuol dire che c’è un motivo per il dissenso, fosse anche un’incapacità del Parco di comunicare nel modo giusto con le persone che questo dissenso esprimono. Un ente pubblico non può sottrarsi a questo, come non può sottrarsi al rendere conto del proprio operato, la famosa “accountability”. “Non siamo per sottrarre responsabilità ai dirigenti: siamo per dargliele tutte. Vorremmo che la parola accountability trovasse una traduzione in italiano, perché vi sono le responsabilità erariali, quelle penali e quelle civili, però non ve n’è una da mancato raggiungimento degli obiettivi, se non a livello teorico…”. L’ha detto Renzi nel suo discorso di insediamento, nientepopodimeno. Non è per parlar bene o male di lui che faccio questa citazione, non sto facendo politica, ma il problema è citato dal nostro premier perché ESISTE, ed è uno dei grandi problemi dell’Italia. I nostri politici, la nostra classe intellettuale e manageriale, sono abituati a non dover mai rendere conto di ciò che fanno, mai – soprattutto – dei propri errori e delle proprie mancanze, mentre magari il loro DOVERE quotidiano è sbandierato come un grande successo.
Per fortuna, anche se lentamente, le cose stanno cambiando, la gente “comune” sta alzando la testa e cominciando a chiedere come, dove, quando, perché, con quali risultati. Bene, finalmente stiamo diventando cittadini!!!
Un parco ha il dovere di dare informazioni precise e circostanziate sui propri progetti e sulle proprie attività e soprattutto sui risultati ottenuti, se gli viene richiesto, perché un parco è un ente pubblico e utilizza denaro pubblico. Il fatto che certe informazioni si trovino su internet non esime gli enti pubblici dal dare risposte. Un conto è ciò che trovo con mie ricerche private sul web, un conto è ciò che ufficialmente mi risponde l’ente. Inoltre, si trovano spesso i progetti, le dichiarazione di intenti, i “faremo”, le “modalità di realizzazione”, molto più raramente i risultati, ciò che è stato fatto e ottenuto.
Non solo, le spiegazioni vanno date in modo esaustivo ma sintetico, senza pretendere che un non addetto ai lavori si legga decine di pubblicazioni scientifiche per venire a capo di un singolo progetto. Non è difficile da capire, la chiamano trasparenza e democrazia.
Infine, la chiusura del parco nazionale il 13, 14, 15 e 16 agosto: ho capito bene? Un ente pubblico che gestisce un’area protetta e quindi flussi turistici che chiude nel periodo di massima affluenza?? Stiamo scherzando per caso??? TU hai ragionato su quello che scrivi??? Infatti i forestali erano al loro posto, e ci mancherebbe altro! Loro hanno fatto semplicemente il loro dovere, mentre il parco ha una precisa responsabilità: dopo aver fatto annunci di date che non ha rispettato, ha lasciato tutti senza comunicazioni per alcuni giorni e non ha risposto alle mail.
E’ mia opinione che, visto che il nuovo regolamento non prevede sanzioni per l’attività esercitata da Paolo, visto lo scarto di pochissimi giorni tra l’entrata in vigore del nuovo regolamento e “l’infrazione” commessa e visto che, appunto, era stata pubblicamente comunicata la data del 15 agosto per l’entrata in vigore delle nuove regole e in assenza di contro-comunicazioni, il Parco avrebbe tranquillamente potuto decidere di non procedere. Ma anche questa è un’opinione personale e lascia il tempo che trova.
Includo nella mailing list la presidenza dI IAMA per la parte che interessa la scuola”.

NotteSibillini1-La rocciosa parete del monte Bove nord

Micaela Solinas, 8 settembre, ore 16.49:
“E’ mia opinione che, visto che il nuovo regolamento non prevede sanzioni per l’attività esercitata da Paolo, visto lo scarto di pochissimi giorni tra l’entrata in vigore del nuovo regolamento e “l’infrazione” commessa e visto che, appunto, era stata pubblicamente comunicata la data del 15 agosto per l’entrata in vigore delle nuove regole e in assenza di contro-comunicazioni, il Parco avrebbe tranquillamente potuto decidere di non procedere.
Vorrei aggiungere: e dopo anni di ineccepibile rispetto di tutti i divieti, per quanto penalizzante ciò sia stato per la sua attività professionale e nonostante le ripetute infrazioni da parte di altri soggetti, note a tutti e mai sanzionate“.

Oliviero Olivieri (Presidente del Parco dei Sibillini), 9 settembre 2014, ore 17.48:
“Cari amici, in merito alle e-mail di Paolo Caruso e ai relativi commenti, contenenti molte imprecisioni, appare doveroso fornire alcuni chiarimenti:

  1. Il Sig. Caruso non poteva non conoscere le disposizioni di cui al D. D. n. 542.2009 (pubblicato sul sito internet del Parco sibillini.net), la cui vigenza era stata confermata anche telefonicamente allo stesso Caruso dal Dr. Rossetti (funzionario del Parco) in data 8/8/2014, quindi precedentemente al giorno  (19/8/2014) in cui è stata comminata la sanzione;
  2. Tutti gli atti e le disposizioni del Parco vengono pubblicati contestualmente alla loro emanazione sul sito dell’Ente sibillini.net;
  3. Il Sig. Caruso ha scritto al Parco in data 13/08/2014 peraltro confermando di aver già parlato con il Dr. Rossetti (v. punto 1);
  4. L’Ente Parco è una pubblica amministrazione e, in quanto tale, ai sensi della L. 241 del 1990 è tenuto a rispondere entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza  e osserva i giorni di chiusura ordinari per la pubblica amministrazione che comprendono i giorni festivi (peraltro giorni e orari di apertura sono anche indicati nel sito del Parco); per garantire le attività di informazione nei confronti di visitatori e fruitori nei giorni di massimo afflusso turistico il Parco garantisce comunque l’apertura di diversi centri informativi dislocati sul territorio, tra cui uno è a Visso;
  5. Il Parco ha comunque provveduto a rispondere con la massima sollecitudine possibile al sig. Caruso tramite e-mail in data 18/08/2014 (prot. n. 4784), quindi precedentemente al giorno  in cui è stata comminata la sanzione, ribadendo ulteriormente la norma in vigore;
  6. La riapertura sperimentale delle vie di arrampicata del M. Bove, annunciata dal Parco nell’incontro pubblico del 8/7/2014 in deroga al suddetto DD 542/2014 era subordinata alla definizione e organizzazione delle relative modalità gestionali e, pertanto, era oggettivamente impossibile rendere vigente le nuove disposizioni già a partire dal 16/07/2014. Nell’ambito del suddetto incontro il Parco si era comunque impegnato ad emanare le nuove disposizioni entro l’estate 2014 e, in particolare, entro il mese di agosto;
  7. Con D.D. n. 384 del 29/08/2014, in attuazione del D.P. n. 48/2014, il Parco ha provveduto a riaprire le vie alpinistiche del M. Bove secondo le modalità indicate nel “Documento informativo sulle attività e discipline alpinistiche nel Parco Nazionale dei monti Sibillini e, in particolare, nell’area del M. Bove”, redatto in collaborazione con il Collegio regionale delle Guide Alpine delle Marche, come annunciato nell’incontro dell’8/7/2014; tali disposizioni sono vigenti dallo stesso giorno del 29 agosto e prevedono la possibilità, per i prossimi anni, di effettuare attività alpinistiche sul M. Bove dal 16 luglio (secondo le modalità indicate), come annunciato dal Parco sulla base delle valutazioni tecniche effettuate da autorevoli zoologi e discusse anche nel citato incontro pubblico;
  8. Il suddetto documento, e i relativi allegati, è pubblicato sul seguente indirizzo: http://www.sibillini.net/attivita/regolamenti/index.html

Vale la pena sottolineare che essendo il Sig. Caruso una Guida Alpina, la diligenza richiesta non è certo quella ordinaria, ma professionale che richiede, quindi, maggiore perizia della sua condotta.
Non posso, infine, non manifestare il mio disappunto per queste continue polemiche fondate su informazioni approssimative e che talvolta appaiono provocatorie e strumentali  al mero raggiungimento di interessi particolari. Per questo motivo  gradirei di essere tolto da questo indirizzario, ferma restando la mia disponibilità e del Parco, nei confronti di coloro che realmente volessero approfondire le problematiche e contribuire con spirito costruttivo a migliorare il nostro operato”.

Lucio Marcantonini, 9 settembre, ore 22.02:
Ciao Daniele, mi pare che Micaela abbia replicato in maniera dettagliata alle tue osservazioni, non ho quindi nient’altro da aggiungere se non una mia piccola riflessione: io difendo le mie idee ma sono anche disposto a cambiarle, qualora qualcuno mi dimostri che sto sbagliando. In ogni caso, comunque, la difesa delle mie idee non comporta affatto il disprezzo verso i miei simili. Lo ritengo un atteggiamento controproducente e antropologicamente scorretto. Credo invece che sia molto importante evitare il “muro contro muro” sapendo ascoltare le ragioni degli altri, perche’ se si perde la capacita’ di dialogo si finisce nella stessa disastrosa situazione in cui si trovano le persone nella striscia di Gaza (cioè nell’ infernale regno dell’ odio). In conclussione, quindi, vorrei che ti fosse chiaro che non disprezzo nessuno.
Anche a questo riguardo voglio aggiungere che le tue critiche nei confronti di Paolo mi sembrano sostanzialmente fuori misura: personalmente lo conosco oramai da diverso tempo e posso testimoniarti che non mi è mai sembrato una persona chiusa sulle sue idee in maniera ideologica; e’ vero, a volte, magari, pecca un po’ in diplomazia, ma ha il grande pregio della sincerità: dice con chiarezza e senza sotterfugi cio’ che pensa davvero (e questo, a ben vedere, è un bel segno di rispetto verso i propri simili). Per contro, invece, mi pare necessario far notare (e lo scrivo con sincero rammarico) come tra la dirigenza del Parco dei Sibillini ci siano diverse persone che ragionano un po’ troppo da politici e che peccano a volte di scarsa capacita’ di ascolto verso i propri interlocutori”.

Maria Cristina Garofalo (presidente Mountain Wilderness Umbria), 10 settembre 2014 (questa lettera ha suscitato un vespaio tremendo, NdR):
“Di rientro dalle ferie apprendo solo ora della vicenda. Un’unica domanda mi viene da porre (e gia’ da tempo mi frulla in testa, visto il tono tenuto nelle varie riunioni da ‘alcuni diretti interessati).
Ma stiamo difendendo il sacrosanto ed indifferibile diritto dei camosci  (e di tutti i selvatici) di vivere in uno spazio ‘protetto’ (almeno per una fase della loro vita, e sinceramente mi parrebbe gia’ pochino…); oppure gli interessi economici di alcuni ‘umani’?!!!! Scusate, ma mi pare che stiamo proprio fuori quadro!
L’uomo, sempre piu’ invasivo, che non ce la fa a stare neanche per un periodo ben delimitato e definito, fuori da uno spazio a beneficio di altri esseri viventi ‘non titolari di diritti’!!!!
Credo che un dovuto passo indietro e un po’ di intelligenza e sensibilita’ ambientale (anche da chi è meno ‘integralista’ di Mountaiun Wilderness), ragionevolmente, possa essere fatto e dare una chiusa ad una polemica che non sta in piedi se non per meri interessi economici che non intendono spostare il loro esercizio momentaneamente in altre zone, o ‘limitarlo’.
Personalmente non mi è sembrato vero di trovare personale del Parco sulle creste del Bove, il giorno di Ferragosto, che con grande professionalità e leggereza, invitavano i turisti/trekker, ecc., a mantenersi nei limiti della zona non integrale. Ce ne fossero ogni giorno e in ogni parte del Parco!
All’Ente Parco si possono addebitare molte ‘defaillance’, ed io per prima l’ho fatto, ma non certamente questa!!! Non se ne puo’ piu’ di questa polemica ‘privata’. Mi permetto inoltre di invitare ‘chiunque’ voglia impugnare difronte alla UE il Trattato di Aarhus di leggerlo meglio, perché mi pare gli sia sfuggito il senso dello stesso… Mi scuso con il Prof. Olivieri per averlo ri-tirato dentro la mailing list, ma era giusto che conoscesse anche questa posizione. Non ho altro da dire e non risponderò né in pubblico né in privato a ulteriori commenti. Questa è la posizione ufficiale di MW Umbria”.

CONTINUA

postato l’8 novembre 2014

0
La lunga notte dei Sibillini 1 ultima modifica: 2014-11-08T07:30:01+00:00 da Alessandro Gogna

2 thoughts on “La lunga notte dei Sibillini 1”

  1. Alberto io sono per la difesa dei parchi quindi spare a zero su chi li dirige non va bene. Ma ad esempio quello delle Apuane a cosa serve??

    Mi sembra che con l’escavazione facciano di tutto e di più e il parco non fa altro che fare finta di non vedere.

    Chi sono i personaggi a capo del parco?? da dove vengono? sono dei veri amanti della natura? …….

  2. E’ sempre arduo dividere con un taglio netto le ragioni da i torti. Però mi sembra che si stia davvero esagerando. Per ragioni che in parte intuisco e in parte mi sfuggono è stata sollevata una tempesta in un bicchiere d’acqua. Calma ragazzi! I Parchi Nazionali italiani sono oggi tutti in grave pericolo. Molti ( inclusi i Sibillini) da anni sono privi di un consiglio per colpa dell’ignavia del ministero dell’ambiente e delle regioni interessate. Sparare a zero, spesso dando retta a gossip da bar, giova solo ai nemici della protezione della natura. Il mondo dell’alpinismo e dell’escursionismo dovrebbe fare quadrato a difesa della “mission” dei parchi, segnalando ovviamente le inadempienze e gli errori, ma non utilizzandoli come arma per delegittimare l’istituzione e i suoi rappresentanti. Penso che sia necessario un incontro chiarificatore ad alto livello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *