La vergognosa situazione del rifugio Croce di Campo

La vergognosa situazione del Rifugio Croce di Campo (Val Cavargna)
di Andrea Savonitto

Datato 21 luglio 2014, questo è il comunicato stampa che Andrea Savonitto ha diffuso nella speranza di smuovere le acque di una situazione asfittica.

Dopo dieci mesi di disagi pesantissimi dovuti al danneggiamento dell’impianto fotovoltaico, per un fulmine che ha colpito il rifugio a fine settembre 2013, a complemento di sei anni di inefficienze strutturali conclamate, ma ancor più al totale disinteresse da parte della proprietà Comunale di San Bartolomeo Val Cavargna, la situazione al Rifugio Croce di Campo è diventata insostenibile. Ciò nonostante la buona volontà del gestore, la guida alpina Andrea Savonitto, che per l’inverno passato si è dotato di un sistema sostitutivo in attesa della riparazione dell’impianto. Nessuno dal Comune è mai salito (non lo fanno da tre anni, quando furono costretti a farlo dal Tribunale di Menaggio!!) a controllare i propri impianti tecnologici. Né il Comune ha dato incarichi a ditte di competenza per le dovute riparazioni e/o manutenzioni. Anche l’impianto solare termico dell’acqua calda è fermo dall’inverno 2011/12, subito dopo l’ultima riattivazione (era fermo da tempo!) inefficace, a cura della ditta incaricata, a seguito di sentenza, e mai più ripristinato. Non c’è peraltro alcun libretto di manutenzione della caldaia a gasolio dell’impianto di riscaldamento, obbligatorio, e alcun tecnico si è più presentato per le manutenzioni periodiche. L’onere per l’efficienza degli impianti tecnologici in un contratto di affitto di azienda è per legge competenza della proprietà e questa deve designare delle ditte incaricate della manutenzione periodica. Inoltre tali ditte intervengono solo dietro richiesta scritta della proprietà. Per cui il gestore non può richiederne i servizi autonomamente. Se i fax non vengono mandati dal Comune, tutto prima o poi si ferma!

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A ottobre 2013, dopo una sequela di raccomandate il Sindaco era stato convocato nello studio dell’avvocato Alessandro Mogavero di Como, che segue le istanze del Rifugio Croce di Campo, e lì si era impegnato ad attivare immediatamente le ditte di manutenzione… cosa a tutt’oggi non avvenuta. Durante l’inverno, come in tutti quelli precedenti, ci sono inoltre stati “i soliti tre mesi” di assenza di acqua, il che la dice tutta sull’efficienza delle strutture di un rifugio alpino nato male, costato oltre un milione di euro alla collettività. Non si comprende come mai a fronte di un simile patrimonio pubblico il Comune non si sia dotato di un’adeguata assicurazione sul fabbricato a copertura dei rischi da eventi naturali e non si accetta che ora i sinistri accaduti vengano scaricati come onere su una gestione, cui non competono, già provata dalle carenze, dalle inefficienze, dal malfunzionamento di un complesso di opere male eseguite come già ampiamente dimostrato, acclarate anche per vie legali. Il gestore già assolve i propri oneri gestionali pagando quanto gli compete nella osservanza delle normative: oneri fiscali, commerciali, camerali, assicurativi di responsabilità civile, di prevenzione sanitaria, di iscrizione ad Albi Regionali e di aggiornamento continuato alle normative e alle prassi richieste dagli enti preposti, comprese le “giornate perse” a dotarsi di certificazioni di qualità (qualità italiana e AICQ). Oneri assolti per un’attività che non si lascia operare secondo le sue precipue aspettative e potenzialità. Istigando nei fatti all’inosservanza di normative vigenti che come Gestione, come impegno civile, s’intende invece perseguire. In relazione poi alla causa del 2011, intentata dal gestore a seguito di continuate, inaccettabili nonché pericolose per la salute pubblica, “disfunzioni impiantistiche” e carenze amministrative… causa persa dal Comune, il Giudice di Menaggio aveva intimato allo stesso di produrre entro 15 giorni tutte le certificazioni di agibilità (antiincendio in primis) necessarie al rilascio della licenza comunale di esercizio della attività di rifugio alpino, oltre a compiere tutte le opere necessarie alla funzionalità normale e legale del rifugio Croce di Campo. Le opere iniziate nell’estate 2011 si sono interrotte a novembre 2011 col sopraggiungere della prima neve in quella stagione, e mai più riprese o completate successivamente. Nonostante i richiami, per non parlare degli obblighi assunti. Lavori incompiuti, abbandonati con muri divelti e macerie abbandonate, portoni antiincendio più fatti, cavi di messa a terra lasciati abbandonati per inciampare in mezzo al cortile, bivacco invernale fuori uso, pavimentazioni da eseguire, ecc. Un fulmine, ancora, a maggio nel 2012, aveva colpito la centralina della cappa di aspirazione, obbligatoria e indispensabile. La centralina veniva rimossa dal tecnico inviato dal Comune e, ad oggi, mai più riconsegnata in opera. Tuttora il rifugio è privo di licenza, di agibilità, di certificazione antiincendio e ciò continua a costituire un’inaccettabile pregiudizio all’operatività della gestione. Sono documentazioni imprescindibili a qualsiasi attività commerciale aperta al pubblico.

Il Signor Sindaco di questo pare non voler rendersene conto. Nonostante il “parere” di un giudice. Per la gestione questo significa “lavorare” in condizioni di palese irregolarità. Con dei rischi gestionali inaccettabili.

Andrea “Gigante” Savonitto
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Significa non potere, ci mancherebbe, prendere personale in cucina dove ti può arrivare un fulmine e forzarsi a fare una gestione solitaria, per attenuare il più possibile il rischio, in un rifugio da 36 posti! Significano danni continuati, impossibilità a garantire un servizio decoroso, mancati incassi, impossibilità di accedere a servizi di società di “Booking on line”, indispensabili per qualsiasi struttura ricettiva odierna e attuale perché le società che forniscono questi servizi, giustamente, richiedono che le strutture ricettive che aderiscono siano a norma. Significa “fare brutte figure” ripetutamente. Significa non poter ospitare le colonie o il turismo scolastico con i minori (se “cade un bambino dal letto”, e può veramente succedere di tutto in un rifugio che non si riesce a capire come è fatto, le assicurazioni non pagano se le documentazioni non sono regolari). Queste attività di didattica con i gruppi erano state determinanti nella scelta e nel progetto stesso di gestione della guida alpina Andrea Savonitto, ma il Comune per tutto ciò pare non avere il minimo interesse… e accampa irragionevoli e improponibili pretese di canoni di affitto per una struttura ricettiva che MAI avrebbe potuto aprire in altro luogo civile, in queste condizioni.

Il gestore ha anche segnalato al Comune (doveva farlo?) la possibilità di accedere in questi anni a importanti finanziamenti regionali, ora scaduti, che consentivano risparmi sulle opere, dovute, fino al 50% a fondo perduto. Ma se non si fanno né i progetti né le richieste i soldi non vengono erogati. Poi è inutile lamentarsi e incolpare il Patto di Stabilità! A questo punto una nuova causa giuridica è inevitabile. Senza corrente in estate è impossibile lavorare e il gestore del rifugio Croce di Campo si vede costretto ancora una volta a rivolgersi al Tribunale.

Il “Gigante”, come è soprannominato Andrea Savonitto, è oltretutto un professionista molto noto e specialista in interventi di sviluppo alpinistico. Ne ha curati tanti, importanti, in Lombardia (dalla Valsassina alle Valli del Bitto, al Lago Maggiore… fino a Positano: per citarne alcuni). In questi anni ha messo a disposizione le sue capacità e le sue ampie relazioni; un valore aggiunto che il Comune non ha voluto in nessun modo assecondare. Come gestore assolutamente dedito, ha aperto il rifugio sempre e comunque in estate e in inverno… in qualsiasi condizione cercando di offrire un servizio agli appassionati di montagna. Comunque. Dando ragione di esistere a quel fabbricato enorme che per il Sindaco attuale poteva benissimo restare chiuso e abbandonato sul monte. Si è dedicato senza alcun aiuto o supporto “istituzionale”, nonostante tutto, a dotare il comprensorio dove sorge il rifugio di una segnaletica dei sentieri prima completamente assente in tutta la valle (una valle turistica?); ha proposto e segnalato a sua cura, facendo anche una guida scaricabile in rete, una Nuova Alta Via da Menaggio a Lugano (il Sentiero dei Gauni) con l’intento di valorizzare tutti i rifugi della valle; ha segnalato i resti dimenticati della Linea Cadorna sul Pizzo di Gino. Ha coinvolto altri professionisti attivi sul territorio per iniziative condivise di didattica alpinistica e naturalistica. Ha coinvolto il Collegio Regionale delle Guide Alpine lombarde per fare corsi di Formazione degli Accompagnatori del futuro, in Val Cavargna… e fatto importanti rilevamenti di incisioni rupestri sparse sul territorio intorno al Rifugio Croce di Campo. La Regione Lombardia ha poi prodotto uno studio sistematico e dei tabelloni esplicativi bilingui di ottima fattura da posizionare sul territorio nei vari Comuni interessati da incisioni rupestri. E i Comuni si sono impegnati per la loro infissione in quota dove previsti. Quelli del Rifugio Croce di Campo sono in Municipio a San Bartolomeo… da due anni! A prendere polvere.

Per ulteriori dettagli.

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Situazione al 13 agosto 2014 al Rifugio Croce di Campo
Diciamo che con il comune ci siamo incontrati e ho posto le mie condizioni che a parole hanno accettato… a giorni dovrebbe esserci la firma di un documento integrativo al contratto che prevede:
– azzeramento dei canoni pregressi;
– sistemazione da parte del Comune di tutti gli impianti (hanno fatto le analisi dell’acqua e domani vengono a sistemare l’impianto fotovoltaico);
– io concedo che il rifugio sia ridotto come capienza a 25 posti (non più 36), il che consente al comune un grande risparmio in termini di interventi di adeguamento e la non necessità di avere una certificazione antiincendio;
– altri lavori vari a totale carico del comune per l’agibilità;
– rilascio/consegna entro settembre 2014 di tutte le certificazioni e della licenza comunale;
– il canone resta invariato agli attuali 5000 €, e io inizierò a pagarlo da quando tutto sarà a norma certificato e il contratto viene rinnovato (ma lo è già di fatto) per altri 6 anni.

Morale: hanno calato le braghe su tutto (o quasi).

Chiaramente l’avvocato ha dato cinque giorni di tempo (già passati invano!) per la ratifica… minacciando l’invio immediato della causa già pronta… aspettiamo dopo ferragosto per vedere cosa succede!

Situazione al 14 agosto 2014 al Rifugio Croce di Campo
Fiat lux 2! Nuntio vobis gaudium magnum… dopo ben undici mesi l’impianto fotovoltaico rientra in funzione!!!! (Grazie al Comune di San Bartolomeo, a Pietro Nogara della Centro Omega… e alla nostra sacrosanta lotta (con Alessandro Mogavero).

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Situazione al 2 ottobre 2014 al Rifugio Croce di Campo
Dopo aver fatto il primo intervento di ripristino del sistema fotovoltaico (il 14 agosto 2014), poi del Comune, che verbalmente si era impegnato a risolvere tutte le questioni in sospeso (licenze, agibilità) e a fare tutti gli interventi necessari sugli impianti entro il mese di settembre, NON SI E’ VISTO PIU’ NESSUNO!

postato il 23 ottobre 2014

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La vergognosa situazione del rifugio Croce di Campo ultima modifica: 2014-10-23T07:30:49+00:00 da Alessandro Gogna

6 thoughts on “La vergognosa situazione del rifugio Croce di Campo”

  1. 6
    sergio says:

    un rifugio di questa struttura e posizione strategica potrebbe essere o diventare un ottima soluzione per delle belle iniziative e idee arrichendo e valorizzando la zona ….gia conosciuta in parte (un esempio un posto turistico per persone con difficolta motorie visto il posto molto pianeggiante)

  2. 5
    Bruno says:

    Tutte stronzate: ‘Gigante’ non ha mai svolto il suo compito di rifugista:il rifugio era chiuso per lunghi periodi,mal tenuto,cucina lercia,freddo e in disordine.E’ stato aiutato da persone disinteressate… nemmeno un ‘grazie. Gli e’ stato consegnato un rifugio nuovo,efficiente e molto bello:lui lo ha trascurato!!!

  3. 4
    antonella says:

    Diffonderò questo articolo ai C.A.I. che conosco perché ancora molti non ne sono a conoscenza (Ieri, 7 agosto 2016, ho incontrato persone ignare fuori dal rifugio).
    E’ una grave mancanza. Non si può organizzare una class action nei confronti del Comune così inadempiente?.
    Grazie.
    Antonella Piva

  4. 3
    tset2 says:

    Ottimo articolo

  5. 2
    tsethollow says:

    Completamente concorde

  6. 1

    Mi viene in mente l’inno nazionale… non v’è paesucolo alcuno in italia che non rispetti gli stessi canoni di mala-gestione derivata da una ormai consolidata mala-politica… e alla fine come disse il buon Totò…”… e io pago… !” ed in questo caso oltre al gestore paga tutta una comunità…

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