L’arrampicata in fessura con tecnica d’incastro

L’arrampicata in fessura con tecnica d’incastro
di Dale Bard
(dall’originale in inglese apparso sul Catalogo 1978 de The Great Pacific Iron Works, con titolo Pumping Cracks)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(3), disimpegno-entertainment(2)

L’arrampicata in fessura verticale è la più innaturale forma di arrampicata libera. Al contrario dell’arrampicata esterna, che fa assegnamento sulle asperità esterne e sui naturali movimenti che si farebbero per salire una scala, le fessure richiedono tecniche speciali per inserire mani e piedi negli spazi tra la roccia, così da incastrarli e rendere possibile la salita. Il più delle tecniche non è ovvio ed è basato sul camming (movimento impresso da un organo rotante a camma), sull’opposizione (counter pression) o su leve ingegnose. Dopo aver imparato i vari tipi d’incastro è questione di decidere dove usare che cosa e di avere resistenza e tener duro. Sembra semplice, ma gli inconvenienti ci sono, così come la mancanza di controllo mentale o l’usare più forza del necessario per ciascun incastro. Questi problemi si risolvono al solito con l’esperienza.

Ci sono due tipi di fessure: quelle che si aprono su una parete e quelle al fondo di un diedro. Ci sono alcuni movimenti di base per salire d’incastro i due tipi. L’incrocio, crossing, di una mano sull’altra, come salire una corda, funziona al meglio su fessure diritte. Ma il crossing di mano in un diedro è goffo e faticoso: lo strisciare le mani, shuffling, è una buona alternativa. In effetti bisogna fare shuffling là dove è inopportuno fare crossing. Quale mano stia sopra dipende dalla direzione della fessura. Se la spalla sinistra è contro la roccia, la mano destra sta sopra. Se contro la roccia è la spalla destra, sta sopra la mano sinistra. Queste tecniche di base si applicano a tutti i tipi d’incastro eccetto l’offwidth.

Fessure per dita
La parte più piccola del corpo che si può introdurre in una fessura sottile è la punta delle dita. Infilare le dita nella fessura e provare a incastrare le nocche come blocchetti. Quale nocca incastrare dipende dalla misura della fessura. Il metodo migliore per rendere sicuro il blocco di dita è di tenere la mano a pollice in basso; questo aggiunge leva e torsione al blocco. Quando il corpo si muove all’insù, vien data più torsione all’incastro. L’estremo incastro di dita si ha nelle fessure molto sottili, fessure troppo esigue per tutto all’infuori delle punta delle dita. Si sistema la mano di sopra a pollice in basso, con le punte dell’indice e del medio incuneate. Figura 1. Il polso si tiene basso e il braccio è spostato in fuori nel tentativo di usare le dita a cuneo in torsione. Fare molta attenzione a tenere il polso basso, specialmente nel movimento verso l’alto. Anche la mano di sotto dovrebbe avere il pollice in basso se la fessura è verticale. Se questa è parecchio diagonale allora la mano in basso deve avere il pollice all’insù e dev’essere messa a pinky-jam dalla parte delle due dita più piccole. Figura 2. Se la fessura si allarga, provare a inserire di più le nocche. In un diedro, aggiungere al pinky-jam un certo appoggio della mano; il lieve sforzo d’opposizione aiuta l’inserimento della mano più bassa e diminuisce la fatica globale. Programmare prima ed evitare ogni incastro che possa diventare meno sicuro nel momento in cui ci si solleva: la torsione quasi sempre diventa più sicura quando ci si solleva. Ricordare, il blocco di dita è complesso. Sistemare la mano, non ficcarla a forza: si risparmierà tempo, pelle e fatica.

Adam Floyd su Handbone, Red Rock Canyon

Offhands
Dopo le fessure per dita c’è una misura che offre estreme difficoltà all’incastro, quella delle fessure offhands. Queste stanno tra il subito dopo gli incastri di dita e il subito prima un buon incastro di mano. Le fessure di questo tipo, specialmente quelle solo un po’ più larghe di un dito, sono tra le più difficili da salire. La tecnica dipende molto dalla taglia della mano. Quando le dita vanno dentro ma la mano no e non si riesce a incastrare nulla, ci sono tre scelte. Una è torcere le dita ed è molto faticoso. Inserire la mano come in una fessura per dita con il pollice giù, il polso basso e la parte polposa del dito indice incuneata dentro. Figura 3. Il braccio può quindi far leva in basso e girare le dita nella fessura. Provare a tenere in fessura il maggior numero di dita possibile per suddividere lo sforzo. Se anche un solo dito è fuori della fessura si fa un sacco di fatica in più. Altra scelta è il thumb lock, il blocco del pollice o pollice-camma; non è così facile da fare come la torsione delle dita ma è meno stancante. Figura 4. Mettere il pollice verticale in fessura e poi far scivolare il dito indice giù, sulla prima nocca del pollice. Le altre dita stanno accostate in scioltezza. Un’azione di leva dell’avambraccio assieme ad una pressione verso il basso delle dita aggiunge potenza all’insieme e si ottiene un incastro decente, se si considera la misura della fessura. La terza scelta è un incastro di nocche che si può usare ogni volta che la fessura si strozza in basso. Mettere una, due o tre dita orizzontalmente nella fessura subito sopra la strozzatura. Poi accartocciare le dita a piccolo pugno. Il piegamento delle dita allarga le nocche ed esercita pressione sui lati della fessura. Il tenere le altre dita ripiegate nel pugno piuttosto che fuori della fessura fa risparmiare fatica. Quando si fa incastro in un diedro o in qualche posto impacciante, una o entrambe le mani dovranno essere con il pollice all’insù. Ci sono tre modi di far questo. Uno è il classico sistema Dülfer: pauroso, ma se il pezzo è breve, più veloce. Un altro è inserire la mano nella fessura il più profondamente possibile e applicare opposizione tra le punte delle dita e il dorso della mano. Questo incastro è forza pura, perciò è molto stancante. Il terzo modo è una piccola variazione del secondo. Abbassare un po’ la mano e provare a conficcare la parte carnosa della mano che è sotto al mignolo. Le dita spingono sempre ma se l’incastro è ben fatto l’incuneamento della mano si assumerà la parte maggiore di peso e farà risparmiare forze. Queste tecniche offhands preparano gli incastri a misura di mano. L’incastro del pollice comunque non serve allorché la mano va dentro al di là delle nocche principali, cioè oltre cm. 3,17 circa.

 Incastri di mano (handjams)
Gli handjams incominciano quando la fessura è circa larga abbastanza perché la mano possa scivolare all’interno fino al polso. Il pollice può essere su o giù a seconda del genere di fessura. Nell’incastro in fessura da mano un po’ stretta, usare la mano come un blocchetto e agire sul polso. Figura 5. Se la fessura s’allarga fino a permettere alla mano un certo comfort, abbassare il pollice sul palmo. Se si allarga ancora, torcere o girar la mano orizzontalmente. Se una torsione non fa sentire sicuri, provare un handjam largo. Per fare ciò inserire la mano nella fessura, di solito a pollice in su. Esercitare pressione sui lati della fessura con le punte delle dita, con le nocche principali della mano e con la porzione più bassa del palmo. Figura 6. Questo fa un ponte: per essere più stabili appoggiare il pollice sul dorso dell’indice, in corrispondenza della parte finale di questo.

Pamela Shanti Pack sul terribile offwidth di American Horror Story, IndianCreek, Utah

Incastri di pugno (fistjams)
Ci sono tre variazioni nel fistjam. La sola differenza in ciascuno è nella posizione del pollice. Il primo sistema è il pugno ristretto che, a seconda della taglia della mano, funziona nelle fessure da incastro di pugno dove qualche volta va meglio dell’handjam largo. Figura 7. I pugni ristretti sono molto solidi ma difficili da chiudere. Qualcuno non può farlo per la sua struttura ossea. Per farne uno mettere la mano nella fessura, di solito a pollice in giù, poi mettere il pollice tra l’anulare e il mignolo e chiudere le dita attorno al pollice per fare un pugnetto. Girare il pugno fino a che sia orizzontale e ben chiuso nella fessura. Girarlo è difficile ma poi è a prova di bomba.

Il normale incastro di pugno è semplice. Fare il pugno da boxe e incunearlo orizzontalmente nella fessura, con il palmo su o giù a seconda di come lo si sente. Allorché la fessura si allarga e il pugno normale comincia a non essere più sicuro, spostare il pollice in fuori e fermarlo sul lato dell’indice. Figura 8. Questo fa il pugno più largo di circa 2 cm. In un diedro o in fessura diagonale il pugno di sopra dovrebbe essere di solito messo a palmo in giù e quello di sotto a palmo in su.

Lavoro di piede
Il footwork (lavoro di piede) è metà del movimento in salita. Ci sono molti modi di usare i piedi al di fuori della fessura, ma ciò che segue si riferisce principalmente all’incastro di piede. Un footwork “creativo” è troppo ricco di sfumature per essere insegnato; è caratteristica di ogni scalatore e non si può descrivere.

Fessure sottili per il piede
Perché la fessura accetti il piede dev’essere larga abbastanza da permettere almeno l’entrata a una piccola parte della scarpetta; altrimenti ci si affida all’aderenza o all’appoggio sui bordi della fessura. Nelle fessure sottili cercare le zone più larghe. Se la scarpetta entra un po’, piegare la caviglia all’interno, conficcare la punta della scarpa e appoggiare il peso, tenendo il tacco basso. Figura 9. Allorché il piede fa torsione nella fessura, il peso del corpo tramite la torsione lo tiene dentro e l’incastro è quasi senza sforzo. L’incastro del piede in torsione lavora fino a incastri della misura della mano. Se la fessura è troppo sottile per l’incastro del piede, si deve usare più lavoro di piede in aderenza. Su fessure sottili e diritte ma non troppo verticali provare ad appoggiare il piede all’ingiù, affidando il bordo interno della scarpetta ai bordi della fessura. Figura 10. Su fessure sottili, diritte e più ripide tenere la punta del piede in su ed incastrare la parte esterna della scarpetta. Figura 11. Tenere il tacco basso, specialmente quando si fa il movimento in su. Se la cosa è ben fatta, la caviglia deve far male. Su fessure diagonali, a zig zag o con bordo sporgente i piedi si tengono di più in Dülfer (layback), con i tacchi il più in basso possibile. Quando si fanno fessure in Dülfer tenere i piedi il più distante possibile dalle mani, per massimizzare la torsione e togliere sforzo alle dita. L’eccezione è sull’estremamente ripido, su fessure sporgenti o diagonali. Qui la mano di sopra è tenuta a pollice in basso e la mano di sotto appoggia il palmo sulla roccia vicino a dove sono i piedi. Questo dà stabilità e così si possono alzare i piedi.
Per le fessure a misura di pugno mettere i piedi orizzontalmente come su una scala a pioli. In fessure da pugno larghe la caviglia dovrebbe essere piegata e l’incastro fatto tra l’osso della caviglia e il bordo interno della suola.

Resting (Sosta di riposo)
Il resting è parte integrante di un incastro ripido e continuo. E’ la chiave per salire fessure in sicurezza ed è un’arte raffinata. La prima cosa da fare è guardare avanti per possibili punti di riposo. Potrebbe essere un appoggio sulla parete o nella fessura; potrebbe essere un allargarsi o restringersi della fessura stessa, dipende dalla taglia. I generi d’incastro più riposanti sono il fingerlock e l’handjam (blocco di dita e incastro di mano).

Il mezzo per riposarsi è trovare il modo per alleggerire gli avambracci. Sul ripido si fa spostando il peso da un braccio all’altro, riposandone uno mentre l’altro tiene. Provare sempre a tenere il braccio che è sotto sforzo del tutto disteso, così da non sforzarlo troppo con la trazione. Stare appesi all’osso, non al muscolo. Il braccio che tiene è in parziale riposo quando è disteso. L’altro braccio è penzoloni e lo si scrolla. Lo stesso si può fare con le gambe. Talvolta le posizioni di riposo possono essere strane: provare a essere creativi.

L’incastro di Supercrack, Indian Creek

Offwidth (incastro della spalla)
Dopo l’incastro di pugno largo c’è l’offwidth. E’ faticosissimo e richiede movimenti completamente differenti e più lavoro del corpo rispetto agli altri tipi d’incastro. L’offwidth non è tecnicamente difficile come l’offhand ma è più complicato. Il corpo dovrebbe essere di lato alla fessura e su quale lato scegliere ci sono alcune regole di base. Provare a tenere il dorso appoggiato al bordo sporgente, se ce n’è uno. Se la fessura è diagonale, mettersi con la faccia all’ingiù. Se la fessura è diretta e verticale, scegliere come si vuole, però è preferibile guardare il bordo più tagliente, se c’è. Se un bordo della fessura si svasa, aderire con la mano sullo svasamento.
L’offwidth è più o meno un incastro di tutto il corpo, ma ogni braccio e gamba ha il suo compito. Essi fanno pressione in differenti direzioni così da poterne muovere uno mentre gli altri tengono. Il braccio all’interno può fare alcuni e differenti tipi d’incastro, dei quali il più rude è l’armbar, l’incastro del braccio disteso. Inserire il braccio diritto nella fessura fino a subito dopo la spalla. Figura 12. Piegare al gomito, premendo il palmo della mano sul lato opposto a quello del gomito e della spalla. Un altro incastro si può fare con l’inserimento del solo avambraccio ed è meno faticoso ma non è adatto a un gran numero di fessure. Inserire il braccio diritto con il palmo della mano in su e orizzontale. Piegare in su il dorso dell’avambraccio verso la spalla. Così l’avambraccio si flette e, con buona probabilità, s’incastra. Ci sono altri due blocchi per le fessure più larghe, prima che si vada nei camini. Il primo è un blocco del braccio ed è una variante dell’armbar in cui il braccio è tutto piegato al gomito e la mano è vicina alla spalla. Figura 13. Se ci si appoggia in fuori il blocco del braccio funziona. Il secondo è un blocco della spalla ed è di base un blocco del braccio con il gomito in su verticalmente e le dita appoggiate in giù. Figura 14. L’incastro è fatto tra il palmo da una parte e il tricipite dall’altra. Se fatto bene, il blocco di spalla non dà dispendio di energia ed è un buon incastro da usare per un riposo. Il braccio esterno nell’offwidth è tenuto in fuori in orizzontale all’altezza del collo e si piega al gomito. Tira sul bordo esterno della fessura. Provare a non mettere le braccia troppo in alto altrimenti ci si stanca in fretta. Tenere la gamba interna molto in alto nella fessura. Quando è piegata al ginocchio, la parte inferiore della gamba è penzoloni. Perché anch’essa lavori, piegare la caviglia all’interno, poi girare il resto della gamba nella stessa direzione. A volte la gamba all’interno può essere incastrata con un blocco di ginocchio. Tenere la gamba nella stessa posizione di prima ma invece di girarla, piegarla ancora di più all’indietro, verso l’esterno. Il ginocchio così s’allarga e s’incastra. Alcuni con le ginocchia grosse hanno difficoltà a far così. Per essi la soluzione è l’incastro della gamba, che però è più difficile del blocco del ginocchio. Il riposo della gamba si fa all’esterno della fessura, mentre la gamba inferiore è ben inserita, piede e gamba girati.
La gamba esterna è la responsabile per la maggior parte del movimento di salita. Per dare il massimo di potenza, fare un incastro chiamato heel-toe jam, incastro del tacco-punta. Figura 15. Esso si descrive da solo, ma è difficile in pratica. Tenere la punta più bassa del tacco e più in dentro di questo. Girare il piede verso l’interno per aggiungere rigidezza. Sistemare il piede esterno con molta attenzione per risparmiare la fatica dei passi lunghi. Il piede esterno è difficile da vedere, perciò bisogna fidarsi della sensibilità. Talvolta è di grande impaccio tenerlo nella fessura. Fronteggiare un po’ di più la fessura e appoggiare un po’di più sulla parete, usando magari anche i più piccoli appoggi per il piede. E’ più faticoso, ma l’equilibrio aumenta.
Se la fessura è troppo larga per il tacco-punta, magari perché si hanno piedi piccoli, l’alternativa è il T-Stacking, l’accostamento a T. Figura 16. Mettere un piede orizzontale nella fessura e l’altro ad angolo retto con esso, la punta contro una parete della fessura e il tacco appoggiato all’arco dell’altro piede.

Il ritmo è essenziale nell’offwidth. Cercare di non fermarsi mai se non nei punti buoni. Fare gli incastri contemporaneamente, con movimento efficiente. Cominciare dalla posizione neutra: le braccia sono in posizione, fanno pressione e tenuta. Rizzarsi sulla gamba esterna con un tacco-punta, riposare la gamba interna, alzarla in alto e bloccarla in posto. Alzare il tacco-punta così da essere leggermente rannicchiati, poi spingere sulla gamba esterna. Nello stesso tempo, alleggerire a metà le braccia, così da poterle muovere in su. Si è così di nuovo in posizione neutra. I piedi dovrebbero essere relativamente a pari altezza e lo stesso le mani. Ripetere questi movimenti, cercando il ritmo. Se la sequenza sopraddetta non va bene, provarne un’altra, potrebbe essere meglio.

Il resting durante l’offwidth può essere complicato perché nessun braccio è del tutto in incastro. In diedro, cercare qualcosa per la gamba esterna, così da appoggiarla. Talvolta ciò tiene in equilibrio il corpo abbastanza da riposare le braccia. Un buon blocco di ginocchio, un T-Stacking o un tacco-punta servono bene per il riposo. Se non ci si può riposare così, cercare un appiglio per le mani sul quale le braccia possano interrompere lo sforzo.

Gli incastri che abbiamo visto sono per la maggioranza delle fessure. Da essi possono scaturire tecniche speciali per singole salite dalle caratteristiche più speciali.

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L’arrampicata in fessura con tecnica d’incastro ultima modifica: 2018-04-13T05:30:53+00:00 da Alessandro Gogna

2 pensieri su “L’arrampicata in fessura con tecnica d’incastro”

  1. 2
    Alberto Benassi says:

    l’arrampicata in fessura mi è sempre piaciuta a differenza di quella in aderenza che ho sempre trovato assai noiosa.

    La tecnica ad incastro va imparata. E’ una tecnica molto interessante e di grande fantasia. Possederla fa sicuramente la differenza.  A riguardo di possederla o no, nel 1988, prima volta a Yosemite, mi ricordo la fessura di Outer Limits a Cookie cliff un semplice 510c (per chi si, e per chi no…!) . Noi, dall’alto della nostra ignoranza nell’arrampicata ad incastro, la salimmo, con molta più fatica,  alla dulfer. Un ragazzo amiricano la salì con facilità estrema ad incastro. Era un piacere vederlo salire incastrando mani  e piedi e mettere senza apparente fatica le protezioni.

  2. 1
    Lusa says:

    Articolo molto interessante ed istruttivo.

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