L’avanzata dell’eliski

Dopo la valutazione di incidenza positiva per l’eliski per l’Alta Valsesia arriva quella per la valle Anzasca (Macugnaga) e limitrofe e arriverà a breve anche quella per la val Formazza.
di Marco Tosi

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Vi invito, se ne avete la voglia ed il tempo, a leggere il contenuto della Valutazione di incidenza per capire quanta pochezza di cultura civica ed ambientale, quanta arretratezza culturale, quante stridenti contraddizioni, quanto asservimento alla politica c’è nelle nostre istituzioni perchè la Regione Piemonte, il cui dirigente ha determinato giudizio positivo di valutazione d’Incidenza, è un’istituzione.
Nella sostanza dopo un bel discorsetto preliminare sull’importanza della tutela delle ZPS (zone a protezione speciale), dei SIC (siti di interesse comunitario) e della Rete Natura 2000 (cito dall’allegato: “un’area caratterizzata da ambiente alto-alpino con ghiacciai, nevai, morene, praterie di alta quota, pareti rocciose e detriti cristallini; risultano ben rappresentati anche gli ambienti di landa, gli arbusteti di salice d’altitudine e di vegetazione dei ghiaioni silicei. Sotto il profilo faunistico, la ZPS riveste una notevole importanza in quanto sito riproduttivo per numerosi uccelli del bioma alpino, tra le quali specie in Allegato I della Direttiva 09/147/CE, compresi i galliformi alpini di ambiente aperto e forestale”), la Regione Piemonte concede la bellezza di 20 voli giornalieri (A/R) nel periodo 15 dicembre/fine febbraio e “solo” 15 voli giornalieri nel periodo 1 marzo/30 aprile, in 36 (TRENTASEI) località sul territorio del comune di Macugnaga.
Cavoli, non pensavo neanche ci fossero così tante possibilità di discese con gli sci in comune di Macugnaga!
La cosa straordinaria è che tutte queste località interessate, tutte queste rotte di volo, tutte queste piazzole di atterraggio, tutto questo rumore di pale, non andrà in alcun modo, a detta del dirigente regionale, a disturbare le specie protette e a rischio d’estinzione.
Quasi quasi nelle prossime gite mi porterò un fucile così, nella remota eventualità in cui dovessi incontrare un rapace o un tetraoinide, gli sparerò per lenirne l’agonia e la sofferenza! Per finire voglio dirvi che di tutta questa faccenda la cosa che più mi rammarica e stupisce non sono l’arretratezza e la caparbietà di certe amministrazioni comunali che credono di fare, e forse fanno, i loro interessi economici, ma l’indifferenza assoluta, Legambiente a parte, del popolo di frequentatori della montagna e del CAI in primis che, per vocazione, intenti, finalità e statuto dovrebbe ergersi a difensore di tali territori.
Nella sostanza noi, del movimento No Eliski, abbiamo “perso” su tutti i fronti.
Marco Tosi

P.S. Vi giro le righe graffianti, precise e puntuali del comunicato stampa di Amelia Alberti, presidente del Circolo del Sole di Legambiente:

AI SIGG. GIORNALISTI: Senza nessun rispetto per la sacralità delle aree di interesse comunitario di tutela della biodiversità e per le obiezioni del mondo ambientalista e di alcune realtà imprenditoriali locali, la Regione Piemonte ha concesso che nel comprensorio di Macugnaga si organizzino in modo sistematico attività di eliski. Attività che, per loro natura, devono effettuarsi proprio nei periodi di maggior difficoltà delle specie animali incluse nelle liste di rischio di estinzione, in particolare: aquila reale, picchio nero, gallo forcello, coturnice e pernice bianca. La richiesta era stata presentata alla Regione dal Comune di Macugnaga e lo studio di valutazione d’incidenza era stato finanziato dalla società di voli direttamente interessata al buon esito della domanda, in una comunanza d’intenti che lascia perplessi sull’obiettività dei dati scientifici e sulla severità dei successivi controlli. Sappiamo che pesante è stata la pressione dei partiti politici al governo in Regione, e ormai rovinosamente al capolinea, in particolare della Lega Nord, affinché venisse concesso agli operatori turistici di Macugnaga di sfruttare le peculiarità naturalistiche del Rosa a fini meramente venali, senza alcun riguardo per i valori di biodiversità che ci impegnano verso le generazioni future, e per un tipo di turismo di leggero impatto, che guardi ai fruitori, sempre più numerosi, alla ricerca di zone incontaminate. La mancanza di orizzonti culturali condannerà questo territorio ad un’arretratezza che una manciata di euro non basterà a salvare“.
Amelia Alberti, presidente IL CENTRO DEL SOLE.
Circolo di Legambiente Associazione onlus di volontariato Via Vittorio Veneto 135, 28922 Verbania
www.legambienteverbano.com
tel 0323 586528 cell 335 5457273.

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L’avanzata dell’eliski ultima modifica: 2014-01-20T14:24:16+00:00 da Alessandro Gogna

9 thoughts on “L’avanzata dell’eliski”

  1. 9

    La vera ricchezza è raggiungere la meta con i propri mezzi!!! E’ questa la vera ricchezza!!!
    Non è solo un questione di soldi! Io qualche rotazione la potrei anche fare ma non ci penso proprio!
    FARE ELISKI E’ DA SFIGATI!!!!
    (Ops! Scusate la parolaccia ma non ho resistito!)

  2. 8
    Alessandro Gogna says:

    Inviato il 11/11/2014 alle 02:24 da Dario Bonafini
    L’Eliski è il modo più bieco di frequentare la Montagna d’inverno, vorrei conoscerli questi clienti sciatori anche se un pò mi immagino come devono essere: Sicuramente dei bei prototipi che questa Società votata al consumismo ha creato, certamente Cittadini con il portafoglio gonfio e il cervello vuoto, perché altrimenti non si capisce come farebbero a non capire la quantità di danni che mettono in campo, solo per il loro divertimento. Le Guide Alpine anche se non tutte sono colpevoli perché proprio loro per primi dovrebbero darsi un codice di comportamento, invece fa comodo guadagnare facile e far finta di niente. Il CAI dovrebbe prendere una posizione forte e decisa contro la pratica dell’Eliski, invece da una sezione all’altra vi sono posizioni diverse addirittura per ignoranza in certi casi ne avvalla la pratica.
    Per chi vuole una Montagna pulita dove le discese bisogna guadagnarsele con la fatica sarà sempre più difficile anche trovare degli spazi perché il Dio Denaro corrompe sempre di più ed emargina chi cerca di mettersi sulla sua strada.
    Salvo rari casi gli amministratori locali vedono solo il profitto, sono capaci di mettere divieti a chi risale con le pelli con la scusa che sono un pericolo per gli altri sciatori o che provocano le valanghe, mentre nello stesso istante ti passa sopra la testa l’elicottero che scaricherà su qualche cima gli “intoccabili” paganti.
    Io credo ancora che questi Zoticoni vengano fermati coi loro Fuoristrada, Motoslitte, l’Eliski, Funivie che li portano in albergo e quant’altro serva per non fare fatica.
    Allo stesso tempo sono amareggiato perché il problema non si ferma alla salvaguardia della Montagna ma in gioco c’è il destino del genere umano, del pianeta che a mio avviso è irrimediabilmente compromesso anche se cominciassimo domani a darci una “Regolata” sarebbe tardi forse..

  3. 7
    Alessandro Gogna says:

    Inviato il 11/11/2014 alle 00:46 da Francesco Farnia
    Però, se il principio è quello di guadagnarsi la discesa con il solo utilizzo della forza muscolare, bisognerebbe combattere innanzitutto per la chiusura di tutti gli impianti sciistici il cui impatto ambientale è sicuramente più elevato di quello d’un elicottero. Se non altro quest’ultimo con un’ordinanza può essere fermato e la montagna ritornare come prima.

  4. 6
    Alessandro Gogna says:

    Inviato il 21/04/2014 alle 21:29 da Gianfranco Valagussa
    Sono d’accordo con l’idea di un logo NO ELiSKi, la scorsa settimana ho fatto un intervento, con proiezione in pp, ad una riunione zonale (Pieve di Cadore) della Confcommercio e devo dire che tutti hanno riconosciuto la inutilità dell’eliski dal punto di vista commerciale-turistico (quella era la platea…). Potremmo pensare ad un marchio di qualità da diffondere. Amplierei il concetto con “zona libera dail’uso turistico dei motori”. News: la commissione Dolomiti UNESCO ha prentato una richiesta al Ministero dell’Ambiente per fermare l’eliski sulle Dolomiti di competenza Patrimonio dell’umanità. Eppure il vento soffia ancora….

  5. 5
    valter guglielmetti says:

    Temo che anche se alle prossime elezioni si voterà qualcosa di diverso da coloro che ci sono adesso nulla cambierà , o molto poco. Siamo completamente condannati a subire le imposizioni ingiuste, illogiche e prive di qualunque senso di coloro che, a qualunque livello, ci “governano”, non ci resta che rassegnarci. Al peggio non c’è mai fine, e questo finirà solo quando finirà…il pianeta.
    Non si tratta di protestare contro i voli, ormai quelli ci saranno e tanti saluti, ed in fondo le società di volo non fanno altro che il loro lavoro, come le Guide che fanno una lucrosa giornata coi ricconi che possono pagare la “rotazione”: forse l’unico modo per tentare di mettere un freno all’elisky è pensare ad un logo NO ELISKY riservato ad alberghi, rifugi, località di montagna e guide alpine che sono contrarie alla pratica.
    In ogni caso, finito ‘sto post, rinnoverò immediatamente la mia tessera Mountain Wilderness…mah !

  6. 4
    Fulvio Tagliaferro says:

    Buffonesco accusare di distacco di valanghe gli scialpinisti e permettere l’eliski. Ma con l’eliski girano tanti bei soldini… Forse però si potrà rendere tutto sicuro con il distacco programmato di valanghe: si fanno esplodere un po’ di cariche, si scarica la slavina e poi si scia in “ecologica” sicurezza, gli animali che si sono eventualmente beccati la slavina imprevista ringrazieranno (la cosa si fa, non è mia fantasia)

  7. 3
    alberto paleari says:

    Tracce bianche e mutande verdi.
    Sì, perchè il bello, cioè l’ancora più brutto dell’intera faccenda, è che queste valutazioni di incidenza arrivano da una giunta regionale, quella piemontese, che non è neanche legittima (vedi sentenza del TAR sui brogli elettorali della Lega Nord) e che ha tutti gli assessori indagati per i rimborsi spese non dovuti, tra cui le famose mutande verdi di Cota, comprate coi soldi di noi piemontesi.
    Probabimente tra non molto in Piemonte si voterà di nuovo, si ricordi chi ama aprire la sua traccia bianca con le ciaspole o con gli sci in solitudine e nel silenzio, di non votare chi porta mutande verdi.

  8. 2
    Michele Comi says:

    La mia personale posizione relativa all’uso dell’elicottero in montagna è sintetizzata su: http://www.stilealpino.it/2012/02/stop-eliski-ed-elialpinismo/
    Aggiungo ed osservo che nell’affrontare il tema si pone sempre al centro l’individuo, le sue passioni, emozioni, aspirazioni personali e professionali.
    Quasi mai si parte dall’assunto che la montagna alpina e la natura che rappresenta, oltre che delicata, non è infinita e mai come ora credo vada convintamente preservata.
    Ricorrere alla macchina volante per attività ad uso ludico-sportivo non ha nulla di adrenalinico, appartiene ad un mondo drogato dalla crescita infinita e insostenibile, rappresenta una sorta di idiozia del consumo, un addormentamento della conoscenza, che trasforma la cima raggiunta senza fatica né intelligenza in caricatura.
    Raggiunta con le proprie gambe, la vetta diventa sì un gran lusso racchiuso nel poco, anche grazie alla modernità degli attrezzi e alle strutture impiantistiche sparse ovunque che alleviano le fatiche di un tempo.
    In qualità di Guida credo che che una posizione chiara della categoria che inviti i frequentatori della montagna ad andare a piedi perché fa bene a loro e.….alla montagna non può che essere vincente nel lungo periodo, anche in funzione del fatto che le vacanze e il divertimento sono e saranno sempre di più orientate verso la riscoperta di una natura vera da raggiungere e percorrere con la sola energia dei propri muscoli.
    Non invoco divieti o crociate, mi auguro che la consapevolezza di ognuno porti nella giusta direzione.

    Michele Comi guida alpina

  9. 1
    Alessandro Gogna says:

    Una volta di più siamo di fronte ad un “colpo” burocratico che rischia di vanificare gli sforzi di anni di protezione e amore all’ambiente.
    Che l’eliski sia latente, come le altre forme virali, lo sappiamo. Questo è un ascesso: Marco Tosi ha ragione a dire che abbiamo perso su tutta la linea? Speriamo di no, io voglio continuare a essere almeno un po’ ottimista, e sperare in una mobilitazione generale.
    I giochi di sciatori benestanti con guide compiacenti non hanno diritto a esistere se non con l’unica moneta valida per l’ambiente, cioè la fatica muscolare di guadagnarsi una meta e dopo, e solo dopo, può esserci la meritata discesa.
    Perciò esorto tutte le associazioni ambientaliste e soprattutto i club alpini a prendere una posizione netta. Dicono che le lobby sono il male nazionale: bene, allora cominciano a combattere quelle più piccole, e impediamo agli elicotteri, benemeriti nel soccorso, di fare del male per assecondare i trastulli di pochi.

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