Le guide alpine incontrano la stampa

La montagna invernale: i pericoli della neve
A Madesimo, l’11 e 12 febbraio 2014, le guide alpine del collegio lombardo hanno tenuto un Educational per la stampa allo scopo di avvicinare il mondo professionale della montagna alla comunicazione, periodicamente sollecitata dalla stampa più generalista solo (e purtroppo) per esigenza di cronaca dopo incidenti più o meno spettacolari e nefasti.

Presenti e coinvolti l’Assessore Regionale Rossi, il Presidente dei Maestri di sci Aldo Ghislandi, l’Arpa/Aineva di Bormio oltre che ovviamente una ventina di testate giornalistiche e media. Il supporto del Consorzio Turistico di Madesimo e della guida alpina Marco Garbin sono stati fondamentali per l’esito positivo dell’evento. Sicuramente è stata un’occasione per dare importanza al “fare”. Per comunicare i valori della professione di guida non solo con le parole. Due gli obiettivi raggiunti: la creazione di rapporti di conoscenza tra i giornalisti e le Guide Alpine ed il consolidamento dei legami con lo staff della Direzione Sport e Politiche per i giovani di Regione Lombardia. Si spera che questo cammino appena cominciato possa continuare e dare buoni frutti.

Ecco le motivazioni dell’incontro secondo Luca Biagini, nuovo presidente del Collegio lombardo (il più grande collegio italiano, oltre 350 unità):
“… Dalle prime nevicate di inizio inverno ad oggi il tema della sicurezza in montagna è stato spesso oggetto dell’attenzione dei Media. E’ capitato spesso di leggere con disagio notizie riportate in maniera grossolana, con eccessi che vanno dall’allarmismo alla superficialità, dannosi entrambi se è vero che il fine dovrebbe essere una corretta informazione.  Di fronte a questa situazione come professionisti non possiamo rimanere indifferenti. Ma gli interventi per cercare di porre rimedio non passano esclusivamente attraverso le dichiarazioni e le interviste, che comunque sono doverose da parte di chi ha un ruolo di rappresentanza. Una riflessione sul “cosa fare” si era attivata da tempo in seno al direttivo e sulla proposta di alcuni colleghi – in primis Alberto Marazzi – ha preso forma l’idea dell’Educational svoltosi poi a medesimo l’11 ed il 12 febbraio scorsi.
Non una conferenza stampa ma una giornata in montagna dove Guide Alpine incontrano e spiegano la “loro montagna” ai giornalisti.
Un “educational” (come li chiamano..) dal tema: “La montagna invernale, i pericoli della neve”, che ci ha visto impegnati la sera dell’11 nell’accogliere i convenuti ed organizzare i gruppi per le diverse attività del giorno dopo. Quindi la mattina del 12 di attività nella neve (ciaspole, scialpinismo, free ride) ed il pomeriggio in aula.

Madesimo educational

Con il supporto delle guide, i partecipanti all’iniziativa, che ha coinvolto anche il Collegio maestri di sci, hanno sperimentato l’andare in sicurezza in montagna con diverse attività: free ride, scialpinismo e ciaspole.

Con le ciaspole nei dintorni di Madesimo. Foto: Magda ZaniEducational-MagdaZani-GuideAlpineLombardia_educational_ciaspole_madesimo1

Il pericolo – ha detto l’assessore Antonio Rossi – c’è sempre, anche perché andare in montagna, in qualunque stagione, richiede attenzione, preparazione e la capacità di saper calcolare il rischio, cosa che oggi abbiamo ulteriormente verificato sul campo e attraverso il confronto con gli esperti… Tante volte parliamo di sicurezza in montagna ma spesso non conosciamo pienamente come comportarci. Per questo motivo, giornate come quella odierna sono utilissime sul fronte dell’educazione e della prevenzione e meritano di essere ripetute per limitare, quanto più possibile, gli episodi negativi sulle nostre montagne“.

Tra gli esperti, che hanno fornito strumenti a sportivi e turisti per ‘decifrare’ la montagna, Alfredo Praolini di Arpa Lombardia, che ha spiegato la composizione, la lettura e l’importanza del Bollettino del pericolo valanghe. “La Lombardia – ha ricordato – è la regione attualmente alla Presidenza di Aineva (Associazione interregionale neve e valanghe) con l’assessore alla Sicurezza Simona Bordonali. I bollettini sul pericolo valanghe forniscono utili informazioni a chi vuole andare in montagna e farlo conoscendo rischi e pericoli, consultando le quotidiane comunicazioni di Arpa presenti su Internet e distribuite anche tramite mailing list… i fattori che possono mettere a rischio le uscite in montagna vengono definiti in collaborazione con le guide alpine operanti nelle sette zone in cui è stato suddiviso il territorio lombardo“.

Fabiano Monti, maestro di snowboard con specializzazione free ride, ha invece parlato di neve, della complessità della sua composizione e delle conseguenti diverse capacità di reggere il passaggio umano, del free ride e dell’esempio di Livigno, il cui comprensorio è, in Italia, all’avanguardia nel settore free ride.

Antonio Rossi, assessore allo Sport e alle Politiche per i giovani di Regione Lombardia, presente all’Educationaleducational-Rossi

postato il 14 aprile 2014

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Le guide alpine incontrano la stampa ultima modifica: 2014-04-13T07:44:53+00:00 da Alessandro Gogna

2 thoughts on “Le guide alpine incontrano la stampa”

  1. Credo che le guide alpine siano gli unici professionisti in grado di insegnare le tecniche per affrontare nel modo migliore i pericoli della montagna, in generale, in particolare l’ambiente invernale. Detto ciò, se c’è bisogno lo sottolineo, non capisco perché il collegio nazionale rifiuti un tavolo di confronto sull’accompagnamento in montagna, perché si ritengano gli unici professionisti in grado di svolgere questa attività. Io svolgo da 15 anni l’attività di guida naturalistica, ovviamente anche nel periodo invernale. Non sono andato e non andrò mai in una zona a rischio, mi è sufficiente un poco di panorama, due impronte ed un poco di bosco misto per svolgere il mio lavoro. Dire che in qualsiasi situazione di terreno innevato c’è rischio e che la risposta è data da una guida alpina è quantomeno strumentale. Dire poi che le ciaspole sono uno strumento di progressione in sicurezza equivale a dire la stessa cosa per gli scarponi. Cosicché per accompagnare un turista in montagna occorre una guida alpina. Sic, mi spiace ma penso che tentare di acquisire anche il mercato del semplice accompagnamento turistico non passi attraverso l’imposizione per legge ma sia il risultato di un mercato regolato da domanda ed offerta. In Cadore è cominciata con un semplice richiamo alla sicurezza e si è trasfomato in un corso dal costo salato per diventare Guida di Mezza montagna, per poi accorgersi che comunque una gmm non può accompagnare con le ciaspole. Sig…! Demoralizzante costatare che ‘guadagneranno’ 4 schei poche guide e qualche esperto del CAI, dopo aver promosso la montagna pericolosa da avvicinare solo accompagnati da una Guida Alpina. Doppio sic!

  2. “EDUCATIONAL”
    Sembra venire dall'”Education” di Confindustria; ma non è meglio esprimersi in italiano (almeno quando non siamo noi ad avere preso le parole altrui)?
    CALCOLO DEL RISCHIO.
    E sulla addotta capacità di saper “calcolare” il rischio? In questo Blog si veda, sub “Il delirio da sicurezza calcolata”, il video con le ottime considerazioni di Annibale Salsa.
    C’è proprio bisogno di quanto sopra, per fare le cose per bene?

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