Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia)

Aperte le indagini a Capo Caccia, Alghero (SS), sulla Via Ferrata del Cabirol

Le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus e Mountain Wilderness Italia hanno richiesto delucidazioni in merito alla realizzazione della Via Ferrata del Cabirol e di alcuni itinerari di arrampicata sportiva presenti all’interno del Parco Regionale di Porto Conte. Tale decisione è scaturita dopo avere appreso che l’area presenta il massimo livello di pericolosità di frana e che la costruzione della via ferrata, che attraversa un’area protetta, è avvenuta su iniziativa privata.

Alla richiesta di informazioni agli enti preposti, tra cui la Commissione Europea e il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, le due associazioni fanno seguire una richiesta di eventuale adozione di provvedimenti finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità dei frequentatori e dei valori ambientali e paesaggistici.

Siamo preoccupati non solo per la salvaguardia delle specie ma anche per l’incolumità delle persone” sottolinea Mountain Wilderness “ci siamo chiesti come fosse possibile progettare questi percorsi in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna”.

Capo Caccia
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Secondo la documentazione raccolta dalle associazioni l’area occupata dagli itinerari è classificata nel contesto di Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale e ciò prevede una serie di tutele, in particolare per quanto riguarda le piante e gli animali.

Alcuni degli uccelli più rari d’Europa come Grifoni, Falchi pellegrini e l’Uccello delle Tempeste, sono di casa a Capo Caccia e vengono indicati dalla Comunità Europea come “specie prioritarie” in quanto rare o a rischio di estinzione.

Difficili da raggiungere, le pareti sono scelte per nidificare proprio per la loro inaccessibilità e la loro frequentazione da parte dell’uomo può portare all’abbandono dei piccoli e alla creazione di nidi altrove.

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La frequentazione dei percorsi attrezzati, da gennaio/febbraio fino all’estate, disturba il periodo di riproduzione delle specie.

Per queste ragioni il Ministero all’Ambiente indica le attività sportive legate alle pareti come una potenziale minaccia per l’avifauna selvatica mentre il Club Alpino Italiano ha deciso dal 1990 di non acconsentire alla costruzione di nuove vie ferrate. Vedi Approfondimento Normativo.

Alle volte ci viene da pensare che un’attività che si svolge in ambiente sia un’attività che lo vive con rispetto“ continua Mountain Wilderness “ma questo è vero solo quando chi la pratica adatta le proprie azioni alle esigenze della Natura e non viceversa. Solamente allora possiamo parlare di sport sostenibili.

Mountain Wilderness incoraggia la frequentazione dell’ambiente solo quando questo non venga considerato una palestra o un parco giochi. E’ favorevole a una valorizzazione del territorio che sia davvero rispettosa delle normative ambientali e della sicurezza, privilegiando perciò itinerari che per loro caratteristica non si adeguino alle esigenze sportive, lasciando così intatta l’essenza naturale del luogo.

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Ricostruzione dei fatti
Sulla base di una prima ricerca su internet è facile individuare l’itinerario su www.ferratacabirol.it. Nel sito è indicato che la via ferrata è stata costruita (Storia di un apertura) su iniziativa privata.

E’ possibile inoltre osservare che gli interventi di chiodatura e modifica del percorso sono stati incrementati nel corso degli anni.

In Manutenzione della Via Ferrata, viene indicato che gli ancoraggi sono di acciaio inox, talvolta AISI316 e talvolta AISI304 (sono note in bibliografia rotture di ancoraggi di quest’ultima tipologia in prossimità di ambiente marino).

12 settembre 2009, viene accompagnata l’equipe di Linea Blu lungo la Via Ferrata https://vimeo.com/6545896.

3 ottobre 2014, il Comune di Alghero aggiudica i lavori di mitigazione del pericolo di frana a causa della segnalazione di blocchi pericolanti, (aggiudicazione n.758 del 3-10-2014) nel tratto di costa compreso tra la Scala del Cabirol e il Semaforo.

13 marzo 2015 viene fatto precipitare un grande blocco di roccia che è risultato proprio sopra il tracciato della la Via Ferrata. Quanti altri blocchi come questo ci saranno lungo il percorso? Di chi potrebbero essere le responsabilità in caso di incidente?

Il 21 novembre 2015 (http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110) un gruppo di equilibristi buca con il trapano le rocce della parete appoggiata (in cui sono presenti anche decine di ancoraggi di arrampicata sportiva) per inserire alcuni ancoraggi per tendere una corda. L’inserimento degli ancoraggi è avvenuto senza autorizzazione del Parco e senza avere effettuato una eventuale Valutazione di Incidenza Ambientale. I turisti vengono denunciati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

23 novembre 2015: le associazioni LIPU e WWF emanano un comunicato stampa (http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/) in cui approvano l’operato del CFV.

Le associazioni asseriscono nell’articolo che “Le associazioni ambientaliste WWF e Lipu ricordano che l’area interessata dalla perfomance di slackline è un’area particolarmente protetta inserita nel Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale per la presenza di flora endemica e la nidificazione di uccelli rari o a rischio di estinzione come l’uccello delle tempeste, le berte maggiori, il gabbiano corso e il falco pellegrino.”

Gennaio 2016. In occasione di una ripetizione della Via Ferrata da parte di membri della Mountain Wilderness viene osservata una coppia di Falco pellegrino in prossimità della parete della ferrata e osservati alcuni dettagli tecnici come la tipologia di materiale diverso utilizzato e i diametri del cavo di acciaio (linea vita) di dimensioni diverse. Nasce il dubbio che l’itinerario sia stato omologato.
Sia lungo il percorso, nei ripiani in parete, della Via Ferrata che poco prima di raggiungerne l’attacco, sono stati osservati degli itinerari di arrampicata sportiva che prevedono decine e decine di ancoraggi e alcuni attacchi con catene (http://www.corradoconca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20:qatsi&catid=2& Itemid=101&lang=it).

In questa fase il Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus (GRIG) e MW aspettano che gli enti dicano come è la situazione dal loro punto di vista (esiste un progetto depositato e approvato? Esiste una valutazione di incidenza ambientale approvata? Esiste l’autorizzazione della comunità europea, del parco e del comune?). Dopo queste risposte si potrà ricorrere a denuncia circostanziata.

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Sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio”
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Zona di protezione speciale – Z.P.S. “Capo Caccia”. Foto Benthos, C.B., S.D., archivio GrIG.
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Link correlati:
Rischio di frana sulla Via Ferrata del Cabirol
http://notizie.alguer.it/n?id=46370

Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110

Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Slackliner denunciato!
http://www.algheroeco.com/slackline-capo-caccia-wwf-e-lipu-daccordo-con-la-denuncia/
http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/11/21/news/alghero-buca-le-falesie-di-capo-caccia-per-fissare-la-fune-equilibrista-denunciato-1.12484270?refresh_ce oppure file in pdf.

Alleghiamo anche i segg. documenti:
Legge Regionale 26 febbraio 1999, n. 4
Istituzione del Parco naturale regionale “Porto Conte”.
(Documento del 16/10/2012 11.22.25, autore: Regione Autonoma della Sardegna);
Statuto del Parco
Statuto adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N° 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N° 1769/021 del 21.6.2000, e approvato con Delibera della Giunta Regionale N° 40/46 del 12.10.00, resa esecutiva dalla Determinazione del Direttore Generale dell´Assessorato Difesa Ambiente N° 3065/V del 6.12.00 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n.8 del 13.01.2015
(Documento dell’11/05/2016 12.54.22, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte);
Disciplinare delle guide del Parco
Disciplinare della attività della “Guida ed educatore ambientale del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e della foresta demaniale di Porto Conte”
(Documento del 16/10/2012 11.22.52, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte).

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Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia) ultima modifica: 2016-04-27T08:01:22+00:00 da Alessandro Gogna

238 thoughts on “Le indagini sulla via ferrata del Cabirol (Capo Caccia)”

  1. 238
    Fabio Bertoncelli says:

    Le ferrate deturpano l’ambiente naturale. Punto.
    Fine della trasmissione.

  2. 237

    Lo Stato italiano o Repubblica italiana che dir si voglia è composto da 20 (VENTI) regioni tra le quali la Sardegna. Va da sè che anche questa regione è tenuta a rispettare l’impianto normativo e legislativo dello Stato italiano!
    Sulle norme di comportamento all’interno di aree SIC ha già risposto Alessandro ma tra articolo e post a corona ne son venute fuori delle belle ( o brutte piuttosto in quanto a comportamenti che si possono definire illeciti)
    1) la costruzione di un percorso attrezzato utilizzato per scopi turistici e quindi con annessi e connessi relativi ad interventi pubblici di qualsiasi genere, necessità di diverse tipologie di accertamento le quali debbono venir configurate da professionisti del settore (ingegneri, geologi, ecc.) e non certo da un semplice operatore lavori in fune anche se lo stesso ha seguito i corsi abilitativi e pure quelli da preposto , i quali gli potranno risultare utili al momento in cui da dipendente o da prestatore d’opera, eserciterà presso una qualunque struttura (leggi azienda) operante nell’ambito ma non sono utili ai fini della progettazione e messa in opera della struttura. A meno che non si voglia interpretare il T.U. a proprio comodo…
    Affermare il contrario o ancora peggio millantare credito presentando queste abilitazioni specializzanti come titoli professionali accreditanti è configurabile come reato o concorso di reati.
    2) L’accompagnamento professionale retribuito o non retribuito su salite di tipo alpinistico (la via ferrata è catalogata dall’U.I.A.A., ente internazionale riconosciuto anche dall’Italia che ne fa parte, come percorso E.E.A. – escursionisti esperti con attrezzatura alpinistica) è esclusiva delle Guide Alpine in ambito non solo italiano (Legge 6/89) ma anche internazionale.

    Che non siano mai accaduti incidenti per cedimenti strutturali o per errate manovre di conduzione della cordata (almeno non sono in mio possesso casistiche a riguardo) non significa che sia stata rispettata la regola d’arte (unica “normativa” esistente a riguardo e relativa alle Guide Alpine che risultano l’unica categoria attualmente abilitata alla messa in opera di tali strutture potendo emettere certificazione del lavoro svolto, oltre ad essere soggetto formatore nei corsi abilitanti) né che l’assenza d’incidenti abiliti all’accompagnamento professionale che se esce dai parametri dell L. 6/89 si definisce abusivismo di professione punito ai sensi dell’art. 348 c.p. !!!
    Dirò di più, viste le ultime boutades del quale ho letto:
    Il collaudo statico doveva intervenire prima dell’apertura della struttura e la sua assenza in quel periodo di tempo non esime dalle responsabilità acquisite nel frattempo come non esime dal piano operativo che risulta sicuramente assente di diversi parametri normativi, stando almeno a quanto pubblicato dai “costruttori”…!

  3. 236
    alessandrogogna says:

    Caro Ivan, ti consiglio di leggere meglio quanto scrivo e di non deformare a tuo piacimento. Intanto quando dico “Il regolamento delle Aree SIC non vieta esplicitamente l’attività alpinistica o arrampicatoria” affermo un qualcosa che esula dalla richiesta e concessione permessi. Occorre richiedere il permesso, presentando il progetto. Occorre che il progetto sia approvato e che il permesso sia concesso! Inoltre qui stiamo parlando di un impianto fisso, una via ferrata, che, per il tipo di frequentazione che ha, abbisogna, particolarmente in area SIC, di permessi precisi su progetti approvati.

  4. 235
    Ivan says:

    “Il regolamento delle Aree SIC non vieta esplicitamente l’attività alpinistica o arrampicatoria”.
    Parole di Alessandro Gogna. Incredibile vero???
    Andatevi a leggere l’articolo del blog dove afferma esattamente il contrario di quello che afferma nell’articolo contro la Ferrata del Cabirol.

    http://gognablog.com/no-alle-vie-di-arrampicata-a-costo-zero/

  5. 234
    Alberto Benassi says:

    “Ma glielo vogliamo dire al signor Alberto Benassi, che se a lui le vie ferrate non piacciono, a noi non ce ne frega un cazzo??? ”

    caro IVAN sei libero di dire quello che credi.
    Pur non condividendo la tua di opinione non mi permetto certo di impederti di esprimerla.
    Certamente io dico la mia!

    E non usare la parola CAZZO …per ribadire la tua opinione non ti serve !

  6. 233
    Luca Visentini says:

    Smettiamola di usare il termine “talebano” a sproposito. E’ come dare dello “sfigato” – altra parola odiosa – a qualcuno. Chi si esprime così ha la mia disistima.

  7. 232
    Ivan says:

    Ma glielo vogliamo dire al signor Alberto Benassi, che se a lui le vie ferrate non piacciono, a noi non ce ne frega un cazzo???
    Perché uno che non è mai stato neanche sulla ferrata che sta criticando (le pecore non sono solo quelle che alleviamo qui da noi a quanto pare…), ma che lo fa perchè a suo inutile parere da ambientaltalebano, le “ferrate non mi piacciono”???
    Perchè un Gogna e un Marrosu, mettono insieme informazioni che non c’attaccano una con l’altra, solo per attaccare la persona di Corrado Conca???
    Marco Marrosu che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e che mi sembrava persona intelligente, arriva a scrivere che il rischio di cedimento legato al pitting di singoli spit da arrampicata (appena 10mm, di cui in sezione utile ancora meno), è identico a quello di qualche centinaio di fittoni, collegati da cavo d’acciaio tra loro e addirittura resinati e di sezione molto più alta??? Forse ignora che anche il cedimento di un solo fittone, non ha nessun effetto sulle sicurezza globale della via ferrata, che al contrario che in arrampicata, non si basa sul singolo ancoraggio??? Possibile che ignori che il suo amato “pesciolino” non corrisponde ad alcuno standard approvato al livello normativo che tanto gli stanno a cuore, ma è solo una trovata commerciale di un singolo produttore??? Immagino di no e pertanto mi chiedo cosa lo spinga a portare avanti tali assurde tesi… antipatia personale? Voglia di godere in solitaria degli ambienti naturali?
    Forse il signor Gogna ignora che le responsabilità penali in questo paese sono personali e pertanto se delle persone realizzano una slackline abusiva e vengono denunciati, questo non può essere sempre e solo colpa del solito signor Corrado Conca??? Ho paura che futuro toccherà pure stare attenti a non scorreggiare a Capo Caccia, senno Gogna darà la colpa al Conca…
    Ancora il gogna parla di rischio frana elevatissimo, quando è stato, in un tempo ormai lontano, alpinista di rilievo in mezzo mondo dove di sicuro il rischio di frana e di caduta di massi e ghiaccio non solo era elevato ma probabile…due pesi e due misure. Una per “loro” i cazzuti alpinisti qualificati, che possono tutto e vanno dove vogliono, l’altro per noi sfigati comuni mortali che la domenica ci piace fare finta di essere piccoli avventurieri e andiamo per bassissime colline con l’aiuto di cavi e gradini d’acciaio. Per il signor gogna illustre alpinista, se non sei capace di scalare almeno il k2 non sei degno della “sacra” montagna, al limite puoi andare la domenica al centro commerciale, che la montagna, anche quella bassa bassa, di fronte al mare, è riservata a loro, “gli alpinisti” delle alpi che qui non ci sono. “La natura non può essere palestra e parco divertimenti” dice il gogna. E sti cazzi dico io. Lo è tutte le domeniche e non solo. Lo è quando voi guide alpinistiche trascinate paganti escursionisti in giro per le alpi… lo è persino quando ve ne andate sulle cime più alte e pericolose.
    Sarebbe gradito maggior buonsenso, meno presunzione e maggiore tolleranza, nessun integralismo talebano…
    Per chiudere copio e incollo la presentazione dell’OSSERVATORIO DELLA LIBERTA’ IN MONTAGNA, di cui incredibilmente il Gogna fa parte…è come dare le chiavi del pollaio alla volpe!

    “Contro i continui e crescenti attentati alla libertà di frequentazione della montagna e richiamandosi ai principi enunciati nella CARTA del Club Arc Alpin che ribadiscono che:

    la libertà e la gratuità di accesso alla montagna sono valori primari;
    il patrimonio culturale dell’alpinista è per definizione essenza di libertà e come tale va protetto.
    Al fine di:

    evitare regolamentazioni unilaterali e limitazioni della pratica alpinistica da parte di autorità e privati;
    assicurare e promuovere il libero e responsabile accesso ed esercizio alpinistico in montagna come forma di un’esperienza unica che va garantita anche alle generazioni future.
    Alla presenza dei rappresentanti del Club Alpino Italiano, dell’associazione Guide Alpine Italiane, del Club Alpino Accademico, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico, della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo Scialpinismo e Arrampicata libera del CAI, di esperti del settore, in data 19.05.2012 a Porretta Terme (BO) si è costituito :
    l’OSSERVATORIO DELLA LIBERTA’ IN MONTAGNA

    Scopo dell’Osservatorio è affermare e tutelare quanto esposto in premessa.

    Il Club Alpino Italiano condividendone le finalità, RICONOSCE e COLLABORA con l’Osservatorio, attraverso le proprie competenze e strutture ed INVITA tutti coloro che si riconoscono nei più generali principi di libertà a fornire il proprio sostegno.

    Milano 19.10.2012”

  8. 231
    Alberto Benassi says:

    ” e dell’accanito opinionista Alessandro Gogna”

    Avere delle opinioni, esprimerle, mettendoci la faccia , per costui evidentemente è un difetto.
    Ma guarda un pò. Avrei detto che è un pregio…

  9. 230
    alessandrogogna says:

    Riporto notizia data su Facebook da Corrado Conca il 15 novembre 2016:
    “C’è poco da ridere, oggi.
    LA VIA FERRATA DEL CABIROL CHIUDE
    Accade infatti che il dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Alghero abbia richiesto formalmente al sindaco l’emissione di una ordinanza di interdizione della via ferrata del Cabirol. Richiesta cui, temo, il sindaco non potrà sottrarsi.
    Il provvedimento arriva senza che venga nemmeno atteso il completamento di un iter di verifica della sicurezza che la Procura della Repubblica aveva richiesto ai tecnici dei Vigili del Fuoco. In sostanza, il solerte dirigente, ha deciso che non ha bisogno di attendere nessuna perizia e che intende procedere di suo. Tutto questo, ovviamente, senza mai aver visto personalmente il percorso di Capo Caccia, ne tantomeno aver scritto una sua perizia motivata.
    In sostanza, se si dovesse procedere in questo modo, al solo fine di non volersi “esporre a rischi” professionali, l’ufficio tecnico dovrebbe, per coerenza, chiudere anche la scala del cabirol, la grotta di nettuno e tutto ciò che “potenzialmente” potrebbe essere un rischio per i fruitori. Direi a questo punto anche le strade, i marciapiedi e tutti quei luoghi in cui, quotidianamente, accadono incidenti.
    Occorre infatti ricordare che alla via ferrata del cabirol, in SEDICI ANNI, non è mai accaduto nulla. Nemmeno una graffio. Lo stesso non si può dire, ad esempio, del lungomare.
    La via ferrata chiude, quindi chi dobbiamo ringraziare? Inizierei con Mountain Wilderness nella persona del suo presidente Carlo Alberto Pinelli e dell’accanito opinionista Alessandro Gogna (ma anche di chi, qui in Sardegna, ha sempre appoggiato e sostenuto il loro operato, come Marco Marrosu), poi ovviamente il Grig nella persona di Stefano Deliperi, e infine il funzionario dell’Ufficio Tecnico del Comune di Alghero di cui ometto il nome (ma solo perché non ho il documento che lo provi tra le mani).
    Questi i fatti, ometto commenti per ovvi motivi.

  10. 229
    Mattia Vacca says:

    Ciao Marco, permettimi di fare una domanda: quale è la durata prevista di chiodi e placchette in acciaio marino?
    Per quanto migliore del normale acciaio non credo abbia una durata infinita, quindi prima o poi si presenterà comunque il problema di ancoraggi che saltano, o no?

  11. 228
    Marco Marrosu says:

    Altre rotture di ancoraggi nel Parco Regionale di Porto Conte
    Dopo le rotture di ancoraggi nella ferrata ecco in questi giorni anche la rottura di un ancoraggio di progressione lungo la via Ultra limina presso il belvedere di Capo Caccia. Sarebbe meglio avvisare altri arrampicatori prima che succeda qualcosa di brutto.. Per capire quando e chi ha attrezzato l’itinerario bisognerebbe dare un occhiata alla guida Pietra di Luna, trad e multipitches, di Oviglia ma quello che per noi conta è che l’ancoraggio (fix da 10 mm) non presentava danni apparenti legati alla corrosione e l’arrampicatore ha fatto un gran volo…dopo il volo perciò i climber hanno chiesto un passaggio via mare, non fidandosi dei restanti ancoraggi. E se dovesse cedere una sosta, magari durante una calata?? Nella foto la placchetta rimasta attaccata al moschettone dopo la rottura.
    Non è la prima volta che si spezzano gli ancoraggi nelle zone marine e il problema è stato ormai ampiamente documentato e studiato.
    A Capo Caccia se ne è parlato anche nel 2013 https://www.facebook.com/175960325791135/photos/a.176601452393689.72418.175960325791135/557863334267497/?type=3&theater e più recentemente con la lettera al Prefetto della Mountain Wilderness http://notizie.alguer.it/n?id=108651. Ma si tende come al solito a nascondere tutto.

    Gli ancoraggi di questo tipo sono infissi con il trapano e dovrebbero rimanere per sempre. A questo punto credo che tanto vale utilizzare materiale certificato e decente visto che ne va della vita delle persone! Penso che condividiate il fatto che chi attrezza abbia una grande responsabilità, verso l’ambiente e verso le persone che, senza conoscenze di base, poi si fidano di quanto infisso. Il materiale migliore è il titanio, costoso, ma il migliore rapporto qualità/prezzo rimane l’acciaio AISI 316L Linea Marina (attenzione però che tutto questo deve essere scritto sulla placchetta con tanto di logo a forma di pesciolino!!!! altrimenti sono falsi o vi dicono balle). Ciò non toglie che ogni materiale deve essere infisso in maniera corretta e adeguato alle condizioni chimico/fisiche in cui viene posizionato! Per chi è curioso di capire meglio che sta succedendo (non solo in Sardegna) date un occhiata al mio post http://www.banff.it/inox/ del 24 agosto.
    Da facebook 26 settembre 2016 ore 16.24 (con fotografia, https://www.facebook.com/marco.marrosu.12?fref=ts)

  12. 227
    Alberto Benassi says:

    ” sono invidia, odio, livore, superbia, astio e più in generale voglia di “distruzione”…Bene”

    Sig. Paolo Vinci, ma di che ODIO sta parlando??

    Ho espresso il mio pensiero contrario ad un opera che si chiama ferrata e non in particolare a questa ferrata, ma in generale a tutte le ferrate. Ma non ho tagliato la gola a nessuno di coloro che la vogliono.

    Quindi con parole come: odio, superbia, astio ci vada piano prima di affibbiarle al pensiero altrui.

  13. 226
    Alberto Benassi says:

    “Prendo atto che sia Benassi che Serra stanno parlando di un luogo che non hanno mai visto, quindi parlano per “sentito dire”. Figo.”

    Sig. Corrado Conca, si è vero non sono mai stato a fare la SUA ferrata e MAI ci andro!!

    Ripeto perchè forse LEI non ha capito. SONO CONTRARIO ALLE FERRATE PUNTO!!! da qualsiasi parte vengano costruite e in qualsiasi modo vengano costruite.

    Sono stato chiaro adesso?

  14. 225
    Paolo Vinci says:

    Buonasera a tutti

    era qualche giorno che non entravo a leggere le perle che i sostenitori di Gogna, nonchè fautori dello smantellamento della ferrata (a volte anche e soprattutto, come tutti sanno a colpi di mola e martello), ma vedo che i sentimenti che contraddistinguono specificamente e ancora una volta il vostro parlare, sono invidia, odio, livore, superbia, astio e più in generale voglia di “distruzione”…Bene! Questo mi rallegra, in primis perchè tutto il baccano che avete provato a creare non avrà nessun esito ed anzi vi si ribalterà addosso e in secundis perchè mentre il resto del Mondo si diverte e pensa a costruire, voi invece alimentati da questi bassi sentimenti, state male, molto male perchè il vostro unico pensiero è distruggere. Felice, ma un po triste per voi!
    Ah, così tanto per chiacchierare ed alimentare ulteriormente i vostri sentimenti negativi, ieri, volevo avvertirvi, dopo mesi che non la frequentavo sono andato con due cari amici sulla Ferrata del Cabirol a verificare se il rischio frana era ancora elevato, se l’uccello padulo e gli unicorni fossero sempre li e se l’esistenza stessa dell’umanità fosse compatibile con quella della Ferrata….ah, già che ero li ho anche controllato che non ci fosse nessun esaltato con martello e mola in mano che potesse danneggiare di proposito qualche fittone della via…Scherzo, non sono andato a fare tutte queste cose, pur amando e rispettando l’ambiente non sono iscritto a nessuna associazione ambientalista estremista e fondamentalista!!! ieri in un ambiente sempre bellissimo ho visto tante specie diverse di uccelli che indisturbati frequentano le falesie e dintorni, ma non conoscendo i vostri anatemi continuano tranquilli a spassarsela!
    Sono andato a passare una bella serata con amici e mi sono divertito un mondo, cosa che forse voi non sapete fare! 🙂

  15. 224
    emanuele says:

    Dove abito io un signore ha costruito una ferrata: lui cacciatore ha chiesto il permesso a chi di solito frequenta il bosco e l’ha fatta. A fine lavori si è però scoperto che non bastava, che non poteva tenerla lì ad uso personale. La soluzione è stata che la sezione del CAI locale, prima dell’apertura, abbia preso in gestione la ferrata accollandosi le spese di collaudo e manutenzione (per fortuna il materiale utilizzato è risultato a norma). Adesso la ferrata è assicurata e manutenuta con regolarità.
    Errare è umano, perseverare è diabolico.

  16. 223
    Fabrizio says:

    Assolutamente nessuno vieta di esprimersi….ma dai commenti “tanto per” si finisce nel banale senza ottenere mai niente di positivo e costruttovo. Contenti voi…contenti tutti…buona serata 😉

  17. 222
    Corrado Conca says:

    Serra continua a collezionare brutte figure basate sulla sua disinformazione.

    Io non ho promosso ne sottoscritto nessuna petizione.
    Guardacaso si tratta di un gesto spontaneo dei fruitori della via ferrata.

    Avanti la prossima…

  18. 221
    Giovanni Serra says:

    Buttare fumo sui fatti è in effetti una cosa semplice e ne abbiamo avuto prova con la sua petizione in cui la realtà è stata, in maniera intelligente per carità, abilmente manipolata. Fà bene a divagare e cercare di attaccarsi alle parole.

  19. 220
    Corrado Conca says:

    Prendo atto che sia Benassi che Serra stanno parlando di un luogo che non hanno mai visto, quindi parlano per “sentito dire”. Figo.

    Uno vorrebbe ritenere il Cabirol un’opera di edilizia, e lo paragona a luoghi nei quali sono stati attuati allargamenti di cenge, tunnel e altro. È evidente che non ha mai visto la ferrata di Capo Caccia, dove non è stato spostato nemmeno un sassolino e non sa nemmeno che non sono state posizionate scale metalliche.

    L’altro parla di allungamenti dopo il 2007 perché a suo dire “allora si arrestava sotto l’area militare” ma è evidente che non l’ha percorsa ne allora ne adesso, altrimenti si sarebbe reso conto che non c’è stato nessun allungamento. Nessuno, nemmeno un metro lineare in più, solo interventi di manutenzione. E nemmeno ha letto il libro citato, dove anche un analfabeta comprenderebbe ben altro.

    Ok, avanti il prossimo, ci sono altri interventi fantasiosi? Tutte qui le obiezioni serie?
    Ancora mi chiedo perché sto perdendo tempo con cotanta ignoranza della realtà.

  20. 219
    Giovanni Serra says:

    Fabrizio.. sono sicuro che sappiamo entrambi che la ferrata non è del 2000 e in ogni caso integrazioni importanti sono state realizzate dopo il 2007, visto quanto scrive l’autore nel libro citato da Alessandro Gogna, quando la ferrata si arrestava sotto l’area militare e le leggi erano già in vigore..

  21. 218
    Alberto Benassi says:

    “tanto per”

    Fabrizio “tanto per” esprimere come la penso!

    Perché è vietato?

  22. 217
    Fabrizio says:

    E’ incredibile quante persone scrivano commenti “tanto per”, senza nessun atteggiamento costruttivo.
    C’è ancora qualcuno che sostiene che le Vie Ferrate e le vie di arrampicata sono cose differenti!
    In realtà, probabilmente nei fatti lo sono, ma non venitemi a dire che la via ferrata dal punto di vista ambientale è diversa da una via di arrampicata. Probabilmente una via ferrata ha più ferro a “vista” (anche se in realità tassellata nella roccia non è che ce ne sia poi così tanta) rispetto ad una singola via di arrampicata, ma c’è anche da considerare che generalmente un settore di arrampicata ha sempre una media di 15/20 vie di arrampicata, pertanto non vedo tutta questa differenza di ferro “INSERITA” nella roccia.
    Possiamo discutere sulla sicurezza?! E’ ovvio che certe attività non potranno mai considerarsi “sicure al 100%”, ma è giusto che ogni persona sia coscente di ciò che sta per affrontare, con o senza guida!
    C’è addirittura qualcuno che parla di “normativa edilizia”, quando forse non sa che in Italia le normative edilizie variano da “Comune a Comune”, e vi assicuro che nel Comune di Alghero, non è specificato da nessuna parte il termine “via ferrata”, o il divieto di infilare dei tondini di ferro nelle roccie! Addirittura fino a poco tempo fa, non esisteva neppure una normativa che gestiva gli scavi con tanto di estrazione delle roccie, tant’è che ancora oggi l'”inizio dei lavori” viene considerato solo al momento della gettata delle fondamenta, e non durante i lavori di scavo!
    Sicuramente esiste la normativa paesaggistica del 2004, entrata in vigore solo “dopo” la realizzazione del Cabirol, pertanto, anche se alcuni potrebbero ribadire che è stata allungata, l’inizio lavori (non obbligatoria allora) testimonia che la ferrata esiste dal 2000 e può essere stata complettata anche dopo l’entrata in vigore di tale normativa. Detto ciò, ipotizzando il caso in cui la ferrata rientri “effettivamente” nella casistica di “costruzione edilizia” a detta di un “giudice”, dubito fortemente che dei “tondini” invisibili possano rientrare nel merito (addirittura nella simulazione fotografica che andrebbe allegata, dubito che da una foto scattata dal mare, unico posto in cui potrebbe essere vista, si possa vedere anche solo una parte della via ferrata), tant’è che qualsiasi comune d’Italia lo classificherebbe come basso impatto ambientale! (vi siete mai girati per vedere i mostri in calcestruzzo che vengono realizzati ogni giorno? Mha, probabilmente molti di voi vivono in tenda e viaggiano in bicicletta).
    Detto ciò, credo che esistano problemi ben più rilevanti per la nostra “natura”, ma a quanto pare è più semplice “attaccare” un pesce piccolo, anzichè un branco di “pesci grossi” (tipo chi ci governa)!
    Volete un consiglio? Venite a Provarla, o andate a farvi una passeggiata, probabilmente il vostro corpo ve ne sarà grato 🙂

  23. 216
    Alberto Benassi says:

    Sig. Conca, dal momento che per creare un percorso si trapano centinaia di buchi per infiggere pioli e scale di ferro che vengono fissate con cementi e resine chimiche, si stendono centinaia di metri di cavi , si disgaggiano rocce e si allargano cenge, i scavano (vedi via delle Bocchette) .
    Per me questa è e resta un opera edile!!
    Poi che non serva un progetto da parte di un professionista per me non vuol, dire nulla.
    E’ solo burocrazia.
    Ma in realta nulla cambia. Opera edile rimane!!

  24. 215
    Giovanni Serra says:

    Visto che lei è il progettista le rispondo brevemente cercando di metterla a corrente di come funziona la procedura secondo la legge. Non è importante che lei, la Lipu o il WWF o anche il Parco, per esempio, dite che non ci siano nidificazioni (benchè nel filmato di Missione Natura si vedano chiaramente dei nidi con pulcini) ma è importante che un progetto in un area protetta abbia, tra le varie cose, una Valutazione di Incidenza Ambientale, firmata da una persona laureata e abilitata, che venga approvata dalla Regione Sardegna. Si tratta di uno studio accurato, puntuale, non di un opinione. E’ una procedura obbligatoria per tutti quei siti che appartengono al network Natura 2000. Questa procedura si applica non solo per i SIC ma anche per i pSIC (per farle un esempio) e il promontorio di Capo Caccia lo è dal 1995 come giustamente ha indicato qualcunaltro e riferisce la sua scheda Natura 2000. Il numero data proposta come SIC 199509 vuole infatti dire “settembre 1995”. Sono, queste, cose che si imparano studiando nella progettazione.
    Riguardo altre autorizzazioni che necessitava a riguardo concordo con l’intervento di Alessandro Gogna che il 23 giugno ha elencato una serie di norme che mi sembra abbastanza accurato e le consiglio di vedere.
    Importante la presenza o meno dell’autorizzazione paesaggistica perchè la mancanza può portare al reato ambientale.

  25. 214
    Corrado Conca says:

    Appurato che a dare aria alla bocca in maniera casuale siamo tutti bravi, vorrei provare a vedere chi tra voi è in grado di rispondere con precisione a queste domande:

    1- stante che la via ferrata è stata attrezzata nel 2000 e terminata negli anni immediatamente successivi, comunque quando ancora NON era area SIC, e che sull’area non c’era nessuna norma che impedisse interventi di questo genere: mi dite per cortesia con esattezza QUALE ARTICOLO DI LEGGE è stato violato e quale reato è stato commesso nell’attrezzarla? Ripeto, non parole o opinioni, articoli di legge con citazione precisa.

    2- leggo che qualcuno definisce opere edili le vie ferrate (quindi una via ferrata è un edificio?), pertanto presumo che mi possiate dire con precisione QUALE NORMATIVA identifica una via ferrata come opera edile e, soprattutto, dove sta SCRITTO che una via ferrata deve essere progettata da un ingegnere?

    Ecco, se riuscite a rispondermi possiamo continuare a parlare, quantomeno per il gusto della discussione costruttiva, in caso contrario rassegnatevi, tanto la Procura ha già archiviato e i sopralluoghi non hanno fatto emergere nessuna criticità.

    E smettetela anche con questa cazzata delle nidificazioni, parlate a vanvera senza nemmeno esserci stati! Sia la LIPU che lo stesso Ente Parco monitorano la zona con frequenza quotidiana e non lamentano nessuna specie animale né vegetale a rischio, anzi, a proposito, visto che siete campioni del copia-incolla perché non postate anche le loro risposte in merito?

  26. 213
    Alberto Benassi says:

    Mattia
    con me, relativamente alla sicurezza assoluta in montagna, sfondi un aperta aperta. Non credo nella sicurezza assoluta in montagna, perchè non esiste !!! Molte volte l’ho scritto su questo blog.
    E chi la sbandiera e la garantisce dice il falso!! A se stesso e sopratutto agli altri.
    Anche perchè in alpinismo esiste l’avventura , il rischio che sono componenti essenziali di una esperienza alpinistica.
    Se annulli l’avventura, il rischio uccidi l’alpinismo.
    Diverso però è una ferrata. Dove ti appendi a delle strutture create apposta per permette il superamento in sicurezza e facilitare la progressione per tutti! di determinate strutture rocciose, anche le più strapiombanti e lisce.
    In arrampicata, in alpinismo, esistono vie completamente disattrezzate, dove non c’è la minima traccia di attrezzatura.
    Certo che le Dolomiti franano. Ma non solo le Dolomiti. Il Drù al Monte Bianco è in parte franato cancellando intere vie che hanno fatto la storia dell’alpinismo.
    Le montagne franeranno sempre. La speranza e di non trovarsi lì quel giorno!
    Quanto al disturbo degli uccelli. Tieni presente che ci sono diverse pareti, falesie che sono state chiuse all’arrampicata perchè appunto disturbava la fauna che li nidifica .
    Quindi se si chiudono le falesie di arrampicata perchè disturbano gli uccelli non vedo perchè non lo si dovrebbe fare con le ferrate.

  27. 212
    Giovanni Serra says:

    La differenza tra chi pratica l’arrampicata e chi percorre le vie ferrate è che chi arrampica normalmente ha già una certa infarinatura su tecniche alpinistiche mentre chi percorre una via ferrata si affida totalmente a quello che è già infisso. I primi si muovono su un elemento naturale, la roccia, utilizzando gli ancoraggi in caso di caduta mentre gli altri utilizzano installazioni artificiali per la progressione.
    Riguardo il “disturbo” arreccato verso le specie nelle pareti un altra differenza è data dal fatto che sulle vie ferrate la quantità di persone che contemporaneamente le percorrono può essere molto più numerosa (immagino che per esempio sulla ferrata del cabirol si potrebbe, viste le foto, arrivare a un centinaio di persone con 4 o 5 gruppi). La sollecitazione sugli ancoraggi artificiali è molto superiore, per quello è importante che chi firma il progetto sappia fare i suoi calcoli.
    Hai ragione, secondo il mio punto di vista, che la “sicurezza ad ogni costo” può fare danni ma anche quella della “non sicurezza ad ogni costo”. Le leggi ci sono e vanno applicate sia per il contadino che vuole aggiungere una casa attrezzi in area SIC come per chi vuole coprire nello stesso luogo un area di 500 x 50 m con gradini e funi metalliche e farci passare centinaia di persone.
    A quanto pare è stato proprio a causa di vie di arrampicata sportiva attrezzate da “volontari” che si è scoperto che gli ancoraggi non di acciaio AISI316L si spezzavano sotto il peso di una persona…
    Capisci che un Comune non può permettersi di dare in mano a un Mario Rossi qualsiasi un progetto di realizzazione di una falesia di arrampicata sportiva, come non è giusto che chiunque senza competenze tecniche dissemini la Sardegna di materiale potenzialmente pericoloso e senza rispetto per i luoghi.

  28. 211
    Mattia Vacca says:

    Caro Alberto Benassi, credimi, non sarò un super esperto ma la differenza tra una ferrata e una via d’arrampicata la conosco.
    Da un punto di vista dell’impatto ambientale sono assai diverse, su questo concordo.
    Tanto è vero che il numero di ferrate, ovunque, è decisamente inferiore al numero di vie d’arrampicata, e va bene così.
    Ma il mio intervento voleva porre l’accento sul discorso sicurezza “ad ogni costo”.
    Non vedo perché si debba stare così attenti alla sicurezza dei frequentatori delle ferrate (o solo della ferrata del Cabirol?) e non per chi sale vie d’arrampicata.

    “Siamo preoccupati non solo per la salvaguardia delle specie ma anche per l’incolumità delle persone” sottolinea Mountain Wilderness “ci siamo chiesti come fosse possibile progettare questi percorsi in un’area indicata come a rischio molto elevato di frana e ci allerta il fatto che ancoraggi come quelli utilizzati sul posto siano stati causa di incidenti, non solo in Sardegna”.

    Quanto sopra penso valga praticamente ovunque in montagna, sei d’accordo?
    Le Dolomiti, e non solo loro, franano un po’ ogni giorno, concordi?
    Una mia amica è morta perché, alla base di una parete (in Dolomiti), nonostante indossasse il casco ha avuto la sfortuna che, mentre si allacciava le scarpette per iniziare una ascesa, una pietra le cascasse tra capo e collo… allora?
    Se si è così preoccupati dell’incolumità delle persone bisognerebbe, secondo la vostra logica, spedire lettere a tutti i prefetti d’Italia, per tutte le attività verticali, o no?

    I

  29. 210
    Alberto Benassi says:

    Ma come si fa a parogare una via d’arramicata ad una ferrata.

    E’ come paragonare la via delle Bocchette al diedro Aste al Crozzon di Brenta.

    Sulla via delle Bocchette, oltre a stendete kilometri di cavo e centinaia di pili in ferro e scale, diverse cenge sono state allargate a suon di martello e piccone per farci passare comodamente le persone, vomitando a valle metri cubi di roccia.

    Non credo che Armando Aste abbia fatto la stessa cosa quando ha aperto la sua via sul Crozzon.
    E visto che l’ho salita lo posso confermare.

    Ma prima di scrivere certe bischerate, pensatici.

  30. 209
    Giovanni Serra says:

    Si Mattia, concordo con Emanuele. Non si possono paragonare le vie di arrampicata con una via ferrata.
    Le vie ferrate sono vere e proprie opere edili, in alcuni casi considerate infrastrutture, dove le competenze tecniche nella progettazione non possono essere solo quelle di una persona che ha un trapano e faccia arrampicata. Non si tratta di posizionare solo centinaia di metri di cavi di acciaio e ancoraggi ma anche di capire dove, se si possono mettere e che materiale utilizzare.
    Penso che ne convenga anche tu che sia assurdo che una persona da sola entri in un parco armato di trapano e barre di armatura e cominci a bucare e cementare tranquillamente e si coltivi il proprio orticello accompagnando abusivamente a pagamento per ripagarsi del lavoro fatto.
    E questo ripetutamente (come ha documentato lui stesso nel suo libro) nel corso degli anni, incrementando cavi, gradini e ancoraggi.
    Nessuno mette in dubbio che chi l’ha ripetuta l’apprezza ma nessuno può mettere in dubbio che gli ancoraggi si stanno spezzando, che i cavi e gli ancoraggi non sono adeguati, che sopra sono stati disgaggiati dei massi, che non aveva autorizzazione paesaggistica, non c’era una valutazione di incidenza ambientale, che se n’è fregato se c’erano o meno dei nidi ecc. ecc.
    Per finire, ti sembra giusto che chi non segue le procedure legali la faccia franca o la legge è uguale per tutti?
    Perchè se non accettiamo questo allora rimaniamo nell’ingiustizia e nel caos.

  31. 208
    emanuele says:

    Mattia, secondo me il “pericoloso” di una via di arrampicata è dovuto a pericoli oggettivi dell’ambiente e difficoltà tecniche che possono causare voli talvolta lunghi con possibili conseguenze, qui si sta parlando di materiali non adeguati dall’ambiente marino in cui è situata la ferrata.
    E comunque nessuno auspica (e nessuno lo ha mai auspicato neppure nell’articolo) la chiusura della ferrata, piuttosto una verifica e messa in sicurezza, sfruttando l’esperienza e rispettando tutte le normative vigenti che scaturiscono da studi di laboratorio ma anche da esperienze pregresse.
    Ma anche nella petizione da firmare, in conclusione la massima aspirazione è lasciarla stare così? Visto che ormai il polverone è stato alzato, approfittiamo per metterla in regola per la tranquillità di tutti.

  32. 207
    Mattia Vacca says:

    Che tristezza.
    Ma siamo arrivati a dimostrare che percorrere una ferrata è pericoloso?
    Sai che novità.
    Non lo sono praticamente tutte le vie di arrampicata?
    Non è forse giusto che chi le percorre in autonomia sia responsabile di se stesso e accetti il rischio insito in queste attività?
    O vogliamo arrivare alla chiusura cautelativa di tutti gli itinerari “verticali” non giudicati “sicuri”?
    Perchè questa scriteriata iniziativa, temo, porterà a questa nefasta conseguenza.
    E vogliamo dare a prefetti, magistrati, politici e burocrati questa facoltà di decidere?
    Se abituiamo la gente a non prendersi responsabilità per quel che fa e di conseguenza dare sempre la colpa a qualcun’altro (l’apritore, il censore, il finanziatore) allora apriamo la stura a un pandemonio che sarebbe meglio, per tutti, evitare.
    Perchè se tanto mi da tanto, allora non vedo perché chiunque si faccia male su una qualsiasi via non debba rivalersi sull’apritore.
    O sul censore di guide, perchè no, che magari ha riportato un grado errato e ha spinto l’incauto ad affrontare difficoltà al di sopra delle proprie.
    Ma davvero vogliamo arrivare a questo?
    All’alpinismo garantito? Super sicuro e certificato?
    Il colonnello Kurtz lo direbbe meglio di me: “l’orroreeee…. l’orrore….”.
    Tra parentesi faccio notare che il belvedere sull’isola della Foradada, il punto dal quale parte il sentiero di avvicinamento alla ferrata, è giornalmente frequentato da centinaia di persone che si affacciano liberamente da una falesia a picco sul mare per 50-60 metri, SENZA ALCUNA PROTEZIONE!
    E venite a sollevare un polverone per un ancoraggio rotto?
    Su un percorso che, lo ripeto, dovrebbe essere percorso solo da persone preparate?
    Mica come i turisti in ciabattine che si fanno il selfie sulle rocce a precipizio!
    Per favore, fatela finita, se non siete andati già troppo in la … purtroppo temo di si!

  33. 206
  34. 205
    Fusca says:

    Buongiorno,
    stiamo parlando di una ferrata molto divertente in un contesto panoramico meraviglioso. L’ho percorsa diverse volte così come ho percorso altre vie ferrate sulle Dolomiti. Se conoscete quelle, sapete che spesso gli ancoraggi sono saltati, i cavi molli, gli scalini mancanti e arrugginiti, beh… i sistemi di ancoraggio della Cabirol a confronto sono perfetti e nuovissimi, forse, proprio perchè chi li ha posti li controlla abitualmente, portandoci dei fruitori paganti. Sulla Cabirol si possono ammirare specie endemiche, così come sulle ferrate dolomitiche ci sono le stelle alpine e le orchidee protette… Le avete viste? Sulla Cabirol siete a strapiombo sul mare circondati dai falchi e dai gabbiani.. Sulle Dolomiti siete a strapiombo sulle valli glaciali, circondati dai camosci, dalle marmotte e dagli anfibi endemici. Li avete visti? E allora di cosa stiamo parlando? Cosa ha di diverso la Cabirol? Anche le ferrate delle Dolomiti sono dentro SIC, ZPS e Parchi… le chiudiamo tutte? Ma scusate, forse che l’arrampicata sportiva e quella classica non disturbano le specie in riproduzione? Oppure voi, ma solo voi, siete trasparenti??? Ma quando facevate gli alpinisti voi, non avete messo chiodi, calpestato erbe e disturbato uccelli? Oppure voi, ma solo voi, avete la libertà di farlo?
    Ma dai… fatela finita…. A tutti gli altri: andate a vederla la Cabirol e giudicate voi stessi!

  35. 204
    Giovanni Serra says:

    Direi Fabrizio che quella petizione è decisamente fuorviante. Le associazioni Gruppo Intervento Giuridico e Mountain Wilderness hanno chiesto solo delle informazioni su quella ferrata e la Mountain Wilderness ha chiesto di verificare l’itinerario dopo la rottura di un ancoraggio e alcune incongruenze. Mi sembra che abbiano fatto bene, viste anche le preoccupanti risposte degli enti pubblici. Che c’è di male? C’è di male che in quella petizione viene fatto capire tutt’altro.
    Non solo. La gente ha firmato che cosa? Se leggi la petizione poi c’è scritto “scarica la lettera” ma la lettera non è presente. Hanno firmato solo il testo iniziale?
    Purtroppo mi sembra che ormai firmare queste petizioni on-line sia come mettere “mi piace” sui social. La ferrata è certo di richiamo per il parco ma mi sembra eccessivo pensare che pesi in maniera determinante sull’economia di una cittadina turistica come Alghero.
    Sapete quante presenze fanno gli hotel di Alghero in una stagione di 5 mesi? 350000. Di fronte a questo il peso sull’economia di quelle della ferrata fà sorridere.
    Da progettista a progettista, la via ferrata presuppone delle relazioni tecniche richieste dalla legge che vengono a costare, questo è certo, ma se le normative lo richiedono vanno fatte e basta. Altrimenti il Comune decide di fare qualcosa di più economico. Non esistono cose fatte a metà, altrimenti si incorre in reati oltre che in grosse responsabilità per il Comune / progettista / impresa esecutrice in caso di incidente.

  36. 203
    Donatello says:

    Certo certo…Tutti quelli che hanno firmato nn capiscono nulla di ferrate,facciamo parte tutti della stessa famiglia di sequestratori e amiamo operare nell’illegalità,qua in Sardegna poco capiamo di ferrate poiché nn abbiamo storicità sulla loro messa in opera,nn abbiamo scoperto nulla e i percorsi trekking ed escursionistici li hanno portati tutti da fuori ..nn capiamo nulla di rispetto dell’ ambiente ne sappiamo come valorizzato ne nulla sappiamo sulla sua corretta fruizione.Inoltre nn possiamo trarne nessun vantaggio economico perché nn è eticamente corretto farlo e dove è corretto farlo devono innanzitutto guadagnarci le guide alpine che in Sardegna nn ci sono e vengono da fuori magari lasciando qualche briciola a delle nn meglio precisare nuove figure di accompagnatori ,formati dalla guide alpine,che magari potranno guadagnare qualcosa ma con una pressione fiscale maggiore delle guide alpine, e in ogni caso questa ferrata del cabirol va smontata.
    Ma fateci il piacere…

  37. 202

    Completo… chiedo venia:
    sulle firme non ho fatto affermazioni ma ho espresso dei dubbi… dubbi sulla totale credibilità di quelle firme che reputo per buona parte indotte da motivazioni che non considero quelle reali…
    Conti presto fatti:
    se dichiari alla tua famiglia che qualcuno ce l’ha con te credi che firmerebbero solo dopo essersi accertati della situazione, visto poi che conta come il due di picche e non ci sono conseguenze dall’aver firmato???
    Sull’atteggiamento cosiddetto garibaldino (modo di dire per definire un modus operandi di un certo genere…) , e mi scuso con Garibaldi che reputo da sempre un grande di cui la storia revisionata ha falsato nettamente le caratteristiche…, l’ho definito così per lo stesso motivo della petizione…

  38. 201

    Paolo Vinci, immagino ti riferisca alle mie risposte a Fabrizio… non ho messo in dubbio che lui abbia o meno capito se rileggi un attimo ti accorgi che è lui stesso a dire che non sa e che si esprime…come dire… di’istinto???
    E’ una condizione condivisibilissima dire: “non so ma penso che, dal mio punto di vista”, anzi direi che desume onestà intellettuale e malgrado opinioni che possano cozzare apertamente con quella mia personale, le rispetto a priori perché denotano volontà di confronto e da sempre credo che il confronto sia un modo di evolversi…!
    Il tuo modo di esprimerti, almeno in questo caso, da adito a dibattere in maniera pacata e con la volontà di comprendere prima di decidere da che parte stare …
    Il mio personale punto di vista sulle ferrate:
    ne ho già discusso anche su questo blog, come ad esempio sul fenomeno eliski o ancor di più NUOVI impianti sciistici…
    Fermo restando che la situazione delle ferrate è più vecchia di me, che furono viste come nuovi orizzonti di un turismo alternativo, molti anni fa e che molte strutture si possono inserire in un contesto storico-archeologico e quindi sono convinto vadano valorizzate La prima ferrata in assoluto costruita nel 1869 ( Grossglockner-Austria) credo non si possa non definire una struttura storica come molte altre nelle alpi del nord-est che rappresentano per la maggior parte esempi di architettura bellica relativa l 1914/18.
    Scalarle significa entrare nella storia (anche qui c’è chi lo fa in ottica sportiva ma sono situazioni di tipo umano…).
    Sulla Stevia ci ho lavorato e l’ho dichiarato senza tema, era un itinerario interessante per quanto riguarda il fare scuola ovvero indirizzare poi le persone verso altri livelli di conoscenza e frequentazione dell’ambiente alpino o di montagna in generale.
    Non mi è apparso strano però che qualcuno abbia individuato nel sito qualcosa di irregolare ed abbia voluto la sua chiusura (devo averlo scritto anche da qualche parte ma ora non ricordo in quale occasione…) e non
    mi sono certo flagellato per il suo smantellamento…
    Quell’anarchia di cui dice Fabrizio non è un atteggiamento tanto sbagliato poi, in quanto presume auto-determinazione e quindi rendersi conto quando si è in procinto di superare i limiti della condivisione e del rispetto delle proprie idee…
    Ci sono ferrate sulle quali mi rifiuto di accompagnare in quanto le trovo forzature (esempio ferrata dell’amicizia a Riva del Garda) altre invece, dove accompagno volentieri per le ragioni storiche e quindi di divulgazione culturale già esposte (esempio Fausto Susatti a Cima Capi sempre in territorio Rivano…)
    Ho rifiutato tre anni fa un ingaggio per la costruzione di una nuova ferrata d un comune gardesano e devo dire combattuto tra opportunismo di lavoro e etica personale… l’ho fatto e sono felice della mia scelta, tanto più che il progetto dopo il rifiuto per motivi etici è stato archiviato…
    Ecco in sintesi come la penso in merito…
    Ci sono storicità da mantenere, innovazioni moderne (o meglio presunte tali…) da frenare ove possibile!
    La Stevia aveva una caratteristica storico- ambientale di un certo livello e quindi ci ho lavorato senza certamente nascondermi!

  39. 200
    Paolo Vinci says:

    Stefano Michelazzi:
    nei tuoi discorsi ho notato che metti sovente in dubbio che gli altri non abbiano capito, che non conoscano, che insomma non abbiano forse la tua cultura e se non la si pensa come te si è Garibaldini o altre amenità! Non ti conosco e sono certo che la tua preparazione non si discuta (fosse anche accompagnata da umiltà sarebbe il massimo), ma affermare che quasi 1000 persone abbiano firmato una petizione a sostegno di una causa senza conoscere i contenuti di ciò che sostenevano è un gesto di inammissibile presunzione , nonchè ritenere gli altri inferiori a te. Tu invece che difendi un’altro pensiero e sei tutt’altro che indifferente all’argomento, ebbene sappi che anche tu difendi una parte, dunque anche tu saresti Garibaldino?
    Scrivi inoltre “la ferrata del Cabirol non potrà mai competere la Stevia, io stesso ci ho lavorato diverse giornate..” Come puoi fare questa affermazione se non hai mai percorso il Cabirol, ma soprattutto come fai a sostenere che sei contro le Vie Ferrate se candidamente ammetti di averle percorse e di “averci lavorato diverse giornate”. Perdonami, ma come si concilia questa affermazione con lo strenuo antagonismo alla loro esistenza?

  40. 199
  41. 198
    Fabrizio says:

    Alberto Benassi, son pienamente daccordo sul preservare la natura. Da progettista sono il primo che cerca di convincere le persone ad optare per soluzioni a basso impatto ambientale, ed è veramente difficile.

    Sicuramente tecnologicamente parlando, siamo in grado di realizzare una via ferrata senza intaccare la parete, rispettando gli standard di sicurezza e le autorizzazioni. Purtroppo però, la ricerca costa, e ammettendo di realizzare un qualcosa di completamente reversibile, sono sicuro che, in base alle leggi italiane, la PA andrà scegliere la più economica, ad alto impatto ambientale.
    Tuttavia, per ovvi motivi economici, è più probabile che i fondi pubblici vadano a finanziare le numerose cave presenti sull’isola, un impatto irreversibile.

    Quello che voglio dire, è che forse, e dico forse, alle volte è meglio scegliere il male minore.

    Analizzando la situazione in oggetto, secondo me, visto che esiste già, e anche volendola smontare, i buchi restano. Credo sia più giusta tenerla, correggere le eventuali inesatezze e sfruttarla come un qualcosa di positivo, anche controllandone gli accessi.

    Per Stefano Michelazzi, è ovvio che l’accompagnamento sarebbe meglio normarlo in maniera più specifica, senza generalizzazioni magari evitando la percorrenza a chi offre solo la “scarica di adrenalina”, magari anche con un corso obbligatorio preparatorio sul rispetto delle normative ambientali e sul rispetto delle attività outdoor, in modo da rendere una situazione “diseducativa” in un qualcosa di “educativo”. Purtroppo arriviamo da una generazione in cui l’anarchia prevaleva sulle leggi, mentre oggi ci troviamo con una generazione “informatica” che cerca di far rispettare leggi “antiche” nate dai vecchi politici di turno, giusto per dire che avevano “lavorato”. Forse prima di farle rispettare, sarebbe più giusto riscriverle, poche ma buone, e senza generalizzazioni 😉

    Tornando al discorso ambiente, perchè non sviluppiamo realmente una soluzione che permetta di ancorarsi in totale sicurezza, senza dover intaccare irreversibilmente la roccia? Sono sicuro che si può fare, ma forse il “dio denaro” è ancora troppo presente nel nostro presente. 🙂

  42. 197
  43. 196
  44. 195

    Fabrizio, con quel testo, che tende a vittimizzare la situazione, sicuro che chi ha firmato sappia di cosa si tratta? Quindi i mille son assicurati probabilmente (battuta scherzosa in riferimento ai garibaldini)…
    Certo che il politico di turno può tentare di cavalcarla su questo non ci piove come non ci piove che lo stesso, se sente puzza di bruciato farà presto a scaricare il barile…
    L’articolo ed i seguenti aggiornamenti porta a conoscenza di alcuni quesiti, inerenti la stessa situazione ma su diversi punti, agli organismi competenti, poi la discussione porta opinioni, punti di vista e quant’altro oltre come detto ad aggiornamenti, precisazioni, esempi di fatti similari già accaduti.
    Sul rimanente intervento di molti che hanno scritto di tutto e di più esulando addirittura dai fatti per la loro concretezza, evitiamo di commentare, come dici si dovrebbe cercare qualcosa di positivo e personalmente mettere al corrente di una situazione che appare quantomeno anomala lo è.
    E’ vero che il gommone inquina di più probabilmente e son state fatte delle lotte non da poco su situazioni analoghe da parte di chi si interessa delle stesse, qui la questione riguarda comunque un fattore non eco-compatibile per diversi aspetti, ma non solo, tirando in ballo anche modalità di costruzione di un manufatto percorso da persone e quindi in obbligo ovviamente di rispettare certe normative e l’accompagnamento a pagamento anche lì normato.
    Diversi aspetti tutti relativi alla stessa struttura, mi sembra non ci sia poco da discutere…
    Sicuramente la ferrata è diseducativa in quanto fa presumere a molti di poter fare, laddove in situazioni ben più semplici ma non continuamente assistite, non sarebbe in grado di muovere un passo, quindi una falsa prospettiva di movimento in ambiente. Non solo, molti con questo sistema ricercano la scarica d’adrenalina con le conseguenze di utilizzare qualcosa che dovrebbe avere degli scopi per tutt’altro motivo… D’accordo che ognuno è libero di fare ciò che vuole della sua vita (almeno io la penso così) ma una società che si definisce civile dovrebbe educare piuttosto che assorbire le proprie carenze con questi sistemi…

  45. 194
    Alberto Benassi says:

    Fabrizio è chiaro che gli esempi che fai hanno un impatto ambientale decisamente devastante rispetto ad una ferrata. Ma anche alle ferrate bisogna dargli un freno. Come va dato alle vie di arrampicata super attrezzate.
    Questo perché i rari tratti di territorio che sono ancora rimasti selvaggi VANNO PRESERVATI!!
    Vanno preservati perché quella poca natura rimasta selvaggia ha i suoi diritti di rimanere tale.
    E vanno preservati per le generazioni future.
    Non abbiamo il diritto di fare tutto quello che ci pare. Siamo ospiti non padroni.
    Non abbiamo il diritti di creare dei luna park verticali come sono purtroppo diventate le Dolomiti.
    Questo ci deve essere da esempio e sprone a cambiare strada. Non a continuare negli stessi errori.
    Un turismo ecosostenibile va bene ma prima deve venire la natura poi l’uomo.

  46. 193
    Fabrizio says:

    Alberto Benassi, il mio commento era riferito al post, e non ai tuoi commenti.
    Per quanto riguarda l’impatto…. bhe andremo incontro ad un discorso infinito e senza senso.
    Non metto in dubbio che abbia un impatto, qualsiasi cosa faccia l’uomo ha un impatto devastante per la natura, ma sicuramente non è neanche lontanamente paragonabile agli impatti che vengono giornalmente approvati in ogni comune italiano!

    Personalmente credo che una via ferrata possa rientrare tranquillamente nella categoria di turismo ecosostenibile. Vogliamo parlare della nuova Sassari-Olbia? L’ho giusto percorsa ieri, 80 km di taglio netto alla natura, eppure è stata approvata nonostante i vincoli paesaggistici. Questo è quello che io chiamo a forte impatto! Parliamo della produzione dei pannelli fotovoltaici? Fatti una ricerca, e vedrai che non sono tanto “ecosostenibili” come ti fanno credere!

    Se per te una via ferrata ha un impatto devastante sulla natura, non oso immaginare, senza andare molto lontano, come tu possa definire le scale che portano alle grotte di nettuno. E le barche che partono da Alghero e portano i turisti alle grotte, in piena area marina protetta, con sversamenti in mare di ogni genere? Ad oggi è incredibile che sia ancora permesso il passaggio imbarcazioni con motori vecchi 2 tempi! Ho avuto il gommone, e so quanto di quell’olio va a finire in mare!

    A me piaciono i numeri, loro sono poco soggettivi e molto oggettivi. Dimostrami statisticamente che il danno provocato da una via ferrata nel medio periodo (10/20 anni) è maggiore rispetto anche solo ad un singolo gommone o ancor meglio una singola automobile in circolazione (che probabilmente utilizzi anche tu), e mi rimangerò tutto ciò che ho scritto!
    Dai, su, non facciamo gli ecologisti senza guardare la realtà!

    Per Stefano Michelazzi, non sto nemmeno a ribattere, sta storia del garibaldino non fa altro che sviare l’argomento. Ho solo detto ciò che attualmente è una stato di fatto ovvero che 814 persone hanno firmato la petizione pro-cabirol. Ti do ragione sul fatto di totò Rina, e personalmente le petizioni non mi sono mai piaciute, e non sarà certo una petizione a cambiare le decisioni di un giudice. Però, e c’è un però, dimostra che ad un discreto numero di persone, interessa la via ferrata, e questo potrebbe piacere o meno al politico di turno per una sua futura riqualificazione.

    Cerchiamo di trarre qualcosa di positivo invece di attacarci. 😉

  47. 192
    Alberto Benassi says:

    Fabrizio evidentemente non hai letto proprio tutto bene.
    Per quanto mi riguarda la mia critica è rivolta alla ferrata e alle ferrate in genere, non solo quelle sarde.
    La persona ci incastra poco.
    La ferrata non ha impatto?
    Ma come fai a dirlo dal momento che per realizzarla si installano centinaia di metri di cavi e quintali di ferro che per installarli si deve bucare la roccia , usare anche dei prodotti chimici per fissarli e disgaggiare la roccia.

  48. 191

    Fabrizio, rileggi meglio va… non era riferito a te l’atteggiamento garibaldino…anzi ti avevo tenuto fuori dalla situazione:
    “Ma questo lo avevi ben compreso Fabrizio malgrado tu dica di non essere un esperto, quindi è piuttosto incomprensibile o magari si comprende bene, pensando ad un tentativo piuttosto garibaldino di sviare creando caos, come mai TANTI ACCANITI SOSTENITORI di uno o più reati (quanti e con quali modalità lo stabilirà il magistrato)…”
    Certo che se insisti sul fatto che ci sono 814 firme a favore beh se non eri garibaldino lo sei diventato…
    Fortuna che ‘ste petizioni non esistevano quando arrestarono Totò Riina perché altrimenti sai che flagello… per fortuna invece abbiamo assistito ai pianti di varie comari che urlavano quanto fosse buono ma è finita lì…

  49. 190
    Fabrizio says:

    Stefano Michelazzi, il mio non è un commento Garibaldino per mettere caos come dici tu, ma semplicemente una constatazione.
    Se non sussitono la messa in sicurezza di una Via Ferrata, reputo giusto che venga chiusa (smantellata solo nel caso non rechi più danno di quanto non lo sia già così), ma reputo anche giusto, che se non vi sussistono presupposti per cui debba essere chiusa, è giusto che venga valorizzata dagli enti competenti.
    Che vi siano o meno i presupposti non sono di certo io a stabilirlo, ma oggettivamente sono libero di commentare, e penso che allo stato attuale, abbia portato più aspetti positivi che negativi a tutto il territorio locale per una serie di motivi.
    – lo stato dei luoghi è migliorato notevolmente rispetto alla discarica abusiva presente in precedenza.
    – L’impatto Paesaggistico è praticamente assente (se non la si percorre, è praticamente impossibile vederla sia da mare che da terra)
    – Ha dato maggiore visibilità ad un parco che non ha mai saputo pubblicizzarsi a dovere.
    – Ha portato un turismo non-stagionale (punto sulla quale la sardegna deve puntare parecchio se vuole vivere dal turismo, i 2/3 mesi di mare non bastan)
    – Mi ha fatto appassionare alle escursioni (questo punto è strettamente personale, ma è stato proprio l’escursione a cabirol fatta 6 anni fa a farmi appassionare a questo genere di attività)

    Ripeto, non sono certo io a stabilire se debba restare o meno, ma personalmente sono a favore, e assieme a me ho visto che ci sono altre 814 persone che la pensano come me: https://www.change.org/p/a-difesa-della-via-ferrata-del-cabirol-alghero

    Probabilmente se questa via ferrata non fosse diventata così famosa rispetto alle altre, non avrebbe avuto questo clamore mediatico che sta avendo (e sono sicuro che con il vostro post, aumenteranno notevolmente le visite di quest’anno), e probabilmente nessuna Guida Alpina avrebbe avuto da ridire (ad esempio la via ferrata di badde pentumas non mi sembra così sicura, oppure la via ferrata di Sammugheo o la Via Ferrata del Pan di Zucchero solo per citarne alcune, non mi sembrano molto diverse dal punto di vista ambientale, rispetto al Cabirol, sono solo meno conosciute!) neppure su chi l’avesse realizzata.

    Se tutta questa energia che ci mettete a realizzare queste “indagini”, venissero uttilizzate per valorizzare i nostri territori, e magari creare un database delle Vie Ferrate “ufficiali” e non, in maniera da promuovere un turismo che sicuramente è molto meno impattante nei confronti dell’ambiente, rispetto al solito turismo balneare, probabilmente qualuno vivrebbe una vita molto più serenamente e in pace, che rodendosi il fegato passando gli anni in tribunale, aspettando sentenze e processi, che probabilmente non si concluderanno mai, e anche se si concludessero, avranno tolto giorni, settimane, mesi, anni alla SINGOLA vita che ognuno di noi ha!

    Ricordate che il bene più prezioso che abbiamo è il TEMPO! (e quello passa inesorabile e veloce!)

    Per concludere, rileggendo tutti i vari commenti, è chiaro che l’attacco è strettamente personale e destinato ad un unica persona, e mi domando il motivo per cui rendere pubblico tutto ciò! D’altra parte, la cattiva pubblicità non esiste, nel bene o nel male è pur sempre pubblicità, che non farà altro che incrementare le visite alla ferrata!.

    Qua ci son ben 814 firme a favore della ferrata, e visti i risultati odierni in UK, è sempre il popolo a decidere (tranne in italia ahaha).
    https://www.change.org/p/a-difesa-della-via-ferrata-del-cabirol-alghero

  50. 189
    Luca Visentini says:

    Ma sono l’unico qui ad avere amici sardi non permalosi e a sentirmi orgoglioso di averla persino smantellata, una ferrata?

  51. 188
    Paolo Vinci says:

    A tutti i fondamentalisti alpini: Sono certo che voi viviate dentro una grotta cacciando e raccogliendo i frutti del creato, ma senza perturbare la Natura, rifiutando tutte le comodità del progresso, case, auto , strade, aerei, ferrovie, abiti, pc, telefoni e qualsiasi cosa possa avere creato una forma anche impercettibile di inquinamento o impatto con l’ ambiente naturale, perché se così non fosse sareste tutti parecchio in contraddizione con gli stessi principi altissimi che sostenere. Ogni azione che compie l’ Uomo ed ogni comodità di cui godete anche voi inquina o ha impattato violentemente sull’ Ambiente, dunque siate più moderati, meno saccenti e/o convinti di essere duri, puri ed infallibili… Ed altre cose del genere! Come diceva S. Francesco da cui fareste bene a trarre qualche spunto… Pace e bene o forse meglio Allahu akbar…

  52. 187

    Fabrizio, non sapere o meglio non conoscere non esclude che non vi siano in atto le situazioni che tu auspichi per alrti lidi italici…
    In Alto Adige come già scritto in questo blog e ribadito più volte è stata chiusa una ferrata che per bellezza e frequenza (diverse centinaia di visitatori annui) la ferrata del Cabirol non potrà mai competere la Stevia, io stesso ci ho lavorato diverse giornate, ma quando il tribunale ha decretato che andava chiusa in quanto all’interno di zona protetta ed in presenza di nidificazione (la struttura era non a regola d’arte, MA DI PIU’, visto che veniva continuamente monitorata dalle Guide Alpine locali con diversi miglioramenti dovuti magari alla nascita di nuovi sistemi) si è chiusa e rimossa, perché così è, senza discussioni, malgrado a qualcuno sicuramente la cosa non sia andata giù…
    In Trentino la ferrata del Bondone è stata chiusa dopo che era diventata ormai un istituzione, visto che esisteva da decenni, perché il terreno non permetteva più di essere considerato sicuro (sicurezza che viene determinata in base a standard di pericolo crolli o distacchi di porzioni di parete che andrebbero ad interessare non solo la struttura ma anche le parti adiacenti) chiusa e smantellata in un batter d’occhio ed i commenti relativi sono stati al massimo qualche nostalgico: “Che peccato!”
    In Lombardia ad opera delle Guide Alpine su commissione della Regione sono state identificate e chiuse diverse ferrate che non rientravano negli standard, e vi sono alcune cause in corso sempre sui generis…
    Se non fruibili per diversi motivi vanno smantellate non abbiamo bisogno di monumenti ferrosi in giro per i monti (ANCHE IL CABIROL PUR ESSENDO SUL MARE E’ UNA FALESIA ROCCIOSA QUINDI EQUIPARABILE ALLE PARETI ALPINE!)… o vogliamo il territorio italiano cosparso di mostri (così vengono chiamati gli abusi edilizi e in genere quegli abusi di grosse dimensioni) e domani magari scrivere sul giornale del superman di turno che vi si è andato a cacciare e si è fatto male???
    meglio di no… credo potrai condividere…
    Se noleggi a qualcuno le pinne e quello le usa per infilarsi in un’areale protetto con divieto d’accesso non sei certo condannabile e credo sia piuttosto condivisibile che chi chiede il noleggio sia poi responsabile di come utilizza i materiali…
    Se invece ti spacci per qualcosa o qualcuno che non sei commetti un abuso e guarda caso come ho inserito nel post:
    http://www.banff.it/accompagnare-in-sardegna/
    il sig. Conca non è un GAE iscritto nel registro della Sardegna come lui proclama al numero 580… non esiste proprio… e per accertarlo ci vuole poco:
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_38_20160512143449.pdf

    Ma questo lo avevi ben compreso Fabrizio malgrado tu dica di non essere un esperto, quindi è piuttosto incomprensibile o magari si comprende bene, pensando ad un tentativo piuttosto garibaldino di sviare creando caos, come mai tanti accaniti sostenitori di uno o più reati (quanti e con quali modalità lo stabilirà il magistrato)…
    Non è una gran bella pubblicità per la Sardegna, anche se per fortuna poi sono intervenuti diversi sardi a controbattere questo modus piuttosto penoso (evito altri epiteti) dimostrando che c’è chi invece non la beve e si attiene alle regole!

    Ora, di gente che le racconta ce n’è a bizzeffe ma quando giochi con la pelle degli altri raccontarla diventa un reato!
    Reato anche eseguire opere non autorizzate o autorizzate senza le apposite credenziali che il sig. Conca non può avere… e non può avere nemmeno in merito all’opera stessa, in quanto per operare su strutture di questo tipo va seguito un iter preciso, altrimenti qualsiasi operatore su lavori in fune che abbia magari anche la qualifica di preposto potrebbe farlo… ma non è così…e sarebbe ora di finirla di raccontarla e di sostenere che lo sta facendo in virtù di non ben precisati e nemmeno comprensibili attacchi:
    Attacco alla persona? Beh… se tutto questo è relativo ad una persona direi che non ci sono grandi alternative!!!

  53. 186

    Non vedo il perché del procurarsi emozioni cosi belle e intense percorrendo (tutte) ‘ste VIE FERRATE, quando esiste l’eroina.

    Libero adattamento di una frase di Syd Vicious all’escursionismo estremo sardo e continentale.

  54. 185
    Lusa says:

    Leggendo i vari commenti vorrei anche io provare le emozioni che provano coloro che arrampicano sulle ferrate. Penso siano emozioni bellissime e mi hanno fatto riflettere e cambiare idea sulle ferrate e dico:
    Viva le ferrate! Tutte le ferrate!

  55. 184
    Fabrizio says:

    Perfetto, in pratica secondo Alessandro Gogna, la legge non ammette ignoranza.
    Da tecnico, purtroppo (e dico purtroppo perchè frequento la ferrata del Cabirol e vi posso assicurare che da delle emozioni bellissime) per come stanno le cose in Italia, si tratta di abuso (ora non sto ad indicare le varie normative paesaggistiche), in quanto sprovvisto di progetto e autorizzazione paesaggistica.
    Purtroppo con le attuali normative italiane (eccessive a mio parere, tra un po ne faranno una per l’aria che respiriamo), sono convinto che un percorso del genere, (anche presentando un progetto corredato dai vari calcoli geologici e strutturali) non verrebbe mai approvato, per una serie di motivazioni che non sto qua ad elencare (sicurezza in primis).

    Allo stato attuale, mi sembra giusto che per correttezza vengano analizzate tutte le vie ferrate italiane (e sopratutto i progetti tecnici) e non solo quelle realizzate da chi sta “antipatico”, in maniera da avere un censimento delle vie “autorizzate” e delle vie “non autorizzate”, tale da permettere alle Guide Alpine (o chi per loro in futuro), di percorrere esclusivamente quelle “ufficiali”.
    Eviterei in ogni modo di smantellare quelle “non autorizzate” (in quanto procurerebbe un danno più esigente di quanto non lo siano già così), ma le verificherei per renderle sicure da poter essere inserite in quelle “ufficiali”, o nei casi peggiori (dove la manutenzione diventa insostenibile) le indicherei come pericolose con divieto di percorrenza.

    Per quanto riguarda la questione accompagnamento, purtroppo in italia esistono una serie di “escamotage” che ci rende per un motivo o un’altro tutti soggetti a denuncia da parte di terzi, in sostanza “fatta la legge trovato l’inganno”. Ad esempio, io persona fisica senza titoli, vado a fare la ferrata a mio rischio e pericolo, se invito altre persone, lo faranno a loro rischio e pericolo, ma se gli noleggio l’imbrago anzichè vendergli l'”accompagnamento”, io persona fisica non sono soggetta a nessuna responsabilità di accompagnamento. Al massimo mi potrebbero contestare l’evasione fiscale per il noleggio, ma se ho partita iva e vendo attrezzatura da escursione, nessuno può dirmi niente.

    Sinceramente in Italia, ci sono tanti di quegli abusi e inciuci su qualsiasi fronte, che attaccarsi pubblicamente ad episodi del genere, mi mette una tristezza immane. Altri paesi (corsica senza andare lontano), riescono a vivere dal turismo, ma non solo grazie alla voglia delle persone, ma sopratutto grazie ad una classe politica che incentiva il turismo ecosostenibile. Invece di attacarvi tra di voi, non è meglio cercare di migliorare la nostra classe politica e migliorare tutto il sistema?

    Personalmente adoro le vie ferrate, le calate in doppia, il canyoing, l’arrampicata sportiva e tutto ciò che concerne l’outdoor in generale (è il mio parere e a molti potrebbe non piacere) da autodidatta, ed è giusto che ci sia una normativa in merito, ma probabilmente dovrò aspettare un’altra vita!

    Non voglio consigliare a nessuno di realizzare ferrate abusive, ci si mette in gioco la vita, ma la prossima volta all’interessato eviterei di “raccontare” in giro la chiodatura a meno di non avere documentazioni a seguito. (evitando così spiacevoli “ritorsioni”).

  56. 183
    Alessandro Gogna says:

    Tra le altre infamie nei miei confronti che mi tocca leggere in questi commenti, c’è la “certezza” che non siano le preoccupazioni ambientali o di sicurezza a muovere le nostre richieste, bensì solo la voglia di attacchi personali o “losche” preoccupazioni per difendere la categoria delle guide alpine o più semplicemente i titolari di regolari licenze.
    Ricordo allora che non abbiamo certo perso di vista le principali motivazioni di questo post: possono anche non piacere le norme, ma se non si hanno le dovute autorizzazioni si incorre nella violazione del vincolo paesaggistico e gli interventi in assenza di valutazione di incidenza sono abusivi e costituiscono reato.
    A proposito dunque della Ferrata del Cabirol, fornisco ulteriori precisazioni (che vanno a smentire molte affermazioni lette nei commenti):

    1) Il Parco naturale regionale “Porto Conte” è stato istituito nel 1999 (leggi regionali n. 31/1989 e s.m.i. e n. 4/1999): perciò ben prima che fosse costruita la ferrata;

    2) La Valutazione di Incidenza Ambientale non si applica solo ai SIC ma anche ai pSIC e il promontorio di Capo Caccia lo è dal 1995, più di 20 anni fa;

    3) A dimostrazione che la ferrata è stata costruita dopo il 2000 (e dunque dopo l’istituzione del Parco), sappiamo che nel 2007 la via ferrata era lunga 750 m e non era ancora possibile percorrerla integralmente per cui era necessario avere una corda di 70 m per calarsi con l’imbrago e raggiungere il ripiano inferiore: “(…) per il rientro si scende in corda doppia utilizzando le apposite soste che permettono di raggiungere una cengia 50 m più in basso”, C. Conca, Arrampicare ad Alghero Sassari e dintorni, Seconda edizione (2007), pag.56-57, Edizioni Segnavia;

    4) In ogni caso l’area marina antistante è riconosciuta dallo Stato, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare come Area Marina Protetta ai sensi della Legge 979/82 e del D.M. del 20 settembre 2002 e dal 2010, ai sensi della Convenzione di Barcellona, come Area Specialmente Protetta d’Importanza Mediterranea;

    5) La parete rocciosa di Capo Caccia costituisce parte del demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei metri 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Rientra, inoltre, nella zona di protezione speciale – ZPS ITB013044 e nel sito di importanza comunitaria – SIC “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta del Giglio” (codice ITB010042) ai sensi della direttiva n.92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat. E’, inoltre, contigua all’area marina protetta “Capo Caccia/Isola Piana”.

    6) Sul piano delle responsabilità del Parco Regionale di Porto Conte, è responsabilità dell’Ente parco assicurarne “la gestione (…) garantendo, anche in considerazione della loro rilevanza internazionale, la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali (…) (art. 1 L.R. n. 4 del 26.02.1999) e, per il tramite del Direttore, deve provvedere alla vigilanza ai fini del rispetto dei divieti e delle prescrizioni vigenti all’interno del Parco e al rilascio dei pareri di conformità, i nulla osta e le autorizzazioni di propria competenza (art. 7 L.R. n. 4 del 26.02.1999 e art. 11 Statuto dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte)”.

    Allego anche i segg. documenti:
    Legge Regionale 26 febbraio 1999, n. 4
    Istituzione del Parco naturale regionale “Porto Conte”.
    (Documento del 16/10/2012 11.22.25, autore: Regione Autonoma della Sardegna);
    Statuto del Parco
    Statuto adottato con Delibera del Consiglio Comunale di Alghero N° 21 del 5.5.2000, resa esecutiva dal Provvedimento del CO.RE.CO. N° 1769/021 del 21.6.2000, e approvato con Delibera della Giunta Regionale N° 40/46 del 12.10.00, resa esecutiva dalla Determinazione del Direttore Generale dell´Assessorato Difesa Ambiente N° 3065/V del 6.12.00 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n.8 del 13.01.2015
    (Documento dell’11/05/2016 12.54.22, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte);
    Disciplinare delle guide del Parco
    Disciplinare della attività della “Guida ed educatore ambientale del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e della foresta demaniale di Porto Conte”
    (Documento del 16/10/2012 11.22.52, autore: Azienda Speciale Parco di Porto Conte).

  57. 182
    Alberto Benassi says:

    Le rocce delle Dolomiti sono imbrigliate da centinaia di kilometri di cavi e quintali di gradini di ferro . Ci sono poi addirittura i tratti scavati nella roccia demolendo e allargando cenge. La via delle Bocchette in Brenta è un esempio.
    Per non dire dei kilometri di piste da sci e cannoni spara neve. E le funivie e gli impianti a fune in genere.
    Chi sa quanto farà bene al terreno questa neve sparata? Neve artificiale che mangia tantissiqua acqua che scarseggia sempre più.
    Volete fare la stessa cosa in Sardegna per alimentare il business?
    Di roccia ne avete tantissima quindi hai voglia di stendere cavi e piantare pioli di ferro.

  58. 181
    Alberto Benassi says:

    “e all’Enichem di Porto Torres (creata da un brianzolo).”
    Giovanni C.
    C. sta per: “chi cacchio sei…? ”

    anche deverse cave che stanno distruggendo le Alpi Apuane sono in mano a società straniere, anche della famiglia Bin Laden . Ma sta di fatto che queste cave sono volute e difese dalla popolazione apuana che è disposta a distruggere e svendere il proprio territorio coloro che portano via ricchezza e lasciano macerie e inquinamento.
    Quanto all’esempio della foresta Amazzonica era solo per dire che dai guasti degli altri bisogna prendere esempio per non farne di nuovi e non per giustificare i propri: l’hai fatto te allora lo posso fare anchio.
    Se non ti va la foresta Amazzonica pensa a quello che succede a Taranto.

  59. 180
    Giovanni C. says:

    Scusate,
    E’ legittimo non avere simpatia per le ferrate (a me per esempio non piacciono le crociere ed i parchi acquatici) ma non per questo bisogna demonizzarne una usando gli argomenti della 1)Sicurezza 2)Concessioni 3)Nidificazione del Falco 4) Incompetenza etc. perché quando gli argomenti iniziano a diventare un po’ troppi mi sembra che ci sia qualcosa di personale sotto. Quando usate il termine “scempio” per favore…..contestualizzatelo e circoscrivetelo! Per me è uno scempio visivo una macchina con un alettone ma non lo paragono alla raffineria di Sarroch (fatta da dei milanesi) e all’Enichem di Porto Torres (creata da un brianzolo). Detto ciò si parli di quest’argomento con più sobrietà lasciando da parte i problemi della Foresta Amazzonica che seppur molto più importanti mi sembrano totalmente fuori luogo.

  60. 179
    Alberto Benassi says:

    Le ferrate delle Dolomiti e di tanti altri luoghi italiani, che sono li da sempre, dovrebbero fare da esempio a non ricadere negli stessi errori ed a pessarci bene prima di farsi venire voglie di imbrattare le rocce con ferri e kilometri di cavo.
    E diciamoci la verità, questi percorsi non sono pensati e costruiti con scopi altruistici per permettere di visitare certi luoghi anche a chi non può con le sue sole forse.
    Hanno solo intenti economici. Sotto il dio denaro e per l’immagine si è disposti a sacrificare sempre tutto. Anche quel poco di territorio integro e selvaggio che ancora è rimasto.
    Se in Sardegna ci sono scempi datevi da fare a combatterli e non usateli come scusa per infierire ancora di più su quelo poco di territorio che ancora è integro raccontando che una ferrata non deturpa perchè non si vede e che in Sardegna c’è di peggio.
    Che vuol dire c’è di peggio? E’ una giustificazione , un autorizzazione siccome lo hanno fatto gli altri allora lo faccio anchio?
    Siccome il mondo occidentale nei secoli a inquinato il suoi territoti allora i paesi emergenti sono giustificati a farlo?
    E’ giustificato lo scempio della foresta Amazzonica perchè gli altri nei secoli hanno distrutto le loro foreste?

    Ci sono molti altri modi per avventurarsi e gustarsi la bellezza selvaggia di un territorio, di una parete, di una scogliera, di una montagna. Non serve ridurla a una minestra preconfezionata.

    Apriamo gli occhi gente !!

  61. 178
    Alessandro Gogna says:

    Gentilissimo sig. Vinci, invece le mie risposte di solito pervengono, quando ne vale la pena. Ciò che penso sulle ferrate in generale lo può facilmente evincere consultando
    http://www.banff.it/ferrate-e-liberta/
    http://www.banff.it/ferrate-e-umilta/
    http://www.banff.it/le-vie-ferrate/
    ma anche
    http://www.banff.it/punto-12/
    dove è specificato anche il punto di vista del CAI con qualche critica da parte mia.
    Quanto ai presunti danneggiamenti “che ignoti hanno arrecato alla ferrata del Cabirol”, francamente, se fosse provata, la troverei un’azione spregevole. Sia detto per inciso, contrariamente a quanto affermato da numerosi commenti a questo post, in vita mia non ho mai propugnato alcun smantellamento di alcuna ferrata, tanto meno di quella del Cabirol.

  62. 177
    Paolo Vinci says:

    Sarebbe corretto che ognuno scrivesse il suo nome. Chiunque si nasconde dietro uno pseudonimo ha paura e non ha il coraggio di sostenere col suo nome e cognome ciò che afferma, per cui do scarso valore a, ciò che scrive (pro o contro).
    Ciò che invece mi piacerebbe sapere e’ invece cosa pensa il Sig. Gogna sulle Ferrate liguri, su quelle delle Dolomiti e sui danneggiamenti che ignoti hanno arrecato alla ferrata del Cabirol. Ovviamente sono certo che le risposte non perverranno

  63. 176
    Lusa says:

    Gentilissimo Sig. Vinci,
    in tutto questo contesto/valanga di commenti perché non si è venuto a chiedersi chi sono tutti gli altri e sopratutto in primis chi è Piero?
    Un clone?

  64. 175
    Maria Paola Marroccu says:

    Hai ragione Paolo Vinci infatti sarebbe stato più corretto che Piero avesse firmato con il suo vero nome. Comunque, se Piero esiste veramente, è un sollievo sapere che la paternità dell’opera è stata condivisa da almeno un’altra persona.
    Mi dispiace doverti contraddire, ma la ferrata esiste da circa 10 anni, non di più.
    Lo dico da sarda che l’ha percorsa tante volte, dalla sua nascita ad ora, e con piacere.
    Devo però ribadire che quando è stata iniziata la sua costruzione sia il parco che il SIC esistevano già.
    Nel corso degli anni la ferrata è stata allungata di centinaia di metri di cavi e gradini, sicuramente dopo il 2007, anche questo mentre gli enti erano già presenti.
    Riguardo il fatto che si sono rotti gli ancoraggi, in una ferrata che viene seguita nella manutenzione cosi accuratamente, io mi preoccuperei.
    Sono d’accordo su quanto dice Giovanni Serra: seguire un corso di “sistemi di accesso e posizionamento su funi” presso il Collegio Nazionale delle Guide Alpine, non abilita assolutamente a progettare, al limite a inserire gli ancoraggi decisi da un progettista.
    Non leggo nelle richieste di informazioni delle associazioni un attacco personale ma una legittima richiesta di chiarezza, verso un percorso che ha ora acquisito maggiore popolarità.
    Sinora non mi sembra che le ferrate della Sardegna siano state realizzate con la “competenza e la professionalità” di cui si parla. Il punto è questo. Fare chiarezza su come vanno fatte le ferrate, sul dove e su chi è abilitato. Dobbiamo imparare dagli errori fatti in continente. Progettare una ferrata è una grossa responsabilità verso le persone e verso l’ambiente.
    Devo dire che è molto quello che stiamo imparando da tutte queste discussioni e la formazione finalmente di una coscienza collettiva è un fattore positivo.

  65. 174
    Paolo Vinci says:

    Sig. Gogna, niente da dire sulle 2 Ferrate della sua Regione Liguria?

    1) Ferrata degli Artisti
    2) Deanna-Orlandini

    Niente da dire sulle vie ferrate sulle, Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’umanità’ UNESCO?
    In tutto abbiamo 5-6 percorsi nessuno dei quali ha un impatto tale da compromettere aspetti paesaggistici. Lei che dice di tenere alla preservazione del paesaggio, delle montagne dagli interventi antropici rispettando etica e legalità, dov’era quando la Sardegna è stata sfigurata irrimediabilmente da impianti eolici e servitù militari? Evidentemente lei in quei giorni era in ferie, o forse semplicemente in queste opere non c’era la mano di Corrado Conca e dunque non erano degne di destare il suo interesse. Avrei voluto vedere la sua stessa animosità e determinazione nel contrastare quegli scempi, ma questo avrebbe rischiesto coerenza.

    Riguardo ai presunti sabotaggi e danneggiamenti sulla Via Ferrata del Cabirol e sulle vie di arrampicata a Capo Caccia (Powaqqatsi), non ho sentito una parola di condanna o di sdegno da parte sua e sarebbe auspicabile che lei si esprimesse in merito, allontanandosi da questi atteggiamenti, onde evitare che i sardi possano pensare che lei li avvalli o addirittura li sostenga.

    Sarebbe davvero auspicabile che dicesse la sua, visto che sabotaggi e danneggiamenti sono reati e dato che alcuni suoi sostenitori (prima c’era il dubbio, ora la certezza), sono ferventi sostenitori dello smeriglio/mola a batteria, usati per distruggere.
    p.s. condivido il discorso di firmarsi nomi e cognomi e già che questo principio lo ritengo valido ad ampio spettro, mi chiedo chi sia LUSA? 🙂

  66. 173
    Giovanni C. says:

    Salve ,
    Anche io come altri di voi che scrivono ho fatto la ferrata del Cabirol con Corrado Conca. A parte la professionalità, che esula dai suoi titoli, si vede che ci mette tanta passione in quello che fa. Detto questo, non voglio entrare in merito ad aspetti tecnici “alpinistici” o normative perché non mi competono e non ne ho la capacità però una cosa, e lo dico da Algherese, la vorrei dire: ma quale sarebbe questo danno che si sarebbe arrecato? La ferrata la vedi solo se ci sei a qualche metro di distanza dopo averti fatto una scarpinata che, permettetemi la battuta, è più pesante della ferrata stessa. Sfido chiunque a dire che si vede da qualsiasi altra parte (belvedere, barche etc.) Per quanto riguarda la presenza di flora endemica e la nidificazione di uccelli rari o a rischio etc. non mi sembra che ci sia al momento una diretta correlazione di rischio tra l’attuale “frequentazione” della ferrata (intesa come numeri di persone) e l’estinzione di specie animali. Purtroppo si conoscono da anni ormai le dispute tra “puristi” della montagna che odiano le ferrate e altri che invece ci vedono una possibilità di introduzione all’alpinismo/arrampicata di gruppi di escursionisti esperti che altrimenti mai si avvicinerebbero a questa bella pratica. Temo Corrado che la vera ragione sia aimè solo “ideologica”.

  67. 172
    Chircu Antoni says:

    … e, quella di prima, era la parte diplomatica del mio contributo, adesso viene quella più viscerale… essendo io di Lula, ridente (pacubene suo) paesino alle pendici del Monte Albo, ti invito ad avvisarmi per tempo di una tua eventuale visita alle autorità municipali per prospettargli i vantaggi del tuo accanimento, in modo che possa loro illustrare, in tua presenza, i nefasti effetti secondari del tuo modo di guadagnarti la vita… ed essendo certo che non mi avviserai, mi obblighi allora a avvisarti di una cosa, casomai ti accanissi contro il Monte Albo in futuro, in una delle tue crociate per il bene del “più ampio pubblico possibile”: io, una mola a batteria, con dischi per l’inox e batterie di riserva, tardo il tempo di una telefonata a farmela prestare… prometto di fare buon uso del materiale recuperato e di impiegare i soldi della vendita a peso di quello che non mi serve, per una buona causa…
    da facebook, 23 giugno 2016, ore 11.53

  68. 171
    Chircu Antoni says:

    … Signori, penso che, trascinati dalla bile irritata dallo spreco di tanto acciaio-inox, abbiate perso di vista l’assunto principale… il classico spit che non vi fa vedere la scaletta, insomma…
    Anche se la colpa non è solo vostra, perché è vero che custu Conca è molto bravo a sviare la discussione su tematiche opinabili e che non stanno in primo piano, ma solo sullo sfondo dello sterile teatrino, a lui funzionale, nel quale riesce a trasformare una buona e inteligente polemica, fatta da gente inteligente… e non parlo solo di me… scherzo… l’aspetto ecologico, quello legale, quello sportivo, non sono i più importanti su cui discutere…
    L’argomento più importante, sul quale custu Conca non si è interrogato (e se lo ha fatto non ha ascoltato cosa si è risposto) è il seguente:
    come riuscire a giustificare dal punto di vista etico, l’accanirsi ad antropomorfizzare i luoghi, forzardone intrusivamente l’accessibilità e la percorribilità,
    solo per agevolarne la fruizione al più ampio publico possibile?
    … Perché il tuo accanimento, Conca?
    Ero presente a Luogosanto, quando sciorinavi numeri e cifre, mentre abbindolavi amministratori innocenti e non, prospettandogli migliaia di visite, euro a pioggia, posti di lavoro… perché l’intento del tuo discorso, molto ben pronunciato, era quello e solo quello: agganciare il finanziamento.
    Ma non hai spiegato il perché, secondo te, e qui mi ripeto, sia eticamente giusto accanirsi a “agevolare la fruizione dei luoghi al più ampio pbublico possibile”…
    La risposta che custu Conca non si è ancora dato e che forse non ci darà mai, potrebbe aprire scenari futuri molto inquietanti…
    Se tale risposta esistesse e fosse solida e inattaccabile, potrebbe motivare delibere comunali che voi umani non immaginate neppure… se il “più ampio pubblico possibile” non ha le capacità per salire sul Cervino, allora sarebbe dovere della comunità l’antropomorfizzazione di quella piramide con una bella e panoramica ferrata, magari lungo una linea nuova, magari riscaldando pioli e cavi, perchè, si sà, il “più ampio publico possibile” mal si adatta alle avversità climatiche…
    … potrebbero cosi essere finalmente giustificati e accelerati gli scempi himalayani, cavalcando il lemma: perché lo vuole “più ampio publico possibile”…
    finalmente il “più ampio publico possibile” potrà fruire le grotte che finora, ingiustamente, sono monopolio esclusivo di quegli egoisti degli speleologi…
    e rendendo solo un pochettino elastica la definizione di “più ampio publico possibile”, anche le lingue di asfalto potranno fare il loro santo lavoro, permettendo all'”ancora più ampio publico possibile” di fruire di posti che l’egoismo degli escursionisti non lascia loro ammirare attraverso il parabrezza dei loro SUV…
    Ma una risposta alla mia domanda, lo so già, custu Conca, non me la darà… ne se la darà.
    … e scusate la rima.
    Quella risposta non è monetizzabile, interromperebbe il suo “monopolio”, gli impedirebbe di battere il ferro finché è caldo, gli renderebbe evidente la presa in giro che sta propinando a amministratori e ai loro amministrati, come che in Sardegna avessimo ancora bisogno di prove del fatto che il turismo non lo possiamo, né dobbiamo, “sfruttare” imitando malamente modelli che sono falliti dapperttutto, decenni fa, ripercorrendo le stesse orme che da decenni e cifre alla mano, pestano certi imprenditori messianici dello sviluppo economico sardo…
    Cambiano i luoghi e gli ambiti, ma il discorso è sempre lo stesso… quella risposta, gli farebbe cambiare traiettoria… e lui, balla, quella non la cambia.
    Da facebook, 23 giugno 2016, ore 11.51

  69. 170
    Alberto Benassi says:

    Mail temporanee, nomi inventati, nomi doppi che praticamente scrivo le stesse cose, sotterfugi vari.
    La CIA intrallazza molto meno.
    CHE TRISTEZZA abbiate almeno il coraggio di metterci la faccia in quello che scrivete.

  70. 169
    Alessandro Gogna says:

    Caro “Piero”, non so chi tu sia, ma sembra proprio che prendi le veci di Corrado Conca pubblicando a tuo nome il commento precedente a questo. Un contenuto identico, anche nell’uso del pronome in prima persona “io”, è stato pubblicato a nome di Corrado Conca su facebook (vedi https://www.facebook.com/corrado.conca/posts/10154279821604595), dunque non capisco proprio il senso di questa manovra.
    Che “Piero” sia inventato lo si evince anche dall’uso dell’email temporanea da te usata montain@yopmail.com (un servizio che fornisce appunto yopmail.com (chi altri fosse interessato a questo genere di sotterfugi vada a leggersi le istruzioni in http://www.aranzulla.it/email-temporanea-49245.html).
    Entrando poi nel merito del commento, presto pubblicherò una risposta, non so ancora se come ulteriore commento a questo post o dedicandole un nuovo articolo.

  71. 168
    Piero says:

    Vogliamo dire addio alla Via Ferrata del Cabirol?

    Se non dovessero cambiare le condizioni attuali, alla fine non escludo di gettare la spugna e avviare lo smantellamento della Via Ferrata del Cabirol. Si, è vero, mi ha procurato tante soddisfazioni, ma in un bilancio tra i pro e i contro, ultimamente prevalgono questi ultimi.

    Prevalgono i contro perché gli attacchi diretti contro di me, sferrati da Mountain Wilderness, dal vecchio alpinista Alessandro Gogna e dal suo delfino locale sono sempre più pesanti. Attacchi diretti, appunto, nei quali pare che l’oggetto del contendere non sia la via ferrata, l’ambiente, la sicurezza o le altre mille scuse che in maniera random diventano di volta in volta il focus, ma piuttosto chi l’ha realizzata.
    Competenze e professionalità vengono messe in dubbio quasi più della stessa esistenza della via ferrata. Pare che delle oltre trecento vie ferrate esistenti in Italia questa sia la più pericolosa e anche la più dannosa per l’ambiente. Sul blog di Gogna ne sono state scritte di tutti i colori, falsificando dati, ipotizzando incidenti mortali, millantando frane mai avvenute (tra frana e disgaggio c’è una certa differenza).

    In tutto questo marasma parrebbe – dal loro punto di vista – che io sia l’unico a volere questa via ferrata.

    Dico “parrebbe” non a caso, perché in realtà so di non esserlo. I messaggi di stima e solidarietà (purtroppo fino ad oggi solo privati) sono numerosi e quotidiani, ma questo – perdonatemi – non basta. A condurre la battaglia in difesa di questo piccolo gioiello dello sviluppo turistico dell’Isola mi trovo da solo. E la vittoria sembra essere a portata di mano di quei pochi che, qui in Sardegna, vorrebbero che le pareti dell’isola rimanessero riservate per i loro giochini da giovane alpinista. Persone animate da gelosia e livore, che lavorano nell’ombra al solo fine di polemizzare e distruggere, non per costruire con gli altri.

    Allora, se agli escursionisti sardi non frega nulla di questa via ferrata, perché dovrei essere io a continuare a difenderla? La via ferrata vi interessa? Volete che resti aperta ed accessibile? Allora uscite dalla penombra e ditelo ad alta voce. Ditelo sui blog, scrivetelo agli enti interessati, rivolgetevi direttamente a chi vorrebbe che venisse smantellata.

    Provate a leggere il post pubblicato sul blog di Gogna (http://www.banff.it/le-indagini-sulla-via-ferrata-del-cabi…/) e contate quanti sono gli interventi a favore della via ferrata. Pochi. Pochi perché molti di voi non hanno espresso la propria opinione, invece è importante che lo facciate!
    Guardacaso sono invece diversi coloro che commentando mettono in dubbio la serietà professionale di chi ci ha lavorato (spesso, aggiungo, senza che nemmeno ci sia informazione o conoscenza diretta).

    Quindi, cari amici, o entrate in campo anche voi a difendere questa via ferrata oramai appartenente alla comunità, o dovrò armarmi di smeriglio e chiavi per dare inizio all’epilogo, allo smantellamento.

    Prima però, nonostante mi fossi ripromesso di non tornare sull’argomento, voglio dire la mia su molte affermazioni volutamente inesatte che sono state diffuse da Mountain Wilderness con i loro ossessivi comunicati stampa:

    – Si parla di violazioni dei divieti di un’area protetta, si citano un sacco di leggi, ma si trascura che La Via Ferrata del Cabirol è lì dal 2000, cioè è stata costruita molto PRIMA che la stessa area diventasse SIC (2005), pertanto non vi erano impedimenti normativi di alcun genere. Si pensi che a tutt’oggi non è chiaro nemmeno agli uffici catastali e demaniali chi sia il proprietario della fascia di falesia interessata, e questo è l’unico motivo per cui l’esistenza della via ferrata non è ancora stata ufficializzata.

    – È vero, la falesia è classificata HG4, cioè ad alto rischio idrogeologico ma ci si scorda, anche in questo caso, che la stessa classificazione è stata assegnata in maniera esclusivamente cartografica, cioè senza un vero esame della falesia e soprattutto è stata approvata nel 2006, cioè DOPO la realizzazione della via ferrata. Si noti inoltre, come più volte ribadito, che sulla stessa falesia, con la stessa classificazione, insistono attività turistiche ad altissima frequentazione, come la Grotta di Nettuno con tutta la sua lunghissima scalinata. Pertanto, se rischio ci fosse, si dovrebbe interdire l’intera area a qualunque utilizzo turistico. Per non parlare della infinita quantità di aree HG4 in Italia in cui insistono aree abitate, che nessuno si sogna di sgomberare. Non si capisce quindi come mai una attività come quella escursionistica su una via ferrata dovrebbe essere vietata, quando tra tutte quelle citate è l’unica per la quale è prevista una normale esposizione a rischi insiti nella pratica stessa. Se la classificazione in Hg4 prevedesse lo sgombero e smantellamento di attività preesistenti, allora dovremmo iniziare con tutti i centri abitati costruiti in Italia a valle di una falesia.

    – Tutti gli interventi di posizionamento e manutenzione sono stati effettuati esclusivamente da persone abilitate, per legge, a “sistemi di accesso e posizionamento su funi” e, guardacaso, abilitati proprio dal Collegio Nazionale delle Guide Alpine. Chi volesse verificarlo può farlo direttamente presso il CONGAI.

    – Tutti i materiali utilizzati sono i migliori esistenti sul mercato europeo (e forse addirittura mondiale) trattandosi di ancoraggi appositamente prodotti dalla ditta Raumer di Schio. Pertanto se la via ferrata del Cabirol dovesse essere ritenuta a rischio per l’uso di tali materiali, lo sarebbero anche tutte le altre vie ferrate europee. Si parla purtroppo con troppa leggerezza di omologazioni, certificazioni, progettazioni, quando per qualunque via ferrata in Italia non è richiesta ad oggi nessuna forma di certificazione. Ripeto: non esistono norme italiane che prevedano la certificazione di una via ferrata, pertanto nessuna via ferrata ha tale documentazione. Chi volesse smentire questa affermazione dovrebbe cortesemente fornire le leggi di riferimento.

    – Su tutte le falesie interessate non vi è NESSUNA nidificazione a rischio. Sono state citate una enormità di inesattezze che dimostrano quanta ignoranza e malafede ci sia dietro chi scrive. Sono stati chiamati in causa il Falco Pellegrino (che nidifica altrove), la Berta Maggiore (che non nidifica qui, e che comunque se anche decidesse di farlo, lo farebbe ad una quota non superiore ai 30 metri mentre la via ferrata non scende mai sotto i 100 metri), il Corvo Imperiale (mentre è dimostrabile quanto le coppie nidificanti siano aumentate, passando da una a tre, negli ultimi 15 anni). Ma nessuno si è mai chiesto come mai il Parco di Porto Conte, UNICO ente chiamato a vigilare sulla salute dell’ambiente a Capo Caccia non abbia ritenuto di intervenire. Forse perché non si ravvede alcun rischio per nessuna delle specie rupicole esistenti nell’area? Chi avesse dubbi sulle nidificazioni può rivolgersi, oltre che al parco, direttamente alla sede LIPU di Alghero.

    – Le tanto sbandierate frane, riproposte addirittura con dettagliati video, si riferiscono invece ad interventi di disgaggio voluti dagli enti territoriali preposti. Si tratta infatti proprio di interventi di “prevenzione e mitigazione frana” e quei video fanno riferimento ad avvenimenti volutamente provocati, avvenuti sotto lo stretto controllo dei tecnici e delle istituzioni preposte (inclusa l’interdizione temporanea dello specchio acqueo e della via ferrata). Per dirla con altre parole, proprio per via del fatto che ci sono importanti interessi turistici territoriali, quella falesia viene monitorata più di tante altre che godono invece di regolare frequentazione senza nessuna manutenzione.

    Chiudo con una domanda sulla questione dell’accompagnamento professionale: siamo davvero sicuri che per guidare su questa via ferrata – priva di passaggi che necessitino l’adozione di tecniche di progressione in corda – situata a poco più di 100 metri sul livello del mare, cioè in ambiente non alpinistico (quindi non definibile “percorso alpinistico”) sia necessaria una Guida Alpina? Cioè, basta il solo fatto che in zona ci sia della roccia a caratterizzare ‘sic et simpliciter’ l’ambiente di lavoro di una GA o non dovrebbe piuttosto essere l’ambiente montano e le tecniche adottate? Se bastasse il solo fatto di indossare un imbrago allora anche nei Parchi Avventura, centinaia in Italia, i ‘clienti paganti’ dovrebbero essere assistiti da Guide Alpine. Quindi? Dov’è il confine tra progressione alpinistica e tutto il resto? Il Cabirol dove si colloca e perché? A titolo di pignoleria vorrei far notare che nella legge 6/86 la parola Via Ferrata non compare in nessun articolo, quindi non c’è un affidamento diretto sulla base della legge quadro. E adesso non venitemi a dire che è assimilabile ad una “ascensione su roccia”, perché durante le brevi tratte di ascensione sul Cabirol la roccia nemmeno si tocca, al massimo si può definire ascensione su gradini.
    Infine per coloro che ancora fossero scettici sull’argomento accompagnamento, suggerirei di prendere in esame la classificazione delle difficoltà alpinistiche (oramai più che assodate, anche secondo il Cai), dove il massimo livello ESCURSIONISTICO è definito EEA, cioè dove è necessario l’uso di attrezzature alpinistiche per la protezione dell’escursionista durante la progressione. Stiamo quindi parlando di progressione escursionistica, non alpinistica. Non in cordata, non in montagna.

  72. 167
    Piero says:

    Ecco che puntualmente, scene viste e riviste 20 anni fa, si ripetono ancora oggi. Qualche “guru” della montagna sicura e illibata, non avendo più in casa propria angoli di roccia privi di segni della presenza umana, decide di contestare uno dei “simboli” dell’escursionismo in Sardegna: la ferrata del Cabirol. Prima di continuare a scrivere, meglio precisare che ci siamo stati, diverse volte… ed è veramente difficile riconoscere le criticità sollevate alla ferrata. Se la Sardegna “alternativa”, quella dei trekking difficili, dei percorsi attrezzati con il minimo materiale, delle vie ferrate, delle vie d’arrampicata è meta di tanti escursionisti provenienti da tutto il mondo non è certo merito dei suggerimenti ricevuti dalle scrivanie dei saggi d’oltremare… ci si è rimboccati le maniche e si è costruito tutto alla nostra maniera, quella Sarda: con rispetto per l’ambiente prima di tutto, in sicurezza e mettendoci denari di tasca! E forse è proprio questo il punto: il denaro! Già proprio quello emerge nella lettera che contesta la ferrata… ovvero, il preciso appunto che vede le sole guide alpine abilitate a chiodare e accompagnare in Sardegna! Questa forte puntualizzazione, ripetutamente marcata, fa nascere il dubbio che in realtà le futili motivazioni ambientali siano solo un maldestro tentativo di mascherare le solite gelosie…

  73. 166
    Lusa says:

    Si legge in un commento riguardo al percorso Selvaggio blu: “Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..”
    La ferrata del Cabirol questa sì che ha SNATURATO una falesia “attrezzandola” (ovvero deturpandola) con delle scalette di acciaio infisse nella roccia e ù cavi laschi.
    Ma: in tutto questo chi ci rimette?
    La Natura ovviamente. La Natura che da selvaggia si è voluto “addomesticare” a proprio uso e consumo – per soddisfare solamente un “gioco” – per puro “divertimento”.

  74. 165
    Alessandro Gogna says:

    Caro Giacomo Deiana… ottime considerazioni! Per dirti che è proprio quello cui si sta pensando, leggi per favore http://www.banff.it/accompagnare-in-sardegna/, in particolar modo da “Alcune idee generali” in poi

  75. 164
    Giacomo Deiana says:

    Ho un pò di paura a prendere parte a questa discussione, però stavo pensando… In Sardegna non c’è la stessa cultura alpinistica che c’è al nord, non sappiamo bene neanche cos’è quest’etica della montagna, siamo in pochi e ancora le nostre falesie non sono intasate ne di gente ne di ferro, non siamo ancora arrivati a metterci il problema, chiedo un pò di comprensione. Dopo di che abbiamo questo magnifico territorio che amiamo e rispettiamo profondamente, l’idea di valorizzarlo, di creare un turismo alternativo (come è stato fatto nella costa est grazie anche agli interventi venuti da fuori), di creare nuove occupazioni in una regione povera, é bellissima. Come possiamo fare? diventare guida alpina non è impossibile, ma penso che sia più difficile per noi che per altre regioni italiane; forse creare una figura riconosciuta che possa lavorare all’interno della regione sardegna porterebbe a una maggiore sicurezza per i clienti, una formazione adeguata (anche etica) per chi vorrebbe lavorare da questo, uno sviluppo che gioverebbe anche alle guide che vengono da fuori. Qualcuno dirà “vatti a fare il corso di guida alpina” ma se il corso non si può fare nella stessa Sardegna perchè non c’è ghiaccio e neve, allora perchè una guida qui dovrebbe saper sciare o scalare una cascata di ghiaccio?
    Per quanto riguarda la ferrata penso che già che è là può rimanere, se il problema è dei materiali sbagliati allora sarebbe buono se una figura competente la “revisionasse”, se il problema è etico ( e lo capisco) allora dovremmo smontare tutte le ferrate d’italia. Di sicuro sono contrario alla nuova ferrificazione di falesie pulite. questa è la mia opinione indipendente da qualsiasi schieramento e non sono sicuro che tutto quello che ho detto sia giusto, è la mia riflessione

  76. 163
    Donatello says:

    Finirla con regioni autonome a statuto speciale?? E si consiglia a me di studiare la storia? Ma x cortesia veramente…Ma altro che mezzogiorno di pietra dovreste leggere… in ogni caso la Sardegna può in una certa maniera legiferare autonomamente purché nn emani norme in contrasto con la legislazione nazionale..Quindi qualora volessimo far operare in Sardegna figure diverse dalle GA che qua quasi nn hanno ragione di esserci x una serie di motivi, quale problema c’è? Xche anziché impostare il discorso sull’impedire a figure e persone come quelle di Corrado di operare nn si parla di come Permettere di operare con al più presto modificare una legge che nn permette se nn alle GA di operare? A me pare ridicolo che ad accompagnare delle xsone sul cabirol sia ad esclusivo appannaggio di persone formate per operare sulle Alpi… Ma qua nn si fa altro che dire, chiudere, smontare,impedire,multare e la ferrata ha ú cavi laschi…ecc. ecc. Insomma, qua di costruttivo nn si dice nulla e si cerca di imporre persone e regolamenti che nulla hanno a che fare con il territorio..

  77. 162
    Alberto Benassi says:

    “Scusi Sig. Comminetti, consiglia educazione a me e difende il suo collega amico che ignorantemete generalizza sardi=sequestratori??Ma abbia il coraggioblui Fi venire a dirlo di persona.. Il selvaggio blu altro nn fa che il ripercorrere da una parte all”altra antichi camini di pastori e carbonai..quindi mi spiegh,i cosa è stato scoperto che noi sardi nn conoscevamo già? Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..Quale problema c’è se un sardo difende l’autonomia della Sardegna ottenuta dopo dure battaglie politiche a caro prezzo? Perché Sardegna è regione autonoma è può legiferare su alcune materie specie riguardanti il territorio e la sua fruizione… Quindi nn mi si venga a dire che sono persona astiosa solo Xche infastidito da arroganza esterna di chi veramente crede di venire qua a colonizzare come nel far West e imporre leggi ..”

    che la Sardegna sia una regione a statuto speciale è l’ora di farla finita . Stessa cosa vle per le altre regioni a statuto speciale. I tempi sono cambiati e siamo tutti cittadini italiani. Non ci sono italiani di serie A e di serie B.

    Nessuno mette in dubbio che Selvaggio Blu lo conoscevano già i pastori e i cacciatori sardi. Certo che sono stati loro a percorrerlo per primi . Ma non sono certamente loro che l’anno fatto conoscere e reso famoso nel mondo.
    Molte cime dolomitche e non solo, sono state prima raggiunte dai cacciatori locali ma sono altri che le hanno rese famose alpinisticamente.
    Nessuno impone leggi che non siano quelle dello stato italiano. Che valgono per tutti i cittadini italiani.
    Se le leggi italiane le devono rispettare i pugliesi, stessa cosa devono fare i Sardi, i Trentini, i Siciliani, i Valdostani, i Friulani.

  78. 161
    Donatello says:

    Scusi Sig. Comminetti, consiglia educazione a me e difende il suo collega amico che ignorantemete generalizza sardi=sequestratori??Ma abbia il coraggioblui Fi venire a dirlo di persona.. Il selvaggio blu altro nn fa che il ripercorrere da una parte all”altra antichi camini di pastori e carbonai..quindi mi spiegh,i cosa è stato scoperto che noi sardi nn conoscevamo già? Anzi in alcuni tratti si snatura il percorso banalizzandolo..Quale problema c’è se un sardo difende l’autonomia della Sardegna ottenuta dopo dure battaglie politiche a caro prezzo? Perché Sardegna è regione autonoma è può legiferare su alcune materie specie riguardanti il territorio e la sua fruizione… Quindi nn mi si venga a dire che sono persona astiosa solo Xche infastidito da arroganza esterna di chi veramente crede di venire qua a colonizzare come nel far West e imporre leggi ..

  79. 160
    Corrado Conca says:

    Caro Marcello,

    ti ringrazio per l’intervento fermo ma pacato, che dimostra il tuo equilibrio. Avrei molte cose su cui replicare ed altre su cui discutere ma desidero non farlo qui. Sono invece sempre disponibile ad uno scambio privato, che – ne sono certo – ti farebbe apparire alcune cose sotto un’ottica diversa. Però se puoi fammi un favore, la via ferrata, prima di dire che è attrezzata male, vai a percorrerla, poi accetterò qualunque tua critica (dovresti, per esempio, sapere che la via ferrata ha subito una enorme evoluzione negli ultimi 16 anni, dovuta anche alla inaspettata frequentazione, che sta portando gradatamente alla sostituzione dei cavi “molli” da 8 mm con cavi “tesi” da 12 mm.

    Della questione accompagnamento su ferrata avemmo occasione di parlare di persona, e conosco il tuo pensiero.
    Per quel che riguarda l’emendamento alla vecchia 6/89 ho avuto modo di partecipare personalmente ad alcune audizioni in parlamento ed ho potuto dire la mia per quanto riguarda le particolarità della sardegna. Spero vivamente che l’emendamento possa passare e che grazie ad esso anche la Sardegna possa finalmente istituire il suo Collegio Regionale, sarei il primo ad esserne felice. Purtroppo ho notizia di almeno due audizioni (tendenzialmente contrarie ad un paio di articoli) che si terranno in questi giorni e che potrebbero comprometterne l’iter.

    Sulla questione più ampia della divulgazione del Selvaggio Blu (sul quale in tanti si premurano di alzarsi per dire “io-io”, ignorando una semplice cronologia bibliografica) e su quella della arrampicata SPORTIVA (12mila arrampicatori vengono tutti gli anni a Cala Gonone non certo per le vie trad), ho una mia opinione ma che ritengo inutile inserire in questo tritacarne mediatico nel quale mi ero ripromesso di non intervenire più, ma non potevo ignorare il tuo commento.

    Relativamente al fatto che mi esorti a moderare gli animi più focosi, devi sapere che da tempo ho già chiesto a tutti di tenere un linguaggio rispettoso, personalmente non posso fare di più. Posso certamente essere ritenuto responsabile per le mie azioni, ma non anche per quelle degli altri.

    Con immutata stima

  80. 159

    A malincuore ho visto il video dei percorritori della ferrata dove si vede molto bene che è stata attrezzata senza saperlo fare.
    Mi spiace Corrado (credimi che mi spiace davvero dirtelo, ma non posso negare l’evidenza) ma i cavi vanno tesi e non lasciati così molli. In corrispondenza degli ancoraggi si verifica la famosa “legge del fil di ferro” e anche il cavo più robusto a lungo andare si logora per poi spezzarsi. Succede anche su molte vecchie ferrate alpine, non è un’esclusiva di questa. Inoltre gli ancoraggi anche nei tratti orizzontali vanno infissi in numero maggiore per tenere il cavo sempre distante dalla roccia.
    Io non ce l’ho con nessuno ma se devo esaminare con occhio critico un operato non posso non vedere certe cose importanti. Quindi un po’ di lamentele sono più che giustificate. Mi spiace molto che i sardi (non tutti per fortuna) si sentano attaccati da chi vorrebbe fare giustizia nella loro terra, ma la NOSTRA terra è tutta la penisola e non devono esserci disparità di trattamento dinanzi alla legge e al buon senso.
    I vari Donatelli incazzati si capisce che non conoscono un minimo di storia della loro terra per quanto riguarda l’evoluzione che hanno avuto le attività outdoor negli ultimi anni. Lo ripeto la Sardegna non è il farwest! A Arco o a Finale Ligure, aree che vivono di turismo outdoor e che sono in Luguria e in Trentino, esistono regole e leggi che tutti rispettano, per questo tutto funziona. Il fatto che la Sardegna sia un’isola non giustifica nessuno a fare i propri comodi. Io quando vengo in Sardegna mi comporto da persona civile e rispettosa e credo nel mio piccolo di avere fatto qualcosa di buono anche per chi come te vive di turismo outdoor. Dai sardi ho anche imparato molte cose che sono tra le più vive e importanti che porto nei miei sentimenti e nel mio bagaglio di esperienza di vita e di…Supramonte.
    Io so che tu sei una persona colta, capace e intelligente, quindi dovresti calmare gli animi dei Donatelli di turno che non ti aiutano di certo a districarti dal ginepraio (e lì di gineprai siete i massimi esperti) in cui vi trovate.
    Io spero che la ferrata del Cabirol non venga smantellata ma quando vicino a casa mia hanno smontato la Pertini, che pure era apprezzata e faceva scendere lacrime di gioia a chi la percorreva, ecc. ecc, ho capito che non poteva esserci e tutti (quasi) ce ne siamo fatti una ragione.
    Le guide alpine non sono gli orchi che in molti vedono. Anche noi ci siamo fatti il mazzo per diventarlo e ci è pure costato un sacco di soldoni. Nelle Regioni e Provincie autonome però i corsi li hanno pagati queste ultime e i partecipanti non hanno sborsato una centesimo. In Sardegna potrebbe succedere lo stesso, immagino.
    Dai, speriamo che l’emendamento della 6/89 vada in porto così diverremo tutti colleghi e, come recita lo statuto internazionale dell’UIAGM/IFMGA ogni guida ha il diritto/dovere di aiutare i propri colleghi di ogni parte del mondo. E noi che siamo nello stesso paese a un’ ora di aereo? Che facciamo ci scanniamo? Sediamoci semmai a un tavolo e discutiamone civilmente guardandoci in faccia, senza nomignoli e falsità. Almeno, io la vedo così. Un abbraccio. Marcello

  81. 158
    Alberto Benassi says:

    Donatello i tuoi “consigli” sono sempre bene accetti.
    Grazie !
    Mica mi guasto il sonno per un vaffa…..
    Mi raccomando, leggi “Mezzogiorno di Pietra” che ti fa bene.
    Poi ti consiglio di leggere anche un pò di Codice Civile ed anche quello Penale.

  82. 157
    Donatello says:

    Sia. Benassi, stesso consiglio dato al michelazzi…

  83. 156
    Giovanni Serra says:

    Visto che la legge è italiana, pur vivendo sulla nostra isola, facciamo un punto sulla situazione.
    Ho dato un occhiata alla legislazione sul lavoro relativa all’argomento.
    In effetti l’abilitazione di legge per i lavori in quota (lavoro su fune) ti abilita all’esecuzione di lavori in parete. Ricordate bene però questa parola: ESECUZIONE.
    Sempre secondo le leggi sull’argomento, i lavori devono essere realizzati sempre in coppia, con uno dei due che, avendo effettuato il corso di preposto, riveste il ruolo di capo squadra.
    Nei casi in cui siano previsti dei tratti di arrampicata per posizionare le funi (traversi o salite) viene indicata come necessaria nella squadra anche la figura della Guida Alpina.
    (In questo caso quindi l’abusivismo si potrebbe configurare non solo nell’accompagnamento ma anche nella realizzazione dell’opera)
    Bisogna anche ricordare che l’abilitazione può decadere se non vengono seguiti i corsi di aggiornamento.
    Ma la PROGETTAZIONE è tutta un’altra cosa. Chi progetta opere di questo tipo deve seguire degli studi appositi. Non è semplice: c’è da decidere tenuta/reazione alla fatica e tipologia dei materiali, avere conoscenza dell’iter progettuale e delle normative da seguire ecc.
    Se l’autore non è un ingegnere iscritto all’albo, giusto per fare un esempio di chi è realmente abilitato, anche in questo caso si configura un altro abuso di professione.
    Viste le normative infrante sinora si può supporre che l’autore non fosse assolutamente a conoscenza di molte di quelle cose basilari di cui un progettista abilitato è al corrente.

    Ricordiamoci che chi percorre certi itinerari non è spesso in grado di valutare come è stata realizzata l’opera e ci si avventura …riflettiamo sul fatto che qua ne và della vita delle persone!
    Aggiungo che la RAUMER, contrariamente a quanto ha asserito qualche sostenitore, non fabbrica barre da armatura per ferrata (stessa tipologia dell’ancoraggio che si è spezzato), in acciaio AISI 316L marino, l’unico veramente resistente alla corrosione marina. E’ quindi impossibile che quelle della ferrata del Cabirol lo siano.. o dobbiamo supporre che siano state fatte artigianalmente da qualche tornitore o fabbro della città più vicina?
    Verifichi pure, chi vuole. In effetti creare “rumore” e dare falsa informazione per nascondere la verità è una vecchia tecnica 😉

  84. 155
    Lusa says:

    Da alcuni commenti si evince chiaramente che la ferrata crea nervosismo in qualcuno e quindi non è terapeutica.
    Non sarebbe il caso di valutare benino e prendere in considerazione il fatto di smantellarla e ripristinare tutto come madre natura ha fatto?

  85. 154
    Alberto Benassi says:

    Sig. Donatello, si legga “Mezzogiorno di Pietra” . Un pò di conoscenza storiaca non guasta per capire da dove siamo arrivati e dove stiamo andando.
    Inoltre il prosciutto si mangia . Non si mette su gli occhi.

  86. 153
    Donatello says:

    Un altra valanga di cazzate..Fate una cosa..Nn veniteci in Sardegna…Fate un favore a tutti noi Sardi… Andate ad esplorare da alte parti.. Michelazzi le consiglio di andare a quel paese…

  87. 152
    emanuele says:

    Mezzogiorno di Pietra

  88. 151
    Alberto Benassi says:

    “La,Sardegna deve il suo turismo a Gogna?? Vie alpinistiche in Sardegna?? ”

    Caro Donatello, forse non solamente a Gogna.
    Magari anche ad un certo Marco Bernardi, ad un certo Maurizio Zanolla in arte Manolo.
    Tanto per citarne altri due che in tempi remoti assieme a Gogna hanno esplorato il mondo verticale della Sardegna.

  89. 150

    Donatello, facilmente reperibile il nome per esteso, ma che qui non ha il coraggio di offendere minacciare e firmarsi in toto…
    Per fortuna che in Sardegna ho conosciuto persone che si distinguono da questo tuo arrogante e maleducato modo di essere e che immagino ti sputerebbero addosso per come stai rappresentando i tuo corregionali.
    Le risposte le hai avute ma bisogna anche aver imparata a leggere per capirle non solo cliccare tasti.
    Ti ricordo che la minaccia è punita coll’articolo 612 c.p. che l’IP è rilevabile facilmente e che qui non puoi cancellare come su fb.
    Saluti

  90. 149
    Alberto Benassi says:

    Egregio Sig. Donatello, perchè SELVAGGIO BLU l’avete portato alla conoscenza del mondo voi sardi??

    Ma fammi il piacere…..

  91. 148

    E visto che questo non é un confessionale, si firmi per esteso come fanno le persone che non temono di sostenere posizioni che a volte sono anche molto, molto scomode. Dimenticavo: peace and love!

  92. 147

    Sig. Donatello, mi spiace per lei ma Michelazzi ha ragione.
    Guide Alpine e appassionati in genere che hanno frequentato e frequentano la vostra meravigliosa isola, lo hanno sempre fatto con rispetto e coscienza e sicuramente hanno contribuito allo sviluppo dii un turismo che prima non esisteva. Ricordo stagioni turistiche che duravano 2 mesi l’anno in località dove ora durano 9 e anche 10 mesi. E parlo di turisti-escursionisti e arrampicatori, cliclisti, ecc.
    Turisti silenziosi e soprattutto rispettosi che si sono mossi verso l”isola anche dopo le pubblicazioni di Gogna e,aggiungo senza vergognarmene, anche mie!
    Non è sempre così, ma purtroppo vedo che a livello locale si incentivano semmai su larga scala fuoristrada e motociclismo. Troppo facile e distruttivo, mi creda.
    Le persone astiose e disinformate come lei non fanno bene a una terra che ha delle risorse che potrebbero e dovrebbero essere godute rispettosamente da chiunque mentre i sardi potrebbero (e in molti,lo fanno) impegnarsi a sviluppare dei modelli turistici basandosi anche sugli ERRORI dei continentali.
    Corrado Conca io lo conosco e ne riconosco le qualità di accompagnatore e divulgatore, ma anche ne vedo i limiti legali dovuti a ció che dice la legge italiana. Punto.
    Se vado in moto senza casco in Sardegna vengo multato come lo facessi a Bologna, per fare un esempio elementare.
    I passi legali per costruire e fare riconoscere una figura professionale adatta alla Sardegna e al resto dell’Italia (perché siamo italiani, non dimentichiamocelo) con le stesse problematiche, li sta facendo proprio il Collegio Nazionale delle Guide Alpine semplicemente perché é l’organo piú competente in materia che possa collaborare col legislatore. Mica parlo di associazioni, unioni varie e parrocchiette nate al solo scopo di aggirare leggi esistenti o di sedersi nei “vuoti legislativi” così cari e purtroppo frequenti nel nostro bel paese, ma di un organo professionale e giuridico riconosciuto da decenni dallo Stato.
    Le minacce di lei e gli altri suoi simili lette qui, suonano tristemente come proclami leghisti di bassa lega (e scusi la ripetizione) e vanificano l’opera di chi nella sua terra si dedica alla sua protezione guardandosi intorno e non scimiottando esempi di sottocultura turistica falliti già altrove da anni a livello di rispetto ambientale sostenibile in relazione a forme di turismo attuali? Io vivo nelle Dolomiti e so bene di cosa parlo. Ah, faccio anche la guida alpina, ma in Sardegna sono cresciuto e maturato in anni di vita e ci torno appena posso perché la amo e se sarà il caso la difenderò anche da quelli che esaltano la disinformazione a favore dell’arroganza sostenute da chiacchiere da bar e nulla più. Mi dispiace ma è cosí, ci pensi assieme ai molti che qui hanno parlato a sproposito e già che c’é impari anche l’educazione.

  93. 146
    Donatello says:

    Ma veramente l’Alpinista Gogna si fa’ difendere e fa parlare in sua vece un imbecille maleducato del genere??

  94. 145
    Donatello says:

    Michelazzi sei proprio ignorante …assoggettare la Sardegna a isola di sequestri e sequestratori…Guide alpine che hanno scoperto montagne e passaggi?? Sardi che nn capiscono E nn conoscono orizzonti?Guide alpine che lavorano qua?? Ma che cazzo stai farneticando?? La,Sardegna deve il suo turismo a Gogna?? Vie alpinistiche in Sardegna?? Comense qua le persone nn capiscano un cazzone niente…Ma,questa è idiozia allo stato puro…Ma di cosa veramente vogliamo parlare,discutere,ragionare…. Presentati quando arrivi in Sardegna e magari prova ad asserire le cose che scrivi a parole un po’ in giro… Sonoo sicuro ti sarà riservato adeguato trattamento al maleducato ignorante che sei…

  95. 144

    Donatello, il tuo scritto non fa altro che confermare pienamente ciò che ho affermato e non mi dilungo a spiegare perché, come detto si dovrebbe leggere prima di scrivere o almeno sarebbe prassi che comporta una cognizione di ciò che si vuole dibattere…
    Tanto per capirci bene e visto che io non sono sardo, ma neanche padano e quindi certi atteggiamenti da leghista isolano mi fanno ridere, se non ci fosse stato Gogna a esplorare i monti sardi qualcosa come 40 anni fa più o meno, a scoprirne le potenzialità alpinistiche ed a esportarle nel mondo con diverse pubblicazioni, e dico mondo non solo Italia, non so quale immagine potrebbe avere oggi la Sardegna, visto che all’epoca era nota universalmente per essere terra di sequestri di persona e gestita per benino dall’anonima sequestri sarda (non so quanti anni hai e forse ‘ste cose non le sai o le hai dimenticate?) che immobilizzava completamente ogni possibile evoluzione in positivo. Non che Gogna abbia fermato la cosca, quello l’ha fatto lo Stato, ma al contempo lui ha contribuito a cambiare registro portandolo verso un turismo che oggi riempie diverse tasche… e si vede dagli interventi… e pensa… non si è mai perso… anzi ha segnalato nuovi orizzonti che i sardi nemmeno immaginavano esistessero… eppure è una Guida Alpina com’è che la macchia mediterranea non l’ha fagocitato???
    Ricordo ancora che percorsi oggi divenuti famosissimi come per citare il più famoso, Selvaggio Blu, non sono stati certo scoperti dai sardi che anzi, agli inizi hanno ostacolato con vari furtarelli e dispettucci vari chi vi si avvicendava ed è stato portato alla ribalta, guarda caso, sempre dalle Guide Alpine, che ancora oggi ci lavorano, contribuendo a migliorare l’economia locale con afflussi di turisti da tutto il mondo.
    Potrei citare ancora moltissimi casi ed episodi ma questi, ad uno che considera idiota un articolo di denuncia pubblica, facciamo che gli possono bastare, tanto se non si rende conto con questi esempi eclatanti non si renderà conto mai nemmeno se glieli fai toccare con mano. Idem per i sostenitori.

  96. 143
    Luca Visentini says:

    L’ho già sentita altrove, nel continente: padroni a casa nostra!

  97. 142
    Paolo Vinci says:

    Sottoscrivo ogni singola parola di Donatello e siccome abbiamo già detto tutto aggiungo infine solo una battuta di COMIX su una bellissima professione che ammiro tanto, soprattutto se condotta con grande umiltà:

    Una Guida Alpina incontra DIO e rivolgendosi a lui gli dice:

    “Sai che differenza c’è tra te e me?…tu non sei anche Guida Alpina!”

  98. 141
    Donatello says:

    Ah.. Michelazzi.. mi scusi, ma di ignoranza mista ad arroganza e velleità di conoscenza Dell’ambiente sardo ne vedo tanta da parte sua.. Lasci perdere… Si limiti a quello che conosce..è un consiglio… Ribadisco invidia nei confronti della Corsica e del carattere dei corsicani…Da loro si abbiamo da imparare … Sia come fruizione e sfruttamento del territorio sia sul modo di gestire i punti di vista degli estranei…

  99. 140
    Donatello says:

    Michelazzi, ma Veramente anche Corrado ha portato via della parete quintali di spazzatura lanciata dalla base militare soprastante.. Siccome si fa riferimento ai materiali spit e cavi piantati sulla roccia mi trovi un alpinista che nn abbia lasciato spit chiodi e altri materiali su una parte alpinistica..
    Il fatto è che nn si capisce perché richiamare attenzione in maniera sensazionalistica e idiota su una piccola ferrata fatta meglio di tante altre, pericolosa meno di tante altre e che nn crea danni ambientali maggiori di tante altre..Xche puntare il focus della.magistratura che potrebbe intraprendere una azione legale nei confronti del suo esecutore dando inizio ad un percorso giudiziario che potrebbe levare anni di vita a chi ne è vittima…Corrado ha detto che piuttosto smonta tutto e fine dei discorsi..chi ne piange sono tutti i suoi fruitori che continuano a vedere pretestuose le accuse mosse alla ferrata che altro nn mascherano se nn il fastidio da parte di una corporazione che si arroga il diritto di esclusiva Dell’attività accompagnatoria per giunta in una terra dove le guide alpine si smarriscono…

  100. 139

    Caro Giovanni, in merito all’accompagnamento hai centrato in pieno la questione…
    aggiungerei…:
    dopo l’uscita della legge 20/2006 le cangianti situazioni di politica locale sarda hanno impedito di legiferare adeguatamente in materia e guarda caso quei cattivoni delle Guide Alpine che vogliono rubare il territorio, stanno gestendo una modifica alla L.6/89 che darà possibilità ai sardi, ma non solo a loro visto che riguarderà diverse regioni italiane, le quali ospitano ambienti montani ma fanno difficoltà a creare curriculum ed esperienze valide per l’accesso ai corsi di Aspirante Guida Alpina (primo livello professionale)…
    Sarebbe interessante che la gente cominciasse a chiedersi di chi sono certe responsabilità e non sparare a zero su chi invece, di tasca sua (ricordo che il CONAGAI collegio nazionale delle guide alpine italiane, non percepisce nessun contributo ed è totalmente autofinanziato!!!) spende per migliorare la condizione non solo lavorativo/professionale ma anche quella di certezza per l’utente finale!!!

  101. 138
    Giovanni says:

    La legge regionale della Sardegna n.20 del 18/12/2006, che regolamenta le attività di accompagnamento, istituisce la guida ambientale escursionistica ma questa figura non è abilitata ad accompagnare in ambienti complessi che necessitano l’uso di corde ed attrezzature alpinistiche. Per fortuna direi, visto il rischio che si potrebbe correre come clienti andando con persone non preparate tecnicamente.
    La legge istituisce anche la guida turistica sportiva. In seno a questa identificava la figura della Guida montana che sarebbe dovuta essere formata dalle Guide Alpine.
    Purtroppo questa figura non è mai nata, perciò le uniche abilitate, attualmente, a lavorare in questo settore (calate su corde, arrampicata e quant’altro) sono le Guide Alpine (L.6/89).
    Quindi se dov’essere cadere ad un cliente un sasso su una spalla o sulla testa, bisogna riflettere sul fatto che non solo l’assicurazione non paga ma la guida non abilitata rischia di finire in galera.
    Non fidatevi dei “sentito dire” ma andate a leggerle le cose. Ci si impiega un pò piu di tempo ma alla fine si ha la visione piu chiara delle cose.

    In realtà difendersi con “sono tutti invidiosi di me” lo trovo semplicistico soprattutto quando tutti i fatti sembrano andare in una direzione chiara. Non so voi ma credo che sia giusto che la legge sia uguale per tutti, nessuno escluso, anche se simpatico e in gamba.
    Se il Sig. Conca e la sua ferrata sono veramente a posto non vedo cosa abbia da temere e del perchè stia richiamando così tanto l’attenzione. La professione si legittima non con le opinioni ma con le leggi in vigore. In bocca al lupo!

  102. 137

    Barbara Ibba siccome mi hai citato ti rispondo per come la vedo personalmente:
    L’articolo riporta alcuni interventi fatti dalle organizzazioni MW e GIG, mette in relazione alcuni articoli apparsi peraltro anche su quotidiani sia cartacei che on-line ed ovviamente i titoli che ti danno fastidio, credimi che danno fastidio anche a me, visto che sono sensazionalistici oltre misura, ma tant’è oggi l’uso su argomentazioni montane o outdoor in generale, e certamente non è responsabilità di chi riporta se un titolo sia più o meno eclatante ma importante è il contenuto.
    Se sia a norma o meglio, costruita a regola d’arte la ferrata e se rispetti il posizionamento sul territorio in base alle caratteristiche di area protetta e geologicamente a rischio, spetta agli entri incaricati rilevarlo ed in ultima battuta al magistrato archiviare o mandare avanti il procedimento. E l’articolo non riporta alcuna considerazione sul colpevole o innocente, poi le considerazioni personali che chiunque può fare rimangono tali e non vanno né andranno a pesare sull’inchiesta ,che viste le mozioni presentate presumo sia d’obbligo, quindi saltare dentro al blog a piè pari, scatenati da chissà quale opinione evidentemente imbeccata (facebook lo leggo anch’io… 😉 ), visto che su tutti gli interventi forse saranno 3 o 4 che riferiscono all’articolo dimostrando di averlo letto, beh… fa un po’ pensare, non credi… , su chi sia a sentirsi in torto e tenti di scatenare la catastrofe nucleare (paradosso ovviamente esagerato e sdrammatizzante…)? Sperando magari in questo modo di scamparla e urlando contro una caccia alle streghe che non c’è, visto che gli ambiti di discussione sui reati penali ( in questo caso articolo 348 c.p.), sono altri e non certo il blog dove si possono esprimere delle opinioni ma certo non emettere sentenze…
    Il tuo intervento a mio personale parere è stato interessante e se pure ci possano essere delle discordanze mi fa piacere poterne discutere, come con altri che sono intervenuti (ben pochi purtroppo)… poi in mezzo c’è un abisso senza fondo che ti viene da chiederti…: No! E’ meglio non farsi domande…

  103. 136
    Barbara Ibba says:

    Caro Alessandro Gogna, comunque la si giri il punto è che non c’è nessuna orchestra diretta. Di conseguenza sentirsi dire che si è diretti da qualcuno non è rispettoso in quanto liberi di pensare, valutare ed esprimerci. Tutto qui.
    Sul fatto poi che alcune persone si siano espresse con modi inappropriati non c’è nessun dubbio. Almeno in questo concordo con te.
    Concordo con Michelazzi per quanto asserisce nel suo commento del 20/6/16.
    Nessuno penso volesse mettere in discussione Gogna come Alpinista e per i suoi meriti nella difesa degli ambienti montani.
    Ma trovo assolutamente fuori dal contesto alcune asserzioni contenute nel blog.
    Come è fuori dal contesto citare nei link correlati: Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Slackliner denunciato!
    Come si trattasse di un minestrone, dove aggiungiamo gli ingredienti più disparati dimenticati nel frigo.
    Ed ancora citare l’inadatto titolo: Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
    Quindi mettere in sicurezza una parete è un evento drammatico, o forse a renderlo drammatico è stata la metodologia di disgaggio utilizzata.
    Le pareti e le montagne, in quanto tali, sono in continua mutazione essendo soggette agli agenti atmosferici e al tempo. Gran parte delle pareti e delle montagne sono a rischio per chi pratica arrampicata, alpinismo, trekking e cosi via.
    Da ignorante mi chiedo: davvero il Cabirol si trova in una zona a cosi alto rischio se messa al confronto di tante altre vie in giro per l Italia?
    Davvero disturba più di altre la nidificazione di quella e quell’altra specie?
    La ferrata è li ormai da anni.
    Questi criteri sono sicuramente imprescindibili nella realizzazione di nuove vie, di nuove ferrate.
    Non nascondo che il mio pensiero è comune a quello di altri, che ritengono non si voglia colpire la ferrata in sé.
    Fatte le dovute indagini mi auguro non venga preso nessun provvedimento in merito alla via ferrata del Cabirol, che da ignorante ritengo sia sicura, manutenzionata e rispettosa dell’ambiente in cui è inserita da svariati anni.

  104. 135
    Giovanni says:

    Sono molto dispiaciuto e preoccupato per quanto sta succedendo.
    Quando c’erano situazioni poco chiare, e non capivo bene cosa fare, mio nonno mi esortava ad andare oltre la parte emozionale e a leggere attentamente ogni cosa e valutare chi poteva guadagnarci veramente.
    Se leggete quanto comunicato dal Gruppo di Intervento Giuridico e dalla Mountain Wilderness noterete che non c’è scritta da nessuna parte la richiesta di chiudere la ferrata … chi vi ha detto questa fesseria?
    Posto che le associazioni ambientaliste non ne hanno fatto espressamente richiesta.. per quale motivo gli enti dovrebbero fare chiudere la ferrata?

  105. 134
    Lusa says:

    Quanto si dovrà attendere per una bella ferrata sull’Aguglia di Goloritzé? Lì manca il parco giochi!

  106. 133
    Alberto Benassi says:

    Sig. Roberto Concas del TROIAIO della funivia skyway del monte bianco, su questo blog si è detto di tutto. Prima di scrivere vada a leggere!
    Quanto al paragone con le Dolomiti vi ha risposto bene Luca Visentini che conosce molto bene questi luoghi.
    Le Dolomiti sono state sputtanate e ridotte ad uno stupido ed irrispettoso luna park verticale dove la gente gioca a sentirsi dei RAMBO.
    Volete fare la stessa cosa con la vostra bellissima Sardegna? Volete anche voi sentirvi dei Rambo su pareti a strapiombo?
    Bene accomodatevi.

  107. 132

    Le lacrime possono essere di gioia ma possono anche essere amare…di delusione…
    Leggere la sfilza di interventi da supporter calcistici stile hooligans fa piangere… ma sull’istruzione italiana che evidentemente sta cannando da diversi decenni…
    Passi per le illazioni stile: noi che sappiamo… (fanno sorridere… ), passi per quelle sulla professionalità, oltretutto specifica (vorrei vedere , quanti davanti un ad un problema medico si rivolgerebbero allo sciamano di turno definendolo professionale…), passi per un lessico a volte inquietante (si sa che scrivendo di getto e magari con rabbia gli errori possono esserci…)…
    Ma di cazzate tipo in Sardegna possono lavorare solo i sardi, pensate alla skyway (5 e dico 5 articoli in proposito: http://www.banff.it/?s=skyway&cat=1), pensate alle Dolomiti (http://www.banff.it/ferrata-pertini-addio/ … il caso risulta piuttosto simile al Cabirol… ma in Dolomiti abbiamo compreso piuttosto velocemente che non era contro qualcuno ma per una questione di LEGALITA’… da queste parti ci teniamo molto e gli abusivi li seghiamo sul nascere perché sono ILLEGALI e non ci piace visto che malgrado ciò che si dice la legge ITALIANA viene rispettata sempre e comunque!), varie illazioni su Gogna… tanto per capirci… il sig. Gogna era tra i promotori e fautori della pulizia del canale della S’cesora in Marmolada (DOLOMITI!!!) a pulire tonnellate di merda sospeso a mille metri di altezza e a denunciare le funivie Marmolada quando molti di voi neanche sapevano che esistesse una regione (in senso geografico) chiamata Dolomiti!!! Era appeso assieme a Reinhold Messner sui cavi delle caravelle del Monte Bianco a denunciarne l’inutilità ed il dissesto ambientale, quando molti di voi erano ancora una probabile idea di nascita… ! Va bene l’ignoranza che l’istituzione scolastica evidentemente non ha assolto come credeva (non caso ci siam sorbiti un ventennio gestito da un pagliaccio da circo grazie a questo…) ma quando è troppo è troppo!
    Ho diversi amici in Sardegna che lottano oltretutto per causa collettive importanti, gente che si è fatta pure sparare per amore della propria terra ed a loro non posso che dire GRAZIE, come italiano perché un passo avanti per migliorare un piccolo posto è un passo avanti per migliorare tutto, ma a chi sostiene certe tesi… evito di commentare questa mia ultima affermazione…
    PEACE AND LOVE!

  108. 131
    roberto concas says:

    “la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale e sostenibile non abbiamo bisogno di persone incompetenti che ci parlano di sic ,di rischio frane o di punti dove i rapaci nindificavano chissa quando, per non parlare dell’impatto ambientale che da canoista sfido chiunque a identificarla dal mare perchè non parliamo dell’impatto della funivia skyway vabbe’!!!!!poi leggere di confronti tra le miniere e le ciminiere che deturpano al nostra terra non si può per favore si può respirare anche senza articolare la lingua se poi si conclude sulle competenze di Conca rispedirei tutto al mittente.

  109. 130
    roberto concas says:

    “la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale altamente sostenibile con impatto ai minimi da canoista sfido chiunque a vederla dal mare se non si sa che esiste, abbiamo sempre bisogno di qualcuno competente????? che ci dica cosa fare su sic , su rapaci che non nidificano da anni per non parlare dell’ impatto ambientale che ci parli dell’ impatto della funivia skyway del monte bianco impatto 0, Poi leggere che una Guida Come corrado Conca non abbia i requisiti fa veramente piangere , la chicca poi è leggere che qualcuno confonde la ferrata con i danni di miniere e forni di portovesme,ottana, ma non fatte paragoni stupidi e alla nostra terra cerchiamo noi di protegerla e viverla .

  110. 129
    Luca Visentini says:

    Le Dolomiti non fanno testo, in questo senso, perché a furia di simili e altre opere artificiali le hanno fatte diventare un Luna Park.

  111. 128
    Ernesto Vittori says:

    Il sig. (!) Gogna pensando di mettere una pietra tombale alla discussione non riesce a far altro che continuare a citare norme varie sull’attività delle guide ambientaliste e/o alpine; peccato che in tal modo non faccia altro che confermare quanto è ormai evidente a tutti e cioè che la questione è proprio quella: l’attività di Conca. Perché non prova (tentare è sempre lecito) a smontare le considerazioni dei molti esperti (diversi geologi, per esempio) che hanno minato in modo definitivo le tesi abborracciate dell’articolo per quanto riguarda la sicurezza in montagna e le problematiche ambientali? Capisco che risulti un tantino difficile per chi risolve la questione generale dicendo “le Dolomiti NON FANNO TESTO”. L’ha deciso lui, ovviamente; la legislazione che vada a legiferare altrove, please……

  112. 127
    Donatello says:

    No.. free solo in scarpette nn va bene….c’è la gomma delle scarpe che viene lasciata sulla roccia..la rovina.. e poi spaventi gli uccelli che si suicidano appena ti vedono..

  113. 126
    stefania camba says:

    Quanta ignoranza! Le battaglie contro le vie ferrate, guarda caso, vengono fatte da chi NON conosce di cosa si tratta, e NON sa nulla di quanto rispetto noi che andiamo in montagna da più di un quarto di secolo abbiamo per l’ambiente che ci accoglie. Ho percorso la via ferrata con amici e conoscenti almeno una decina di volte, con maggiori o minori conoscenze tecniche, e l’ho apprezzata nel suo modificarsi nel tempo. La trovo un gioiellino, piccola, fruibile e sicura, adatta al grande pubblico e spettacolare, del tutto paragonabile a quelle bellissime che costituiscono motivo di crescita economica in Corsica, e da noi inutilmente e stupidamente demonizzate

  114. 125
    Lusa says:

    Il “free solo” sarebbe veramente un punto di partenza. Impatto ambientale zero.

  115. 124
    Lusa says:

    Se verrà smantellata la ferrata si potrà sempre arrampicare in “free solo”:
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/ClimbingGirls-15-climb-girls-920-16-600×839.jpg

  116. 123
    Donatello says:

    Quale sforzo permettere di replicare ad un pensiero scritto sul web in un blog..tantopiu’ se si tirano in ballo altre persone e patrimoni fruibili da tutti ….dovrebbe essere normale poter replicare … In ogni caso qua nn hanno replicato pecore… Ognuno ha espresso liberamente il proprio pensiero e mi pare x la maggior parte in contraddittorio con quanto scritto dal Sig. Gogna…Io spero vivamente che nn si arrivi a smontare la ferrata… sarebbe veramente un punto di nn ritorno..

  117. 122
    Alberto Benassi says:

    Sig. Vinci , il sottoscritto non fa parte di nessuna orchestra !! E che lei scriva che Alessandro Gogna è un direttore di orchestra e che quindi sottintenda che ci dirige tutti…E’ BENE CHE SE LO RIMANGI !!

    Alessandro è solamente una persona che ha scritto quello che pensa e che inoltre e sopratutto senza censure!! , da la possibilità a tutti noi di esprimere la nostra opinione su questo blog che è cosa sua. Ne mia, ne vostra. Ma sua!!
    Ricordatevelo!

  118. 121
    Paolo Vinci says:

    PECUNIA…OLET

    Questa è una strana brutta storia, fatta di denunce, accuse, tentativi di manipolazione della pubblica opinione, su cui forse sono già state spese troppe parole.
    Nata con delle accuse che si sono tinte dei più alti ideali, nei colori della difesa dei diritti, delle persone, dell’ambiente, ma che purtroppo come spesso accade, si sono dimostrate palesemente quello che in realtà sono. Non la difesa di principi, ma qualcosa di molto, molto più materiale.

    Nessuna difesa dell’ambiente,
    Nessuna difesa di animali,
    Nessuna difesa delle piante,
    Nessuna difesa della sicurezza,
    Nessuna difesa sulla “regola d’arte”,
    Nessuna difesa sull’utilizzo di materiali idonei,
    Nessuna difesa dell’incolumità delle persone,

    Solo ed esclusivamente la difesa di una Corporazione, esplicatasi, (grazie anche ad un “local”) attraverso l’attacco personale e mirato alla diffamazione attuata mezzo stampa/web. Questo si un tentativo di orchestrare qualcosa, questo si un tentativo cinico di mettere alla gogna una persona nel tentativo (vano) di modificare l’opinione delle persone.
    Ognuna delle accuse che ha fatto qui, sono cadute, essendo state smontate pezzo a pezzo dai commenti indipendenti e ragionati che si sono avvicendati in questo Blog, ma ovviamente, non essendoci argomenti validi per ribattere, non sono state prese in considerazione, perchè l’unico vero obiettivo a cui pare lei tenga tantissimo, (aldilà dei nidi..) riguarda l’accompagnamento a pagamento su terreno impervio.
    Ultimo, ma non per importanza le dico che l’unico vero disagio è il nostro, quello dei sardi, nel sentire dalle sue parole, che giudizi e commenti sarebbero orchestrati (forse c’è chi è in grado di comunicare solo con quel chiodo fisso..).
    Forse crede di essere bravo con le parole, ma non lo è così tanto in realtà, visto che afferma e dice più di quanto non vorrebbe, ritenendo implicitamente tutti noi incapaci di un pensiero libero, scevro da condizionamenti.
    Dispiace Sig. Gogna perchè ammiro veramente quello che lei è stato, ma oggi si rassegni…non è più un bravo Direttore d’Orchestra

  119. 120
    Alessandro Gogna says:

    cara Barbara Ibba, in un’orchestra c’è un direttore e ci sono più o meno tanti musicisti. Se questi sono bravi, se sono ben diretti e soprattutto se si esprimono coralmente allo stesso tempo, al direttore vanno tante lodi. Che male c’è? Dove è il mio poco rispetto?
    E in più: converrai che molti commenti (quelli sì) sono stati assai poco simpatici e poco rispettosi nei confronti di coloro che come me (e forse per il momento pochi altri) hanno voluto esprimere il proprio parere.

  120. 119
    Barbara Ibba says:

    Dopo un tale DILUVIO ORCHESTRATO di pareri favorevoli ……
    Ciao Alessandro, questo tuo esordio non è proprio simpatico e rispettoso nei confronti di chi ha volutamente e volontariamente espresso un suo parere sull’argomento.

  121. 118
    Lusa says:

    Vorrei fare una considerazione/domanda:
    in caso accadesse (speriamo mai) un malaugurato incidente a qualcuno mentre percorre la ferrata, dovuto ad un distacco di roccia per frana, distacco e rottura di un ancoraggi/cavi acciaio/scalette dalla roccia chi è il responsabile?

  122. 117
    Alberto Benassi says:

    Voglio dire anche questo:
    tutti voi state accusando Alessandro Gogna di cosa?? di esprimere la sua contrarietà su una ferrata.
    Ma non mi sembra che Alessandro vi stia impedendo di espremere la vostra di opinione.
    Quindi datevi una regolata nello scrivere certe accuse su Alessandro. Solo per il fatto che vi permette di scrivere quello che pensate dovreste vare un certo riconoscimento nei suoi confronti.

  123. 116
    Alberto Benassi says:

    Caro Donatello sono istruttore di alpinismo del CAI dal 1984 , sono stato per 20 anni nel soccorso alpino e dal 2000 sono nel Club Alpino Accademico Gruppo Orientale.
    NON MI SONO MAI FATTO PAGARE!!
    Quello che ho fatto da una vita nelle scuole di alpinismo del CAI l’ho fatto per pura passione e altruismo.
    Credo di avere certe capacità ma non mi sono mai presentato come un professionista , perchè non lo sono! E non mi interessa di esserlo.
    I professionisti sono altri.

  124. 115
    Alberto Benassi says:

    Caro Sig. Donatello con la storia delle regioni a statuto speciale è l’ora di farla finita!!
    Siamo tutti italiani e di speciale non c’è nessuno!!
    Voi Sardi avete dato tanto? si è vero avete dato tantissimo! Ma questo non giuistifica che potete fare quello che vi pare. Come non lo giustifica ai Siciliani, come hai Toscani o hai Lombardi.
    Invece in Italia tutti facciamo di tutto per sputtanare un territorio che ci invidia tutto il mondo.

  125. 114
    Donatello says:

    Sig. Benassi. Andiamo avanti allora..Facciamo che ognuno è libero di andare e circolare dive gli pare ,dive ognuno è libero di percorrere una ferrata per i cazzi suoi con chi chi gli và di farsi accompagnare senza dover per forza chiedere ad un membro di una corporazione di essere accompagnato e dover pagare tale servizio a peso d’oro… Oppure perché molti si oppongono affinché si liberi un settore dove tante figure intermedie opportunamente formate possono operare ,quella della guide escursionistiche su roccia o maestri di arrampicata,anziché esserci una sola figura che nn permette ad altri di fare ciò ? Il medievale è lei!

  126. 113
    Alberto Benassi says:

    “la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale, se poi si vuole dire che il signor Conca non ha i requisiti sulla legge 6/89, rispediamo al mittente, ricordiamo che in Sardegna abbiamo l’albo regionale delle guide GAE, e che una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna”.

    Questo che ha scritto il Sig. GIULiO è veramente bella! (Giulio chi, poi….?? un cognome ce l’hai..?? )

    Ma mi sbaglio o la Sardegna fa parte del territorio italiano…..? E che forse esiste la libera circolazione degli italiani sul territorio italiano.
    Invece no! La Sardegna ai Sardi, la Toscana ai Toscani, il Trentino ai Trentini…e via così.

    Si, si, torniamo al medioevo.
    Vuoi passare oltre il confine?? un fiorino!
    Vuoi tornare indietro? Un fiorino!

  127. 112
    Donatello says:

    Sig. Gogna, si renda conto che gli argomenti assurdi sono suoi,che la Ferrara nn reca nessun danno ne all”ambiente circostante ne alla fauna locale ed è sicura più di tante altre ferrate che tutt’oggi sono percorse da centinaia di persone in tutta Italia.l’Orchestra contro qualcosa che le sta antipatico la sta dirigendo lei e francamente nessuno ne capisce i motivi se nn per l’unica cosa sulla quale continuamente batte ..Il fatto che le GA che qua nn ci sono. Xche nn servono,nn controllano la fruizione della ferrata..Il vero motivo è questo, un fattore puramente economico..Quindi nn si nasconde sotto nobili ridicoli intenti di voler proteggere fruitori,uccelli,e povera roccia da buchi selvaggi..Chissà quanto materiale e spazzatura avrà lasciato lei nelle sue ascensione di cui a questo punto nn frega niente nessuno.Perché l’unica immagine a venire rovinata da tutti questi polverone e la sua e del gruppo intervento giuridico che in questo caso sta facendo una inutile caccia alle streghe..Pensare che ho pure contribuito alla loro organizzazione…Mai più..Per quanto riguarda la legge sulla esclusiva portabilità sul territorio sardo di guide locali la trovo assolutamente giusta..Credo nn ci sua altra terra cui storicamente in Italia nn sua,stata depredata come la,Sardegna,: pisani,genovesi,spagnolipiemontesi,carbonai..Tutti che sono venuti qua a dettare legge e depredare..La Sardegna è una regione autonoma a statuto speciale è può emanare la legge di cui sopra..In ogni caso ,voi che state a centinaia di Km di distanza abbiate il buon gusto almeno ora di rispettare la nostra autonomia sancita dalle leggi dello stato un quanto abbiamo già dato.

  128. 111
    Nicola Nonnis says:

    Signor Gogna la stimavo come alpinista, l’ho sempre stimata, ma questo articolo mi pare quanto meno esilarante! Forse ha necessità di un poco di visibilità che magari ultimamente le sta venendo a mancare? Ma se crede realmente in quello che ha scritto non le converrebbe prendere un aereo, portarsi un casco, un imbrago e un set da ferrata e venire qua a vedere con i suoi occhi quello di cui parla e magari, davanti a un ottimo panino al polpo e un ichnusa gelata, farsi un chiacchierata con il signor Conca? Perché a parlare per sentito dire delle volte si rischia di far brutta figura. Buona serata

  129. 110
    Alessandro Gogna says:

    Dopo un tale diluvio orchestrato di pareri favorevoli alla via Ferrata del Cabirol, forse qualcuno si aspetta da parte mia o da parte di Mountain Wilderness una qualche risposta. L’imbarazzo è grande in quanto all’accusa di voler a tutti i costi “infangare” la figura dell’ideatore e del realizzatore della ferrata in questione francamente non sapremmo che rispondere, perché di fronte agli argomenti assurdi confessiamo la nostra impotenza.
    Ci limitiamo perciò a far fronte, per il momento, all’unico commento meritevole di una risposta quello di “Giulio” (17 giugno 2016) (anche qui, quanto sarebbe bello che la gente si firmasse con nome e cognome…), dove si afferma: “… una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna”.
    Nulla sappiamo di tale legge, ma invece ci appare certo che l’affermazione per la quale l’attività di accompagnamento in Sardegna possa essera fatta solo da Sardi è sconcertante: aspirazioni o pratiche simili vi sono sempre state, ma ormai in Italia bisognerebbe avere capito che c’è anche una Costituzione (fin che resta…). Così, in particolare, un analogo precedente “storico” lo si può rinvenire tramite una delle prime sentenze della Corte costituzionale (n. 13 del 1961), la quale dichiarò illegittima una legge della Valle d’Aosta (legge 28 settembre 1951, n. 2 sull’ordinamento delle guide, dei portatori alpini, dei maestri sci, degli aiuti maestri di sci e delle scuole di sci in Valle d’Aosta) che tra l’altro aveva preteso di riservare l’esercizio della professione di Guida Alpina e Maestro di sci a chi fosse residente in Valle e parlasse la lingua francese!
    Ne basta qualche passo (a prescindere dalla successiva modifica dell’art. 120 Costituzione):
    “5. – La Corte giudica che sia in contrasto con l’art. 120 della Costituzione l’art. 10, lett. b, della legge regionale.
    Con lo stabilire il requisito della residenza per almeno un triennio nel rispettivo Comune valdostano, si è imposta una grave limitazione al diritto dei cittadini residenti in altre parti del territorio nazionale. É giustificato richiedere che la guida ed il portatore conoscano la zona di esercizio, ma non é affatto giustificato pretendere la residenza. Una guida e un portatore possono conoscere bene una zona, pur risiedendo in un Comune fuori della Valle, e possono anche conoscere bene più zone del territorio nazionale e svolgervi il loro lavoro in diversi ed anche non consecutivi periodi. Richiedere, poi, per i maestri di sci la conoscenza della zona é un chiaro segno del proposito di escludere le persone non residenti nella Valle, essendo notorio che al maestro di sci, per insegnare la tecnica, basta la conoscenza del campo in cui il suo insegnamento si esplica. Che sia così, é confermato dal fatto che nei più rinomati centri in cui si svolge questa attività sportiva, vengono anche chiamati insegnanti stranieri, i quali portano il contributo di nuovi o di più progrediti metodi: le disposizioni in esame impediscono o per lo meno ostacolano enormemente questo scambio di insegnanti. Con ciò la Corte non esprime un giudizio sotto il riflesso della convenienza della legge e nei riguardi della sua influenza, positiva o negativa, sullo sviluppo delle attività sportive e turistiche della Regione, ma pone in rilievo una circostanza notoria che, insieme con le altre, mostra come alcune disposizioni di questa legge valdostana abbiano l’effetto di inibire l’esercizio di alcune attività ai non residenti nella Valle.
    Uguale effetto hanno le disposizioni contenute nella lettera e dello stesso art. 10. Imponendo la conoscenza del francese, si stabilisce una causa di esclusione di tutti i cittadini italiani, che non conoscono tale lingua e con ciò si determina una ingiustificata discriminazione, che cade sotto il divieto posto dallo stesso art. 120 della Costituzione.

  130. 109
    Lino says:

    La ferrata del Cabirol è sicuramente una delle migliori ferrate sarde! Questo è certamente merito dell’ambiente nel quale si sviluppa, ma senza dubbio anche grazie alla competenza, passione e abnegazione di chi la ha pensata, realizzata e che continua a mantenerla in ottimo stato.
    Quanto scritto in questa pagina non trova assolutamente nessun riscontro, come può confermare chiunque abbia fatto almeno una volta la ferrata del Cabirol.
    L’impegno profuso nella sua realizzazione è evidente, così come la cura dei materiali, ma non solo.
    Ricordo quelle zone quasi come una “discarica a cielo aperto”, visibile anche dal mare, anche se non ho mai capito che senso avesse arrivare sino alla cima di quelle pareti per buttare giù di tutto; ora grazie alle fatiche di Corrado anche la pulizia dell’area è tutta un’altra cosa!
    Oltre alle numerose “inesattezze” che vengono riportate, mi sembra assolutamente non corretto, se non in mala fede, affiancare la denuncia dello Slackliner a tutto il resto, compresa l’immagine sottostante, lasciamdo intendere denuncie per i fori nella falesia…, argomento che non ha niente a che fare con la via ferrata del Cabirol.

  131. 108
    Giuseppe Olmeo says:

    La ferrata del cabirol è un patrimonio da salvaguardare,regala un’esperienza unica,dove poter ammirare da un altro punto di vista qualcosa di meraviglioso come il nostro mare le isole le rocce a quant’altro,il tutto in totale sicurezza. Io personalmente ci vado spesso ed ogni volta mi emoziona,nn ho mai rischiato nulla e nn ho mai notato niente di pericoloso,anche per la continua manutenzione che viene fatta. Per quanto riguarda da fauna locale nn mi sembra che sia minimamente disturbata dal passaggio delle persone. Detto tutto ciò le accuse fatte nn trovano nessun fondamento e nn si può dar ragione a persone che nn sanno di che parlano e per il solo fare dispetto privare ad altri la possibilità di godere di un’esperienza che rimane tra le più belle .

  132. 107
    fabrizio says:

    salve

    volevo sapere se qualcuno abbia mai minacciato nessuno di venire in sardegna a fare la ferrata del cabirol….se volete venire siete ben accetti come sempre se non vi interessa statevene a casa…….la ferrata e sicura quanto le altre ci sono i test che lo comprano…….quindi se non volete venire e continuare a favi quelle ferrate in altro italia benissimo….ma lasciate in pace noi il cabirol e la sardegna…subito!!!

  133. 106
    alfonso says:

    ma non avete niente di meglio da fare nella vita ? piuttosto che screditare l’operato di persone professionalmente preparate andate a spaccare le pietre da qualche parte …. chiaro che ho usato un francesismo

  134. 105
    Fabrizio says:

    Mi auguro che questo tentativo di screditare una delle vie ferrate più belle d’Italia, faccia in modo di far conoscere questa bellezza a molti nuovi appassionati del genere!
    L’ho fatta 4 volte, di giorno, di notte, all’inverso e normale, ogni volta emozioni uniche e bellissime!
    Invece di attaccarvi alle solite baggianate ambientalistiche (che se fosse come dite voi, dovrebbero chiudere anche l’accesso alle Grotte di Nettuno), perchè non suggerite interventi migliorativi anzichè criticare ciò che di buono già è stato fatto?!
    Informatevi bene per quanto riguarda le leggi, la via ferrata esiste da prima dell’entrata in vigore di molte delle leggi da voi segnalate.
    Per non parlare del video della “frana” che avete pubblicato, che non è altro che l’intervento di manutenzione straordinario della falesia stessa (come ben descritto poi dalla descrizione del video se andate sulla pagina).
    Per quanto riguarda il rischio frana, quello è presente in ogni falesia esistente, e i piani di rischio idrogeologico, vengono effettuati su cartografia grazie all’aiuto di professionisti, che tuttavia non analizzano lo stato di ogni tratto di roccia presente, ma la analizzano nel complesso, a scale talmente elevate, da poter essere considerati ininfluenti rispetto alla scala 1:1 della via ferrata!
    Se chi ha realizzato questo piano, non ha dato ordine di smantellamento (ai tempi che fu realizzato il piano), ci sarà pure un motivo!

    Se evventialmente sussistono problemi di sicurezza accertati (dubito fortemente, in quanto dovrebbero smantellare il 95% delle vie ferrate in italia) si cerchi di fare un articolo che individui i problemi (accertati) e ne redica le possibili soluzioni. Sono sicuro che verrebbe molto più apprezzato.
    Mi auguro tuttavia che questo articolo venga querelato da chi di dovere!
    Grazie per la lettura

  135. 104
    Natale says:

    Cari Sig.ri della Mountain Wilderness Italia mi viene un dubbio, ma la conoscete bene la scala del Cabirol ? La mia impressione è che il vostro intento sia SOLO screditare Corrado Conca perchè lui ha realizzato qualcosa di concreto impegnandosi in prima persona, voi NO.
    La scala Cabirol NON SI TOCCA !!!

  136. 103
    CORRADO says:

    LA FERRATA DEL CABIROL NON SI TOCCA.
    Ho fatto personalmente questa ferrata e ho scelto di essere guidato da un professionista di altissimo livello, Corrado Conca.
    Il percorso è senza dubbio impegnativo, ma se affrontato con l’attrezzatura giusta e con cervello non mette mai in pericolo la vita di nessuno. Inoltre è continuamente sottoposta a periodiche e scrupolose manutenzioni.
    Mi domando se le persone contrarie a questa via ferrata abbiano mai avuto l’occasione di farla.
    Forse si, forse no.
    Per me non è importante, ma se non vi piace potete sempre stare a casa vostra.

  137. 102
    Nicola Nieddu says:

    Sono sicuro che le critiche e le denunce sulla ferrata del Cabirol sono animate dai più nobili intenti; da abitante del posto vi do però una prospettiva diversa e, probabilmente, più obiettiva.
    La ferrata di cui parlate non deturpa. Nessuno sarebbe mai passato da quelle parti se non ci fosse stata la ferrata.
    Se parliamo del deturpare i luoghi o di disturbare la fauna dovremmo anche rivedere la possibilità di fare tracking o andare a raccogliere funghi. La natura va rispettata ma deve essere fruibile dall’uomo per essere amata.
    Il problema degli uccelli è a dir poco ridicolo. Qualsiasi animale o insetto se disturbato dall’uomo o da altri animali non si “suicida” si sposta (ad esempio in un altro punto della grandissima falesia di Capo Caccia).
    La caduta pietre e i relativi pericoli sono ancora più curiosi se si pensa che lo stesso problema c’è (qualche centinaio di metri più avanti) anche per la famosa scalinata del Cabirol attraverso la quale passano migliaia di turisti ogni anno per accedere alle Grotte di Nettuno…nessuno si muove per far chiudere la scalinata o le stesse Grotte ?
    I materiali usati per la ferrata sono i migliori sul mercato ovvero quelli della ditta Raumer (se non vanno bene….occorre smontare tutte le ferrate) e sono posizionati in modo corretto.
    Pertanto, MESSAGGIO IMPORTANTE, in un territorio in crisi come il nostro occorre essere cauti nel mettere dubbi (presunti ed infondati) che possano portare qualche autorità poco esperta a chiudere cautelativamente una delle poche attrattive che durante tutto l’anno richiamano visitatori.

  138. 101
    Alessandra says:

    Purtroppo l’invidia è sempre presente in quest’ambiente, rivolta soprattutto a chi “fa” e non sta fermo a criticare come voi.
    Mi dispiace soltanto che abbiate perso quella credibilità, come sito nel campo, che avevate e a questo punto mi chiedo proprio perché l’avevate.
    Spero vivamente che la ferrata del Cabirol rimanga li dov è e che le vostre mani sporche d’invidia rimangano lontane dalle bellezze, a volte anche artificiali, che offre la Sardegna.

  139. 100
    Francesco says:

    Leggendo l’articolo è inevitabile porsi qualche domanda…come mai su tutti gli itinerari presenti in Italia (vie d’arrampicata, ferrate, percorsi attrezzati, ecc.) la vostra attenzione è ricaduta proprio sul Cabirol? Così lontano dalla scrivania di chi ha scritto l’articolo? Eppure ci son tante chiodature indubbiamente più pericolose, percorsi nelle “vostre” montagne che spietrano o resi insicuri dal tempo, obrobri su cime, pareti, montagne che definirli inapropriati sarebbe un eufemismo….eppure lo sguardo si è posato così lontano… a leggere la vostra richiesta di informazioni si percepisce chiaramente che le vaghe motivazioni pseudoambientali e/o di sicurezza tentano di mascherare solamente un misero attacco alla persona (non crediate che il nostro sia un popolo di fessi). Vi seguivo con piacere credendovi appunto mossi da “nobili principi” ma evidentemente ho sbagliato alla grande….

  140. 99
    Lusa says:

    La vignetta nell’articolo dice più di mille parole!
    Ma possibile che nessuno provi pena per la famigliola di pennuti disturbati dal trapanatore?
    Nessuna parola in loro difesa!
    Bravi.

  141. 98
    Valerio Musa says:

    Io trovo che la Ferrata del Cabirol non sia per niente impattante con la specificità del luogo, anzi!!…trovo che sia una un’ ottima soluzione su come fare turismo sostenibile e lo dimostra il fatto che i vari enti preposti al controllo dell’ area non abbiamo mai avuto niente da obbiettare sull’ esistenza della Ferrata. Trovo pretestuoso e arrogante che persone “esterne” alla Sardegna si vogliano sostituire alla Regione, ai Comuni e all’ Ente Parco chiedendo a gran voce la chiusura della Ferrata del Cabirol, alludendo a inesistenti crolli e misteriose nidificazioni di specie rare…spero vivamente che la ferrata continui ad esistere e nel mentre continuerò ad usufruirne.

  142. 97
    alessandro says:

    trekker da oltre 30 anni, ambientalista e animalista convinto, mi sono avvicinato alla pratica delle vie ferrate sarde di Cabirol, Giorrè, Regina, ecc. grazie al rispetto della natura dimostrato nel progettarle da Corrado Conca.

  143. 96
    Andrea says:

    Articolo pessimo, allarmista, assolutamente mirato a colpire e denigrare il lavoro di altri, dannoso per il turismo della Sardegna, fatto peraltro entrando nel merito di questioni tecniche come ancoraggi, ossidazione e rottura di materiali di cui non si hanno competenza, non mi risulta infatti che una g.a. abbia titoli per entrare nel merito di meccanismi di rottura o adeguatezza di materiali o persino scorretto dimensionamento delle barre. Forse il sig. Gogna dovrebbe continuare ad accompagnare persone in montagna e scrivere libri cosa che gli riesce sicuramente bene e lasciare gli articoli come questi a giornalisti da strapazzo. Tutte le volte che ho frequentato le ferrate citate ho trovato gli ancoraggi in ottime condizioni, e io vi assicuro ho il titolo per poterlo dire.

  144. 95
    Anna Rita Meloni says:

    Trovo l’articolo un pretesto per colpire direttamente Corrado, una persona che merita tanto rispetto per tutto ciò che fa !!! Che schifo!!! Corrado sei un grande !!!

  145. 94
    PIETRO NURRA says:

    Salve a tutti, leggendo i commenti postati in precedenza faccio una premessa, piccola ma fondamentale e che potrebbe viziare le mie poche righe, non sono mai stato accompagnato dal Sig. Corrado Conca ne gratis ne sotto forma di pagamento.
    Detto questo, sono un neofita per quanto riguarda l’ambito terrestre, e solo grazie a questo gioiello “pericolosissimo a detta di qualcuno” sono riuscito a godere di un angolo della mia terra a me sconosciuto prima e di cui ne vado orgoglioso. Oggi quando dici Alghero la prima parola che dicono i turisti è “mare”, ma la seconda è cabirol. Questo servizio a mio modesto parere sembra improntato di più a escludere che integrare, a chiudere più che promuovere e ad allontanare più che avvicinare, a volte con teorie alquanto bizzarre….non entro nell’aspetto tecnico- normativo in quanto rischierei di fae qualche brutta figura, ma un dubbio mi sorge, non è che per caso si sta’ cercando di indirizzare euro verso determinati canali? GA ed altro?cosa cambia se in completa autonomia pratico un attività con dei pericoli intrinsechi? forse ad esempio ci si dimentica che oggi uno è libero di acquistare una bombola d’aria e attrezzatura subacquea ed andare tranquillamente a fare immersioni( purchè) abbia la bandierina senza che nessuno gli chieda conto….o la pratica dell’apnea….eppure vi è un rapporto incidentistico nettamente superiore. si parla di ambiente ma sarei curioso di sapere qanti blogger si preoccupano o fanno finta di preoccuparsi di pennuti, ma con naturalezza buttano in mare le buste di plastica fonte di disturbo ed altro per fauna e flora marina…a già quella sta sott’acqua e non si vede…, Corrado…..la sua fama lo precede, non posso che ringraziarlo per questo piccolo gioiello che è riuscito a regalarci Grazie……. NO ALL’AMBIENTALISMO ISLAMICO…..

  146. 93
    Paolo Vinci says:

    Per Fabrizio Roveda,

    La tua analisi è molto puntuale, ma aggiungo che proprio alla base ci sono dei segni di battitura e comunque esistono altri modi per battere sul ferro senza lasciare incisioni, come quello di interporre un pezzo di legno tra la parte da battere e il martello. Detto ciò, non sono un tecnico e per stabilire le cause della rottura sarebbe appunto necessario studiare le deformazioni reologiche che ha subito il materiale per ipotizzarne le cause della rottura.

    Ad ogni modo proprio per i dubbi, emersi da questa più che sospetta rottura e dalla rilevazione di pregressi e reiterati atti vandalici di cui sono stati oggetto proprio i tanti ancoraggi (una 20 tra chiodi e soste inox completamente rasi alla roccia con una mola) di alcune vie d’arrampicata sportiva della zona, è lecito chiedersi se non si tratti dell’ennesimo caso di vandalismo.

    Questo tuttavia non lo stabiliremo noi, ma un Magistrato della Repubblica, il quale con risorse tecniche indagherà sulle cause della rottura, visto che in caso di responsabilità umana, i reati che si profilano sono numerosi e le pene pesanti.

    Infine vorrei far notare a tutti le contraddizioni del Sig. Gogna:

    tanto è alto il pulpito supponente dal quale si pone, che in un altro articolo nel suo stesso Blog delle Vie Ferrate ne difende addirittura l’esistenza. Ma attenzione a non farsi ingannare da questa concessione, perchè è sempre lui che pone i paletti e le regole morali di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato (sempre e solo per lui) scrivendo queste parole e avvallando coerentemente la presenza delle Ferrate con ragioni storiche e addirittura (udite udite!!) da buon conservatore della Natura, per ragioni venatorie scrivendo questo:

    “Diverso dalla via ferrata è il sentiero attrezzato. La Via delle Bocchette in Brenta, come il Sentiero degli Alpini di Val Fiscalina e tanti altri hanno valide ra­gioni storiche, culturali e quindi anche turistiche per essere stati realizzati e mantenuti in ordine. Le opere fisse sono ridotte al minimo, il percorso ha una sua logica geografica e storica, quindi una sua preci­sa giustificazione. Mi spingo perfino ad affermare che anche i vari “sentieri dei cacciatori” che affollano le Alpi hanno una loro idea di fondo: i per­corsi della selvaggina sono certamente i più logici di tutti e co­me tali vanno apprezzati, non solo dai cacciatori ma anche da tutti coloro che vogliono capire come sono “fatte” le montagne e vogliono respirarne a fondo la tridimensionalità.” (Alessandro Gogna)

    http://www.banff.it/le-vie-ferrate/

  147. 92
    Lusa says:

    Provo invidia per l’isola di Montecristo, perché non ci sono ferrate e li non ci si può andare: finalmente un angolo di wilderness che non può essere deturpato.

  148. 91
    Fabrizio Roveda says:

    Per Paolo Vinci, “Vandalismo o Rottura” , esaminando le foto allegate si possono fare alcune considerazioni:
    1) Vandalismo
    -Se la barra d’acciaio (presumo almeno 12 mm di diametro) è stata presa a pesanti martellate ( mazzetta da 5 Kg…almeno) per riuscire a tranciarla all’innesto con la roccia, sicuramente quest’ultima come pure la barra presenterebbero chiari segni dei pesanti colpi inferti.
    -Se invece la barra è stata martellata sulla testa con il blocco di fissaggio del cavo metallico, anche in questo caso si dovrebbero rilevare i segni lasciati dalle martellate inferte, cosa che dalle foto sembra potersi escludere.

    2) Rottura
    -Esaminando la foto con la sezione della rottura della barra si nota una nervatura centrale ad andamento verticale: come se sia stata questa parte dell’intera sezione a cedere per ultima.
    Sembrerebbe quindi che la rottura possa essere stata causata non da fatica dovuta al peso degli scalatori che solleciterebbero la barra in verticale, ma da un carico/sforzo orizzontale.
    Sempre con riferimento alla foto che mostra come la barra di fissaggio sia solidale con un tratto di cavo orizzontale sia prima che dopo l’ancoraggio in oggetto, il continuo carico degli scalatori sollecita nella direzione dx/sx (se il cavo tra i due ancoraggi è lungo, lo sforzo applicato che deve supportare è notevolissimo) ed in presenza di una incrinatura può averlo portato alla rottura per fatica.
    Questo per quello che può valere una diagnosi molto parziale solo su immagini e non sul campo come si dovrebbe.
    Saluti
    f

  149. 90
    adriano says:

    Sto per compiere 66 anni e l’anno scorso ho iniziato a salire in ferrata facendo proprio la Cabirol….è stata una esperienza unica che spero di ripetere al più presto…Al di là delle considerazioni sugli uccelli che considero…pretestuose…Non credo ai falsi allarmismi ma anzi ringrazio chi ha progettato questa via ferrata ripulendo quella discarica che era diventata negli anni..Grazie Corrado Conca per il tuo impegno e non arrenderti ma sappi che in tantissimi siamo pronti a sostenerti,anche se spesso non manifestiamo il nostro pensiero…Alla larga i falsi amici della Nostra Terra

  150. 89
    GIULIO says:

    la via ferrata di Capo Caccia è un simbolo della Sardegna che pratica turismo ambientale, se poi si vuole dire che il signor Conca non ha i requisiti sulla legge 6/89, rispediamo al mittente, ricordiamo che in Sardegna abbiamo l’albo regionale delle guide GAE, e che una legge regionale sul turismo dell’assessore Frongia Roberto (inizio anni 2000) stabilisce che solo i Sardi possono fare attività di accompagnamento in Sardegna

  151. 88
    marcello says:

    ho fatto due volte la ferrata, non trovo niente di particolarmente pericoloso, per una persona che abbia una dovuta preparazione. dubito che la frequentazione degli escursionisti possa rompere l’ equilibrio di cui qualcuno si preoccupa.

  152. 87

    Masperi ero quasi preoccupato della tua assenza in questa valanga di post… io ti saluto invece… manco ti conosco perciò perché toglierti il saluto? Per qualche battibecco stile leoni da tastiera?
    Lo tolgo invece a chi per vie traverse tenta di depredare quello che si chiama professione e lavoro a chi se lo è guadagnato e se lo suda ogni giorno, per poi vedersi bypassati dall’abusivo di turno, vediamo se rimarresti tanto superficiale e saccente se capitasse a te!
    Peace and love!

  153. 86
    Stefano Masperi says:

    Michelazzi ….prendi esempio dal signor Gogna, si vede chi possiede stile anche nel asserire cose che io no condivido.Vi saluto..anzi saluto solo il signor Gogna.

  154. 85
    Mario Rudas says:

    Credo che articoli di questo genere hanno un ruolo ben preciso, ci permettono di pesare le persone, ci permettono di distinguere tra chi lavora per costruire e chi per distruggere. Bene, Corrado appartiene alla prima categoria, chi lo ha incontrato anche solo una volta sa perfettamente quanto è meticoloso, quanto tiene alla sicurezza e la cura che dedica alle sue creazioni. Le critiche vanno sempre bene purché siano costruttive, ben venga l’interessamento alla via ferrata del Cabirol ma a mio parere dovrebbe essere mirato ad apportare migliorie, a far sì che sempre più persone possano vivere le emozioni che solo il Cabirol riesce a trasmetterti.

  155. 84
    Giuseppe says:

    Pessimo articolo, ho percorso la ferrata e conosco la zona, poco di quanto scritto corrisponde al vero.
    Questo ambientalismo fine a se stesso fa pena.
    Oltre a cercare di far smantellare una ferrata perfetta state organizzando qualche altra genialata?
    Pensavo di suggerirvi di non usare più le scarpe, siamo nati scalzi, la terra ci ha conosciuto scalzi. Non sia mai che una pietra venga consumata dalle suole artificiali.
    Questa gara a chi è più puro però è una gara difficile, alcuni hanno già iniziato a trattenere il respiro per produrre meno CO2…

  156. 83
    Black says:

    Non è chiaro l’intento dell’articolo, quella ferrata ha ormai 16 anni, più di quanti non ne abbia l’istituzione dell’area SIC e se conosco ancora che ci ha lavorato so per certo che il lavoro è stato fatto in modo tutt’altro che superficiale e senza attenzione. E’ una opportunità per il territorio e merita la giusta attenzione per la sua valorizzazione anche nel rispetto dell’ambiente (in Sardegna non è che ci sia la fila alle ferrate e forse è proprio quello che le rende affascinanti). Quella ferrata va tenuta, senza ombra di dubbio.

  157. 82
    Antonio C. says:

    Premetto che non sono un esperto nel settore, ma vivo in questa zona della Sardegna e ho avuto modo di fare una magnifica esperienza in questa via ferrata. Però, sopratutto, so leggere. E leggo che in questo post le uniche fonti utilizzate per avanzare i tanti dubbi sono alcune ricerche su internet e l’osservazione di un paio di persone. Leggo inoltre che le attività di persone irrispettose dell’ambiente e delle normative (mi riferisco agli equilibristi) si associano a quelle di persone ben più competenti e attente, uniche artefici di questa esperienza. E sulla competenza e la preparazione di queste ultime non ho dubbio alcuno. Se esistono lacune giuridiche o situazioni poco chiare non lo si deve a chi ha creato la via ferrata: basterebbe infatti fare una ricerca un po’ migliore sulla cronologia del posto e si avrebbero nozioni più chiare.

  158. 81
    Marco says:

    Ho fatto questa bellissima ferrata poche settimane fà, bramavo da tempo di poterla fare e posso tranquillamente dire che l’ultima volta in Sardegna son venuto per lei. .. certo prima di partire ho letto le polemiche a 360 gradi su questa ferrata, ovviamente non ho le competenze per sapere quali specie nidificano in quell’area, ma di certo il mio silenzioso passaggio e quello di pochi altri escursionisti giorno non sarà poi tanto peggio delle auto e moto in transito a poche centinaia di metri che trasportano turisti alla grotta poco più a valle…
    Però la capacità di valutare la via ferrata è i materiali ce l’ho e proprio memore delle polemiche lette prima di partire ovviamente li ho focalizzato la mia attenzione. .. il materiale è tutto inox di Raumer, praticamente il top non penso esista di meglio, e anche sul montaggio nulla da eccepire, mai del matriale in più ma soprattutto mai un punto esposto senza un attacco.
    Frane?? Ma dove ?? La geologa che era con me non ha mai avvisato alcun pericolo a riguardo…
    Mi spiace constatare che problematiche personali debbano privare la Sardegna un luogo dove poter vivere la sua meravigliosa natura e che invece di ringraziare chi ha valorizzato questo angolo di paradiso venga demonizzato e accusato di serie così numerosa e variegata di problemi che non fa altro che dimostrare che la valorizzazione della propia terra viene dopo la propria invidia.

  159. 80
    Donatello says:

    Provo invidia per la Corsica, con tutte le sue ferrate …Per il carattere del Corsicani… I quali nn si fanno dire certo dagli estranei cosa dover fare nel proprio territorio…

  160. 79
    Mk Porcu says:

    La ferrata del Cabirol é um GIOIELLO che VALORIZZA e PROMUOVE l’area nord-orientale della nostra bella isola, e perchè no l’isola INTERA. Il tuo impegno Corrado, é stato totale ed é grazie a te che noi possiamo godere di una delle ferrate piú affascinanti della penisola. Dispiace che gli attacchi arrivino a te e dispiace che quanto hai messo in opera possa svanire. Sarebbe assurdo, non lo condivido. Abbiamo percorso centinaia di chilometri per godere di questa bellezza, per appenderci sulle falde di un territorio da favola, a picco sul mare per poi raggiungere il libro di via, sederci e lasciarvi le nostre impressioni, splendide impressioni per un avventura che sembra sempre durare troppo poco. Non posso che unirmi al coro di quanti non accettano la situazione attuale e sperare che alla mia testimonianza se ne aggiungano altre, tante altre. Grazie per il tuo impegno e la tua passione Corrado, come sempre.

  161. 78
    Marco Bellu says:

    Omen nomen.
    Per chi non conoscesse il latino, basta far caso al cognome dell’autore per capirne il significato.
    Sì perchè di questo si tratta: esporre un personaggio noto in una di gogna mediatica, per usare una espressione cara ai numerosi giornalisti pennivendoli che ripubblicano senza nemmeno informarsi articoli come questo.
    Purtroppo è estremamente facile screditare qualcuno senza che poi si possa incorrere in qualsivoglia sanzione. La superficialità e la pigrizia del lettore generico medio rendono agevole il compito degli untori che diffondono la maldicenza come fosse una peste.
    L’articolo in questione, al di la delle motivazioni personali che non conosco e che non sono interessato ad indagare, ma che posso ben immaginare, è scritto male, tendenzioso e ambiguo.
    E’ infarcito di condizionali (potrebbe, parrebbe, sarebbe, ecc.) e assomiglia a quei servizi che capita di vedere a volte sulle paytv che ci parlano di incontri con gli alieni o misteri dell’antico Egitto; insomma per dirla alla Crozza sembra di essere su Cazzenger.
    Io personalmente non sono un professionista dell’outdoor, ma un semplice cittadino, però guardacaso sono un escursionista da qualche decina di anni, un fotografo paesaggista ed ho una laurea in economia dell’ambiente per cui nutro un certo interesse verso le tematiche della conservazione e tutela dell’ambiente ai fini dello sviluppo economico di un territorio.
    Le critiche che emergono dall’articolo sono poco circostanziate e oserei dire speciose, nient’affatto suffragate da materiale che possa definirsi in alcun modo probante (non dico probatorio dal momento che non è questa la sede per tale lessico) e l’mpressione è esattamente quella di un attacco personale a mezzo stampa, diffamazione a mezzo stampa, per essere più precisi.
    Un attacco simile ai tentativi si sabotaggio e di danneggiamento che in altri siti e altre occasioni hanno danneggiato materiali d’amo ed ancoraggio posizionati da Corrado Conca, materiali di qualità ineccepibile prodotti dalle migliori aziende del settore ai quali escursionisti come me fanno affidamento nelle loro attività.
    Trovo tutto questo disgustoso e indecente.
    Pensate a costruire qualcosa, che a distruggere sono bravi tutti.

  162. 77
    Tony Pinna says:

    Da naturalista appassionato di montagna, dopo anni di ferrate e arrampicate nell’arco alpino e appennino, la ferrata che ricordo più volentieri è il Cabirol. Non sto ad elencare le varie falesie e vie molto ma molto più franose del Cabirol, nè quelle di impatto ambientale e/o paesaggistico indubbiamente molto rilevante, chi critica il Cabirol lo fa per invidia o astio personale o per motivi a me sconosciuti, mi dispiace per il Gruppo di Intervento Giuridico con il quale mi ho condiviso molte battaglie durante i miei anni a Cagliari ma questa guerra proprio non la capisco, e non la sposo.

  163. 76
    simone says:

    Sono certo che a prescindere da ogni polemica, la Ferrata del Cabriolè, situata presso la falesia di Capo Caccia ad Alghero, sia con tutta evidenza non solo un patrimonio della Sardegna, ma di chiunque – Italiano e Straniero – desideri in tutta sicurezza percorrere una via ferrata, la quale è di gran lunga più moderna e sicura di tante altre ferrate presenti nel territorio Italiano.
    Mi auspico che chiunque abbia avuto la fortuna di percorrerla possa in questa sede con la propria voce dare la propria testimonianza in merito all’attenzione rivolta sia all’ambiente che alla sicurezza.
    Credo che il termine “professionista” esuli quasi sempre da un titolo, che nella stragrande maggioranza non è sinonimo di esperienza e attenzione per la sicurezza altrui.
    Siamo fieri a prescindere della nostra cittadinanza Sarda, per quanto svolto dal Signor Corrado Conca e, da quanto fatto da quest’ultimo nei confronti della Sardegna in campo escursionistico, a prescindere dai titoli in possesso di quest’ultimo.
    Credo sia giusto battersi in tutte le sedi opportune e fare sentire la nostra voce in merito all’importanza che opere come queste, in pieno rispetto di tutte le norme, hanno per il nostro futuro.

  164. 75
    Paolo Vinci says:

    Rottura o Vandalismo?

    Analizzando e ingrandendo la foto della presunta “rottura”, sulla quale aleggiano grandi dubbi, attorno ad un calcare color nocciola, si possono notare in maniera evidente e distinta sulla roccia della incisioni bianchissime, tipiche di una roccia scalfita di recente. Sembrerebbe quasi che qualcuno, “ignoto1”, si sia divertito a prendere il resistente ancoraggio forgiato in Acciao Inox AISI 316L a martellate e nel fare questo abbia inevitabilmente colpito anche la roccia vicino alla base dell’ancoraggio infisso (invito tutti a guardare la prima foto). Dato che già negli anni recenti si sono verificati degli episodi brutali di vandalismo ad opera di ignoti, che hanno riguardato la rottura e molatura di tutti gli ancoraggi di una via lunga (155m) nei pressi della Ferrata, invito il vostro staff a verificare attentamente che non possa trattarsi dello stesso fenomeno e forse anche della stessa persona. Auspichiamo che così non sia, sarebbe disdicevole oltrechè imputabile di un grave reato, esponendo a rischio e pericolo le persone e attentando scientemente alla loro vita.

  165. 74
    Alberto Benassi says:

    Guarda Bianca che io non sono una guida alpina e in montagna, oramai sono 40 anni, ci sono andato sempre da me.
    Non mi ci ha mai accompagnato nessuno.
    Perdersi per poi ritrovarsi. E’ questo il gusto.
    Con il cordone ombelicale del cavo, non ti perdi.

  166. 73
    Lusa says:

    Mi domando: ma perché andarsi a sfondare di fatica e sudore su quel sasso imbrigliato di ferraglia e che si sbriciola a strapiombo sul mare e non girare invece su una bella barchetta a remi e farsi un bel tuffo in mare?

  167. 72
    Bianca Demontis says:

    Mi sfugge il vero fine di questo attacco.
    Mi sembra una campagna contro le ferrate in generale e definire la ferrata “un’accozzaglia di cavi e ferro sulla montagna” , mentre in realtà occorre guardare con attenzione per vederla, mi sembra quanto meno tendenzioso. Io non so quali siano i timbri di Corrado rispetto a quelli di una guida alpina, ma posso dirti una cosa: se dovessi addentrarsi nel supramonte sceglierei senza ombra di dubbio un pastore sardo rispetto a una guida alpina. Questo per dirti che spesso la pratica conta più della grammatica. E se Corrado qui in Sardegna è tanto stimato, un motivo ci sarà.
    Mettetevi l’anima in pace. Non ce la potete fare. Non più. È cambiato il vento.

  168. 71
    Alberto Benassi says:

    Cara Melania:
    Un certo Armando Aste ha scritto: ” ci sono occhi per vedere e occhi per guardare”
    Per “vedere oltre…” , come dici te, ci servono occhi per vedere, fantasia, gusto dell’avventura e dell’ignoto. Non un cavo di ferro che ci vincola a una cosa preconfezionata come la minestra che si compra bella e pronta al supermercato.

  169. 70
    Alberto Benassi says:

    Caro Paolo, parole sante scrivi!

    eccome!! se ci rifletto e non sono un fondamentalista.

  170. 69
    Melania says:

    Per me è una delle cose più belle della mia Isola……quel cavo ti serve solo per guardare oltre…..cosi come la strada asfaltata che ti porta a Capo Caccia.
    È questione di punti di vista……caro Alberto.
    W il Cabirol e Corrado Conca

  171. 68
    Giovanni Carta says:

    Ho percorso diverse volte la Via Ferrata Del Cabirol (LA VIA FERRATA PIÙ BELLA D’ITALIA), insieme ad un gruppo di amici, e non ho mai riscontrato uno solo dei problemi che avete elencato. È costruita quasi in modo maniacale, cercando di non tralasciare alcun dettaglio. E questo non lo dico solo io che vivo in Sardegna, e ho la fortuna di andarci spesso, ma basta semplicemente sfogliare il libro che si trova quasi alla fine del percorso, dove chiunque la percorra, non può che lasciare commenti positivi su tutti i punti di vista. La bellezza del percorso, la sicurezza degli elementi che costituiscono la ferrata, la falesia che permette anche delle comode pause lungo il tragitto, e il GRAZIE finale rivolto a chi dopo la nascita della ferrata, non l’ha abbandonata, ma ci lavora continuamente, perché sa che la cosa principale prima di dare uno svago agli appassionati, è soprattutto garantirne la sicurezza. W LA FERRATA DEL CABIROL, W LA SARDEGNA. NON RIUSCIRETE A PORTARCELA VIA!!

  172. 67
    Paolo Vinci says:

    Credo tutte le persone che sono contrarie ritengono che l’unico modo di andare in montagna, sia quello che loro praticano, il più corretto, il più rispettoso, il più autentico, quello insomma che si rispecchia unicamente nello “stile alpino”. Bello, affascinante, epico, rispettabile, ma non alla portata di chiunque volesse iniziare ad approciarsi alla montagna. Siamo tutti diversi ed ognuno sceglie il suo modo per andarci, che non è detto sia il solo, ma uno dei modi coi quali si ha la possibilità di praticare una passione. Premettendo che sono per la tutela dell’ambiente, ma senza fondamentalismi dico che chi è contro le ferrate verosimilmente difende oltre il proprio modo di andare in montagna, anche l’eventuale deturpazione della roccia, l’antropizzazione eccessiva dei luoghi, il disturbo di specie animali e vegetali, vivendo però in una contraddizione e dimenticando che per arrivare a quella parete su quella via classica, la notte prima ha dormito in un letto, con degli abiti puliti, dentro una casa confortevole, mangiando cibo caldo e nutriente, percorrendo una bella strada asfaltata in mezzo ai monti su un auto a benzina e abbigliato e attrezzato con tanto materiale tecnico, ha iniziato una via calpestando dell’erba, comunque schiacciando qualche insetto senza volerlo e infine, col suo passaggio nella roccia, pur senza “chiodi” ha comunque modificato seppure in maniera infinitesimale quell’ambiente, che prima del suo passaggio era diverso. Il concetto è chiaro, tutto questo ha creato direttamente o indirettamente un inquinamento, sia per la produzione di tutto ciò che usiamo quotidianmente, sia per il nostro stesso semplice passaggio nei luoghi o per poter usufruire dei vantaggi del progresso. Ogni pur piccolo gesto dell’Uomo crea delle modifiche impercettibili e impattando sull’ambiente. Invito utti coloro che difendono strenuamente certe posizioni fondamentaliste a riflettere in coscienza sul loro quotidiano stile di vita impattante, prima ergersi a paladini per evitare che un chiodo venga piantato o un nido di gabbiano venga disturbato…

  173. 66
    Gianni Sechi says:

    Grazie Corrado, hai creato una ferrata dalle mille emozioni!!! 🙂 E per quello che nel mio piccolo ho potuto vedere, sempre manutenzionata in maniera maniacale!!!Grazie!

  174. 65
    Lusa says:

    Nei commenti si legge:
    “Perché ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile.”
    “La via ferrata “cabirol” è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite.”

    Date un’occhiata qui:
    http://www.banff.it/una-figata-di-hotel/
    Anche per questa “ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile”
    Anche questa “è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite,”

  175. 64
    Alberto Benassi says:

    “Corrado Conca ha un curriculum di tutto rispetto e una grande esperienza che….molto spesso…..conta più dei titoli.
    Ha sempre fatto del bene sul territorio sardo, per i sardi e per tutti coloro che la Sardegna vogliono viverla anche non solo al mare! Dobbiamo incoraggiare le persone come Corrado non screditarle.
    Il Cabirol è un nostro bellissimo patrimonio.
    Ciao”
    Cara Melania il vostro PATRIMONIO è la suggestiva e aspra bellezza del vostro territorio. Non alcune centinaia di metri di cavo e di spezzoni di ferro che prima o poi diverrano ruggine.

  176. 63
    Ernesto Vittori says:

    Trovo questo attacco alla persona di Corrado Conca come una santa crociata che niente a che fare con la questione ambientale o la supposta insicurezza della ferrata. Credo faccia bene Corrado a segnalare alle competenti autorità questi “strani” cedimenti delle barre al Cabirol di questi tempi e non altrove. Sia perchè gli altri cedimenti di cui si parla non vengono documentati ma solo citati (e quindi si tratta di evidenti illazioni), sia perché, pur non essendo certo un esperto in materia, a me quelle foto non dicono granché, semmai mi pare che l’acciaio sia in ottime condizione e probabilmente qualcosa di “esterno” è intervenuto perché si spezzassero, guarda caso proprio di questi tempi. Ho fatto ripetutamente le altre ferrate sarde e devo dire che i materiali trovati non danno quasi mai l’affidabilità di quelli che ho visto sul Cabirol. A togliermi qualunque dubbio sul fatto che si tratti di una attacco alla persona sono le palesi minacce fatte dal sig. (!) Michelazzi nei confronti dell’attività svolta da Corrado come accompagnatore di gruppi (evidente l’acredine che traspare) e dell’assurdo che osa postare il sig. (!) Gogna quando scrive “Le ferrate delle Dolomiti et alia sono state istituite e fatte per motivi storici e culturali quando non esistevano le attuali norme ambientali perciò non fanno testo.” NON FANNO TESTO???? Ma ci rendiamo conto ??? Cioè cari signori (vabbè) volete farci capire che pazienza se le ferrate dolomitiche insistono su falesie evidentemente a rischio frana e chiunque ci si avventuri rischia quindi la pelle (ed infatti le notizie di incidenti mortali degli ultimi anni vengono quasi tutte da quelle zone) ma per il Cabirol (nato nel 2000 e quindi molto PRIMA che la stessa area diventasse SIC, cioè nel 2005) questo non vale. Come ho già scritto in precedenza, senza alcuna confutazione in merito a quanto affermavo e come ha poco sotto scritto il geomorfologo (che non è una parolaccia e magari qualcosa ne capisce) FABRIZIO ANTONIOLI ogni (ogni) parete di roccia verticale (falesia) è destinata a venir giù, prima o poi. Si chiama ciclo geologico dell’erosione: tutti i rilievi sono destinati ad essere spianati salvo poi eventualmente essere risollevati dalle forze endogene che governano (fatevene una ragione cari amici) il nostro pianeta. I tempi però, sappiatelo, sono quelli imposti dalla geologia, non dai vostri “desiderata”. Però dappertutto si continua ad andare per vie ferrate e di arrampicata. Tranne che al Cabirol. Vabbè dai, eliminiamo il Cabirol tanto possiamo spostarci a fare la ferrata di Plumare, anche quella quasi a picco sul mare stupendo della costa ogliastrina. Almeno lì saremo tranquilli; non intendo dalle frane visto che solo un anno fa ne è venuta giù una di qualche migliaio (se non milione) di metri cubi, ma almeno dagli attacchi di questi ipocriti e fasi ambientalisti.

  177. 62
    Lusa says:

    Vie ferrate? No Grazie!

    Anche qui si divertono:
    http://www.banff.it/una-figata-di-hotel/

  178. 61
    Bianca Demontis says:

    Onestamente vi trovo un tantino privi di coerenza.
    La scala che porta alle grotte di Nettuno, super trafficata, va bene perché fatta più di 60 anni fa. E non importa che disturbi la nidificazione. Basta spiegare alla fauna che è opera datata e quindi deve pazientare.
    Non importa neppure che la petcorra chiunque, amanti e non della natura e della fauna stessa
    La ferrata del Cabirol, per chi l’ha fatta e non è andato a leggersi solo statistiche e le improbabili ipotesi di scempi naturalistici, è praticata da veri amanti della montagna che rimangono sempire impressionati dal lavoro svolto. Perche ci vuole fatica, ingegno, preparazione, ma sopratutto immensa passione per attrezzare una cosa simile. Inoltre, c’è anche da dire che nessuno è così folle da affrontare la ferrata senza la dovuta preparazione e /o idoneo accompagnatore. Che Corrado sia molto attento è noto a tutti nell’ambiente, tanto da essere un serio riferimento per tutti.
    Ribadisco che ho percorso la ferrata e non ho visto nulla di quanto dici.
    Sai cosa mi dispiace? Che l’invidia porti a queste cose. E che dove non ci sia business occorra sempre chiudere.
    Dovreste vergognarvi. Perché se aveste rilevato dei punti deboli sareste dovuti intervenire e segnalarlo chiedendo semmai di metterli in sicurezza . Questo sarebbe stato costruttivo. Non cercare di demolire un’opera che lascia senza fiato per la bellezza.
    Andate a cercare gli scempi nelle cementificazioni selvagge che disturbano noi sardi in maniera inimmaginabile.
    Come disturbano e irritano indicibilmente questi attacchi gratuiti.

  179. 60
    Alberto Benassi says:

    Non conosco il Sig. Conca e tanto meno mi permetto di giudicarlo. Chi sono io per giudicarlo?? Nessuno!!
    Però ho le mie idee . E le mie idee sono contrarie alle ferrate. Tutte!!
    Posso dirlo di essere contrario alle ferrate?
    Penso di si.
    O solamente espresso un’opinione. Non ho dato un ordine di smantellamento.

  180. 59
    Melania says:

    Corrado Conca ha un curriculum di tutto rispetto e una grande esperienza che….molto spesso…..conta più dei titoli.
    Ha sempre fatto del bene sul territorio sardo, per i sardi e per tutti coloro che la Sardegna vogliono viverla anche non solo al mare! Dobbiamo incoraggiare le persone come Corrado non screditarle.
    Il Cabirol è un nostro bellissimo patrimonio.
    Ciao

  181. 58
    Antonio Serra says:

    Salve,
    non ho titolo per “omologare” la ferrata del Cabirol ma conoscendo bene Corrado Conca, le sue battaglie per la tutela dell’ambiente, la sua attenzione e per la sicurezza di chi in quell’ambiente si immerge o si lascia accompagnare, la sua maniacale cura per i dettagli nel garantire fruibilità e minimizzare i rischi, so quanto ha investito di tasca sua per questo gioiello e posso solo manifestare il mio disappunto per un attacco di tale portata ma che in sostanza appare decisamente meschino.
    Insieme a Corrado e agli altri amici che l’hanno aiutato in questa impresa, ho portato sulle mie spalle zaini di spazzatura perché, forse non lo sapete, la bellissima cengia sulla quale insiste uno dei tratti della ferrata era una discarica a cielo aperto. Anche (in questo caso soprattutto grazie alla ferrata) un angolo di paradiso è tornato alla sua originale e selvaggia bellezza.
    Non so cosa vi dia così fastidio, né in nome di cosa abbiate deciso di dichiarare questa guerra, ma di sicuro ha poco a che fare con l’amore dei sardi per la loro terra e per la natura che la contraddistingue, né tanto meno con la sicurezza di chi, volontariamente, decide di ammirarla da uno dei punti di vista più spettacolari che io conosca.
    https://flic.kr/p/4LToa5

  182. 57
    Alberto Benassi says:

    “Alberto Benassi tu dei Sardi e della Sardegna non capisci nulla….. quello che ci differenzia è il rispetto per le persone, amiamo il nostro territorio e non sono due cavi a rovinarlo, ci sono scempi molto più gravi di due tasselli, che tu neanche immagini”

    Sig. Davide , io dei Sardi e della Sardegna senza dubbio non capisco nulla. In Sardegna ci sono stato è di scempi ne ho visti tanti. Come ne ho visti tyanti dalle mie parti (vedi distruzione delle Apuane) .
    Però a differenza tua non mi sono permesso di scrivere che non “capisci nulla”….
    e quel poco che ho scritto l’ho scritto esprimendo il mio pensiero ma sempre con tono pacato e rispettoso della sardegna e delel persone. Cosa che invece non fai te.

  183. 56
    Davide says:

    Alberto Benassi tu dei Sardi e della Sardegna non capisci nulla….. quello che ci differenzia è il rispetto per le persone, amiamo il nostro territorio e non sono due cavi a rovinarlo, ci sono scempi molto più gravi di due tasselli, che tu neanche immagini

  184. 55
    Alberto Benassi says:

    “Fatemi capire, venite in Sardegna a dirci cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare? ”

    Non si tratta di Sardegna o di Lombardia, ect.

    Cara Sara mi sembra che la libertà di opinione esista ancora. Oppure no…..?

  185. 54
    Sara Muggittu says:

    A me sembra un attacco personale verso colui che ha realizzato (con tutte le competenze e i requisiti di legge) e che manutenziona la via ferrata costantemente e non un intervento volto a salvaguardare l’ecosistema o la sicurezza delle persone che la percorrono.
    Fatemi capire, venite in Sardegna a dirci cosa dobbiamo e cosa non dobbiamo fare?
    In termini di sicurezza come sono messe le ferrate alpine? Iniziamo a smantellare quelle…ormai sono vecchie di quasi 100 anni, alcune di più!
    Personalmente e coinvolgendo quante più persone possibili di mia conoscenza, combatterò affinchè si metta fine a questo sopruso.
    Lo dico come guida ambientale, ma soprattutto da sarda e amante della mia terra.

  186. 53
    Paolo Vinci says:

    Buonasera a tutti,

    vedo che continua instancabile la saga dei difensori della Natura, i quali, seppure bene a conoscenza dei problemi ambientali che affliggono il Pianeta, continuano a destare tutta la loro forza, passione ed energia su poche centinaia di metri quadri di roccia che avrebbero l’unica colpa pure nel rispetto dell’ambiente, di aver fatto conoscere un territorio e un percorso bellissimo che ha fatto includere lo stesso tra le “Ferrate più belle d’Italia”. Verrebbe da domandarsi il perchè di tanta combattività, nel nome presunto delle leggi dello Stato, visto che come già detto in precedenza chiunque abiti in Sardegna è conoscenza del fatto che siano false prive di fondamento e e di nessuna scientificità tutte le informazioni riportate sull’articolo. Accuse palesemente e credo volutamente infondate e dettate più che dallo spirito di tutela e salvaguardia dell’ambiente naturale, della flora e della fauna che lo abitano o meglio delle persone che transitano, più direi dallo spirito feroce di rivalsa nei confronti di un’unica persona. In realtà infatti come è constatabile da tutti quelli che hanno percorso la Ferrata in più di 20 anni e realizzata prima dell’Istituzione del Parco, hanno potuto verificare coi loro occhi l’ottima fattura tecnica su tutto il percorso ferrato, realizzato con materiali della Raumer, leader mondiale degli ancoraggi per uso alpinistico che forniscono affidabilità e sicurezza. Caratteristiche che si vorrebbero mettere in dubbio, solletticando il terrore nelle persone che leggono e usufruiscono dei luoghi. Prova di ciò è data dal fatto che presto le accuse infondate che si sciolgono come neve al sole, data la loro inconsistente volatilità, relative al presunto disturbo alle nidificazioni, al presunto rischio idrogeologico, alle presunte autorizzazioni necessarie, alla presunta caduta massi o alla presunta inaffidabilità dei materiali, si riversano ben presto su l’unico vero obiettivo di tutta questa storia, ovvero Corrado Conca il quale ha proprio la colpa di chiamarsi così! Purtroppo si, perchè come dimostrato dalla lungo periodo da cui perdurano gli attacchi in merito, non si è mai e poi mai visto lo stesso interessamento di Mountain Wilderness e dei suoi portavoce sardi, nei confronti di altri percorsi, i quali sono certo che per il principio di coerenza del pensiero e dell’azione ritengono tutti gli altri percorsi ferrati, ma anche tutte le vie d’arrampicata, tutte le grotte attrezzate, tutti i percorsi dove ci sia un ancoraggio artificiale, conformi rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, delle nidificazioni e ovviamente autorizzati e conformi agli standard materiali e di attrezzamento. Ovviamente così non è!!! E questa è l’ulteriore prova del fatto che tutte le ragioni scritte sono insussistenti, ribadisco e hanno solo l’obiettivo di colpire una sola persona e tutelare un “modo di andare in montagna” che è ritenuto dai cultori estremi “l’unico modi andare”. Fortunatamente il mondo è vario ed è bello e nel rispetto delle leggi, degli altri e dell’ambiente può essere vissuto in armonia e con varie sfumature di godimento. Ecco la Via Ferrata è una di queste! Nonostante l’opera di disinformazione portata avanti, le accuse, le critiche e tutto il resto, tutti gli Enti coinvolti non si sono mossi, sapete perchè? Semplicemente perchè ritengono che non ci sia nessuna irregolarità e che gli esposti porteranno solo cause bagatellari che intaseranno inutilmente i nostri tribunali. Vorrei farvi infine presente che in questo clima, qualora voi e chi legge non ne foste a conoscenza, che ci sono stati negli ultimi anni degli atti di vandalismo nei confronti di alcune vie lunghe di arrampicata sportiva esistenti da oltre 20 anni e presenti nei pressi della via ferrata. Gesti di indicibile violenza e odio, che ricordano tanto le faide e gli assalti dal muretto a secco che purtroppo hanno segnato la storia sociale della Sardegna, che si sono tramutati nella distruzione con una mola di un’intera via d’arrampicata storica. Spero condividerete con me la solidarietà e la condanna di gesti di tale bestialità. Detto ciò, il sottoscritto, come migliaia di amici che rispettano e amano la Natura e la montagna, ritenendo infondate tutte le accuse rivolte al percorso e all’autore, sono a favore della Via Ferrata del Cabirol e stavolta non sarà sufficiente ripetere una bugia cento, mille, un milione di volte perchè diventi una verità.

  187. 52
    Donatello says:

    Informazioni fuorvianti e faziose quelle contenute in questo blog…Acredine mista a ignoranza e frustrazioni profonde..Ma perché nn lasciate in pace chi a voglia di fare e sopratutto divertirsi rispettando più di voi la libertà sia di ognuno sia della natura nel suo aperto più integrale..Dei tasselli con dei cavi d’acciaio che in ogni momento possono essere smantellato senza recare nessun danno lasciando quella falesia al nulla che danno fanno?? Ma Xche nn andate a guardare gli scempi che appena più in basso nel litorale esistono ,deturpano e fanno danno inquinando? PRENDERSELA CON INO SPORTIVO che ha messo due tasselli che mai nessuno vedrà per aver messo una schackline.. Roba da matti..con tutti gli scampi adiacenti… Ma andate un po’ a cagare con consigli ridicoli Sulla sicurezza,frane rischio idrogeologico..Ma dove??? Costruiscono interi quartieri sui letti dei fiumi e venite a rompere le balle proprio qua… Idiozia allo stato puro….

  188. 51
    Alberto Benassi says:

    Tamara per quanto mi riguarda le ferrate le SMANTELLEREI tutte !!!
    Da quelle alpine, alle appenniniche, a quelle isolane.

  189. 50

    Ma avete intenzione di comprovare qualcosa riempendo il post di fakes???
    Poverini!

  190. 49
    Tamara says:

    La ferrata del cabirol è PERFETTA! Percorsa 4 volte! Corrado Conca è un grandissimo professionista e voi vi sognate di essere anche lontanamente in gamba come lui! Grazie infinite Corrado per tutto quello che fai questi sono solo una massa di gente invidiosa e cattiva e a casa nostra non sono benvenuti! Guardatevi le vostre ferrate!

  191. 48
    Alberto Benassi says:

    “La ferrata del Cabirol è per noi Sardi appassionati di “roccia” un punto di riferimento e motivo d’ orgoglio.”

    ma come si fa ad essere orgogliosi di centinaia e centinaia di metri di ferraglia che imbriagliano una montagna, una parete, una scogliera?

    Con tutto il rispetto ma mi sembra una visione di altri tempi che sarebbe l’ora di modificare.

  192. 47
    Valentina says:

    Mi sembra palese e lampante come si voglia mettere in cattiva luce una persona di tutto rispetto come Corrado Conca. La via ferrata “cabirol” è da tempo conosciuta come una delle più belle ferrate ideate e costruite. Mi sembra assurdo che ci si voglia accanire così tanto per la sua eliminazione. Ma non avete altro di meglio da fare???

  193. 46
    Alberto Benassi says:

    scusate ma come fate a definire questa persona un professionista?
    E’ una guida alpina? mi sembra di capire che non lo è. Quindi , anche se è la persona più brava e capace del mondo , e non metto in dubbio che lo sia, non è un professionista perchè, semplicemente davanti non ha i titoli per esserlo.
    Vuole essere un professionista? Faccia il corso per guida alpina e nessuno potrà più rimproveragli nulla.

  194. 45
    Davide says:

    La ferrata del Cabirol è per noi Sardi appassionati di “roccia” un punto di riferimento e motivo d’ orgoglio.
    Consideriamo Corrado Conca un professionista che ha dato tanto e fa tanto per tutta la nostra comunità, per cui ogni vostro tentativo di diffamare lui o il suo operato, sarà per noi solo motivo d’ invidia…..tutto il resto non conta nulla.

  195. 44
    Melania says:

    Per me non sarà più Capo Caccia senza la via ferrata del Cabirol……Corrado è sempre attento e professionale…..disponibilissimo con noi escursionisti….. I suoi consigli sono preziosissimi. Mi fido del suo lavoro. Ha sempre controllato e manutenzionato la via ferrata. Per favore non permettete che questo gioiello venga smantellato.
    È li da tempo…..
    Mi dispiacerebbe moltissimo non poterla più percorrere.
    #Sardegna #Cabirol

  196. 43
    Gianni says:

    Perché non dare possibilità di replica al diretto interessato che mostra competenze fuori dall’ordinario .. La via è stata battuta da migliaia di utenti con i livelli di preparazione più disparati e nonostante ciò non si è mai avuta notizia di un minimo incidente .. Allora considerato che è attiva dal 2000 quali sono i rischi effettivi connessi alla sua libera fruizione !? .. E parliamo di dati concreti e non di affermazioni dettate da chissà quale interesse personale .. Perché l’integrità e le intenzioni del signor Concas sono per chi ha avuto il piacere di conoscerlo delle più nobili ..

  197. 42
    Alessandro Gogna says:

    Per Stefano Masperi
    Scusami Stefano, capisco che hai percorso la via ferrata e che ti è piaciuta molto, come d’altronde che tutto è andato bene. Il posto è molto bello e sono d’accordo con te che è molto panoramico e affascinante.
    Sicuramente l’autore era animato da ottime intenzioni e poteva fare un buon lavoro.
    Vorrei però invitarti a pensare se, viste le risposte delle istituzioni, ti sembra ancora che l’autore abbia realmente fatto un buon lavoro.
    E non parliamo in questo caso di Corrado Conca come persona fisica ma di un qualunque Sig. Rossi o Istituzione che agisca nella stessa maniera.
    Da quanto è risulta sinora:
    – L’autore sembra non avere il titolo di Guida abilitata all’accompagnamento a pagamento di gruppi di persone lungo la Via Ferrata, Vie di Arrampicata, ecc. Secondo te, perché la legge 6/89 ha previsto che chi accompagna in posti pericolosi, dove c’è necessità di tecniche alpinistiche, deve fare selezioni severe e un corso abilitante e lungo? E non diciamo per favore che in Sardegna non ci potrebbero essere persone in grado di ottenerla perché ci sono molte Guide Alpine del Sud Italia e non si vede perché i Sardi dovrebbero essere da meno. Se vuole lavorare in questo campo perché non si iscrive ai corsi preposti, secondo te? Bisogna anche ricordare che la prima cosa che controlla un assicurazione in caso di incidente è che il cliente sia accompagnato da una guida autorizzata…
    – Si è rotto un ancoraggio. Certo, può capitare: ma se leggi attentamente il comunicato stampa di Mountain Wilderness leggerai che l’ancoraggio era apparentemente nuovo, nelle medesime condizioni di altre. Se sei a casa e si rompe un gradino al massimo prendi una storta, ma in questo caso è più grave. Le anomalie nella ferrata sono anche altre e sono date dalla tipologia di acciaio utilizzato che non è idoneo e ha causato già incidenti.
    – Nonostante qualcuno asserisse il contrario, la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna ha comunicato che la ferrata è in un area ancora considerata come a pericolosità molto elevata da frana. Sembra tutto a posto, ma in queste aree alcune cose evidentemente non si possono progettare, come non si poteva costruire nei quartieri di Olbia dove era arrivata l’alluvione.
    Per avere un’idea dai un occhiata al filmato qua postato, dell’inaspettato masso in bilico proprio sopra la ferrata che i geologi hanno fatto disgaggiare.
    http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110.
    Date le risposte degli Enti (vedi i commenti e aggiornamenti precedenti) a questo punto mi sembra più che lecita, anche perché prescinde da limiti territoriali, la domanda di Mountain Wilderness che tutti noi dovremmo porci: “E’ possibile che qualcuno entri in un’area protetta, o a rischio frana, con cavi e trapano e cominci a cementare gradini e ancoraggi indisturbatamente, in barba a tutte le leggi e le regole, senza un progetto approvato da enti competenti… magari senza la firma di un professionista abilitato?”.

  198. 41
    Alessandro Gogna says:

    Per Enrico Spezziga
    Grazie Enrico per il tuo intervento, particolarmente gradito per il tono da te usato. La Scala del Cabirol, che tu citi e che porta alla Grotta di Nettuno, è stata realizzata circa 60 anni fa. Da allora molte cose sono cambiate, compresa una coscienza sull’ambiente più ampia e un incremento delle conoscenze più vasto sui problemi, che ha portato alla creazione di leggi maggiormente rispettose dell’ambiente e delle necessità dei cittadini.
    Attualmente il promontorio di Capo Caccia è tutelato da tante di quelle norme che non sarebbe mai stato possibile realizzare oggi la Scala del Cabirol, come tanti altri interventi discutibili ma prima possibili.
    La tua domanda sul gruppetto di escursionisti/alpinisti è più che lecita. Studi scientifici sulle attività hanno portato a fare indicare alcuni sport più impattanti di altri sull’ambiente. La via ferrata e l’arrampicata sportiva sono attività considerate da parte del Ministero all’Ambiente come una minaccia per i volatili che nidificano sulle pareti. Molti uccelli protetti smettono di sorvolare o nidificare, spaventati dal fatto che i luoghi prescelti, in quanto inaccessibili, non lo siano più.
    Sono sicuro che come escursionista sei rispettoso dell’ambiente ma ci sono alle volte degli impatti che generiamo che sembrano quasi impossibili. La domanda bella da farsi è “cosa intendiamo per attività sostenibili?” Per me sono quelle attività che vengono create dall’uomo attorno a quello che c’è nell’ambiente. Penso che siamo noi che entriamo nel loro mondo e non viceversa.

  199. 40

    Egregio Masperi, quando ci si espone rendendo pubblico il proprio pensiero, o la propria posizione in merito ad uno specifico argomento, non si può sperare che nessun abbia niente da dire in proposito e quindi ci si sottopone volontariamente anche alle critiche e se l’ironia, come tu stesso l’hai definita, la scambi per maleducazione…non so che dirti… ognuno ha le proprie sensibilità ma se non si sa accettare una critica si evita di rendersi pubblici.
    Tornando all’argomento, credo fosse ben comprensibile il concetto che ho espresso:
    se c’è una legge e si vive in una comunità, quella legge si rispetta ed è sacrosanto diritto della comunità valutare se sia stata o meno rispettata, quando qualcuno o qualcosa appare quantomeno ai margini della stessa!
    In merito all’aggressione personale che tu ipotizzi, è una tua idea. Se si dovesse dare credito alle considerazioni personali invece che darne ai fatti la magistratura non avrebbe senso di esistere, basterebbe soppesare quanti pro e quanti contro per definire giusto o sbagliato. C’è chi ci ha provato indubbiamente, non serve andare molto in là nel tempo, berlusconi ha scatenato movimenti di opinione enormi tra colpevolisti ed innocentisti per ii suoi processi, ma la magistratura, giustamente, non ne ha tenuto conto, è andata avanti ed alla fine ha tirato le somme in base alla legge… malgrado ancora oggi dopo innumerevoli dimostrazioni di colpevolezza ci sia chi continua a sostenere che ci sia stato un complotto contro di lui…
    Quindi, se ti rileggi attentamente l’articolo ed i link allegati, oltre che agli aggiornamenti tra i commenti, noterai che ci sono diverse voci discordanti in merito a quella che tu consideri una situazione regolare e sinceramente che ci sia un movimento così ampio, di discredito nei confronti di Conca la trovo piuttosto assurda come posizione, vista la sua non certo così ampia popolarità…

  200. 39
    Stefano Masperi says:

    Carissimo MIchelazzi ….mi reputo una persona educata,quindi non voglio scendere al tuo livello,premesso che la mia amata sardegna me la giro in lungo e largo, ti piace fare del sano umorismo ( feticismo ecc.ecc), non sono un fans di Corrado Conca, lo rispetto come uomo/persona per tutto quello che lui ha fatto nel mondo dell’escursionismo Sardo, continuo sempre di più nel pensare che ci sia una campagna contro la sua persona …..ma questo è un mio punto di vista . Come sempre in italia se non si finisce con le carte bollate non si risolve niente,sai nella mia vita di Leoni da Tastiera mi è capitato di conoscerne tantissimi….ma come sempre questa schiera aumenta sempre di più, ti saluto……..

  201. 38
    Enrico Speziga says:

    Buongiorno a tutti, non ho la presunzione di farvi cambiare idea, ma come escursionista desidero semplicemente esprimere il mio parere riguardo l’argomento. Non essendo un tecnico ne un geologo non toccherò questi argomenti , ma mi rimetto al buon senso facendo alcune osservazioni. La via ferrata è li da più di 10 anni ed è in perfettissime condizioni, soprattutto so che è costantemente monitorata , il metallo alla vista non sembra minimamente intaccato. Però più che su questo argomento dove non sono “ferrato” vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che molte persone nel periodo estivo percorrono la Scala del Cabirol, (molto vicina all’omonima ferrata), che conduce alle Grotte di Nettuno, a mio parere se effettivamente ci sono dei volatili rari questa potrebbe essere un elemento di disturbo ben maggiore, ma nessuno si è mai lamentato. Inoltre, sempre a pochi metri dalla via ferrata inisiste una postazione militare che immagino sia un altro forte elemento di fastidio per i volatili (non discuto la presenza o meno ma non li ho mai visti). Noto anche che i barconi colmi di persone con un altoparlante che si sente in tutta la zona entrano praticamente dentro il foro della Foradada, ma anche di questo forte elemento di disturbo non si è mai lamentato nessuno. Ora siamo sicuri che dei gruppetti di escursionisti amanti e rispettosi della natura diano più fastidio di questi elementi ai rari volatili di cui si è parlato?
    Al di la di tutte le considerazioni fatte da tutti, giuste o sbagliate che siano sarebbe davvero un peccato perdere un così bel percorso in un Isola dove ne abbiamo davvero pochi (di questo genre)
    Un saluto a tutti.

  202. 37

    Stefano Masperi, la tua fedeltà è quasi imbarazzante… e con tutto il territorio della Sardegna , del quale per il 60% selvaggio che tu continui a risalire i cavi a Capo Cabirol, probabilmente qualche analista lo potrebbe interpretare come una forma di feticismo… comunque visto che il feticismo non è illegale (deriva da legge) almeno in forme che non trascendano dal suo termine generico, va bene così per te e va bene così per tutti…
    Vedi Stefano Masperi, sempre parlando di legalità (deriva anche questo da legge), ci sono alcune situazioni che ovviamente saranno i magistrati a decidere se siano regolari o meno, e sempre rimanendo in tema, aldilà delle simpatie più o meno spiccate per una persona, se quest’ultima avesse infranto quelle regole (sempre legge eh…) non è persecuzione, antipatia o qualcosa di simile, se se ne parla, si definisce invece come: libertà di espressione; derivata da fatto che viviamo nella stessa comunità (ITALIA) che applica ovunque le stesse regole (legge), come dire , anche se il paragone è piuttosto esagerato (è solo un esempio non prenderlo come oro colato ma come paragone esagerato…) che le prefiche (sas atitadoras in Sardegna) le quali giuravano sulla correttezza e buona fede di Totò Riina fossero le portatrici di verità…
    RIPETO ( a scanso d’equivoci o di mala comprensione): se, dove, come, quando e chi, saranno i magistrati a deciderlo e nel caso il tuo idolo avesse torto prendine atto… in caso contrario ne prenderemo atto noi… 😉

  203. 36
    Stefano Masperi says:

    Ecco sono un demente( magari per i vostri pensieri) che negli ultimi mesi ha fatto penso almeno 67 volte la “Ferrata Del CAbirol”, non sono un demente …non sono un masochista neanche uno che mette a rischio la sua vita ,non sono uno che disturba gli uccelli, penso che in una via ferrata degli inconvenientei possano capitare, ma per come conosco Il SIG. CORRADO CONCA vi posso dire che è una persona attenta alle vie create da lui stesso lo dimostra il fatto stesso di quante volte lui stesso le ripercorre,forse di ferrate artigianali cosa che quella del Cabirol non mi risulta che sia penso che voi non vi siate ben documentati , poi magari se il signor Conca non vi è simpatico questo è un altro paio di maniche……..SALUTI DALLA SARDEGNA.

  204. 35
    Mountain Wilderness says:

    Comunicato Stampa di Mountain Wilderness
    Pericolo ancoraggi a Capo Caccia, Alghero (SS), sulla Via Ferrata del Cabirol!!

    Lungo la Via Ferrata del Cabirol, a Capo Caccia, si è rotto un ancoraggio apparentemente nuovo che tiene la fune metallica di sicurezza. L’associazione ambientalista Mountain Wilderness Italia ha inviato al Prefetto di Sassari una segnalazione circostanziata sull’accaduto, chiedendo di verificare lo stato dell’arte della Via Ferrata e di tutelare l’incolumità delle persone, in quanto ancoraggi di questo tipo, con le medesime caratteristiche di usura percettibili visivamente, sono comuni lungo tutto il percorso, e sarebbero deputati a sostenere l’eventuale caduta dell’alpinista.
    Nella lettera è sottolineato che “E’ facile considerare che la caduta e il cedimento degli ancoraggi e/o dei gradini, potrebbero portare a incidenti potenzialmente mortali.

    La segnalazione è dovuta anche alla constatazione che il cavo di sicurezza è collegato a decine di ancoraggi che non sono in acciaio AISI 316L linea marina.
    Come da bibliografia, gli ancoraggi di acciaio non certificato come quelli di tipo Aisi 316 (fittone, tassello a espansione, ecc.) sono stati ritirati dal commercio da alcune ditte in quanto, nelle zone di mare, tendono ad essere aggrediti impercettibilmente dai cloruri.
    Gli ancoraggi di questa tipologia, pur senza mostrare danneggiamento evidente, tendono a spezzarsi improvvisamente sotto bassi carichi. Sono documentati incidenti recenti avvenuti in Sardegna durante i quali ancoraggi apparentemente perfetti hanno ceduto sotto il peso di una persona o un piccolo strappo.

    I gradini e appoggi artificiali per mani e piedi che agevolano la progressione, sia nei traversi orizzontali che nei tratti verticali, sono costituiti anch’essi da barre da armatura, come quella dell’ancoraggio spezzato. Questo fatto ci fa ipotizzare che non siano stati stimati adeguatamente dagli ingegneri i carichi sugli ancoraggi o che comunque non si sia tenuto conto nella scelta dei materiali delle caratteristiche chimico-fisiche del sito e della corrosione.

    La lettera fa seguito alla richiesta di informazioni agli enti preposti, inviata il 26 aprile 2016 dalla Mountain Wilderness congiuntamente al Gruppo di Intervento Giuridico, sulla realizzazione della Via Ferrata del Cabirol e degli itinerari di arrampicata sportiva situati in prossimità della Grotta delle Brocche Rotte.
    Entrambi gli interventi ricadono nei confini del Parco Regionale di Porto Conte, del Sito di Interesse Comunitario e della Zona di Protezione Speciale.

    Dalla documentazione bibliografica fornita agli enti in quell’occasione, risulta che sia la Via Ferrata che gli itinerari di arrampicata sportiva sono stati eseguiti all’interno delle aree protette e incrementati e modificati nel corso degli anni.
    E’ possibile che qualcuno entri in un’area protetta, o a rischio frana, con cavi e trapano e cominci a cementare gradini e ancoraggi indisturbatamente, in barba a tutte le leggi e le regole, senza un progetto approvato da enti competenti… magari senza la firma di un professionista abilitato? E’ questa la domanda che la nostra associazione si pone, non solo in questo caso, ma ogni qualvolta si possa mettere a rischio l’incolumità delle persone.

    Le risposte ricevute sinora indicano che gli interventi non solo non sono stati autorizzati dal Parco Regionale di Porto Conte, ma sono stati realizzati in un’area indicata, nella cartografia tuttora vigente, con pericolosità di frana molto elevata. In tale categoria si possono realizzare solo azioni finalizzate al contenimento del rischio, che in ogni caso richiedono studi di compatibilità geologica e geotecnica mai pervenuti all’Agenzia generale del Distretto Idrografico della Sardegna.
    Mentre l’Assessorato di Difesa all’Ambiente della R.A.S. avverte che non è mai stata presentata, quindi mai approvata, l’obbligatoria Valutazione di Incidenza Ambientale, l’Ufficio di Tutela del Paesaggio chiede al Comune di riferire sul rilascio del titolo abilitativo e sulla necessaria autorizzazione paesaggistica per l’opera.

    Contatti: MOUNTAIN WILDERNESS http://www.mountainwilderness.it; cell. 3427289189

    Link correlati:

    Richiesta di informazioni della GRIG e MW
    https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/04/28/capo-caccia-alghero-ss-vie-ferrate-e-arrampicate-sportive-possono-complicare-la-vita-allavifauna-selvatica/

    Drammatica caduta del blocco di roccia pericolante sulla Via Ferrata del Cabirol, il video
    http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/capo-caccia-il-gigante-di-roccia-precipita-in-mare/40012/40110

    Buca le falesie del Parco Regionale di Porto Conte. Turista denunciato!
    http://lanuovasardegna.gelocal.it/alghero/cronaca/2015/11/21/news/alghero-buca-le-falesie-di-capo-caccia-per-fissare-la-fune-equilibrista-denunciato-1.12484270?refresh_ce

    Sassuolo, 14 giugno 2016

  205. 34

    Certo però, Corrado Conca, ( personalmente ti ho dato pure retta …vedi mia risposta precedente) che considerando la condizione precaria della Sardegna in merito all’accompagnamento (precaria ancora per poco visto che i nuovi emendamenti alla 6/89 renderanno giustizia alla condizione sarda… non per tutti gli abusivi però…!) credo che arrivare al punto di denunciare chi denuncia ed essere allo stesso tempo operatori in condizione di abusivismo di professione (che ti piaccia o no le ferrate sono campo alpinistico e senza ombra di dubbio materia riservata ESCLUSIVAMENTE alle Guide Alpine) e lo evidenzi nel video e nelle tue proposte sul sito personale : http://www.corradoconca.it/index.php?lang=it … LE SCHERMATE CI SONO QUINDI NON AFFANNARTI A CANCELLARLE… NON SERVE… E NON SOLO FERRATE EH… ma chi sei? Batman ? O magari un pupillo del dio delle montagne che puoi tutto e nessuno ti dice niente???
    Allora già che ci sei alla luce di queste mie considerazioni. denuncia pure me…! Mi farebbe estremamente piacere… sai perché? Mi assolverebbe dal compito sgradito di dover fare un esposto alla Procura delle Repubblica sulle tue attività, che arrogantemente pur sapendo di non poter proporre stai comunque pubblicizzando e siccome al sottoscritto certi atteggiamenti non piacciono proprio che dire … un esposto in Procura non ha costi…!
    Peace and love (cit. Ringo Starr, Stefano Michelazzi e mi tocca citare pure lui… Marcello Cominetti…) !

  206. 33
    Corrado Conca says:

    Rispondo per l’ultima volta su questo post, perché già nel farlo ti/vi sto dando troppa importanza.

    La barra che con molto ritardo riportate in fotografia è stata sostituita meno di 24 ore dopo. Non credo esistano in Italia altre vie ferrate con una efficienza simile nella manutenzione.

    Piuttosto, dato che le “anomalie” riscontrate in questo periodo sono state diverse e, guardacaso, tutte immediatamente documentate (poche ore dopo l’accaduto) e tutte poco dopo i post di questo blog, a titolo di autotutela ho ritenuto opportuno inoltrare alla Procura della Repubblica una denuncia nella quale ovviamente risulta agli atti anche la vostra associazione quale promotrice di terrorismo nei confronti della Via Ferrata.

    La barra che avete così diligentemente fotografato è stata consegnata in Procura per ulteriori verifiche, perché appare tutt’altro che corrosa da agenti atmosferici.

    Saranno gli inquirenti che valuteranno quali sono le vostre implicazioni e coinvolgimento in merito.
    Per il resto, dal punto di vista dell’immagine, direi che la fossa ve la state scavando già da soli. Io resto a guardare.

  207. 32
    Alessandro Gogna says:

    Siamo giunti in possesso di tre fotografie che documentano come sulla via ferrata del Cabirol si sia rotta (in questo mese di giugno 2016) una barra di ancoraggio (tondino). L’ancoraggio si è rotto alla base e mostrava segni di ruggine solo alla base, nella resina. La ferrata è piena di decina di ancoraggi in condizioni visivamente identiche a questo.
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050728.jpg
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050730.jpg
    http://www.banff.it/wp-content/uploads/2016/06/IndaginiViaFerrataCabirol-P1050729.jpg

  208. 31
    GRIG says:

    24 maggio 2016, ore 14.58
    Con nota prot. n. 10188 del 24 maggio 2016 il Servizio Valutazioni Ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato che “non sono presenti agli atti dello scrivente Ufficio procedimenti di valutazione ex art. 5 DPR 357/07 e s.m.i. in merito ad alcun intervento simile nella località di Capo Caccia, Alghero”.

  209. 30
    GRIG says:

    Con nota prot. n. 19611 del 17 maggio 2016 il Servizio tutela del paesaggio di Sassari della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato di aver chiesto ai competenti Servizi del Comune di Alghero informazioni in merito alle eventuali autorizzazioni paesaggistiche rilasciate in sede sub-delegata, in quanto non risultano atti presso i propri archivi.
    Dal sito della GRIG, 19 maggio 2016, ore 15.03

  210. 29
    Stefano Deliperi del Gruppo d'Intervento Giuridico says:

    Con nota prot. n. 4518 del 3 maggio 2016 la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha comunicato che “l’intervento … ‘Ferrata del Cabirol’ insiste su un’area caratterizzata nella cartografia vigente del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) da una pericolosità molto elevata da frana di livello Hg4. Tale livello di pericolosità è stato determinato nell’ambito dello ‘Studio di dettaglio e approfondimento conoscitivo della pericolosità e del rischio di frana nel sub-bacino n. 3 Coghinas-Mannu-Temo. Progetto di variante generale e di revisione del piano di assetto idrogeologico della Regione Autonoma della Sardegna’, adottato in via definitiva con Delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n. 1 del 16.06.2015. Il livello di pericolosità da frana molto elevato Hg4 dell’area era comunque già vigente nella cartografia PAI precedente, la cui prima approvazione delle Norme di Attuazione risale alla Deliberazione della Giunta Regionale, in qualità di Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, n. 54/33 del 30.12.2004.
    Allo stato attuale, non risulta a questo Servizio alcuna istanza di presentazione di uno studio di compatibilità geologica e geotecnica dell’intervento in questione, ai sensi dell’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del PAI. Si specifica che, a seguito dell’approvazione della L.R. n. 33 del 15 dicembre 2014, la competenza relativa all’approvazione di tale studio è attualmente attribuita ai Comuni”.
    la Direzione generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna (Servizio Difesa del suolo) ha nel contempo chiesto riscontro al Comune di Alghero – Ufficio tecnico.
    ————–
    Co nota prot. n. 9297/PNM del 4 maggio 2016 il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione generale Protezione della Natura e del mare ha chiesto al Servizio Valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna e al Corpo forestale e di vigilanza ambientale (S.T.I.R. Sassari) informazioni in merito, “con particolare riferimento all’applicazione della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’”.
    Dal sito GRIG, 5 maggio 2016, ore 15

  211. 28
    davide crescenzio says:

    Scusa Fabrizio Antonioli, qua si sta parlando di una ferrata e tu vorresti mettere sullo stesso piano vie di arrampicata con le ferrate?

  212. 27
    fabrizio antonioli says:

    Alessandro, alcune frasi che scrivi: ” in base a studi geologici il pericolo di frana e il rischio che questa possa (chissà quando) avvenire. Dando delle categorie di pericolosità.”: sono opinabili, ti spiego. Allego un indirizzo sito web :

    http://www.radioluna.it/news/wp-content/uploads/2014/05/Ordinanza-n%C2%B0283-del-30-maggio-2014.pdf

    dal quale si può leggere una delle ordinanze di divieto di accesso (quella di Gaeta e Sperlonga) emanata nel 2014 dal Comune di Gaeta che ha coinvolto i più bei siti di arrampicata del Lazio Meridionale. In base al Piano Stralcio per l’assetto Idrogeologico (PAI), vista la classificazione R4 delle aree in oggetto il sindaco di Gaeta, insieme a tanti altri sindaci in Italia ha inibito l’accesso alla base delle pareti.
    Questo non in base a studi geomorfologici, ma semplicemente in base alla presenza di pareti a 90 gradi ed al rischio connesso. Tutto ciò trae origine da un terribile incidente mortale occorso a due ragazze in visita scolastica a Ventotene che si trovavano sulla spiaggia e, addosso alle quali è crollata una parete. Il Sindaco di Ventotene è stato denunciato e processato. Per farla breve, un conto sono aree davvero a rischio di crolli (e questo si evince solo con indagini geomorfologiche mirate) un conto sono pareti a rischio di parziale crollo. La storia recente (Dru, Nord del Pelmo, ecc ecc.) ci ha insegnato che una parete è un posto rischioso (non a caso ci andiamo con il casco) ma un conto sono alpinisti, arrampicatori, escursionisti ben consci dei rischi ai quali vanno incontro, un conto sono i passanti. Spero su questo ci troviamo d’accordo. Proprio per questo motivo non sono state interdette le attivita alpinistiche su Monte Bianco, sul Cervino o in Dolomiti, pur essendo presenti generalizzati rischi oggettivi. Le mappe del PAI mettono tutti questi siti (Capo Caccia compreso) sullo stesso piano. Tanto per essere campanilista, a seguito dei divieti a Gaeta, stiamo cercando di presentare dei ricorsi a seguito della verifica scientifica (con telecamere subacquee) che alla base della parete (sott’acqua, per intenderci) abbiamo le prove che non sono visibili poggiati sui fondali (tra -8 e -16 metri) massi o frammenti di dimensioni superiori ai 10 cm, segno che frane ricorrenti, come d’altronde verificato dagli arrampicatori, non ce ne sono . Sicuramente sulla falesia di Geta ci sono un paio di aree con pilastri pericolanti dove, a mio parere, non bisognerebbe arrampicare ed in quel caso porre dei divieti. Con un pò di buonsenso credo che si trovi sempre una soluzione, per qualsiasi sito. Non con i divieti indiscriminati su tutte le pareti a 90 gradi….ma con il colloquio e la discussione tra le parti. Ovvio che non è pensabile che si aprano ferrate come i monotiri, ma, al momento non mi sembra di notare questa indiscriminata “fioritura” in Sardegna.

  213. 26
    Alessandro Gogna says:

    Per Fabrizio Antonioli: non guardiamo solo l’argomento “frane” come sassi che cadono dall’alto. Le ferrate delle Dolomiti et alia sono state istituite e fatte per motivi storici e culturali (e qui ci sarebbe parecchio da discutere) quando non esistevano le attuali norme ambientali perciò non fanno testo.
    Per frana, nel contesto della ferrata Giorré e Cabirol, si intende invece la cartografia della Regione Sardegna e del Piano Idrografico.
    Questa cartografia individua in base a studi geologici il pericolo di frana e il rischio che questa possa (chissà quando) avvenire. Dando delle categorie di pericolosità.
    Insieme alle categorie indica delle Norme cui bisogna attenersi, indicando che nei contesti più “loschi”, puoi fare solo interventi conservativi e di tutela che, anche in questo caso, devono essere accompagnati da relazioni tecniche di geologi e ingegneri.
    Questo per dirti che tu puoi fare in Sardegna delle ferrate ma non puoi farle in quelle zone già indicate sulle carte regionali come “a potenziale pericolo e rischio di frana”. E’ una cosa che l’ufficio tecnico di un ente pubblico deve verificare prima di rilasciare qualunque tipo di autorizzazione, a maggiore ragione se ci sono dei finanziamenti pubblici (tipo Giorré). Chi non le segue va contro la legge.
    Tempi moderni, nuove leggi e regole.

  214. 25
    Teo says:

    A leggerlo così mi sembra che l’articolo non sia un atto di accusa ma solo la cronaca di quello che è capitato, fino adesso, relativamente alla ferrata. Mi sembra, come ha scritto “Gruppo Intervento Giuridico” che l’unica cosa da fare sia aspettare la risposta da parte delle amministrazioni pubbliche o chi di competenza, a quanto chiesto dalla stessa associazione e da MW. Poi, allora, si potrà discutere.
    Invece noto che c’è sempre qualcuno che pensa di saperne più degli altri, con una confusione in testa non da poco..preoccupandosi più che della ferrata su chi possa accompagnare su di essa..! 😉

  215. 24
    Fabrizio antonioli says:

    Io trovo molta affinità tra coloro che tagliano le gole dalle parti del Califfato e chi parla di danni ambientali provenienti dalla ferrata del Cabirol. Primo chi scrive stupidaggini, come quelle postate qui sopra, dovrebbe prima andare a fare la ferrata, io l’ho fatta, VOI ?Credo sia l’unica nel suo genere in Sardegna, e’ davvero bellissima, molto sicura (otre ad essere un alpinista, un Istruttore Nazionale di Alpinismo, sono un geomorfologo e mi occupo anche di frane, cari amici ambientalisti qualsiasi parete, solo per il fatto che esiste ha come “dovere” quello di scaricare sassi, chiudiamo le Dolomiti?). Questo razzismo ingiustificato e’ davvero dannoso, alla gente, agli alpinisti ed all’ambiente. Vogliamo affrontare l’argomento Falco Pellegrino? Io sono pronto, ma a farlo con persone qualificate che sanno di cosa parlano. Ricordo a tutti che a Roma il falco pellegrino nidifica al Colosseo ed al “Palazzaccio”. Mantenere integra una regione dovrebbe essere un dovere di tutti, se gli ambientalisti non riescono ad opporsi ai veri disastri, inutile che se la prendano con alpinisti, i primi ad essere di natura ambientalisti. Caro Corrado Conca, se serve sono pronto ad azioni legali collegiali.

  216. 23
    Alessandro Gogna says:

    A proposito del link non più trovabile che segnala Stefano Michelazzi, confermo che prima della pubblicazione del post li abbiamo verificati tutti con attenzione: erano tutti perfettamente funzionanti.

  217. 22

    puntualizzando poi…:
    “difficoltà non di carattere alpinistico”
    bisogna allora rivedere non solo le normative ma anche tutta una tradizione centenaria su ciò che le vie ferrate rappresentano… eddai che da questi nuovi pionieri delle montagne riceviamo tutti una lezione su ciò che significa gradi, difficoltà, assicurazioni ecc.
    praticamente noi alpinisti non abbiamo mai capito una mazza di cosa stiamo facendo perché ora arrivano i nuovi messia a spiegarci che un cavo fisso al quale ci si ancora non è alpinismo ma semplice escursionismo… e pensare che dal 1869 quando venne attrezzata sul Grossglockner la prima via ferrata eravamo certi che fosse un percorso alpinistico ma… non sapevano allora che per poter accompagnare clienti su di un percorso alpinistico si dovrà oggi obbligatoriamente essere Guide Alpine e quindi se cambiamo da alpinistico ad escursionistico la definizione delle ferrate possiamo accompagnarli anche senza essere Guide Alpine ma guarda là che bel escamotage… !!! Ma allora sarebbe il caso di avvisare le aziende produttrici che moschettoni, imbraghi e quant’altro non sono attrezzature alpinistiche ma soltanto escursionistiche… magari però s’incazzano pure…
    Tutto però stabilito qui da esperti alpinisti: https://vimeo.com/6545896.

  218. 21

    una domanda s’impone… come mai questo link risulta di colpo non trovabile???
    (http://www.corradoconca.it/index.php?option=com_content&view=article&id=20:qatsi&catid=2& Itemid=101&lang=it).
    tanto per la cronaca eh…

  219. 20
    Luca Visentini says:

    Non entro in questioni tecnico-giuridiche che non mi riguardano, ma quella roba è comunque orribile. Si affronta così la roccia? Si visita così la natura? Ma che schifo! In Sardegna=colunia come nel continente.
    Ah, e ho tanti di quegli amici sardi con cui ho vissuto e sono cresciuto che non mi incantate.

  220. 19
    Angelo Naseddu says:

    Rimango semplicemente basito difronte a questa roba che assimilo a oscurantismo da talebanismo ambientalista

  221. 18
    Ernesto Vittori says:

    L’articolo è privo di qualunque riferimento scientifico specifico (studi, bibliografia, ecc). Le accuse appaiono del tutto gratuite e banali ( In occasione di una ripetizione della Via Ferrata da parte di membri della Mountain Wilderness viene osservata una coppia di Falco pellegrino in prossimità della parete della ferrata); e questo cosa certifica? Io domenica, in seguito ad una escursione con amici sul Marganai ho osservato una coppia di aquile. Sarò passibile di denuncia per aver disturbato simili rari esemplari? Oddio, non ci avevo pensato. La falesia del Cabirol è a rischio frana? Mavalà? Una falesia che rischia di franare? Mai sentita prima una cosa del genere. Chissà cosa ne pensano dalle parti di Plumare, o di Mudaloru? E le “Colonne” di Carloforte? Si chiama ciclo geologico dell’erosione del rilievo. Ma poi, se così fosse, non sarebbe magari opportuno impedire anche l’accesso alla grotta di Nettuno? E qui mi fermo perché sbugiardare le false verità dell’articolo sarebbe fin troppo facile.

  222. 17
    Gruppo d'intervento giuridico says:

    Risposta a Pier Paolo Putzu
    Come in tantissime altre occasioni, abbiamo effettuato una richiesta di informazioni ambientali per verificare la rispondenza alle normative di salvaguardia ambientale che tutelano quel “gioiello naturalistico” che è Capo Caccia: quando riceveremo le risposte dalle amministrazioni pubbliche naturalmente le pubblicizzeremo e speriamo proprio che diano conferma della bontà della situazione sotto il profilo ambientale.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 28 aprile 2016, ore 22.01

  223. 16
    Pier Paolo Putzu says:

    Vi seguo praticamente da sempre e condivido la maggior parte dei vostri interventi, ma non questo. Chiunque percorra le vie ferrate, e quella del Cabirol in particolare, sa quanta attenzione e rispetto della natura hanno le persone che praticano questo tipo di attività e sfido chiunque a trovare non dico rifiuti, ma un semplica fazzolettino.In quanto alla sicurezza del percorso, direi che pochi sono sicuri come quello del Cabirol. La parete tra l’altro, è gia stata messa in sicurezza nel 2015, e la parte pericolosa non era quella interessata dalla via ferrata.Concordo col fatto che Capo Caccia sia un gioiello naturalistico, ma sicuramente non è messo in pericolo da questo tipo di attività anzi, contribuisce a valorizzarlo.
    Continuo ad apprezzare e condividere le vostre battaglie ambientali e vi seguo con immutata stima.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 28 aprile 2016, ore 8.01

  224. 15
    Gruppo d'intervento giuridico says:

    Gruppo d’intervento giuridico
    Risposta a Francesco Costanzo.
    L’intero promontorio di Capo Caccia rientra nel S.I.C. e nella Z.P.S., come da cartografia ministeriale pubblicata in questo articolo: proprio per appurare come stanno le cose abbiamo inoltrato la richiesta di informazioni ambientali a cui si fa riferimento nell’articolo, così come abbiamo fatto in moltissime altre occasioni. Naturalmente, come sempre, daremo comunicazione delle risposte he avremo dalle amministrazioni pubbliche e se, come auspichiamo, avremo conferma del rispetto delle normative ambientali e di sicurezza, saremo i primi ad esserne felici. Ogni contributo che possa far chiarezza é il benvenuto. Se vuoi inviarci un tuo intervento (grigsardegna5@gmail.com), lo pubblichiamo senz’altro.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 29 aprile 2016, ore 6.44

  225. 14
    Francesco Costanzo says:

    1) La Ferrata è fuori dalla ZPS,
    2) La nidificazione del pellegrino è proprio sul promontorio di C.Caccia a oltre 1 km di distanza dal limite estremo della Ferrata,
    3) L’uccello delle tempeste a C.Caccia non si è mai visto….semmai 5 km più a nord nella ZPS dell’isola Piana e di Cala Barca,
    4) Ancora credete alla favola che il grigone vive ancora a C.Caccia???
    6) Siete mai saliti in ferrata e avete verificato la pericolosità delle frane… e sopratutto siete informati che l’anno scorso sono stati spesi 1.2 milioni x la messa in sicurezza della Falesia?
    Ritengo utile chiedere info e invece ritengo sia pericoloso porre certe info sulla pericolosità della ferrata se sopratutto si pubblicano inesattezze sui luoghi sopra descritti.
    Francesco Costanzo, Guida Ambientale escursionistica e guida esclusiva del Parco di Porto Conte, speleologo e guida delle Grotte di Nettuno. Dato che ritengo di conoscere l’area come pochi se avete necessità di delucidazioni sono sempre disponibile.
    Da sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/, 29 aprile 2016, ore 1.27

  226. 13
    Alberto Benassi says:

    ” quando vengo sull’isola, mi piace esplorare non solo il territorio, anche usi e costumi e quindi amo passare anche giornate intere a conoscere persone e sentire opinioni… l’ultima volta ho passato un’intera giornata in un paesino in mezzo ai monti a chiacchierare coi residenti e scoprendo una coscienza di ciò che accade loro intorno, ben più ampia di ciò che si potrebbe supporre vista l’ambientazione…”

    Stefano ti faccio i miei complementi per il tuo NON turismo mordi e fuggi. Non è cosa da tutti passare le giornate di vacanza a parlare con le gente del posto per conoscere meglio la cultura del luogo.

  227. 12
    Massimo Fumi says:

    Qua bisogna riunirsi un attimo tutti !!! Ci vogliono fottere anche questo tipo di lavoro impedendoci di avere qualifiche per poter far lavorare persone che non sono di qui, continuano a sottometterci e a farci passare per incapaci.
    Da facebook, 29 aprile 2016, ore 9.46

  228. 11

    Caro Corrado Conca, se rileggi un po’ più attentamente ciò che ho scritto ti accorgerai che non ho parlato male dei sardi, anzi…
    Ho diversi amici in Sardegna ed oltre ad arrampicare, quando vengo sull’isola, mi piace esplorare non solo il territorio, anche usi e costumi e quindi amo passare anche giornate intere a conoscere persone e sentire opinioni… l’ultima volta ho passato un’intera giornata in un paesino in mezzo ai monti a chiacchierare coi residenti e scoprendo una coscienza di ciò che accade loro intorno, ben più ampia di ciò che si potrebbe supporre vista l’ambientazione…
    Che quella sarda sia “un’etnia unica” è sicuro ed i motivi non sono poi così difficili da comprendere, visto l’isolamento morfologico oltre ad una storia di sfruttamento delle risorse da parte di uno Stato che ha sempre più o meno latitato, ma in termini positivi e non certo, né penso né ho scritto, standardizzata.
    Se non credessi a ciò che vedo sarei un bravo fedele, ma non lo sono e quindi la fede la lascio ai cattolici. La foto dici essere presa durante i lavori di sistemazione, ma le frane a quanto pare son arrivate dopo… e per quanto riguarda i materiali usati ti lascio ad informarti su ciò che viene definito Regola d’arte ed ai diversi test eseguiti negli ultimi due anni dopo la rottura di strutture pre-infisse che venivano antecedentemente considerate sicure.
    Gli incontri che dici di aver avuto anche col Presidente del CONAGAI, non credo ti abbiano autorizzato ad esercitare la professione di Guida Alpina e l’accompagnamento su vie ferrate è e rimane esclusiva di questa figura, stabilita dalla legge 6/89.
    Per le figure che si spera presto, verranno abilitate ad accompagnare su percorsi che perderanno in parte l’esclusiva, e quindi daranno la possibilità, non solo alla Sardegna ma anche a tutte quelle regioni dove l’esercizio in ambiente invernale è assente o estremamente carente e quindi esiste un difficoltà evidente nel poter accedere ai corsi abilitativi alla professione di Guida Alpina, è attualmente (nei giorni scorsi ci sono stati diversi incontri) in discussione la modifica della legge 6/89 con l’inserimento di emendamenti che creeranno queste nuove figure abilitate. Come vedi nessuno si è dimenticato di voi, ma in questo Paese non è cosa facile trattare con i legislatori ed i tempi sono spesso, se non sempre, infiniti…
    Per finire: in Sardegna mi va sempre di venire, perciò quando mi riaffaccerò, spero a breve, sulle coste sarde mi farò volentieri vivo e farò volentieri due chiacchiere assieme, l’Ichnusa è piuttosto buona…

  229. 10
    Mattia Vacca says:

    Quando l’ambientalismo esagera fa danni.
    E questo mi sembra proprio il caso.
    Se la frequentazione umana é dannosa a Capo Caccia, bisognerebbe chiudere l’accesso alla scala del Cabirol, non solo alla ferrata.
    Per non parlare della povera grotta di Nettuno… ma avete una idea delle valanghe di persone che entrano in estate in quella grotta? Sembra di essere in metropolitana in ora di punta!
    Riguardo alla “inadeguatezza” dell’attrezzatura: che facciamo, impediamo l’arrampicata ovunque non ci siano chiodi sicuri al 100% (e quali sarebbero poi? c’è forse un acciao di durata infinita?)
    O ci limitiamo magari ad un periodico controllo? O portiamo a conoscenza chi frequenta certe vie/ferrate che la cosa potrebbe essere pericolosa? Cosa che tra l’altro chi pratica certe attività dovrebbe comunque sapere.
    Sul discorso sicurezza poi si sta prendendo, a parer mio, una strada allucinante: oggi si vuole garantire tutto e tutti in qualsiasi circostanza e si sta andando verso la cancellazione delle proprie, PROPRIE, responsabilità.
    Ma insomma, chi va in montagna (o luoghi assimilabili) dovrebbe essere preparato, coscente di ciò che fa e assumersi le responsabilità per i irschi che corre.
    Stiamo ammazzando l’avventura!
    E del discorso guide poi, che dire: siccome le guide sono nate nelle Alpi, allora bisogna che OVUNQUE si debba possedere capacità che sono assolutamente superflue (per esempio sapere sciare, e anche bene)… a me pare una grande cavolata!
    Infine vorrei fare una domanda: ma se questi principi di sicurezza, rispetto della natura etc. venissero applicati, chessò, sulle Dolomiti, cosa sopravviverebbe delle migliaia di vie d’arrampicata, delle decine e decine di vie ferrate, dei percorsi escursionistici? Sarebbe il crollo dell’economia locale, o no?

  230. 9
    Corrado Conca says:

    Gentile Stefano Michelazzi, tralascio i tuoi commenti sui “sardi” (come se fossimo una etnìa unica, standardizzata, con gli stessi pregi e difetti), perché è un livello talmente basso che non mi va di replicare…

    Sul resto, ribadisco, il post è scritto appositamente per muovere l’opinione di chi, come te, crede a quel che c’è scritto invece di andare a verificare di persona. A detta di tutti coloro che ci sono stati, quella del Cabirol, è una delle vie ferrate meglio attrezzate d’Italia, con un raro equilibrio di sicurezza e basso impatto. La foto postata in malafede in questo blog (che a te fa ritenere che sia “creato di merda”) si riferisce con ogni evidenza ad una fase dei lavori di realizzazione e manutenzione. Ma si sa, una parte del popolo è bue, e crede a tutto ciò che gli si fa vedere.

    Sulle altre questioni non ti rispondo qui. Del resto, come tu stesso scrivi, hai il mio numero, se ti andasse di chiamarmi avrei piacere di spiegarti nel dettaglio cosa si sta facendo per modificare la legge quadro, quali e quanti incontri ho avuto in Regione, in Parlamento (anche insieme all’attuale presidente del vostro Collegio Nazionale), le interrogazioni portate alla Camera, e altro ancora.

    Insomma, per farla breve, se ti andasse di venire in Sardegna potremmo fare due chiacchiere, faremmo insieme un giro alla via ferrata, e capiresti che le cose non sono così negative come le si vorrebbe far apparire. Inclusi i sardi.

    P.s. un post scriptum lo dedico anche a Gogna, che ogni volta che attacca con Mountain Wildernes i miei lavori esprime sempre dubbi sulle abilitazioni per i lavori su fune: le ho, rilasciate guardacaso dal CONGEI, a firma di Erminio Sertorelli. E questa cosa già la sapevi, ma ti fa comodo continuare a far finta di nulla, così raccogli più consensi.

  231. 8
    filippo says:

    Una parentesi… avete mai provato l’ebbrezza di arrampicare a cala mosca in primavera inoltrata? State tranquilli che se andate sulle vie sopra le quali i gabbiani nidificano non durate più di qualche minuto visti i loro attacchi ….Come si può ‘ solo pensare che la frequentazione di una ferrata in falesia disturbi la nidificazione di falchi, e altri rapaci? Tranquilli che se li disturbate ci pensano loro a mandarvi via 🙂

  232. 7

    Spiace molto vedere che in una regione o meglio dire in un ambiente unico come la Sardegna ci sia chi invece di lottare come molti suoi conterranei, per mantenere integro un ambiente già distrutto da miniere, basi NATO e via discorrendo, tenti di ridurla ad un parco divertimenti a guadagno brevi mano… (oltretutto creato di merda viste le foto delle attrezzature!)
    Aldilà della maggioranza dei commenti di sardi che appaiono peggiori di quelli attribuibili a nordici leghisti (E’ TUTTO MIO! Mi vien da vomitare…) appare chiaro ed evidente che qualcuno cerchi di guadagnare alla faccia di leggi e regolamenti… vuoi perché è zona parco vuoi perché accompagnare in ferrata senza essere Guide Alpine è un reato punito dall’articolo 348 C.P. e mi sembra che i numeri per un’esposto ci siano tutti… anche quelli di telefono… !
    Conosco diversi sardi, persone estremamente oneste e corrette i quali seppur soffrendo per una mancanza di normativa in proposito mai e dico mai, accetterebbero di comportarsi in maniera abusiva (è reato quindi alla stregua di ladri ed assassini… !) e lottano affinché questa normativa sia prima o dopo creata ed applicata.
    A loro tutto il mio appoggio e la mia amicizia (che hanno anche per altri motivi… mi piacciono gli onesti!) ai difensori di quella sottile linea che unisce Totò Riina e compagni ai “bravi ragazzi” insospettabili tutta la disapprovazione possibile!

  233. 6
    Lipu Sardegna says:

    Nell’articolo viene citata la nostra associazione, in effetti approvammo l’intervento della guardia forestale nei confronti della perfomance di slackline che è altra cosa rispetto alla ferrata. Riguardo a questa, sino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni di disturbo su specie nidificanti. Altro problema è quello legato alla sicurezza che coinvolge chi l’ha realizzata. Francesco Guillot coordinatore Lipu Sardegna

  234. 5
    Corrado Conca says:

    Quanta ignoranza dimostra chi ha scritto le righe di questo post e di questa denuncia. Ignoranza dei luoghi, ignoranza dei fatti, ignoranza delle normative e, infine, povertà intellettuale.

    A proposito di “preoccupazione” per l’ambiente, Alessandro Gogna, il link che posto sotto mostra una immagine che rappresenta solo una piccola parte dell’enorme quantità di rifiuti portati via da me personalmente. Purtroppo non ho foto dei due scaldabagno, un lavandino, due ventilatori, un traliccio lungo 6 metri, Eternit e così via… ma chi c’è stato l’ha visto. Al netto dei pesi oggi in parete c’è molto meno ferro di quanto ce ne fosse 16 anni fa. Chi c’è stato sa, tu no, non sai.

    È già, sono passati 16 anni e, guardacaso, quel sito non era Parco, non era SIC, non esistevano alcune di quelle normative che citi. Per non parlare poi di quelle che vi siete proprio inventati, tipo le “omologazioni” delle vie ferrate. Perché non spieghi a noi ignoranti quali omologazioni di legge hanno le oltre 250 vie ferrate presenti in Italia?

    Chi ti ha fatto da spalla in questa denuncia si è informato molto male anche sulle nidificazioni che, guardacaso, negli ultimi 10 anni sono aumentate, non diminuite. A palese dimostrazione che la via ferrata non è di disturbo per la tipologia di avifauna presente in parete.

    Mi fermo qui, ma credo sia già abbastanza chiaro che stai facendo proprio una brutta figura…

    http://www.corradoconca.it/rifiuti_cabirol.jpg

  235. 4
    Paolo Vinci says:

    Una cozzaglia di false notizie, livore e ipocrisia finalizzate non ad informare, bensì a tentare invano di distruggere senza argomenti una sola persona colpendo indirettamente il territorio che si vorrebbe tutelare, le persone che lo frequentano e le specie animali e vegetali che si vorrebbero tutelare. Specie che vivono e frequentano ancora il Parco, e che sono salvaguardate e preservate anche perché l’ Uomo lo frequenta. L’ articolo che ha anche l’ obiettivo di creare terrorismo mediatico e becero sensazionalismo fortunatamente, nonostante l’ impegno, non ha raggiunto e non raggiungerà i suoi scopi, essendo intriso di notizie prive di fondamento, spacciate come dati raccolti scientificamente e in più scritto da una persona che non avendo il coraggio di denunciare si nasconde dietro associazioni ambientaliste. Finto ambientalismo che maschera solo odio, invidia e livore verso una persona. Una delle prove di questo e che rende privo di credibilità quanto sopra scritto nel pezzo e’ dato dal fatto che le stesse motivazioni che arreccherebbero disturbo a fauna, flora e costituirebbero rischio e pericolo per l’incolumità delle persone, si riferiscono esclusivamente alla Via Ferrata e alle Vie d’arrampicata, ma non fanno alcun riferimento ad esempio alla decennale presenza militare decennale sopra la ferrata, alle scalinate che conducono alle Grotte di Nettuno, ogni giorno da Primavera percorse da centinaia di turisti, non fa riferimento alle opere antropiche come strade, tralicci, fabbricati, strutture ricettive o allo stesso traffico veicolare che giornalmente impatterebbero sul Parco. Ma tutto ciò agli ambientalisti ad orologeria, con sani principi, ma ad personam, non disturba, perché non realizzato da chi viene considerato un nemico. La sfortuna di chi ha scritto e’ tanta, perché chi legge, forse ritenuto plagiabiile e’ invece capace di capire e giudicare. Citando Emilio Lussu, “In Sardegna ne uccide più l’ invidia che la malaria”.
    Da Facebook, 28 aprile 2016, ore 19.07

  236. 3
    Antonello Azara says:

    A parte che, ognuno dovrebbe lavare i panni sporchi in casa propria, sono convinto, che NON abbiamo bisogno di un paio di colonialisti, che si professano dei salvatori della terra. Se ci fosse un pericolo oggettivo, probabilmente avremmo già fatto qualcosa!
    Mi sembra piuttosto un attacco mirato. Come lo è stato per Giorrè!
    Ma, perché c’è gente così infelice e frustrata? Gli anni e la vita, non gli hanno insegnato niente? Be happy!
    Da Facebook, 28 aprile 2016, ore 18.29

  237. 2
    Ivan Stigazzi says:

    Pessimo articolo, scritto in modo fazioso, al fine di fare apparire la via ferrata illegale e pericolosa. Tanta pubblicità per una denuncia manco fosse una condanna…
    Uno squallido tentativo di portare l’opinione pubblica dalla propria parte. Non parliamo del disegnino ridicolo e diffamatorio…
    Da facebook, 28 aprile 2016, ore 17.06

  238. 1

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