Le nevi di luglio di Limone Piemonte

Le nevi di luglio di Limone Piemonte
(Foto: Lift s.p.a.)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(3)

Marco Dalmasso della Lift Spa ne va fiero: “Un’iniziativa di promozione per la stazione sciistica di quello che è il nostro core business… Un momento di promozione sia verso i turisti che verso l’agonismo”.

La stazione sciistica è quella di Limone Piemonte, nelle Alpi Liguri: gloriosa località in altri tempi ben più nevosi, oggi assai in bilico tra la dismissione e il rilancio disperato.

Ciò di cui Dalmasso sta gongolando è la riuscita, nei giorni 14 e 15 luglio, del Limone Sport Festival. Un evento organizzato dalla Lift Spa che ha permesso ai turisti e frequentatori estivi della località di sciare, a luglio e con temperature ben al di sopra dello zero.

Limone 1400 è il nome tecnico della stazione, dove il numero esprime ovviamente la quota. Un’altezza che di certo non permette a luglio di avere neve, né lo ha mai permesso. E dunque?

“Di certo non abbiamo potuto spararla” afferma subito Dalmasso. “Abbiamo invece conservato la neve dello scorso inverno. L’abbiamo sistemata in una conca, all’ombra, dov’è stata pressata con il gatto delle nevi e poi avvolta da un tessuto sintetico non tessuto su cui è stato posato uno spesso strato di cippato (scaglie legnose, NdR) e quindi, a chiudere il tutto, dei teli termici riflettenti”. Un gran lavoro di conservazione che ha permesso “una perdita irrisoria del volume messo a dimora”.

Fatto questo lavoretto è bastato attendere la stagione estiva per tirare fuori dal cilindro quest’ennesima trovata. La neve è stata portata a destinazione, stesa a formare una pista, che poi, dopo il festival, si è lentamente fusa restituendo all’ambiente il suo volto estivo.

Secondo le fonti ufficiali sono state oltre 2.500 le persone hanno affollato la località sciistica in quel fine settimana e circa 200 hanno deciso di inforcare gli sci per scendere lungo il pendio di neve naturale. Naturale in tutti i sensi, perché l’organizzazione si vanta di non averla infatti trattata con alcuna sostanza chimica. “La neve oggi si sta semplicemente fondendo rilasciando acqua. Inoltre gli impianti di risalita non sono stati neppure azionati, quindi si potrebbe dire che l’impatto ambientale è stato di qualche ora di lavorazione della massa di neve”.

Un esempio non troppo dissimile e precedente lo abbiamo andando a guardare come Livigno fa che sia possibile sciare d’agosto (in questo caso su una pista da fondo) in occasione del Palio delle Contrade, dove gli abitanti gareggiano per difendere la propria contrada d’appartenenza. Quest’anno l’evento si terrà il 24 agosto.

Considerazioni
Comprendiamo bene che “l’avviamento allo sci e l’agonismo con 160 maestri impegnati tutto l’inverno oltre ad altri allenatori e sci club che frequentano le piste per allenarsi” siano una fonte economica non trascurabile per Limone Piemonte, ma ugualmente ci domandiamo come sia possibile partorire idee così bislacche, così evidentemente votate al fallimento, dopo il breve fuoco di paglia della curiosità popolare.

Siamo anche certi che, magari scremando di almeno un po’ lo sbandierato numero di 2.500 presenze (almeno a giudicare da alcune testimonianze), mai a metà luglio ci sarebbero state a Limone così tante persone a dormire (non certo tutti) e a mangiare (quasi tutti, ricordiamoci dei vecchi panini al sacco). Più o meno in duecento hanno sciato, alcuni (e li vediamo in foto) sono stati disposti a pagare i 30 euro di iscrizione scegliendo tra le due gare in programma, quella di slalom gigante (notturna) e quella di slalom parallelo.

Poi, però, facciamo un po’ di conti della serva. A giudicare dalla foto, la pista innevata è lunga più o meno 500 metri, larga 20 metri e alta (esageriamo verso il minimo) 0,5 metri. Il tutto fa un volume di 5.000 metri cubi di neve molto compressa. Dalmasso parla di poche ore di lavorazione? Ma quanto impiega una squadra di gatti delle nevi a racimolare a febbraio-marzo ben oltre 5.000 metri cubi di materiale (se consideriamo che 5.000 è il numero finale dopo la compressione). Poche ore? Direi che non sta in piedi.

E poi il processo contrario. La raccolta dalla buca, il trasporto, lo spargimento, la pulizia dal cippato, la lavorazione col gatto. Quanti autocarri ci vogliono per trasportare 5.000 metri cubi di neve?

A nostro parere qualcuno in quella stazione sciistica ha voluto stupire, investire nello stupore. Sono queste le nuove politiche per la montagna?

  

4
Le nevi di luglio di Limone Piemonte ultima modifica: 2018-08-05T05:01:12+00:00 da GognaBlog

9 pensieri su “Le nevi di luglio di Limone Piemonte”

  1. 9
    Federica Santagata says:

    Mi permetto di dire la mia.

    Non haproprio senso una cosa del genere, soprattutto in quella landa desolata di Limone 1400. Aprono gli impianti per l’estate e non ci sono sentieri per le bici ( 3  sentieri in croce di cui due non praticabili da bambini e ragazzi), totale disorganizzaizone. E’ un paio di anni che stanno buttando via tanti soldi è il motivo è ai più noto……………… Infine e non per ultimo vorrei segnalare che negli utlimi giorni di marzo, nelle ridottissime ore possibili, proprio in quella zona ( con già abbondatissima neve) i cannoni sparaneve erano regolarmente accessi ( hanno chiuso la zona il 10 di aprile).

  2. 8
    Filippo says:

    Non ti far sentire dalla Raggi, Fabio. Quella gia’ vuole costruire la funivia per risolvere i problemi del traffico della capitale, con l’idea della neve sui sette colli ci va subito a nozze!!!

  3. 7
    Cuneo_ski says:

    Francamente anche a me l’idea pare bislacca, per motivi diversi da quelli che tirate per le orecchie  voi, è evidente che non conoscete limone piemonte, elemosinate solo i famosi 5 minuti di notorietà che non si negano a nessuno, la conca che indica il capo di Lift è proprio quella dove si è svolto l’evento non c’è stato nessun trasporto solo la creazione del mucchio (a fine stagione vi erano ancora tre metri di neve a quota 1400, ogni tanto tornano le stagione nevosissime), semplicemente l’hanno presa lì intorno solo su quella pista ammucchiata con un gatto delle nevi e coperta, veramente uno sforzo organizzativo minimo… piuttosto io vorrei criticare la pochezza dell’evento, quattro soliti sponsor, due solite gare fuori stagione, fatte pagare a carissimo prezzo (che poi buona parte degli iscritti era gente delle loro squadre), veramente poca roba per giustificare i toni trionfalistici spesi, andate a vedere a Prato come si organizza un evento di successo, lì si che radunano veramente migliaia di giovani, non qualche centinaio di persone arrivate a gara notturna finita per vedersi i fuochi d’artificio.

    Ultima considerazione il rilancio di Limone passa solo e sempre nel garantire la neve durante la stagione invernale e per fortuna i prossimi investimenti vanno nella direzione di un impianto di innevamento integrale sul 100% delle piste e i risultati si vedono, le ultime due stagioni sono state un grande successo + 50% e + 40% di presenze grazie al mix di neve naturale e prodotta, tutto il resto chiacchiere inutili.

  4. 6

    Per non essere tacciato di Talebanismo o Talibanietà, comunico che questa primavera alla “Sagra del coniglio in porchetta” di Cerbara ridente località della valle del Metauro con la partecipazione del complesso folk ” L’allegra brigata” si è avuta la presenza di 3.500 persone delle quali tutte e 3.500 hanno cenato in loco (con il coniglio). Impatto ambientale zero, rimossi tutti i tavoli, le sedie ed il palco orchestrale alla fine della serata. Qualche protesta da un’associazione animalista pro coniglio, ma gli organizzatori della pro-loco hanno ribattuto “senza il coniglio in porchetta ed anche senza L’Allegra Brigata aggiungo io, chi andrebbe a Cerbara in primavera? Buone ferie (ne abbiamo tanto bisogno)

  5. 5

    Volevo dire: si inquina e si diseduca. E poi manco hanno messo in funzione gli impianti per la risalita… Non siate sempre i soliti talebani, dai.

  6. 4

    Ma chi commenta é mai stato a Limone?

    A mio modesto parere mi sembra un’idea ottima e, tra tutte quelle che possono venire in mente a chi decide le sorti di una localitá turistica, tra le meno dannose. Un’idea ruspante ma efficace e poco o nulla invasiva. Certo direte: camion, ruspe, gatti, ok inquinano, fanno rumore, e tutte quelle cose lí, ma alla base c’è l’idea di svagarsi con poco mentre in altre stazioni si scava, cola cemento, si organizzano eventi motoristici acqua, terra, aria, insomma si inquina e si educa. Certo non é un evento a impatto zero ma manco cosí distruttivo ambientalmente e culturalmente. Diversamente a Limone d’estate chi ci andrebbe?

  7. 3
    Dario Bonafini says:

    Questi amministratori turistici hanno perso completamente la bussola, se per attirare un po’ di gente in più si arriva a fare delle Sciempiaggini simili, allora non ci dovremo stupire più di niente. Queste ormai non sono località montane  stanno diventando dei grandi Lunapark del divertimento frivolo e chissenefrega dell’ambiente e dell’impatto che la realizzazione di queste infrastrutture comporta.

    Menti bacate di brutto.

  8. 2
    Alberto Bonino says:

    Ma c’è una cosa nuova che vi vada a genio? Sempre tutto negativo?

  9. 1
    Fabio Bertoncelli says:

    Wow! Che idea intelligente! Propongo piste da sci anche a Roma, per Ferragosto, sui mitici Sette Colli. Sarebbe un rilancio del turismo ecologico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.