Le nuove piste del Sindaco

Le nuove piste del Sindaco
(tra Limone e Riva del Garda)

Il 27 aprile 2011 trentinocorrierealpi.it dava notizia che qualche settimana prima la giunta comunale di Riva del Garda aveva affidato all’ingegner Antonio Lotti l’incarico di studiare un piano di fattibilità per una ciclopedonale fra Riva e il confine con Limone.

Stiamo parlando dell’anello che dovrebbe potersi chiudere attorno all’intero lago di Garda e su cui risultano impegnati, oltre a Veneto, Lombardia e provincia di Trento, anche i comuni di Brenzone, Malcesine, Limone e Nago-Torbole.

Quello tra Limone e Riva, certamente il tratto più difficile sotto il profilo tecnico, viene definito dal comunicato stampa e dal giornale “il più affascinante sotto il profilo ambientale”, come se l’evidente sfida tecnica all’ambiente selvaggio e verticale di quel tratto di Gardesana Occidentale rafforzasse le motivazioni umane a distruggerlo facendone un’attrazione turistica. Più dura sarà la sfida tecnica più impressionante sarà il risultato per i “fruitori”.

Una sezione in disuso della Gardesana Occidentale che diventerà pista ciclabile
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Subito i tecnici incaricati dalle diverse amministrazioni locali si sono ritrovati per concordare una tipologia omogenea di inserimento nell’ambiente della pista. Sia nel tratto bresciano tra Capo Reamol e il confine amministrativo, sia in quello trentino (che interessa Riva e anche poco più d’un chilometro del comune di Ledro), il problema principale appare la sicurezza: se fino al cosiddetto Sperone è ipotizzabile un recupero del sedime della vecchia Gardesana Occidentale, per il resto occorre orientarsi verso uno scavo che crei una specie di tetto sopra i due metri e mezzo previsti per la pista. Lo stesso si può dire per la prosecuzione a sud di Limone, fino a Gargnano, dove la statale è ormai quasi tutta in galleria.

A interessarsi per i finanziamenti alla ciclabile circimlacuale provvide il berlusconiano on. Aldo Brancher in accordo con l’allora presidente di Ingarda Enio Meneghelli. I due videro ben chiara la concreta possibilità che buona parte dei finanziamenti per l’opera potesse essere reperita su fondi europei destinati alla promozione di infrastrutture che avessero la caratteristica di coinvolgere una pluralità di aree limitrofe, per “un turismo nuovo e interessante”: non per gli sportivi dalle gambe d’acciaio, come i biker che s’arrampicano sull’Altissimo, ma famiglie con genitori e bambini.

Il 23 maggio 2013 la stampa diede notizia dell’apertura della pista ciclabile di 4 km che ora collega la zona meridionale di Limone (Nanzel) con Capo Reamol. Edv24.it riportava che tre anni prima il sindaco di Limone Francesco Risatti aveva minacciato di “passare al Trentino” se la Provincia di Brescia non avesse mantenuto fede agli impegni presi, tra cui, appunto, quello di finanziare i lavori della ciclabile limonese.

Lavori di costruzione della pista ciclabile Limone-Capo Reamol
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All’inaugurazione, i primi a percorrerla in sella a una bicicletta sono stati proprio Risatti e il presidente della Provincia Daniele Molgora, assieme all’assessore ai Lavori Pubblici Mariateresa Vivaldini, al presidente del Consiglio provinciale Bruno Faustini, al consigliere regionale Mauro Parolini, al presidente della Comunità montana Davide Pace e ad altri amministratori altogardesani.

Le autorità in bici, inaugurazione della pista ciclabile Limone-Capo Reamol
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Risatti spiegava che l’opera sarà un’interessantissima attrattiva turistica, che consentirà di “destagionalizzare le presenze”. La pista, cofinanziata dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Brescia, è stata realizzata al costo totale di 1.2 milioni di euro. Ancora Risatti: “Spetterà poi al Trentino il compito di costruire il tratto che collegherà Riva del Garda al confine bresciano e dopo quel momento Limone sarà collegato alla rete di ciclabili del Trentino e di mezza Europa. Per quanto riguarda, invece, il collegamento della ciclabile a sud, per vedere completato il collegamento con Salò, ci sono ancora nodi da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda i tratti di Gargnano e Campione, e vanno ancora trovati i fondi necessari per la realizzazione. Tuttavia il progetto, passo dopo passo, va avanti: nei giorni scorsi è stato realizzato anche il tratto di Toscolano Maderno”.

Capo Reamol
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L’assessore Vivaldini aggiungeva che, a quel punto, erano già stati realizzati, nel territorio provinciale, 340 km di ciclabile e altri 57 erano in fase di progettazione.

Trentinocorrierealpi.gelocal.it il 5 luglio 2016 ha titolato Una pista ciclabile a sbalzo, la più spettacolare sul lago. “Il sindaco Risatti gongola. Per Pasqua 2017 lavori terminati”.

Con ciò è data la notizia, con evidente soddisfazione per “l’evento di particolare importanza per gli evidenti riflessi turistici per Limone e per l’intero Alto Garda” della sempre più vicina ultimazione dei lavori degli ultimi due km dell’attesa pista ciclabile e pedonale che separano Capo Reamol dal confine trentino. Per i restanti circa cinque chilometri fino a Riva del Garda esiste il progetto esecutivo e per avviare il cantiere manca l’indispensabile finanziamento della giunta provinciale del presidente Ugo Rossi. Lo ha annunciato il sindaco di Limone Francesco Risatti dopo la firma del contratto d’appalto dei lavori. Ma in realtà per i lavori della parte trentina per fortuna o per merito non è solo questione di una firma, a dispetto dell’ottimismo sbandierato da Risatti.

Nel Parco fluviale della Sarca esiste infatti una piccola riserva situata tra Riva del Garda e Limone, denominata Val di Gola, che include uno dei rari tratti di spiaggia della sponda occidentale del Garda trentino.
La riserva, sviluppata su una lunghezza di 500 metri, è raggiungibile solo via lago ma l’approdo è vietato e l’accesso è consentito solo ai fini della sua gestione e conservazione.
L’obiettivo infatti, è quello di avere un tratto di sponda indisturbato dove ritrovare l’habitat naturale, con lo scopo di ricreare una sede per la riproduzione di alborelle e cavedani, specie ittiche autoctone resistenti a moderate condizioni di inquinamento, che negli ultimi anni hanno subito un drastico calo. La costruzione della pista ciclabile annullerebbe tutto questo, e il presidente Rossi di sicuro lo sa.

Il Sentiero del Ponale
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Mentre invece Risatti: «La pista ciclabile, a sbalzo sul lago di Garda, tra le gallerie della strada Gardesana e gli spettacolari scorci del Meandro, che collegherà Limone al Trentino si candida a diventare la più spettacolare e lussuosa d’Europa».

Costerà 3.500 euro al metro lineare, ma gli amministratori non hanno dubbi: ne varrà la pena perché diventerà un’attrazione turistica irresistibile per la sua inimitabile panoramicità. “L’investimento da 7.620.000 euro è stato ammesso al finanziamento dell’ex fondo per lo sviluppo dei Comuni di confine” spiega ancora il sindaco Risatti.

Per rispettare i tempi dei lavori, in questi giorni sono in corso i sopralluoghi per l’esecuzione del primo stralcio delle opere che prevedono la messa in sicurezza di tutto il versante roccioso a lago con la posa di reti paramassi. Poi si inizierà con la posa delle travature a sbalzo sul Garda. Qui il pdf del progetto.

Rendering del tratto di ciclabile tra Capo Reamol e confine amministrativo Trentino-Lombardia
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Dell’investimento di 7.620.000 euro, 620.000 sono già stati spesi. Però non si comprende bene come, perché le informazioni date nel comunicato stampa e riprese dai giornali sono errate o non sono sufficienti. Il primo cittadino limonese afferma infatti che “in quota è già stata ultimata, con una spesa di 620 mila euro, la pista ciclabile che da Limone sale a Passo Guil (sul confine con il Trentino) e da qui si prosegue, ad ovest per Passo Nota e l’altipiano di Tremalzo, e a est per Pregasina e il panoramico tracciato del Ponale fino a Riva del Garda”.

Occorre qui dire che il Passo Guil è alto 1208 m: è raggiungibile per una lunga carrozzabile che, dopo Tremòsine, sale per la Val di Bondo al Passo Nota. Da qui, lasciata a sinistra la strada per Tremalzo, si va a destra alla Baita Segala 1250 m e poi ancora al Passo Guil 1208 m. Certamente Risatti non si riferisce a questa, peraltro presente da tempo, carrozzabile.
Se si vuole raggiungere il Passo Guil o la Baita Segala direttamente da Limone attualmente ci sono due sentieri, uno più ripido e faticoso dell’altro, che non si vede come possano diventare piste ciclabili. Su uno di questi, quello che risale la valle del Singo, si è svolta la gara Bike Extreme: dal Passo Guil i corridori si sono buttati giù per una discesa al 13% di pendenza media con punte al 30%. E’ qui che avrebbe dovuto essere costruita la ciclabile?
Dalle nostre ricerche risulta che alcuni lavori sono stati effettivamente iniziati, ma stante la mancanza dei permessi per i Vincoli Paesaggistici (la zona è nel Parco dell’Alto Garda Bresciano), la Guardia Forestale ha posto sotto sequestro l’intero cantiere.

Inoltre: dal Passo Guil un sentiero per nulla facile può essere percorso in mountain bike fino a scendere a Pregasina 535 m. Anche qui nessun appellativo di pista ciclabile può essere dato se non sbancando alcuni km di montagna

Quindi: come sono stati spesi questi i 620.000 euro? Non si comprende proprio, ma si capisce bene che attualmente chiunque giunga con una bicicletta alla Baita Segala o al Passo Guil trova poi una reale possibilità di collegamento con il Sentiero del Ponale e Riva solo se raggiunge Molina di Ledro (da Baita Segala per la Valle Casarno, oppure dal Passo Guil per la Valle di Sant’Antonio). E non certamente passando da Pregasina!

Come può Risatti affermare che “è già stata ultimata, con una spesa di 620 mila euro, la pista ciclabile che da Limone sale a Passo Guil e da qui si prosegue a est per Pregasina e il panoramico tracciato del Ponale”?

Tratto del Sentiero del Ponale
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Insomma, non c’è soluzione. Se si vuole chiudere l’Anello del Garda occorre oggi sciropparsi quasi 1200 metri di dislivello fino a Baita Segala e da qui scendere a Molina di Ledro e poi al Sentiero del Ponale. La fatica necessaria per salire cotanto dislivello non è certo alla portata di tutti. Si potrebbe pensare a un servizio di navetta che conduce i cicloturisti da Limone a Baita Segala.

No. Si pensa invece di spendere 7 milioni di euro per costruire una pista ciclabile scavata nella roccia o sospesa a picco sul lago, lavoro che costringe per chilometri ad avvolgere le rocce in reti paramasso tipo quelle del Salto delle Streghe. Le conseguenze sul paesaggio sarebbero a dir poco enormi, lo scempio colossale.

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Le nuove piste del Sindaco ultima modifica: 2016-08-05T05:11:16+00:00 da Alessandro Gogna

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