L’etica del fuoristrada

Sono dell’opinione che non serva a nulla predicare per l’ambiente senza conoscere quello che di buono intraprendono anche gli appassionati di altre discipline, così diverse dalla nostra.

Il fuoristrada turistico viene “additato” da noi come incompatibile con la tutela dell’ambiente e con le attività ricreative legate alla natura in generale ed alla montagna in particolare.

Considerato come la maggior parte della gente vede la nostra attività alpinistica, un dissennato, faticoso e rischioso agitarsi nel pericolo di caduta, nel freddo, nella sofferenza, anche noi faremmo bene a interessarci delle motivazioni di coloro che ci danno fastidio, che vorremmo addirittura non esistessero: per esempio gli appassionati del fuoristrada.

A costoro non passa neanche per la testa che è l’essenza stessa della loro disciplina, rumorosa, motorizzata, aggressiva, a non adattarsi all’ambiente. A noi invece sembra l’ostacolo più essenziale e ne deduciamo che loro, consapevolmente o inconsapevolmente, vogliano piegare l’ambiente alle loro esigenze.

L’associazione Over2000riders considera che, se tutti si attenessero rigorosamente alle normative e rispettassero le legittime esigenze di altri “utenti” della natura, non ci sarebbe incompatibilità. Secondo loro dunque è colpa di una loro minoranza.

Sulla base di queste considerazioni Over2000riders ha deciso di dotarsi di un Codice di comportamento sottoscritto dai propri associati in sede di iscrizione. Nell’elaborare le norme contenute nel Codice etico di comportamento.pdf si sono avvalsi della loro esperienza nel percorrere itinerari in fuoristrada su strade sterrate, mulattiere, piste che attraversano zone poco abitate e spesso impervie, in varie nazioni e continenti. Di certo si sono ispirati alle norme di “buon senso”, del rispetto per gli altri nonché a quelle tecniche e di sicurezza.

Alpi del Sud e Var, marzo 2014. Foto: Over2000riders
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Al di là dei singoli dettagli di comportamento, ben elencati nel Codice e cui rimandiamo, i redattori hanno individuato sei punti, che qui riportiamo:

1) Rispetto integrale della normativa vigente (statale, regionale nonché le disposizioni di altri Organismi ed Enti abilitati) in materia di accesso, circolazione e stazionamento lungo la rete viaria.

2) Impegno a tenere, nei confronti degli altri utenti (quali pedoni, ciclisti, escursionisti a cavallo, ecc.), dei comportamenti atti a facilitare lo svolgimento delle rispettive attività.

3) Impegno a mantenere nei confronti dell’ambiente naturale circostante comportamenti atti a tutelarne il valore.

4) Impegno a mantenere un atteggiamento di vigilanza nei confronti dell’ambiente circostante, allo scopo di prevenire accadimenti o comportamenti che possano costituire rischio o pericolo per la comunità o danneggiare l’ambiente stesso.

5) Impegno attivo nel divulgare questa cultura comportamentale presso gli ambienti e gli utenti interessati.

6) Impegno a mantenere dei comportamenti che non portino a rischi prevedibili per sé e per gli altri utenti.

Questi punti sono ampiamente condivisibili, una volta ammesso e non concesso l’uso del motore.
Nei particolari poi, ci si meraviglia perfino del loro puntiglio, quando dicono, per esempio:

– ridurre, limitando allo stretto indispensabile, tutti quei comportamenti che possano indirettamente infastidire o danneggiare gli altri utenti, pur non contravvenendo ad alcuna norma codificata;

– prodigarsi nel segnalare tempestivamente eventuali condizioni di precarietà di transito sulla rete viaria dovute a dissesto (frane incipienti, alberi pericolanti, ecc..) e che possano costituire possibili rischi per gli utenti;

– quando insistono sull’impegno del singolo ad assumersi l’iniziativa personale per la maggior diffusione possibile del Codice;

– quando s’impegnano a valutare, sempre con responsabilità e obbiettività, tutte le difficoltà che certi percorsi o particolari situazioni possono comportare, al fine di evitare rischi per tutti e costi per la comunità.

Due osservazioni però vanno fatte:

1) Over2000riders non organizza competizioni, quindi può essere comprensibile che nel Codice etico non si faccia cenno alle gare. Purtroppo questo è un punto assai dolente, perché è proprio durante lo svolgimento delle competizioni che molti punti del codice sono inosservati. Parlo dei limiti di velocità e di rumore in un’azione in cui, per arrivare primo, devi dare gas al massimo. Le competizioni a motore esprimono il massimo del fastidio all’escursionista a piedi e all’ambiente.

2) Non viene fatto cenno neppure della tipologia di strade e sentieri. Cosa si definisce per tali? E’ ovvio che non esiste alcun regolamento sulla libertà o meno di percorso con veicoli a motore sui sentieri, proprio perché sentiero è per definizione ciò che una volta non era percorso a motore. Dunque il codice etico a cosi lo si vorrebbe applicare? La tipologia è varia: strade bianche, carreggiabili, mulattiere, sentieri, viottoli, tracce… e chi più ne ha ne metta! Dove può andare un fuoristrada e dove no secondo il Codice? Questa a mio avviso è la carenza più evidente nella redazione del Codice.

Nel variegato mondo delle associazioni di turismo in fuoristrada, Over2000riders non è un’agenzia di viaggi né un tour operator bensì un’Associazione dilettantistica sportiva a fini sociali (ADSPS) che organizza, per i propri soci, eventi nel campo del turismo in fuoristrada con moto e auto. I partecipanti alle attività di Over2000riders sono pertanto dei soci e non dei clienti. Ogni socio partecipante alle attività di gruppo rimane comunque l’unico responsabile delle sue azioni sia per quanto riguarda la guida fuoristrada, sia in qualsiasi altra circostanza. Nessuna responsabilità può essere imputata ad altri soci, partecipanti o no all’evento.

Il fondatore è Corrado Capra, istruttore FMI di guida in fuoristrada, ha compiuto varie traversate sahariane, ed è un profondo conoscitore della reti stradali sterrate della Alpi e della Francia. Angelo Barbiero detiene 3 titoli italiani di enduro, 2° classificato di categoria al Rally dei Faraoni 2008, è giornalista e tester dei periodici Motociclismo e FUORIstrada. Claudio Poletto è un meccanico formatosi alla scuola dei restauri delle moto d’epoca, collabora con Over2000riders fornendo l’assistenza tecnica nel corso dei viaggi ed eventi. Valter Serra conosciuto anche come Estremo, nasce come crossista per approdare con il passare degli anni e dell’età, all’enduro, esclusivamente con bicilindrico. Predilige i tour in linea ed è sempre alla ricerca di nuovi percorsi.

Corrado Capra
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Over2000riders aderisce al CSAIn. Lo CSAIn (Centri Sportivi Aziendali e Industriali) ha per scopo la promozione delle attività sportive, culturali, assistenziali e ricreative del tempo libero.
E’ un Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI, non ha fini di lucro,  ed è presente sull’intero territorio nazionale con un’organizzazione capillare costituita dai Comitati regionali e provinciali.
CSAIn è una realtà associativa che, al 31 dicembre 2011, vantava 8.629 Società affiliate, delle quali 4.295 ASD iscritte al registro CONI, 739.471 tesserati, dei quali circa 700.000 praticanti: 56 le discipline sportive praticate.

Cito questi numeri per dare idea delle quantità di cui stiamo parlando e della burocrazia nella quale stiamo affogando.

Angelo Barbiero, Claudio Poletto e Valter Serra
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Riflettiamo: anche gli alpinisti e in genere gli appassionati di montagna hanno le loro associazioni. Solo i soci CAI sono circa 320.000. Sia lo Statuto del CAI che il Bidecalogo, le Tavole di Courmayeur, la Charta di Verona, solo per citare documenti tra i più importanti, sono in teoria quanto di meglio il buon senso e l’esperienza possano aver suggerito in materia di comportamento. Associazioni come Mountain Wilderness hanno varato le Tesi di Biella, il Club Alpino Accademico Italiano ha espresso il Documento della Presolana. Ma vi sembra che tutto fili liscio? Vi sembra che l’ambiente sia protetto, garantito dal nostro comportamento in toto? E’ facile anche per noi dare la colpa agli speculatori, ai cementificatori, agli amministratori, all’eliski, alle motoslitte, ai fuoristrada: quanto di questa irriflessiva attribuzione di colpe e responsabilità è giustificata e quanto invece si crea per la nostra fondamentale inerzia, pigrizia, indifferenza?

Ben venga il codice di comportamento dei motorider, ma non ci illudano e non s’illudano. Sarei felice che la maggioranza degli adepti fosse davvero convinta della validità di questo codice, ma temo che alla fine il prezioso documento faccia la fine di quelle norme scritte in piccolo che nessuno legge ma che tutti firmano, magari con un semplice clic…

 

La Via del Sale, luglio 2011

Verdon, maggio 2011

postato il 30 maggio 2014

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L’etica del fuoristrada ultima modifica: 2014-05-30T07:04:57+00:00 da Alessandro Gogna

1 thought on “L’etica del fuoristrada”

  1. 1
    Alberto Benassi says:

    Noi italiani siamo un popolo… che vuole le regole. In un paese che ama definirsi… civile… le regole ci vogliono. Ma poi sono sempre gli altri che le devono rispettare. Siamo troppo individualisti. Pensiamo sempre al solo nostro orticello. Puliamo a casa nostra e buttiamo il pattume per la strada.
    Quindi ben vengano queste iniziative, questi codici di comportamento: ma sicuramente faranno la fine delle altre.

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