L’ultimo assalto alla regina delle Dolomiti

Continua la pressione degli impiantisti per una nuova funivia sulla Marmolada e intanto si litiga sui confini. Tra marzo e aprile Mountain Wilderness sarà ancora lassù per rilanciare proposte e per offrire alla politica idee, prospettive

L’ultimo assalto alla regina delle Dolomiti
di Luigi Casanova
(pubblicato su Mountain Wilderness Notizie 1-2018)

Lettura: spessore-weight(2), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

La Marmolada è la montagna simbolo che Mountain Wilderness ha scelto come terreno di lotta per divulgare in Dolomiti il pensiero della associazione sul corretto uso della montagna. Tale impegno viene continuato non più con le forme eclatanti della protesta del decennio scorso, ma con una articolata, impegnativa azione di diplomazia. Quando e dove necessario si attacca con la consueta fermezza, laddove possibile si cercano strade di confronto che portino ad una riqualificazione ambientale, paesaggistica e naturalistica dell’intero gruppo.

In questi mesi continua feroce la guerra dei confini fra Trentino e Veneto che interessa le rocce di Punta Rocca e Seràuta. La sentenza del Consiglio di Stato del 1998 aveva definito una volta per tutte le responsabilità amministrative dei Comuni di Canazei e Rocca Pietore. A quella sentenza è seguito un accordo politico, 2002, fra Regione Veneto e Provincia di Trento, quest’ultima non titolata a modificare confini amministrativi. L’accordo snaturava il dettato del Consiglio di Stato, modificando il confine su Punta Rocca verso il Veneto. Per anni nessuno (a parte Mountain Wilderness) se n’era accorto. O perlomeno si è finto di non sapere, fino a quando il Comune di Canazei ha cominciato a fremere perché vuole dare l’ultimo, definitivo assalto paesaggistico e infrastrutturale alla montagna.

La conca di Fedaia e il rifugio Castiglioni in una vecchia fotografia, come apparivano prima della costruzione della diga (1956)

Arrivare con una nuova funivia su Punta Rocca, affiancando quella esistente che parte da Malga Ciapèla. Su questa iniziativa Canazei ha trovato un sostegno nel comune di Livinallongo. Infatti si tratta di un collegamento complesso: un nuovo tratto di funivia collegherebbe Porta Vescovo a passo Fedaia, da qui, con una nuova funivia si salirebbe prima a Pian dei Fiacconi, a ridosso del ghiacciaio, per poi puntare, grazie ad un pilone intermedio alto 65 metri, a Punta Rocca. Il fatto di arrivare a Punta Rocca è ostacolato dal regalo che il Trentino ha concesso al Veneto, cioè aver abbassato il suo confine di 60 metri per permettere alla funivia storica di riammodernarsi, senza intralci burocratici, come avvenuto fra il 2004 e il 2005. Vedasi denunce di Mountain Wilderness, tutte vinte fino in Cassazione.

Perché oggi il Veneto non vuole questo impianto? Due motivazioni si sovrappongono alle nostre. La prima riguarda l’ulteriore umiliazione del paesaggio della Marmolada. La seconda è tecnica: il ghiacciaio della Marmolada sul territorio trentino non è sciabile con una pista causa il ritiro recentissimo del ghiacciaio. L’intero versante nord della Marmolada non riesce a raccogliere più sciatori di quanti ne porti l’attuale funivia. Ci sono anche motivi sociali ed economici. Qualora realizzato il collegamento Porta Vescovo – Fedaia – Punta Rocca, entrare nel giro del Sella è subito fatto. L’unione di Marmolada con il giro del Sella dal punto di vista sciistico sarebbe oltremodo appetibile (anche a livello mediatico) e porterebbe all’ulteriore declassamento dell’area sciabile di Alleghe e del Civetta. Noi ambientalisti sosteniamo con forza anche queste motivazioni sociali. Lo abbiamo detto, applauditissimi, il 15 gennaio in una assemblea tenutasi a Rocca Pietore. Chi oggi è forte, Canazei e Arabba, deve anche mettere in campo azioni solidaristiche verso aree sociali più marginali, quindi evitare ulteriore spopolamento della montagna, ulteriore abbandono.

Il Lago di Fedaia e la Marmolada

Ma perché tanta attenzione nel dare l’ultimo assalto alla Regina delle Dolomiti? Una prima risposta riguarda l’orgoglio di Canazei. Per gli amministratori di questo comune e gli operatori di passo Fedaia è inconcepibile non possedere un collegamento tanto importante. Non ne hanno mai abbastanza. Un secondo riguarda gli operatori di Fedaia, da anni incapaci di portare dignità paesaggistica al luogo dove lavorano: questi ritengono che un simile collegamento li tolga da una presunta marginalità. Il terzo, molto probabile, è una spinta che viene dalla Val Gardena. Gli imprenditori di quella valle non sanno più dove investire i loro utili in quanto hanno distrutto ogni ambito naturale della vallata ladina. Devono investire altrove e sono pronti a portare in Marmolada ulteriori consistenti fondi tesi a costruire l’impianto. Qualche briciola di questi fondi, come sempre avviene in Italia, cadrà inconsapevolmente, come è ovvio, anche presso tavoli istituzionali oggi tanto attivi?

Mountain Wilderness è sconcertata da quanto avviene attorno a questa montagna. È offensivo che nel 2018, come emerso dalla stampa nazionale, sia ancora in corso una lotta di confini su ambiti rocciosi. È umiliante per la politica trentina e veneta, a vent’anni di distanza, che non un solo progetto di quelli proposti da Mountain Wilderness tesi alla rivitalizzazione sociale della montagna, tesi alla riqualificazione dell’ambiente e del turismo, sia stato attuato. In Marmolada la sconfitta più profonda ricade quindi sui tanti politici incapaci di trovare accordi basati sullo sviluppo sostenibile, ancora arrotati attorno alla miseria dei confini.

Ovviamente la sconfitta ricade anche su una imprenditoria arrogante e aggressiva, come quella presente a Arabba e Canazei. Non risolvere la questione Marmolada nei termini sostenuti da MW e da alcuni patti sottoscritti nel 2005 con il Museo di Scienze naturali di Trento e con la società Funivie Marmolada (ambedue firmati da MW), è una sconfitta anche della Fondazione Dolomiti UNESCO, incapace di portare dialogo fra le parti, incapace di incattivirsi su un dovuto intervento di sistemazione di una area strategica oggi caotica. Invece di parlare di ulteriori impianti in Marmolada sarebbe utile, che in tempi brevissimi, si riprendesse attenzione alle nostre proposte del 1998. Mountain Wilderness è un’associazione che nel conflitto inserisce sempre la proposta. Saremo ancora in Marmolada per rilanciare le nostre proposte, per offrire alla politica idee, prospettive. Per i particolari seguiteci sul sito, sempre aggiornato.

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L’ultimo assalto alla regina delle Dolomiti ultima modifica: 2018-07-07T05:10:14+00:00 da GognaBlog

6 pensieri su “L’ultimo assalto alla regina delle Dolomiti”

  1. 6
    Alessandro Gentilini says:

    BASTA ULTERIORI IMPIANTI!

    Penoso che si abbia anche solo il coraggio di proporre nuove strutture.

    Forza Mountain Wilderness

  2. 5
    Andrea says:

    Bonino, se vuoi andare sulla Marmolada senza muovere un dito lo puoi già fare usando la funivia di Malga Ciapela…

    Non è sufficiente?

  3. 4
    Carlo Crovella says:

    BASTA NUOVI IMPIANTI!

    QUELLI CHE ESISTONO NON DICO DI SMATELLARLI (anche se mi farebbe piacere…), MA SONO GIA’ PIU’ CHE SUFFICIENTI.

    NO NUOVI IMPIANTI, OVUNQUE!

  4. 3
    Fabio Bertoncelli says:

    Io non voglio che gli ultimi lembi della Marmolada siano devastati. Vorrei che in montagna ci si andasse con le proprie forze, piccole o grandi che siano.

    Per questa mia idea Alberto Bonino mi accusa di essere elitario, addirittura razzista. BOOM!
    Prima di scrivere incommensurabili idiozie, Bonino consulti un vocabolario. Imparerà che ogni parola ha un suo significato e che non si possono chiamare mele le pere. Poi metta in funzione il cervello. Forse si renderà meno ridicolo.

  5. 2
    Lusa says:

    …spopolamento della montagna, ulteriore abbandono.

    BEN VENGA LO SPOPOLAMENTO E L’ABBANDONO!

    COSI’ LA NATURA SI PUO’ RIAPPROPRIARE DI QUELLO CHE GLI E’ STATO RUBATO!

  6. 1
    Alberto Bonino says:

    Come al solito, la montagna solo per pochi. Nulla di così elitaristico e razzista più delle organizzazioniambientalistiche e di MW, la montagna per pochi, gli altri…chi se nefrega. COMPLIMENTI!!!!!!

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