Nuovi percorsi in mountain bike

Nuovi percorsi in mountain bike

Da Corriere del Trentino del 25 aprile 2017:
Bufera in val di Non per un nuovo percorso per mountain bike previsto nella zona della val di Tovel. La proposta è approdata sul tavolo della giunta del Parco naturale Adamello Brenta con il sostegno del vice Ivano Pezzi. Ma ha incassato il «no» degli uffici ambiente e fauna (per la presenza in zona dell’orso e del gallo cedrone) e l’astensione del presidente Joseph Masè. I residenti sono sul piede di guerra”.

Sarà perché vado di più ad arrampicare che a camminare (finché posso permettermelo…), ma raramente mi capita d’incontrare biker che scendano sentieri (e ancora più raramente che salgano…). Fino a sabato 15 aprile scorso quando, proveniente dalla zona delle fortificazioni sotto al Monte Creino, camminavo in discesa verso Pannone. Nel silenzio del bosco sentiamo un fruscio alle nostre spalle: erano tre o quattro mountain biker di lingua tedesca che ci avevano raggiunti. Sapendo che subito sotto a noi c’era il tratto di mulattiera forse più ripido del percorso, ci offriamo con un gesto di lasciarli passare. Un po’ di gentilezza mischiata alla curiosità di vederli scendere. Quelli ci ringraziano e il primo inizia con sicurezza, a me sembra uno bravissimo. Gli altri lo seguono con circospezione e un po’ distanziati. In quella mi accorgo che ci stanno raggiungendo altri biker, saranno altri cinque o sei. Ovviamente decidiamo di lasciar passare anche loro, tanto non abbiamo alcuna fretta. Di due ragazze una si butta molto sicura, l’altra scende a piedi. E mentre guardiamo, ne arrivano altri sette od otto! A quello che mi sembrava l’ultimo della fila chiedo (con idioma forse maccheronico): “Du bist der letzte?”.
“Ja”, mi sorride lui. E così aspettiamo che anche costui sparisca giù per il sentiero.

Ho voluto riferire questo piccolo episodio solo per dire che mi ha fatto piacere quell’incontro e che non mi sono minimamente sentito attaccato nei miei diritti di camminatore. Ho visto scendere in silenzio, con rispetto e prudenza. E ciò mi è bastato.

Pochi giorni dopo però leggo una notizia che mi riporta alle solite problematiche. Il titolo sul Corriere del Trentino è: Tovel, bike tra orso e gallo cedrone, Parco diviso, residenti arrabbiati.

La delibera del 20 aprile 2017 ha sollevato un polverone, con una votazione che ha spaccato di fatto la giunta del Parco naturale Adamello-Brenta e ha costretto molti residenti della val di Non (e non solo) ad attivarsi per costringere l’ente di Strembo a riconsiderare la decisione.

E’ stato presentato per l’approvazione il progetto di un «nuovo» percorso di mountain bike nella zona della val di Tovel, all’interno dei confini dell’area protetta: un tracciato estremamente tecnico, da Sporminore a Cles, con passaggi a malga Arza e salita fino al Doss della Quarta, per poi scendere in picchiata fino al ponte sul Tresenica. In totale, oltre 35 km con più di 1664 metri di dislivello in salita e 1538 in discesa, ultima tappa di quello che l’Apt della valle da qualche tempo (prima ancora del via libera del Parco, in realtà) pubblicizza come Tour de Non.

Al Parco il progetto è arrivato per la votazione già a febbraio scorso, sostenuto con forza dal vicepresidente Ivano Pezzi (espressione della parte nònesa dell’ente). L’intenzione, in sostanza, era di incassare un lasciapassare per la percorribilità dell’itinerario (già frequentato oggi da qualche appassionato di mountain bike) e per la sua promozione soprattutto sui mercati turistici tedeschi.

Ma la riunione a Strembo ha accolto l’idea con freddezza. E, al termine delle valutazioni, i tecnici degli uffici ambiente e fauna del Parco hanno espresso parere negativo.

A preoccupare gli esperti dell’ente è, in particolare, il passaggio del tracciato in zone tutelate particolarmente delicate, popolate non solo dal gallo cedrone, ma anche dall’orso. Con tutti i problemi e le polemiche destate dalla presenza del plantigrado, figuriamoci quanto conviene andare a disturbare la sua quiete. La prima votazione dunque si è risolta con una divisione, con l’astensione del presidente Joseph Masè e quindi con uno «stop». Pezzi, però, non ha mollato. E il 20 aprile è tornato alla carica, con una modifica alla proposta di percorso che però non elimina il tratto segnalato dagli esperti. I suoi toni, in giunta, sono stati decisamente più perentori. La «voce grossa» del vice non ha però fatto cambiare idea a Masè, che ha mantenuto il suo giudizio negativo sull’operazione. Ed è uscito dalla stanza al momento della votazione (garantendo così il via libera alla delibera).

«Personalmente – spiega il presidente – non ero e non sono convinto di quel progetto: i nostri uffici hanno espresso criticità dal punto di vista faunistico, che condivido. Se avessi dovuto votare secondo coscienza, avrei votato no». Un voto che, se espresso dal presidente, avrebbe avuto valore doppio, con conseguente bocciatura della delibera. «Ho quindi preferito uscire per garantire l’equilibrio dell’esecutivo. Ha prevalso, dunque, la linea degli assessori della val di Non» conclude con un pizzico di amarezza Masè.

Questo ha provocato l’ira di molti residenti della zona, che non hanno gradito l’«accelerazione» dell’Apt rispetto alla pubblicizzazione del percorso e la prova di forza del vicepresidente dell’ente di Strembo e sollecitano un passo indietro: «I valori del Parco – dicono – sono altri».

Il Lago di Tovel
 

 

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Nuovi percorsi in mountain bike ultima modifica: 2017-05-18T05:59:38+00:00 da Alessandro Gogna

4 thoughts on “Nuovi percorsi in mountain bike”

  1. 4

    Joseph Masé… nome germanico, cognome trentino… atteggiamento beceritaliota… alla faccia dell’autonomia e della tradizione mitteleuropea gridata a gran voce nelle terre trentine!!!
    Se ci fosse ancora il suo omonimo (o quasi) Franz Joseph, lo manderebbe allo Spielberg con l’aclamazione popolare per il provvedimento!!!
    “Se avessi dovuto votare secondo coscienza, avrei votato no”
    Italicamente sarei tentato di mandare questo “signore” ad espletare le proprie incombenze fisiologiche nel bel mezzo di una campo di ortiche, con l’obbligo di non alzarsi in piedi almeno per due giorni… ma elegantemente, con fare di origine orgogliosamente mitteleuropea (la mia), lo inviterei ad evitare uscite verbali di quella portata (becera!) perché come disse il veneziano Badoer…: “Un bel tacer non fu mai scritto!” Ed in questo caso nemmeno detto…!

  2. 3
    Valerio Rimondi says:

    L’equilibrio sulla poltrona 😉

  3. 2
    Alberto Benassi says:

    «Ho quindi preferito uscire per garantire l’equilibrio dell’esecutivo. Ha prevalso, dunque, la linea degli assessori della val di Non»

    garantire “l’equilibrio” ? oppure la POLTRONA… ?

  4. 1
    Matteo says:

    Francamente la cosa peggiore in assoluto è che un politico che riveste una carica pubblica possa dire una cosa del tipo “Se avessi dovuto votare secondo coscienza, avrei votato no”: mi pare realmente paradigmatica delle cause ultime dello sfascio italico.
    Riguardo all’argomento del post, spero solo che un orso non tiri una zampata a un biker che gli passa davanti in velocità, perché sarebbe la fine del progetto orso

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