Nuovo Bidecalogo Punto 3. Vie di comunicazione e trasporti

Il Nuovo Bidecalogo del CAI, approvato a Torino il 26 maggio 2013, dedica il Punto 3 alle vie di comunicazione e ai trasporti. Potete consultare il documento finale e la presentazione del past-president Annibale Salsa, i due documenti sui quali ho lavorato per esprimere un mio parere sul Punto 3.

Il documento fa un’analisi corretta ed esauriente della situazione:
– denunciando l’invasività delle nuove vie d’accesso in atto;
– dicendo a chiare lettere che non è necessario estendere ulteriormente la rete stradale nelle Alpi e negli Appennini, perché già ora ogni località è “largamente” accessibile;
– constatando che il traffico “fuoristrada”, sia estivo (4×4, quad, trial) che invernale (motoslitte) è decisamente in aumento;
– registrando l’incremento di voli a scopo turistico (eliski) e commerciale.

Annotiamo che, per precisione, accanto all’eliski, occorreva citare la piaga dell’eliturismo.

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Subito dopo, il Bidecalogo esprime una posizione debolmente “neutra”, ricordando genericamente che, se è importante lo sviluppo delle regioni di montagna (al quale danno grande contributo le vie di comunicazione), lo è pure la tutela del patrimonio ambientale. Più incisivo è quando spezza poi una lancia per il trasporto su ferrovia a servizio delle comunità locali.

Questo è un punto assai importante che Annibale Salsa, nella sua presentazione, ha svolto assai bene. Egli ci ha ricordato che il Protocollo Trasporti della Convenzione alpina “da anni si insiste, a livello politico e di opinione pubblica, sull’indifferibilità del trasferimento graduale delle persone e delle merci dalla gomma alla rotaia“. Poi con forza ha aggiunto, interrotto dagli applausi, “che ci vuole più coerenza da parte delle Amministrazioni regionali e più vigilanza da parte del CAI“.

Una situazione prevedibile, chioso io, visto che l’Italia ha svogliatamente firmato per ultima (tra i vari paesi alpini) il Protocollo Trasporti.

Infine il Bidecalogo espone con precisione gli impegni del CAI, al riguardo di costruzione di nuove strade, di ampliamenti, di regolamentazione della circolazione. S’impegna poi con parole ferme a rendere valido su tutto il territorio nazionale il “divieto assoluto di esercitare il turismo motorizzato (4×4, quad, enduro, ecc., e motoslitte in inverno)”. Non si dimentica neppure dei natanti a motore sui laghi alpini ed appenninici!

Ma qui tralascia incredibilmente l’intero capitolo dell’eliski e dell’eliturismo. Non una parola è scritta al riguardo. La cosa è stupefacente, assodato che il tema era ben presente nell’analisi della situazione. Per fortuna che, in corner, l’argomento è ripreso nel Punto 4 (che vedremo prossimamente), altrimenti non saprei cosa dedurre da questa esclusione: semplice caduta di stile o silenzio voluto?

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vedi Nuovo Bidecalogo del CAI Punto 2 (precedente)

vedi Nuovo Bidecalogo del CAI Punto 4 (successivo)

 

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Nuovo Bidecalogo Punto 3. Vie di comunicazione e trasporti ultima modifica: 2014-08-23T08:00:35+00:00 da Alessandro Gogna

3 thoughts on “Nuovo Bidecalogo Punto 3. Vie di comunicazione e trasporti”

  1. Dimenticavo: cosa dice il CAI di Pieve di Cadore ed il regionale sul prolungamento della strada che raggiungerà Casera Vedorcia ed il Rif. Tita Barba? Il bidecalogo mi pare chiaro, la posizione del CAI non la vedo.

  2. Sono d’accordo ancora una volta con Giorgio. Vivo in Cadore, nel profondo nord della regione che ha “insegnato” al mondo come l’economia delle microimprese sia un sistema vincente. Sic! Oggi si cerca di trasportare nel turismo lo stesso sistema. Doppio sic! Parliamo di un sistema istituzionalizzato dove le cariche associative e quelle istituzionali si sovrappongono e coincidono con le medesime persone. Che c’entra con l’eliski? Secondo voi cosa succede quando nella giunta di un comune c’è un ex presidente del CAI e viene richiesto l’uso di un versante di un monte per l’eliski? E se quelle guide sono nell’elenco dei vari “corpi” evidenziati nel sito del CAI regionale? Succede la stessa cosa di quando un sindaco, o qualcuno della sua giunta, è un membro della locale riserva venatoria: si va a fare selezione in elicottero, come se già la natura con metri di neve non avesse operato. Così l’iniziativa privata diventa vincente ed è tutto buon lavoro che produce e richiama turisti a frotte, tutti a vivere la loro avventura scegliendo il versante migliore, nella sicurezza più totale garantita dagli apparati CAI, guide, soccorso alpino (si vedano i documenti già pubblicati) e tecnici vari. Sì, questa è la loro “montagna delle libertà”.
    Sono contento della evidenziazione relativa alla “dimenticanza” nel bidecalogo, per un attimo avevo pensato di essere il solito sfrucugliatore con una visione negativa di ogni cosa.
    E ripeto, per garanzia di istituzioni e associazioni, che non ritengo che sia il corpo ammalato ma solamente la testa.

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