3 thoughts on “Nuovo Bidecalogo del CAI Punto 0. E la libertà?”

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    Guido Luciani says:

    Non è una critica… non mi permetterei certo di farla a Lei che ha toccato i vertici dell’alpinismo… ma mi pare una dichiarazione che non capisco del tutto. Se la libertà fosse “partecipazione” avremmo la responsabilità di quello che si fa in ogni attività e ne cercheremmo la consapevolezza. Non credo che il popolo pendolare della montagna sia sempre consapevole.
    Sì è vero! Viviamo in un mondo di regole e regoluzze per cui si denuncia chi ha provocato una valanga rimanendone sepolto e così via… (avvenne in zona Cerreto qualche anno fa se non mi sbaglio) ma il problema alla base mi pare sia che le attività in montagna sono divenute un fenomeno di massa sconvolgente con tutto quel ne consegue (ho visto foto del Dente del Gigante con grappoli di gente… e nemmeno pochi anni fa… e per fare alcuni sentieri noti si inizia a pagare balzelli… a volte persino proibitivi per una famiglia).
    Per quel che mi riguarda frequento tante montagne e montagnole dal Monte Fasce (il versante Est è un festival della pendenza… quasi da Baiarda…) o qualche altra cosetta in riviera, alle Apuane o in Liguri o Marittime. “Un Alpinismo di ricerca”, dunque o, nel mio caso, “un escursionismo di nicchia” 🙂 e posso dire che mi sento molto libero in questi spazi dove sovente non incontro nessuno per ore e dove nessuno mi mette di fronte a decaloghi e libri sacri scritti dalle istituzioni ufficiali.
    La libertà di troppe persone messe assieme è spesso avversata. Andare silenziosi ed in punta di piedi e non seguire la massa forse è la soluzione che salva capra (alpinista) e i cavoli nostri che crescono in montagna… e vanno lasciati crescere.

    L’uomo è animale sociale ma quando vuole respirare un poca di libertà dovrebbe avere il coraggio di agire e pensare da solo.

    Un saluto cordiale Sig. Alessandro!
    Con stima, un quasi anziano passeggiatore montano

    Guido Luciani

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    daniele says:

    Libertà non è fare ciò che più ci piace dove meglio ci aggrada, libertà presuppone rispetto per l’ambiente e per le persone, dialogo è una parola con un significato alto, non ne abusiamo.
    Lascia perdere l’odio e le categorie.

  3. 1
    Simone Parca says:

    Interessante che qualcuno ribadisca l’importanza del concetto di libertà, tuttavia già all’interno del CAI alcuni vedono i cicloescursionisti come delle “serpi in seno”, per motivi secondo me infondati molti odiano gli escursionisti su ruota, per non parlare degli escursionisti su mezzi a motore, con cui spesso c’è una posizione di intolleranza assoluta. Non sarebbe più sensato aprire un dialogo vero anche con queste categorie, che devono poter godere della stessa libertà di chi si muove senza ruote?

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