Il Parc National des Écrins

Il Parc National des Écrins

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Situato nel triangolo Grenoble-Gap-Briançon, delimitato dalle valli della Romanche, della Durance e del Drac, il Parco Nazionale degli Écrins spazia da 800 m ai 4102 m della Barre des Écrins. Il suo territorio, che comprende i massicci del Pelvoux e del Champsaur, con i suoi 2.703 kmq, è la più grande zona protetta su suolo francese: 61 sono i comuni interessati, con 30.000 abitanti. La sua zona centrale (917,4 kmq) non presenta alcun centro abitato permanente, a parte il piccolo villaggio di Dormillouse. Il parco è stato riconosciuto dalla comunità europea come “monumento della natura”.

Nella vastità di cime superiori ai 3000 metri che si susseguono a incrociare valli e catene, ricordiamo le più importanti: Les Grandes Rousses 3465 m, le Aiguilles d’Arves 3514 m, l’Aiguille du Plat de la Selle 3596 m, l’Aiguille Dibona 3131 m, Le Râteau 3809 m, la Meije 3982 m, il Pic Gaspard 3881 m, la Grande Ruine 3765 m, Les Agneaux 3664 m, il Pelvoux 3943 m, l’Ailefroide 3954 m, Les Bans 3669 m, la Roche de la Muzelle 3465 m, la Tête des Fétoules 3459 m, Les Rouies 3589 m, Le Sirac 3440 m, l’Olan 3564 m e il Pic de Rochelaire 3108 m. Alcuni di questi nomi sono tra i più prestigiosi nel panorama geografico, con pareti che hanno fatto le tappe fondamentali della storia alpinistica. Circa 170 kmq di ghiacciai ricoprono questi massicci e ciò rappresenta circa un terzo della superficie glaciale delle Alpi francesi.

Sono stati censiti ed opportunamente riattati e segnalati circa 740 km di sentieri. Il più importante, e anche il più completo e affascinante, è il Tour de l’Oisans, il famoso GR 54. Il percorso completo prevede 11.000 metri di dislivello, con 11 giorni di complesso cammino tra 720 m e 2760 m. I guardiaparco asseriscono che son circa 3.000 gli escursionisti che ogni anno lo percorrono integralmente.

La storia del Parco degli Écrins risale al 1913, quando un primo nucleo attorno a La Bérarde fu istituito a parco nazionale. Già allora i problemi di disboscamento in Oisans erano gravi e, volenti o nolenti, l’onda lunga della filosofia di John Muir che aveva salvato le grandi sequoia della California era giunta pure in Europa. Dal 27 marzo 1973 il parco ha assunto l’attuale denominazione, assieme ai confini e al regolamento.

Esso è diviso in sette settori: il Briançonnais, l’Oisans, il Valbonnais, il Valgaudemar, l’Haut-Champsaur, l’Embrunais e la Vallouise; 54 sono le guardie operative.

Il regolamento prevede il divieto di ingresso ai cani, anche al guinzaglio, di raccolta di fiori e di minerali, di uso delle armi. Niente fuochi, rifiuti né campeggio. Niente mountain bike né automobili. Il bivacco è autorizzato a più di un’ora dai limiti del parco o da un accesso stradale, tra le ore 19 e le ore 9.

Il lavoro del parco, cioè la protezione della natura in primo luogo, non incontrò mai negli Écrins quella resistenza che invece caratterizzò altri parchi nazionali francesi. Nei Pirenei un bracconaggio spinto minacciava la sopravvivenza dell’orso; il Mercantour si confronta tuttora con il problema del lupo, diventato bandiera di tutta la politica contro; la Vanoise è regolarmente scossa da progetti sempre più ingordi che vorrebbero rosicchiare altri territori sciabili. Così l’ala dura protezionista negli Écrins ha avuto buon gioco. Philippe Maigne, direttore aggiunto del parco, si domandava “perché fare una così netta distinzione tra zona centrale e zona periferica?”. E il capo settore di Briançon, Robert Keck, aggiungeva che ci sono luoghi in zona periferica dove le specie protette della zona centrale vanno a nidificare e riprodursi: certe paludi, o stagni o boschi particolari vanno preservati da ogni attività umana. Questo però non è un problema di facile soluzione: 30.000 persone hanno bisogno di esercitare normale attività e pensare allo sviluppo. Un buon modo di affrontarlo è la più stretta collaborazione tra gli amministratori e gli addetti del parco. Con questo imperativo, questi ultimi spesso sono costretti ad occuparsi maggiormente della zona periferica, cosa non proprio gradita visto che le guardie forestali hanno scelto quel mestiere per poter stare a contatto con la natura veramente incontaminata. Sono necessarie doti diplomatiche e può essere a volte frustrante essere interlocutori di operatori turistici o di agricoltori o di sindaci. Ma i risultati della collaborazione si vedono, nel riordino dei sentieri, nella falciatura di certi prati, nella rimessa a funzione di vecchi forni o mulini, nella ristrutturazione di cappelle o altri vecchi edifici. Ed ancora negli aiuti ad una sempre migliore ricezione turistica nelle zone rurali o alle attività agricole o pastorali. Con queste premesse non ci si deve stupire se i visitatori annuali del parco superano i 300.000!

Per i responsabili del parco l’ultimo grande problema è dato dalla presenza del lupo. Il suo ritorno potrebbe, come nel Mercantour, ha ridato fiato all’opposizione.

http://www.ecrins-parcnational.fr/le-parc-national

Recentemente l’amico Ugo Manera mi ha inviato questa foto della parete nord del Pic d’Olan. Mi ha scritto: “Non so se sei mai stato in Valjouffrey sotto la Nord dell’Olan. Io ho un bel ricordo di questo luogo dove, nel 1979 o 80 (debbo verificare) salii la via Couzy-Desmaison sulla Nord dell’Olan; 25a salita di questa via e prima italiana. Non avevo foto di questa parete così ieri ci siamo sorbiti un po’ di km e siamo andati a fare una bella camminata, quasi un pellegrinaggio, fino al rifugio di Font Turbat, ne valeva la pena, il posto e la parete sono veramente suggestivi“.

 

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Il Parc National des Écrins ultima modifica: 2017-09-01T05:10:20+00:00 da Alessandro Gogna

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