Il Parco Nazionale della Vanoise

Il Parco Nazionale della Vanoise
(scritto nel 1998)

Lettura: spessore-weight(1), impegno-effort(1), disimpegno-entertainment(2)

Istituito nel 1963 il Parco della Vanoise è il più vecchio parco nazionale francese. Una delle prime cose che si osserva al suo riguardo è l’assenza delle Maison du Parc, quasi un luogo comune in altri parchi. Emmanuel de Guillebon, il direttore, spiega: “Non si trattò di dimenticanza, ma di volontà precisa dei creatori del parco. Si ritenne, per una integrazione senza traumi di questa nuova realtà e per un’accettazione da parte di tutti, che non fosse opportuno creare le Case del Parco, che avrebbero potuto essere considerate i segni precisi d’un potere localizzato su un territorio che non gli apparteneva. E anche oggi pensiamo che sia più importante la collaborazione con gli uffici del turismo, per esempio, tanto per la diffusione dell’informazione che per lo sviluppo di un’identità Vanoise”.

Il parco si estende nel Dipartimento della Savoia, tra Modane e Val d’Isère, delimitato ad est dalle Alpi Graie Meridionali e ad ovest dai territori sciistici di Val-Thorens, Les Ménuires, Méribel e Courchevel. Quindi si divide tra Haute-Maurienne e Tarentaise, due regioni dalle caratteristiche ben distinte che hanno in comune soltanto un valico stradale, quel mitico Col de l’Iseran 2770 m che tanta storia fece al Tour de France: un valico insuperabile per buona parte dell’anno.

La zona centrale del parco occupa 528,39 kmq e comprende numerosi ghiacciai e le più alte e significative cime del Massif de la Vanoise, da 1280 m fino alla vetta della Grande Casse 3855 m. Ha in comune con il Parco Nazionale del Gran Paradiso una frontiera di 14 km: insieme le due entità vanno a costituire la più grande area protetta dell’Europa occidentale.

L’erosione ha modellato paesaggi tra i più vari: si va dai rilievi dolomitici del versante meridionale della Dent Parrachée (vedasi il Monolithe de Sardières) alle rocce del Carro, montonate e lisce; dalle imponenti morene glaciali delle sorgenti dell’Arc e della Grande Casse alle vette appuntite dell’Aiguille de la Vanoise e della Pointe de l’Échelle.

Ecco com’è ripartito il territorio: 4,22 kmq di boschi, 321,32 kmq di pascoli, 0,81 kmq di laghi, 148,79 kmq di massa rocciosa e 53,25 kmq di ghiaccio.

La zona periferica, dedicata alla protezione dell’economia tradizionale ed allo sviluppo del turismo rispettoso, misura 1.450 kmq, interessa 28 comuni e circonda completamente la zona centrale. In particolare, se a nord è delimitata dal Colle del Piccolo San Bernardo, il suo confine orientale coincide con lo spartiacque Francia-Italia fino al valico ferroviario e stradale del Fréjus, comprendendo vette come la Grande Sassière 3747 m, le Levanne 3619 m, l’Albaron 3637 m e la Pointe de Charbonnel 3750 m.

Nella zona periferica sono pure comprese altre cinque riserve naturali, Tignes-Champagny, Iseran, Grande Sassière, Plan de Tuéda e Villaroger.

La flora comprende più di un migliaio di specie, tra le quali androsaci, aquilegia delle Alpi, diverse carici, cortusa del Mattioli, linaiola alpina ecc. Sotto gli 800 metri predomina la roverella, fino ai 1500 vi sono faggete miste ad abeti bianchi (sui versanti solatii prevale però il pino silvestre); più in quota troviamo abete rosso poi, fino ai 2000 metri, larice, pino cembro e pino uncinato accompagnati da rododendri, mirtilli e ginepri.

Savoia, zona del Termignon, gita al Lac de Bellecombe

La fauna è costituita da circa 600 stambecchi e da 4.500 camosci; tra i roditori, oltre naturalmente alle marmotte, ecco le arvicole delle nevi e le lepri variabili; tra i carnivori, l’ermellino, la faina, la martora e la volpe. Una dozzina di coppie di aquile reali e poi coturnici, gufi reali, picchi neri, muraioli e tridattili, nocciolaie popolano la numerosa e ben articolata fauna avicola e potremmo continuare con anfibi e rettili.

Il parco permette praticamente tutte le attività sportive di montagna, ad eccezione del parapendio e della mountain-bike.

A questo proposito è interessante notare come lo sviluppo delle vie ferrate, con un enorme numero di appassionati, abbia seguito in Francia degli indirizzi base diversi da quelli di altre regioni alpine (principalmente le Dolomiti). Sette sono le vie ferrate presenti in Maurienne: a St-Colomban des Villards è La Chal, a Pontamafrey/Montvernier è La Passerelle col seguito di Le Bastion, a St-Martin d’Arc/Valloire è Le Télégraphe, a Valloire sono la Poingt Ravier e la Saint Pierre, mentre ad Aussois sono Le Diable e Les Diablotins/Les Angelots (adatte ai bambini).

Teoricamente si potrebbe attrezzare una via ferrata ovunque lo si voglia, in realtà qui la tendenza è stata di preparare itinerari che non andavano mai a coincidere con itinerari preesistenti. Se nelle Dolomiti la via ferrata doveva raggiungere vette importanti o percorrere creste e pareti sulle montagne, qui si è preferito attrezzare gole, falesie altrimenti del tutto trascurate. L’indubbio vantaggio della generale vicinanza ad un accesso stradale ne ha favorito una frequentazione incredibile. E nello stesso tempo sono state preservate le montagne con i loro itinerari alpinistici. Le ferrate francesi hanno seguito i criteri dell’arrampicata sportiva piuttosto che quelli dell’alpinismo!

La Pierre aux Pieds

500 km di sentieri segnalati sono la grande risorsa che va ad arricchire il vasto patrimonio naturalistico del Parco della Vanoise. I sentieri GR5 e GR55 (Olanda-Mediterraneo) permettono di effettuare il giro di tutto il massiccio, mentre l’itinerario della Grande Traversata delle Alpi francesi lo percorre da nord a sud, grazie anche ad alcune varianti. Occorre non dimenticare che, pur essendo questi sentieri percorribili da giugno ad ottobre, innevamenti tardivi o precoci possono far saltare più di un programma o mettere in difficoltà le comitive. Moltissime sono le iniziative a cura del parco per le escursioni guidate volte all’osservazione attenta dell’ambiente. Se la guida è un addetto del parco (in tutto sono operativi 35 guardiaparco), la partecipazione è gratuita ed aperta a tutti con esclusione dei bambini sotto ai nove anni. Se la direzione dell’escursione è affidata ad una guida alpina o ad un accompagnatore viene richiesta una contribuzione. Il parco organizza anche trekking a cavallo e traversate scialpinistiche. A L’Orgère (Villarodin-Bourget) ed a Fornet (Val d’Isère) sono stati allestiti due sentieri botanici. Sul versante Tarentaise si contano 4 gîtes d’étape e 28 rifugi (dei quali 10 appartenenti al Parco, 6 al Club Alpino Francese e 12 privati); sul versante Haute-Maurienne sono 6 gîtes d’étape e 25 rifugi (dei quali 8 appartenenti al Parco, 7 al Club Alpino Francese e 10 privati).

Una curiosità. L’usanza di scolpire le superfici piatte dei massi erratici, anche a grandi altezza, si era diffusa dopo il neolitico. In genere erano raffigurate figure geometriche, spirali o serpentine; più raramente figure animali o umane. Ma più diffuse ancora erano le forme scavate a coppella, spesso associate alle raffigurazioni di impronte di piedi. Non si sa con precisione il significato rituale di queste opere. Iniziazione all’adolescenza, culto delle cime e dei ghiacciai, cerimonie di fidanzamento, testimonianza di antichi pellegrinaggi, sono tutte ipotesi valide. La Pierre aux Pieds è situata a 2730 m d’altezza ed è un imponente masso scistoso che presenta incisioni tra le più alte d’Europa: 80 coppelle concentrate nell’angolo più panoramico e 82 impronte di piedi, di cui 70 appaiate secondo orientamenti diversi. Vi sono motivi di somiglianza tra questo sito ed altri di pari importanza in Haute-Maurienne, come la Pierre du Pertuit a Thyl o la Table dell’Arcelle Neuve. Per salire alla Pierre aux Pieds, dopo aver posteggiato a Les Grattais 1880 m, non lontano dal Col de la Madeleine tra Lanslevillard e Bessans, si segue un percorso battuto e segnalato fino al Refuge de Vallonbrun 2270 m, dove si può eventualmente pernottare. Continuare puntando decisamente ad ovest con moderata pendenza per poi all’ultimo salire più decisamente, ormai sotto al Roc du Pissereland 3174 m.

 

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Il Parco Nazionale della Vanoise ultima modifica: 2018-04-10T05:36:58+00:00 da GognaBlog

2 pensieri su “Il Parco Nazionale della Vanoise”

  1. 2
    AndreaD says:

    Non sapevo della Pierre aux Pieds, non si sa mai. Grazie della segnalazione.

  2. 1
    Marco Tatto says:

    E’ emozionante trovarsi a 2730 metri a scrutare le ottantadue impronte di epoca neolitica dell’imponente Pierre aux Pieds interrogandosi sul loro significato e le tante iscrizioni di epoca moderna (a partire dal XVII secolo) che le contornano. Un sito davvero magico. Il dislivello dal parcheggio di Les Grattais è contenuto (850 metri) ma lo sviluppo del sentiero è notevole e richiede circa tre ore di marcia. Bello affrontare questo percorso nel tardo autunno quando le condizioni di luce rendono ancora più suggestivi i luoghi attraversati.

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