Piccoli miracoli

Piccoli miracoli
di Giovanni Cenacchi
(pubblicato su Rivista della Montagna n. 101, ottobre 1988)

Lettura: spessore-weight*, impegno-effort*, disimpegno-entertainment***

Scrive Reinhard Karl in Montagna vissuta, tempo per respirare: «Al pomeriggio vado ancora alla Forcella del Paterno e mi guardo le Tre Cime da questo famoso punto panoramico. Mi compero anche una cartolina e me la tengo di fronte con la mano destra. Davanti a me ci sono due paesaggi. Rifletto su quale visione mi impressioni maggiormente: la cartolina grande 10X15 cm o la smisurata realtà?».

Rivista della Montagna – novembre 1997 – notizie sportive
Terza prova del Campionato del Mondo sul muro artificiale di Vaulx-en-Velin. Dura sconfitta della scuola europea, predominio quasi assoluto degli atleti africani e centroamericani. Il vincitore è il fortissimo messicano Gutierrez, che ha alle spalle un passato assai travagliato. Ha infatti iniziato ad arrampicare per curiosità sul muro artificiale del carcere di Cleveland, nell’Ohio, dove stava scontando una pena di due anni di reclusione per emigrazione clandestina negli USA. Nel giro di pochi mesi ha raggiunto i massimi livelli di preparazione, polverizzando il limite del 9c sull’ormai mitica Jailhouse Rock. Gutierrez si è aggiudicato tutte le prove della gara francese, distaccando nella classifica finale l’etiope Ikele e il keniota ‘Ngomo. Malinconica prestazione dell’argentino Raul Carriego che, dopo due anni di predominio nelle classifiche mondiali, ha dovuto ritirarsi alla seconda prova a causa degli ormai irreparabili guasti ai tendini e alle articolazioni delle dita; con Carriego la scena internazionale perde un grande campione di cui certamente tutti sentiremo la mancanza: addio e grazie, Raul!

Illustrazione di Sebastian Garraff

Un episodio sconcertante ha disturbato la terza giornata di gare, provocando polemiche e un’interruzione di cinque ore del programma agonistico. All’origine c’è la particolare conformazione del muro artificiale di Vaulx-en-Velin: lungo le vie di salita, preparate con i soliti appigli in resina sintetica, sono dipinti a scopo decorativo diedri, fessure e altri appigli colorati che conferiscono alla struttura un singolare effetto estetico. Sembra che il cinese Wu Ho, solo 72° nella classifica WCA (World Climbing Association), abbia portato a termine la prova di qualificazione (8b) utilizzando per la progressione anche alcuni appigli dipinti, riposandosi poi su una fessura azzurra disegnata a tre quarti del tracciato.

Allo sgomento iniziale sono seguite le violente contestazioni dell’equipe sovietica, che ha chiesto e ottenuto l’invalidamento della prova. L’intera squadra cinese, su decisione dell’allenatore He Nang, ha allora abbandonato il Palazzo dello Sport in segno di protesta, annunciando il ricorso agli organi federali. Per il 15 dicembre è attesa la decisione della commissione disciplinare della WCA.

Telemontagna – 25 luglio 2017 – notiziario delle 2O.30
Continuano i festeggiamenti per l’80° anniversario della prima salita sulla parete nord-est del Badile. Riccardo Cassin, ancora in ottima forma, ha ripetuto l’altro ieri integralmente l’itinerario del 1937, impiegando solo cinque ore per portare a termine l’ascensione.

In serata, le celebrazioni si sono spostate nella vicina Val di Mello dove, nella tradizionale cornice dell’Hotel Al Precipizio, si è tenuta una festa a cui hanno partecipato numerosi ex-alpinisti, arrampicatori e giornalisti. Poco dopo il quinto brindisi in onore di Cassin, l’avvenimento incredibile che, per tutto il giorno successivo, ha fatto discutere, provocando una serie di querele contro chi ha sollevato dubbi sulla sobrietà degli invitati. Un disegno è all’origine del contenzioso: nella sala d’ingresso dell’albergo, infatti, è stato installato di recente un pannello di 2 metri per 3 che raffigura gli schizzi analitici di tutte le vie spittate dal 1990 sul Precipizio degli Asteroidi. Era quasi mezzanotte quando due dei convenuti, avvicinatisi al pannello per cercare un itinerario, hanno visto uno scalatore piccolissimo, non più alto di 5 millimetri, salire lungo il terzo tiro su placca di La paura fa 90. Accorsi subito anche gli altri invitati, pare che per circa due ore tutti abbiano potuto assistere all’inspiegabile fenomeno, finché l’omino – superata con stile ottimo l’ultima fessura della via – non è scomparso oltre la cima del Precipizio.

Ogni tentativo di registrare il fenomeno è stato inutile: allo sviluppo delle fotografie scattate e all’analisi del videotape girato durante l’apparizione – come potete vedere nelle immagini – non è stato notato niente di insolito. Eccovi la testimonianza del presidente del comitato organizzatore: «Ero presente, posso assicurare che l’apparizione era reale. Il fatto è certamente misterioso, ma non si tratta comunque di un’allucinazione collettiva. Sono disgustato dalle calunnie pronunciate da chi non c’era, i nostri legali hanno già ricevuto istruzioni al fine di tutelare la nostra immagine. Le solide basi scientifiche e sportive su cui si fonda l’arrampicata moderna dovrebbero bastare a darci la credibilità e la fiducia che meritiamo: al giorno d’oggi gli scalatori sono atleti seri e razionali, non dei visionari».

L’Ologramma della Montagna – 15 ottobre 2O24 – edizione del mattino
… Siamo sul fondo del canyon… Lo spettacolo è impressionante: migliaia di spit sono ammassati sul bordo del torrente, e se ne vedono molti luccicare sul greto, nell’acqua… Da un giorno all’altro il Verdon dei climber non esiste più. Le vie dei pionieri, da Pichenibule a Triomphe d’Eros sono scomparse insieme alle recenti imprese dell’arrampicata estrema: 1500 itinerari e cinquant’anni di storia sono ammucchiati ai nostri piedi, come rifiuti, o sono svaniti nella corrente del fiume.

Cos’è successo? Dire che tutti gli spit si sono staccati dalle pareti delle Gorges non significa avere una risposta. Nessuno s’è accorto di nulla, nessuno ha visto niente, eppure fino a ieri le sconfinate verticali erano vive di grida, di risate, di passione, di desiderio: oggi c’è solo silenzio, e le centinaia di scalatori affacciati increduli dal bordo dell’altopiano non hanno voglia di scherzare. C’è chi parla di sabotaggio, e chi ricorda certi schiodatori che, nel secolo scorso, tentarono disperatamente di opporsi al progresso… Ma non è possibile, neppure un esercito di guastatori sarebbe riuscito a svellere in una notte tutti gli spit del Verdon.

E poi ci risulta che il fenomeno si sia verificato in altri sei centri europei di arrampicata, Buoux e Arco compresi. I tecnici della WCA sono già al lavoro per raccogliere campioni e analizzare alcuni dei fori, nel tentativo di trovare una spiegazione plausibile.

Lunghe file di piccoli buchi neri segnano intanto la verticale levigata della parete… A tratti si confondono con gli appigli naturali, quasi non si direbbe che siano stati creati dagli uomini. Ma a che servono ormai? Sono troppo stretti, anche per le dita degli arrampicatori più forti.

Niente spit, solo inutili buchetti incisi nel calcare… Un bambino, forse solo un bambino con le dita sottili riuscirebbe a usare questi appigli per salire, ma qui adesso per gli altri non c’è più nulla da fare…

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Piccoli miracoli ultima modifica: 2017-11-07T05:08:49+00:00 da Alessandro Gogna

1 thought on “Piccoli miracoli”

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    Giorgio Daidola says:

    Giovanni Cenacchi era uno dei migliori collaboratori della Rivista della Montagna.  Se ne è andato  in modo straziante, nel cuore dei suoi anni, lasciando un grande vuoto. Lo ricordo come una persona solare, di grande intelligenza e sensibilità. Memorabili i suoi pezzi su Dimensione Sci, che considerata la stagione, spero di rileggere presto sul blog. Grazie Giovanni!

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