Plan de Corones: mors tua vita mea

Il sottile messaggio è: di casino ne abbiamo fatto, abbiamo distrutto, lacerato, violentato, banalizzato… ma alla fine avete visto che risultato? Sono tutti felici! Le imprese hanno fatto un sacco di soldi, i lavoratori hanno lavorato per stagioni, la val Pusteria non è contaminata perché siete stati invitati ad andarci con un comodissimo treno. E soprattutto lo sciatore gode con orgasmo plurimo. Che volete di più?

Guardate questo filmato con attenzione:

Questa è con esattezza la cultura che ci sta massacrando con soave determinazione. Al danno ambientale si aggiunge la beffa culturale.

Il “consumatore di neve (poco importa se programmata o no)” si è mai chiesto come si arriva a renderlo felice? Ho il sospetto che no, ma questa volta il subdolo marketing fa passare per meritevole la feroce distruzione, la traveste, la addobba di cultura. Si “scomoda” Zaha Hadid e in cima a Plan de Corones si costruisce l’ultimo Messner Mountain Museum, un baluardo di VERA cultura mandato purtroppo al tritacarne globale.

Geniale. Come se gli allevatori di suini, per pubblicizzare i loro salami, ci facessero vedere che dolce morte fanno i loro animali.

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Plan de Corones: mors tua vita mea ultima modifica: 2014-11-16T07:30:19+00:00 da Alessandro Gogna

4 thoughts on “Plan de Corones: mors tua vita mea”

  1. 4

    Chiari effetti dell’impotenza sessuale di alcuni.
    Con tanto di beneplacito di madre chiesa (campana).
    Che tristezza il lato oscuro del Suedtirol…

  2. 3
    Fabio Bertoncelli says:

    Voi sciatori che godete scodinzolando sulle piste, guardate il video. Poi meditate.
    Chissà, forse un paio di voi cambierà sport…

  3. 2
    Warner says:

    E tutto questo per una pista che lo scorso anno si e` a malapena riusciti ad usare. Probbilmente in 10-15 anni l`intero comprensorio sara` da smatellare… Sic

  4. 1
    branks says:

    Bellissimo articolo, complimenti.
    Un danno così, in quei boschi non lo fai nemmeno con 5.000.000.000.000 moto che girano per 500 anni…..
    Peccato non leggere di nessun altro commento, come successo per i post sulle moto sui sentieri.

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