Sella Nevea, il deserto milionario

Sella Nevea, il deserto milionario
di Tommaso Botto
(pubblicato il 18 aprile 2016 su dovatu.it)

Lettura: spessore-weight*, impegno-effort**, disimpegno-entertainment**

Negli anni Sessanta – Settanta venne creato il polo sciistico di Sella Nevea (Chiusaforte, UD): l’impianto funiviario originale, costruito dalla Ceretti & Tanfani, venne inaugurato il 12 dicembre 1970, a fronte di un investimento di oltre mezzo miliardo di lire.

Negli anni ’80 iniziò il dissesto finanziario e si sentì pesantemente il problema delle slavine: l’agonia si protrasse sino al settembre 2004, quando il procuratore fallimentare della Sella Nevea spa, al tribunale di Tolmezzo, aggiudicò alla Promotur Spa (100% regionale), per l’importo di 224 mila euro, gli impianti sciistici e le strutture collegate di Sella Nevea, comprensorio sciistico che la stessa Promotur aveva gestito in affitto dal 1997.

I beni acquisiti furono la Funivia del Canin con i relativi immobili della stazione a valle comprensiva del bar ristorante e della stazione a monte con pubblico esercizio, i due skilift di Conca Prevala e le quattro sciovie (tre del Poviz e quella dello slalom) di Sella Nevea. Difficile quantificare quanto spese Promotur durante la gestione in affitto; la Spa regionale dichiarò che “le spese sono state di gran lunga superiori al valore dell’acquisto”.

Quindi l’azienda Illy iniziò i grandi investimenti: mise a disposizione ben 34 milioni di euro: sostituì la funivia con la ”Telecabina bifune 2 S”, della Leitner (inaugurata nel 2008) e investì 17 milioni per la Funivia Funifor, della Doppelmayr, con due cabine da 100 passeggeri ciascuna, per collegare, nel gennaio 2010, la stazione sciistica italiana a quella slovena di Bovec/Kanin (dal rifugio Gilberti a Sella Golovec).
Dopo due stagioni caddero due cabine dalla funivia del versante sloveno: nessuno si accorse di quanto fosse antiquato l’impianto sloveno con il quale ci si era collegati.

Venne quindi chiuso il comprensorio sloveno, la società che lo gestiva fallì e le piste slovene sono tuttora chiuse: il milionario Funifor porta infatti gli sciatori a veder una seggiovia rotta e gli entusiasmi per Sella si spensero nel silenzio.
Negli anni, i politici di turno tentano comunque di farsi pubblicità: Stefano Mazzolini, ex presidente Promotur, fantasticò di “una seggiovia biposto, che partirà dall’area della telecabina del Canin per giungere alla zona di arrivo del vecchio skilift “Rosso””. Stanziò tre milioni di euro, “in precedenza destinati alla realizzazione di un nuovo parcheggio a Sella Nevea”. Fortunatamente non se ne fece nulla.

Perché il parcheggio? Perché il parcheggio, piazzale Slovenia, è incredibilmente a monte della partenza della cabinovia che non parte da dove partiva la vecchia funivia ma circa trecento metri a piedi più in basso: mistero.
Ora i giornali locali riportano la notizia (data per certa!) dell’allargamento del demanio sciabile di Sella Nevea anche sul Montasio: un altopiano (molto bello) in costante battuta di sole dove la neve si scioglie repentinamente. Sullo stesso versante giace il fantasma di un’altra pista, dismessa da anni…

Gli sloveni stanno lentamente ripristinando il loro comprensorio, con finanziamenti pubblici importanti ma non sufficienti: circa 5 milioni di euro, di cui 3 di cofinanziamento europeo.
Un altro milione e mezzo dovrebbe essere messo sul piatto da PromoturismoFVG (Promotur ha infatti assorbito in un’unica agenzia regionale PromoturismoFVG).

Oggi Sella Nevea continua a ‘vivere’ dopata di denari pubblici.
Sella ha scarso afflusso di turisti, il tanto decantato FIS Training Center per le discipline veloci funziona a singhiozzo, ‘tirano su’ le medie stagionali con l’apertura prolungata (fino di solito al 25 Aprile) rispetto agli altri comprensori sciistici: sabato e domenica arriva qualcuno ma durante la settimana è un deserto.

Inequivocabili, in proposito, le immagini della webcam fornite oggi ogni mezz’ora: riguardano l’obsoleta seggiovia a due posti, cimelio di Piancavallo (Pn) e installata qui per collegare la pista che scende da Sella Prevala (stazione a monte del Funifor) e la partenza della pista Canin (rifugio Gilberti e stazione a monte della cabinovia Canin). Per scendere a valle, infatti, bisogna salire…

Sella è un deserto… comunque milionario.

Che il Signore SCIA con voi!
Il volume è una raccolta di inchieste giornalistiche sul mondo dello sci, inteso come snow-business. In una narrazione che parte da sicure premesse autobiografiche (l’autore è ski-journalist ed ex ufficiale degli Alpini), questo saggio analizza, anche in chiave storica, l’evoluzione del “prodotto neve”, focalizzando l’attenzione su alcuni progetti di sviluppo che interessano l’intero arco alpino e l’area balcanica.

Commento di Edi Duri, 19 aprile 2016
Prima di tutto Sella Nevea c’è, si sta organizzando e sta tentando di darsi un aspetto dignitoso organizzato e funzionale anche a discapito delle tante buone lingue in cui si rispecchiano solo e soltanto lati negativi di questo polo sciistico d’alta quota. Negli anni è stato bistrattato, messo in disparte e abbandonato a se stesso per far posto ad altri siti sciistici, ove Promotur ha investito molto più pesantemente che in Sella senza una vera ragione. La prima contraddizione di questo articolo è nel giudizio ”l’obsoleta seggiovia a due posti, cimelio di Piancavallo (Pn)” che stride con il titolo di spreco di denaro pubblico: a Sella Nevea si usa anche quanto gli altri rottamano, altro che spreco. Il secondo punto sta nel fatto che anche gli Sloveni dopo aver tentato altre strade stanno investendo negli impianti di risalita in questa zona: come mai, se è un “deserto”? Il terzo, ma non esaustivo punto, sta nel fatto che una funivia costruita negli anni ’60, cioè vecchia più di cinquanta anni, VA CAMBIATA almeno per un fatto di sicurezza e non per “sprecare denari pubblici” come è stato fatto prima e pure a più caro prezzo in altri comprensori sciistici regionali. Aggiungo un fatto descritto nell’articolo come marginale e cioè la durata della stagione sciistica in Sella: quando gli altri devono chiudere, Sella dà il meglio di sé e permette di poter sciare fino alla fine di aprile e normalmente fino a Pasqua. Aggiungo inoltre che in questi anni di crisi molte persone trovano lavoro e conforto in Sella stanziandosi colà tutto l’anno, sono i primi germogli di una vera Sella Nevea, segnale che gli sforzi fatti e che si faranno portano a dei frutti.   

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Sella Nevea, il deserto milionario ultima modifica: 2017-09-29T04:06:59+00:00 da Alessandro Gogna

3 thoughts on “Sella Nevea, il deserto milionario”

  1. 3
    Max says:

    Quando la natura si era opposta.. L’osceno funifor crebbe tra non poche difficoltà, visto che si ebbe a che fare con metri di neve ereditati dall’inverno eccezionale.. Il tutto, per agevolare i sempre arretrati slavi (con soldi nostri), il cui risultato è stato, appunto, il blocco della loro seggiovia per anni.. Infine, non contenti, la guerra dichiarata agli scialpinisti, che sono la vera spina dorsale dell’economia, perché riversano denari negli esercizi per vitto ed alloggio.. Almeno spero ritorni la gara scialpinistica del Canin, che si trovino 4 lire a fronte di milioni di sprechi..

  2. 2
    Mauro says:

    Se toccano il Montasio sarebbe una tragedia. Il posto è magnifico proprio perchè non c’è nessun impianto. Hanno già deturpato Sella Prevala con quell’obrobrio inutile. Basta !

  3. 1
    DANIELE D'AGOSTINA says:

    Condivido pienamente. Se cominciano a mettere le mani sul Montasio ci sarà la guerra e spero che lapinisti, escursionisti CAI e Guide si muovano compatti. L’unica precisazione da fare è che l’inverno scorso gli impianti sloveni sono ripartiti anche se sonoo vecchissimi (la cabinovia precipitata è sempre la stessa, han solo fatto manutenzione)

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