To be or not to be… un “buon” politico

To be or not to be… un “buon” politico
Scritto a margine delle vicende dei giorni nostri e altre amenità…
di Marco Vegetti

Lettura: spessore-weight*, impegno-effort*, disimpegno-entertainment**

Di cosa accusiamo spesso i nostri e altrui politici? Fondamentalmente di incoerenza. Incoerenza con promesse pre-elettorali, azioni di attuazione e risultati ottenuti. A detta di molti cosiddetti politologi letti in questi ultimi giorni, il miglior politico da questo punto di vista, quello della coerenza, è … Donald Trump! Sta facendo esattamente quel che promise agli elettori durante la sua campagna.

Normalmente, questo dovrebbe essere un merito ma dal momento che quello che fa non piace ai liberal americani ed europei, giù critiche a frotte. A costoro vorrei ricordare alcune cose.

Barack Obama di promesse elettorali prima dei due mandati ne ha fatte a bizzeffe, ma praticamente non ne ha mantenuta alcuna. Esempi: la prigione malefica di Guantanamo non è stata chiusa, le truppe americane non si sono ritirate dall’Afghanistan (anzi, scusate, sotto B.O. sono aumentate), la riforma sanitaria (lodevole) si è arenata nel nulla.

E allora, perché osannarlo? Solo perché è stato il primo Presidente americano di colore? Un po’ pochino, direi, e anche un po’, a mio avviso, razzista.

A Trump non si perdona nulla, neppure una parola sbagliata su un tweet (lor signori non sbagliano mai? Magari se leggessero i giornali per cui scrivono….); neppure aver fatto un pallino rosso per indicare la Città del Vaticano sovrapposta a Roma su una mappa grande come un (solito) tweet; neppure non aver dato la mano alla moglie.

Donald Trump

Siamo, ormai, al ridicolo: si cerca qualsiasi pretesto per attaccarlo. Ci starebbe, motivi se ne possono trovare a bizzeffe, ma a questo livello arrivarono solo i conservatori americani a proposito della bocca della signorina Lewinsky e del Presidente Clinton.

E allora, qual è il problema del mainstream di qui e di là dell’Oceano Atlantico? Secondo me, due, semplicemente.

La strana visione della democrazia che hanno i liberal (mai capito cosa vuol dire) americani ed europei. E soprattutto la totale “ignoranza” o “dimenticanza” se volete dei giornalisti e dei politici europei di cosa siano gli Stati Uniti d’America e di quale sia il loro tipo di democrazia. Mi spiego.

Uno.
Avete mai sentito parlare della città di Bismark? No? Strano, perché è la capitale del Dakota del Nord, uno dei 50 Stati americani (51, con il Columbia District), 19° per estensione nella federazione, uno stato prevalentemente agricolo, ma con giacimenti di petrolio e lignite. E’ in Stati come questo che Trump ha la sua base elettorale.

Ma qui Oltreoceano, si parla di New York, San Francisco, Silicon Valley, Washington come se rappresentassero davvero tutta la nazione americana.

Ecco, questo è il primo errore: più o meno una quindicina (15) di milioni di abitanti in tutto contro i trecentoventi (320) degli interi Stati Uniti, meno del 5%. Dell’altro 95% ai media non interessa nulla. Fantastico!

Due.
Il sistema elettorale americano è tutto fuorché democratico. I risultati ufficiali delle elezioni presidenziali USA del 2016 sono questi:
Hillary Clinton: 65.853.516 voti, pari al 48,2% degli aventi diritto;
Donald Trump: 62.984.825 voti, pari al 46,1% degli aventi diritto.

Chi avrebbe vinto, che so?, in Francia, in Germania o in Italia? Semplice, chi ha preso più voti. Non in America!

Perché valgono di più i voti dei “grandi elettori” ovvero di quello che loro chiamano il “collegio elettorale”, creato fin dalla nascita degli USA e alla fin fine, a guardar bene, solo perché non potesse vincere un candidato popolare al di fuori delle lobby del sistema, essendo i “grandi elettori” senatori o deputati: per Trump hanno votato ben 304 dei 538 grandi elettori!

Qui sotto la mappa del voto dove il rosso di Trump copre tutto il cosiddetto Midwest

 

Allora, mi pare chiaro, i perfidi russi non c’entrano un granché. Ma c’entra un deficit di democrazia (e da questa parte dell’Oceano l’ignoranza o la colpevole dimenticanza di cosa sia davvero l’America e di come –non- funzioni quella tanto declamata democrazia).

Ma non è finita qui. E’ del 21 luglio 2017 la notizia arrivata da Aspen (Colorado, USA): il capo della CIA, Mike Pompeo, intervenendo a un forum sulla sicurezza, ha affermato che la Russia non ha influenzato solo le elezioni presidenziali americane del 2016 ma anche quelle precedenti del 2008 e del 2012. Ovviamente la notizia non è stata riportata dai nostri mezzi di informazione. Forse perché si dovrebbero rivedere un po’ di fandonie scritte in questi mesi su Trump e Russiangate e ammettere che, secondo il capo della CIA, mica bruscolini, anche Obama è stato eletto “grazie” ai russi.

Siamo al delirio, e qui nessuno dice una parola. Ecco, questo è l’ennesimo esempio, al di là delle belle parole, di come funziona e viene fatta funzionare l’informazione.

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To be or not to be… un “buon” politico ultima modifica: 2017-09-22T04:58:15+00:00 da Alessandro Gogna

3 thoughts on “To be or not to be… un “buon” politico”

  1. 3
    marco vegetti says:

    Certo Fabio, e grazie della puntualizzazione.

    Senza scomodare Alessandro con un altro testo, aggiungo qui…

    Come è che parlando di Corea del Nord a nessun organo di informazione vengono in mente le cose pi smplici, le domande più banali?

    1. La Corea del Nord ha mai firmato un qualsiasi trattato sulla non-proliferazione nucleare? NO.

    Stati Uniti e Francia sì, eppure continuano (in sordina) i loro esperimenti nucleari e balistici militari: sanzioni? reprimende? NO

    3. Israele ha bombe atomiche (mai denunciate alle organizzazioni internazionali), è dunque una minaccia per i vicini arabi che non le hanno? SI

    Sanzioni? Reprimende? Appelli? NO

    Nessuno si fa la domanda ancor più banale: vista come è andata a chi la bomba atomica non l’aveva ma “dava fastidio” all’egemonia americana (Hussein, Gheddafi, Aghanistan, tentato con Assad) non è che il pazzerello cartone animato nord coreano voglia SEMPLICEMENTE difendersi preventivamente, visto che se attaccato (e certo distrutto) sparirebbe dalla faccia della Terra?

    Guerra fredda:

    Kennedy: “Abbiamo missili nucleari in grado di distruggervi 30 volte.” Chruscev: “Abbiamo missili nucleari in grado di distruggervi una sola volta, ed è quello di cui abbiamo bisogno.”

     

  2. 2
    Fabio Bertoncelli says:

    Caro Marco, sono perfettamente d’accordo.

    Un unico appunto: il sistema elettorale americano è molto particolare: maggioritario nel voto popolare di ciascun Stato, proporzionale a livello di Grandi Elettori. Ma è ugualmente democratico.

    In Gran Bretagna vige un sistema elettorale puramente maggioritario. E lí la democrazia funziona molto meglio che in Italia.

    D’altra parte, anche con il sistema proporzionale non è detto che chi ha piú voti raccolga piú seggi. I piccoli partiti, rispetto a quelli grandi, necessitano inoltre di un numero di voti molto superiore per ciascun seggio.

    Inoltre il proporzionale non garantisce la governabilità, anzi a volte significa paralisi di governo. E anche la governabilità è un elemento chiave di ogni democrazia. Vedi il caso Italia.

     

     

     

  3. 1
    paolo panzeri says:

    All’informazione io affiancherei la disinformazione, che è basata moltissimo sull’ignoranza (poca cultura) di chi la riceve. Aggiungerei che il sistema della comunicazione (qui da noi finanziato dallo stato) usa “fuochi d’artificio molto rumorosi e molto luminosi” che quasi subito spariscono, ma che la gente va in massa a vedere (sono molto belli). Certo l’informazione o il suo opposto sono un potere che viene usato, ma qui da noi, e questo mi impressiona, non è un potere di per se stessa, come in altri stati, è solo un potere al servizio “supino” di altri poteri e il tutto ha poco spirito social-civil-libertario: tutti i coinvolti sembrano lavorare per massimizzare solo la crescita personale, economica o di immagine.

    Noi non ce “la facciamo”, stiamo regredendo, o stiamo sperimentando una società fatta, tranne poche eccezioni, da gente abbastanza contenta e totalmente ignorante, connessa a un “sistema”, fatto dalle eccezioni,  che la “pilota” in tutto calibrando di volta in volta il livello di contentezza?

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