Venti anni fa, Roby. E trenta

Venti anni fa, Roby. E trenta
di Fabrizio Antonioli

A pag 271 della guida CAI‐Touring “Sicilia”:  “… Monte Cofano, parete sud, via a Vela, Fabrizio Antonioli, Roby
Manfré Scuderi a c.a., utili dadi e chiodi. Sviluppo 210 metri, difficoltà V+, 4 maggio 1984. Sale uno sperone
rossastro di bella roccia…“.
Roby, classe 1961, l’ho conosciuto nel 1980 a Palermo dopo una corrispondenza intrattenuta con Marco
Bonamini, ai tempi lavoravo in Calabria ed ero molto curioso delle pareti selvagge ed odorose che svettano
sulle coste NW della Sicilia.

Roberto “Roby” Manfré a Monte Cofano, 1a asc. Pilastro a Vela, 4 maggio 1984
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Faraglione di Monte Monaco, Roberto Manfré sulla 1a lunghezza di Pace di Chiostro, 1a asc., 12 ottobre 1981
Faraglione di Monte Monaco, Roberto Manfré sulla 1a lunghezza di Pace di Chiostro, 1a asc.

Giorgio Mallucci e Roberto Manfré sulla 6a lunghezza del Canto del Gallo, 1a asc., 9 ottobre 1981
Giorgio Mallucci e Roberto Manfré sulla 6a lunghezza del Canto del Gallo, 1a asc.

Marco Bonamini e Roberto Manfré su Pace di Chiostro, 1a asc., 12 ottobre 1981
Marco Bonamini e Roberto Manfré, prima ascensione di Pace di Chiostro al Pizzo Monaco

Roby Manfré, assicurato da Francesca “Chicca” Colesanti sulla 1a lunghezza di Quattro passi nell’acqua (Capo Calavà), 1a asc., 28 dicembre 1988
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Roby Manfré su Forzaottanta, Gaeta
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Valdesi, dopo la Luffa… Arrivederci, Roby!
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Giunto a Palermo con la mia AMI 8 arancione fui accolto con amicizia ed ospitalità. Roby aveva 19 anni ed era
già l’arrampicatore piu’ elegante e del gruppo. Marco, Giuseppe, Alessandro, Maurizio i suoi amici e compagni
di cordata avevano una forte stima e formavano un gruppo formidabile e compatto. Fu subito amicizia, spesso
passavo qualche giorno a Palermo a casa di Roby, in un clima di familiarità con sua madre, i suoi fratelli
Gabriele (compagno di molte salite con Roby) e Perla. Di solito mi portava a salire qualche via da lui aperta o
riscoperta.
Negli anni successivi fu una condivisione totale, il raduno di Hellzapoppin al Circeo, la discesa di Alessandro
Gogna, lo Sballo di San Vito e il Canto del Gallo, la grande crescita di Roby come alpinista e arrampicatore di
punta, le sue imprese (centinaia di nuovi itinerari aperti in una Sicilia selvaggia, tra tutte: Fata Morgana, Gioco
d’Ombre, Ombra silenziosa, Ho sentito le Sirene Cantare aperta in solitaria) il suo grande desiderio di imporsi
nel panorama alpinistico Nazionale, il corso INAL, il suo ingresso nella Scuola Centrale del CAI. Ho visto Roby
“crescere” e farsi spazio con serietà e dedizione. Roby voleva vivere di alpinismo, e si sentiva di riuscire a farlo.
Eravamo molto legati, lui era molto bravo ma non lo faceva pesare, ci capivamo al volo, senza parlare, con lui ci
si intendeva subito, su tutto.
La sua morte mi ha colto impreparato. Roby e’ immortale, non puo’ succedergli nulla… La sua bicicletta rimasta
ai bordi della Favorita a testimonianza che Lui stava lì… Giuseppe mi telefona per chiedermi se era venuto a
Roma, non si trovava…

Sede del CAI Palermo. La mamma di Roby con Chicca Colesanti, 4 novembre 2006
Palermo, tavola rotonda di Alp, 4.11.06, Francesca Chicca Colesanti e mamma di Roby Manfré Palermo, tavola rotonda di Alp, 4.11.06, Francesca Chicca Colesanti e mamma di Roby Manfré
Il suo stile di arrampicata, unico, elegante, mai di forza era un esempio per tutti noi, le sue vie nuove, geniali, la
sua grande sicurezza, la sua curiosità e grande apertura al mondo, i suoi espressivi silenzi, il suo sorriso.
Un grande masso staccato dallo via a Giulio del monte Pellegrino, proprio quando lo accarezzava, da solo e
sciolto, ha interrotto una vita di passione per le pareti, era il 18 giugno del 1994.
Trent’anni fa il Pilastro a Vela, in una giornata gioiosa, calda e ventosissima, una via bella e non impegnativa,
avevo trentun’anni, ventitre ne aveva Roby ed eravamo spensierati, la vita era da vivere, la Sicilia ancora piena
di pareti mai salite, profumate e piene di clessidre…
Fabrizio Antonioli

per notizie su Fabrizio Antonioli

postato il 4 maggio 2014

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Venti anni fa, Roby. E trenta ultima modifica: 2014-05-03T22:57:01+00:00 da Alessandro Gogna

5 thoughts on “Venti anni fa, Roby. E trenta”

  1. Siamo tornati da pochi giorni da San Vito lo Capo dove siamo riusciti a… ripercorrere… le belle tracce lasciate da Roby.

    La prima sullo spigolo ovest del Pizzo Monaco lungo la PACE DI CHIOSTRO. Qui se non sbaglio c’era anche il nostro padrone di casa.

    La seconda sulla bellissima GIOCHI D’OMBRE al pilastro est del Monte Monaco. Il primo tiro di questa via dimostra che la classe non è acqua.

    Grazie Roby, torneremo.

  2. FOSCO MARAINI e L’ARRAMPICATA IN SICILIA.
    Di Sicilia e delle sue arrampicate non so in pratica nulla, però pochi anni fa ci sono passato per lavoro, e – posto l'”occhio alpinistico” su tante belle pareti – ho intuito che vi è tutta una storia: leggendo di Fosco Maraini ho appreso che nel primo dopoguerra organizzò e diresse a Palermo un corso di roccia, chiamando ad istruire anche Gino Soldà; ora ho letto di Roberto Manfrè.
    Sarebbe simpatico se qualcuno del posto, certamente ben informato, potesse illustrare qualcosa di più agli utenti del Gogna Blog.

  3. Non ho avuto la ventura di arrampicare con lui, ma ricordo con grande piacere e nostalgia i giorni passati ospite a casa sua a Palermo, la grande cortesia sua e di sua madre e i consigli preziosi sulle vie da percorrere. E quando ci venne “a salvare” nei vicoli della Vucceria….. Grazie Roby.
    Alberto Rampini

  4. Ai primi di giugno dovrei andare da quelle parti. Spero proprio di poter ripercorrere… ricreare… una di quelle storiche vie sulle tracce di Roby.

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