Ueli Steck: padrone del gioco mentale

Nato a Langnau im Emmental (CH) il 4 ottobre 1976 risiede oggi a Ringgenberg. Il più giovane di tre fratelli, Ueli Steck si è avvicinato allo sport con l’hockey su ghiaccio, ricoprendo il ruolo di difensore. A dodici anni, con la prima ascensione in montagna e qualche anno più tardi con l’arrampicata, scopre la sua nuova passione. Nel 1995, a soli 18 anni, sale per la prima volta la nord dell’Eiger per la via Heckmair.

Steck,Ueli
«Sono cresciuto vicino alle montagne e le ho scoperte da solo, poco più che bambino. Andare in montagna è il modo perfetto per pensare e imparare. Le regole sono semplici e molto chiare. Mi piacciono, sono facili da capire. Se non ti porti un sacco piuma buono, avrai freddo. Se non sei abbastanza forte, non ce la farai. E per me è importante condividere questo buon spirito dell’alpinismo con gli altri. Mi piace stare con gente che fa attenzione al modo in cui arrampica. Lo stile, l’attitudine, il modo in cui le salite sono fatte sono essenziali per la qualità delle salite stesse».

1994. Wetterhorn 3692 m (Alpi Bernesi), pilastro ovest, 1200 metri.

1995. Eiger 3970 m (Alpi Bernesi), parete nord, via Heckmair, 1800 metri.

1998. Mönch 4107 m (Alpi Bernesi), Couloir Haston, ascensione solitaria in ore 3.30, 1000 metri.

1999. Eiger, via Lauper, ascensione solitaria in 5 ore, 1800 metri.

2000. Mönch, parete nord, direttissima, prima ascensione, 1000 metri, M5/WI 5; Eiger, parete nord, via Yeti, seconda ascensione, 7c/A0.

2001. Grandes Jorasses 4208 m (Gruppo del Monte Bianco), parete nord, sperone Walker, via Cassin, salita invernale, 1200 metri; Pumori 7161 m (Nepal-Himalaya), prima ascensione della parete ovest, 1400 metri, M4/80° su ghiaccio, con Ueli Bühler; Eiger, parete nord, via The Young Spider, prima ascensione con Stephan Siegrist, 1800 metri, M7/WI6, 7a/A2.

2002. Mount Dickey 2909 m (Alaska), prima ascensione, 1700 metri, M7+/WI6, 5.9/A1, con Sean Easton; Jannu 7711 m (Nepal-Himalaya), parete nord, primo tentativo.

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«Sono un alpinista multidisciplinare. Mi piacciono sia la roccia che il ghiaccio e il mio primo obiettivo è quello di trovarmi a mio agio sulle grandi montagne, come ad esempio l’Himalaya. Voglio essere così in tutti i modi di scalare in cui posso ritrovare me stesso, dal più facile all’estremo. Mi piace spingermi oltre, mettermi alla prova con la natura, ma non mi piace competere con altri scalatori. Il mio più grosso cruccio è la continua ricerca dell’equilibrio tra lo spingermi al limite senza superarlo mai. Questo è un po’ come una partita: come valutare questo equilibrio? E non “perché rischio la vita?”.
Io accetto un alto livello di rischio, ma nei limiti delle mie capacità. Provare a padroneggiare qualcosa che è per sua natura incontrollabile non è facile da gestire. Dalla mia esperienza in Himalaya ho imparato che bisogna essere veloci mentre sali a vista su terreno sempre più difficile. Padroneggiare questa partita è il nocciolo dell’eccellenza. Il mio primo obiettivo è essere padrone di questo gioco mentale, questo ti fa vivere una vita davvero intensa. E’ lavorando alla forgia che si diventa fabbri. Un alpinista diventa un himalaista tappa dopo tappa.
Per essere in grado di stabilire nuovi record di velocità in solitaria devo migliorarmi sempre di più sia su roccia che su ghiaccio: ma soprattutto devo aumentare la resistenza. Mi alleno quasi ogni giorno proprio dove vivo, o corro o faccio almeno 1600 metri di salita con gli sci».

2003. Jannu 7711 m (Nepal-Himalaya), parete nord, secondo tentativo; Punta Herron 2780 m (Patagonia); Eiger, parete nord, via La vida es silbar, salita rotpunkt, 900 metri, 7c; Eiger, parete nord, via Paciencia, prima ascensione con Stephan Siegrist. Si tratta della via più difficile della parete nord, tra quelle di sola arrampicata su roccia. La via ha uno sviluppo di 900 metri e difficoltà fino all’8a.

2004. Eiger, Mönch e Jungfrau 4158 m (Alpi Bernesi), trilogia delle pareti nord in 25 ore con Stephan Siegrist; Titlis 3238 m (Svizzera centrale), via Letzte Ausfahrt Titlis, seconda ascensione, 500 m/8a+.

2005. Tawoche 6515 m (Nepal-Himalaya), parete est, prima ascensione solitaria; Cholatse 6440 m (Nepal-Himalaya), parete nord, prima ascensione solitaria; Wendenstöcke (Svizzera Centrale), Portami via (Della Bordella-Palma-Soldarini), prima rotpunkt con Simon Athamatten, 230 m/7c+.

«Mi piacciono il Nepal e l’Himalaya. Quelle sono montagne davvero e mi piace essere là. Bisogna arrivarci a piedi, camminando per più giorni. Si fa tutto a piedi… altro che auto! Mi piace la cultura di quel paese. La gente è ottimista anche se fa vita dura. In generale, mi piace la gente con molto carattere. Gente che sceglie in modo attivo la propria vita, non la gente che segue gli altri».

2006. Eiger, parete nord, via The Young Spider, prima solitaria, 1a invernale e 1a ripetizione, dal 7 all’11 gennaio, 1800 metri, M7/WI6, 7a/A2 006; Cervino 4478 m, parete nord, Via Bonatti, 14 marzo, salita in 25 ore; Gasherbrum II, Cima Est 7710 m (Karakorum), via Magic Line, prima ascensione.

2007. Eiger, parete nord, via Heckmair, speed-solo, record di velocità in 3 ore e 54 minuti; Pumori 7161 m (Nepal-Himalaya), parete ovest, solitaria, salita e discesa in 24 ore.

2008. Eiger, parete nord, via Heckmair, speed-solo, record di velocità in 2 ore, 47 minuti e 33 secondi; Tengkampoche 6500 m (Nepal-Himalaya), parete nord, prima ascensione, 2000 metri, VI/85° su ghiaccio, M7+/6/A0, via Scacco Matto, stile alpino, con Simon Anthamatten in aprile (Piolet d’Or 2009); Eiger, parete nord, via Paciencia, prima salita in libera con Stephan Siegrist, 29-30 agosto, 900 metri, 8a; Grandes Jorasses, parete nord, via Colton-McIntyre con variante Alexis, speed-solo, record di velocità in 2 ore, 21 minuti e 26 secondi, 1200 metri, VI/95° su ghiaccio.

2009. Cervino, parete nord, via Schmid, speed-solo, 13 gennaio, record di velocità in 1 ora, 56 minuti e 40 secondi, 1100 metri, V; El Capitan 2307 m (Yosemite, USA), via Golden Gate, a maggio, salita rotpunkt, 5.13b; Gasherbrum II 8035 m (Karakorum), 10 luglio, via normale; Makalu 8463 m (Nepal-Himalaya), 24 settembre, via normale (l’idea originaria era di salire il pilastro ovest).

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«Ho bisogno di riposare con regolarità, questo lo faccio a casa: mi serve anche per concentrarmi sul prossimo sogno. E’ lì che divento determinato. Se ho un’idea, devo metterla in pratica. La mia fonte d’ispirazione è la sete d’imparare. Per essere liberi bisogna essere a proprio agio, e per essere a proprio agio occorre allenarsi spesso e duramente. Per essere bravi in più discipline, ad alto livello, occorre capirle fino in fondo, appassionarcisi e accettare di potersi sentire, a volte, dei principianti, o studenti: ma ugualmente continuare a voler imparare. Questo serve a capire se vuoi davvero essere bravo in molti campi, e se davvero vuoi il successo in ognuno di essi».

2010. Les Droites, parete nord, nuovo record di velocità, via Ginat in solitaria, 19 febbraio, 2 ore e 8 minuti (Christophe Profit era salito in 2h30’); El Capitan, rotpunkt di Freerider, a giugno, 5.12d; El Capitan, ascensione in velocità del via del Nose, a giugno, in 3h45’; El Capitan, sempre a giugno, via Triple Direct in 7 ore; Tre Cime di Lavaredo, 9 agosto, concatenamento della via Cassin alla Piccolissima (275 m, VII-), 45’ + Spigolo Giallo della Cima Piccola (430 m, VI), 58’ + via Comici alla Cima Grande (550 m, VII), 65’.

2011. Cholatse, parete nord, 25 marzo, con Freddy Wilkinson; Shisha Pangma 8027 m, parete sud-ovest, solo, 17 aprile, in 10h30’; Cho Oyu 8201 m, 5 maggio, con Don Bowie.

2012. Petit Dru, via Lesueur, a gennaio, prima salita in libera con Jonathan Griffith; Everest, via normale nepalese, salita senza ossigeno con Tenzing Sherpa.

2013. Everest, tentativo di concatenamento cresta ovest + Lhotse, interrotto a marzo per rissa con gli sherpa che attrezzavano la via normale, vedi film High Tension; Annapurna, parete nord, prima ascensione e prima solitaria della via dedicata a Beghin e Lafaille.

Arrampicata su ghiaccio
Mission Impossible, Valle d’Aosta, M11
Tooltime, Ueschinen, M 10+, flash
Tomahawk, Valle di Lauterbrunnen, M10+
The Empire Strikes Back, Valsavarenche, Valle d’Aosta, M10+
White-Out, Valle di Lauterbrunnen, M10
Twin Towers, Ueschinen, M10
X-Files, Valsavarenche, Valle d’Aosta, M9+
Welcome to the Machine, Valsavarenche, Valle d’Aosta, M9–
Stairway to Heaven, Cheselenflue, M8+, prima ascensione
009, Valle d’Aosta, M8+
Crack Baby, Breitwangflue, WI6, solitaria

Arrampicata sportiva
Combinazione Hot Tuna/Quasar, Leen, 8°, free solo
Hot Tuna, Leen, 7c, free solo
Schweizerhalle, Leen, 7b+, free solo
Steinbruch, Leen, 7c, free solo
Silberfinger, Engelhörner, 200 metri, 6b, free solo
Excalibur, Wendenstöcke, 350 metri, 6b, free solo
Trümmelbach, Gimmelwald, 8b+
Hexenküche, Gimmelwald, 8b
No Sika, no Crime, Leen, 8b
Schwarze Diamanten, Harder, 8b
Das Biest, Balm/Meiringen, 8b
Combinazione Onan, der Masturbator/Termilater, Engelberg, 8b

Ueli Steck e la parete sud dell’Annapurna

Ueli Steck è stato insignito nel luglio 2010 del Karl Unterkircher Award per la sua attività alpinistica polivalente.

Ha pubblicato:
Solo: Der Alleingänger (con Gabriella Baumann-von Arx), Piper Verlag GmbH, 2008 ISBN 978-3492403412Speed. 7 ore che hanno cambiato la mia vita, Priuli&Verlucca, 2011. ISBN 978-8880685111
8000+: Aufbruch in die Todeszone, Malik Verlag, 2012. ISBN 978-3890294070

Il suo sito internet: http://www.uelisteck.ch

Jungfrau, Berner Alpen, Kanton Bern, Schweiz; Climber: Ueli Steck

Postato il 23 marzo 2014

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Ueli Steck: padrone del gioco mentale ultima modifica: 2014-03-23T08:13:11+00:00 da Alessandro Gogna

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