Ultimi piani di devastazione

Cervino e Monte Rosa: uno studio per unire i comprensori sciistici.

Non c’è limite al peggio, neppure in tempo di crisi. Il mercato dello sci in Italia può essere anche in sofferenza, ma i sogni megalomani continuano a sprecarsi, magari alleandosi con il paese turistico alpino che più di tutti fattura: Zermatt.

Con la soddisfazione di chi non riflette troppo su quello che viene a sapere, Pamela Calufetti su Montagna.Tv del 16 gennaio scrive testualmente: “Pochi giorni fa, sull’Ansa della Valle d’Aosta, è però comparsa una notizia che “fa sperare” in uno sviluppo di quest’idea. Sarà infatti avviato uno studio per valutare l’unione dei comprensori, iniziativa che rientra nell’ambito di un progetto cofinanziato dall’Unione Europea e dai comuni di Valtournenche, Ayas, Gressoney Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité”.

Con aspettative gonfie d’orgoglio Calufetti conclude che “se l’unione si realizzasse, il complesso Cervino-Monte Rosa diventerebbe il comprensorio sciistico più grande d’Europa. Il maxi-comprensorio sarebbe infatti composto da oltre 500 km di piste e collegherebbe sei vallate tra Italia e Svizzera”.

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Uno degli impianti di risalita del comprensorio sciistico del Cervino (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

Ho voluto approfondire: Neveitalia cita Christoph Bürgin, presidente del consiglio municipale di Zermatt, per il quale “costruire qualche cosa che vada oltre i 300 Km di piste di  Zermatt/Cervinia/Valtournenche e si estenda verso il comprensorio italiano del Monterosa Ski manderebbe in visibilio i frequentatori di Zermatt e potrebbe creare intorno al Cervino e al Monte Rosa il primo carosello di piste in Europa con un’offerta di piste intorno ai più bei 4000 delle Alpi, senza uguali al mondo”.

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Il presidente e vice-presidente del consiglio municipale di Zermatt, Christoph Bürgin e Romy Biner-Hauser. Dovremo a queste menti illuminate lo sfascio finale delle Alpi?

Capisco l’entusiasmo di Monterosa Ski e di Matterhorn Ski Paradise, ma dobbiamo considerare che il gruppo del Monte Rosa non è di loro proprietà, e neppure i loro clienti sciatori possono vantare alcun genere di diritto. Allo sci è già stato sacrificata una porzione tale di territorio da autorizzare a gridare allo scandalo se l’ingordigia non dovesse essere frenata. Da autorizzare blocchi ai cantieri e manifestazioni a non finire. Non c’è neppure bisogno di evocare questioni ambientali o di ecosostenibilità, stiamo parlando di un valore così grande che trascende qualunque ambizione umana e mira economica. Noi abbiamo le pezze al culo, gli svizzeri no, ma entrambi stiamo parlando di un ponte di Messina… Cervino e Monte Rosa ce li invidiano in tutto il mondo e noi non siamo capaci di amministrare con serietà questo dono di Dio. Il maxicomprensorio manderebbe in “visibilio” i visitatori di Zermatt? Mi viene da dire prosaicamente “chissenefrega”.

Si sta blaterando di un collegamento ferroviario tra la valle di Ayas e Zermatt che passi per Saas Fee e di una cabinovia che attraversi il Lyskamm. E si dice che in Svizzera hanno già investito 400 mila fsv in questo studio, ponendo l’accento sulla sostenibilità del progetto. La cabinovia costerebbe circa 30-40 milioni di fsv, una bazzecola in confronto al denaro già investito (350 milioni di fsv) per il turismo a Zermatt.

Le conseguenze di questa devastazione sarebbero gravissime, a me sembra un’altra TAV! E sarebbero già terribili se ci si limitasse al collegamento di cabinovia lungo il vallone delle Cime Bianche.

Il prossimo progetto però dev’essere l’ascensore interno al Cervino, altrimenti il “visibilio” del turista non si produrrebbe più: è risaputo, la droga ha bisogno di dosi sempre più massicce.

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Ultimi piani di devastazione ultima modifica: 2014-01-17T18:28:31+00:00 da Alessandro Gogna

2 thoughts on “Ultimi piani di devastazione”

  1. 2
    andrea gatti says:

    Sono d’accordo sul fatto che una funivia a cavallo del Lyskamm (probabilmente si e’ pensato al Naso del Lyskamm) sarebbe il frutto di pura follia devastatrice.
    Non condivido invece il giudizio negativo in merito ad una cabinovia nel vallone delle Cime bianche che permetterebbe un collegamento tra la Valtournanche e la Valle d’Ayas

  2. 1

    […] appena trovato questo: Ultimi piani di devastazione ‹ che schifezza, neanche la meraviglia dei ghiacciai ferma la brama del consumo […]

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