Una sera con gli amici

L’amico mi ha telefonato con un tale entusiasmo che avrebbe impedito a chiunque di declinare. E quindi ho promesso di essere puntuale la sera stessa con una bottiglia di porto.

Appena messo giù il cellulare non riesco a concentrarmi più: questo invito proprio non mi fa piacere. Avrei potuto dire di no, do­mattina devo partire molto presto per lavoro in montagna ed ho bisogno di dormire almeno un poco. Non è per la compagnia, anzi. E non è neppure per il cibo, che sarà certamente ottimo e abbon­dante: sarà una di quelle cene che richiedono una digestione a dir poco impegnativa, un incontro di fine stagione estiva che sarà fe­steggiato al di là di ogni misura. Ma non sono appunto gli ecces­si che mi spaventano, bensì quella frase “… poi vi facciamo ve­dere le foto di quest’estate!”
E così mi vedo, appesantito dalle portate e dai bicchieri, implorare nell’intimo che un improvviso black out interrompa una lunga e raffinata tortura.

Kitzbühel, programma per bambini kitz4kids, Aurach (Wildpark), Tirolo

Alle 21 il sorriso della padrona di casa è ancora più splendente del mio. Forse è contenta di essere riuscita, come al solito, a con­fezionare una cena con i fiocchi; i bambini sono a dormire, altri quattro amici sono già arrivati. Il padrone di casa fa gli onori e presto siamo assorbiti nelle chiacchiere di chi non si vede da un po’ di tempo. In un angolo troneggia minaccioso il video-proiettore, perciò evito di guardarlo. Gira una bottiglia di prosecco fresco al punto giusto. La tavola è apparecchiata con gusto e cura. Con il bic­chiere in mano sprofondo in una comoda poltrona. Nessuno fuma e c’è una buona musica, a volume discreto. È stata una giornata du­ra, ho fame.

Dopo il prosciutto e melone, sono serviti dei meravigliosi piz­zoccheri, unti solo un po’ più del giusto. Ma quando sulla tavola viene appoggiato il brasato fumante con contorno di patate capi­sco che è arrivato il momento, se voglio sopravvivere, di parlare di più e mangiare di meno. Ma, se ho qualche preoccupazione, in genere ho bisogno di tracannare più vino per essere più loquace. E questo barbaresco scarraffato va giù che è un piacere. L’amico è assai sollecito: non faccio a tempo a svuotare il bicchiere che me lo ritrovo colmo. Parliamo tutti sempre più forte, spesso si ride e ci si prende in giro. Sapendo della torta di mele, evito di esagerare con i formaggi. Prima della frutta, il padrone di casa va ad armeggiare con il proiettore. Fan­no la loro funesta apparizione due cd, il primo dei quali viene inserito nel pc.

Scelgo la poltrona più appartata, lontana dallo schermo. Se bevo ancora forse perderò la cognizione del tempo… Nel frastuono della compagnia si spengono le luci ed incomincia la proiezione. Chi non sa cosa lo aspetta invita a tacere gli altri, che invece continuano a sghignazzare insensibili al richiamo all’ordine.

“Qui siamo… E qui siamo… E questa è…”

“Fuoco, fuoco!”

“E qui siamo…”

“E metti a fuoco quella baracca di proiettore!”

“Bella, questa! Guarda che luci… Stupenda!”

“Ma quello sono io!”

“E quella sono io!”

“Ma dove l’hai presa quella giacca a vento?”

“Beh, questa potevi evitare di farcela vedere! Siete proprio brutti!”

Siamo solo all’inizio, penso io. In maggioranza le foto sono un po’ sfocate, talvolta mosse, alcune sovraesposte, altre controsole e fanno effetto notte.

“Ma questa con che macchina l’hai fatta?” E giù una disquisizio­ne infinita su camere, obiettivi, filtri, mentre con mia grande preoccupazione la foto proiettata rimane sempre la stessa, immo­bile: anzi no, dopo un minuto chissà perché si sfoca, e nessuno se ne accorge.

Kitzbühel, programma per bambini kitz4kids, Aurach (Wildpark), Tirolo

All’inizio del secondo cd le palpebre pesano quinta­li, mi distraggo con la torta di mele tenuta apposta per il momento critico; quando si spengono di nuovo le luci il mio grave silenzio non viene notato troppo, ma se mi metto a russare non fac­cio bella figura… Ed è così che ho un sussulto, hanno riacceso la luce per servire altri alcolici. Con un bic­chiere di porto cerco di sciacquarmi la bocca e di riapparire vi­spo, passeggiando nervosamente per dare un occhio ai libri. Az­zardo una battuta sul mio stato di ubriachezza, sperando che an­che altri si dichiarino vinti, ma non succede. Il secondo cd ci offre foto diverse: infatti ora siamo ai bambini. Riesco a reggere bene una ventina di foto, se non altro per i soggetti differenti. Alle mamme non par vero di rilanciare quella conversazione sui piccoli che avevano interrotta quando ci siamo alzati da tavola. Per merito loro la serata riacquista grande energia, ma non so a che punto del totale credo di non poter più reg­gere. Mi dovrò alzare alle 4.00 e prima delle 2.00 non se ne par­la neanche di dormire. Mi nausea anche il pensiero del caffè. Per fortuna non dovrò guidare. Però dovremo stare in alto a 2700 metri fino al tramonto, tornare a valle con le pile frontali e arrivare a casa chissà a che ora.

Gli applausi mi risvegliano. È finita, anch’io mi associo a batte­re le mani. In fondo, alcune foto erano belle, specie quelle dei bambini. Avrebbe dovuto solo essere più selettivo e magari disporle secondo una logica più casuale…

“Fai qualcosa sabato e domenica?”

“Dai, facciamo qualcosa insieme! Le previsioni non sono male.”

“La prossima volta venite da noi!”

postato il 18 giugno 2014

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Una sera con gli amici ultima modifica: 2014-06-17T23:56:12+00:00 da Alessandro Gogna

3 thoughts on “Una sera con gli amici”

  1. 3
    max says:

    Ricordi la serata di Rozzano? Centinaia di bambini e tu, che con sensibilità hai colto i segnali dell’habitat ed hai ritarato l’intera proiezione. Il tuo racconto me l’ha fatta riemergere. Senza di te non avremmo mai ottenuto quel successo! Ciao, alla prossima!

  2. 2

    nessuno vuole vedere le mie foto dei viaggi in sudamerica? :)))

  3. 1

    Tantalo fu fortunato perché i proiettori non esistevano ancora… a proposito se vieni sabato ti faccio vedere qualche foterella…

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