Unescoland

Unescoland
(la Fly Line Catinaccio-Rosengarten)

Lettura: spessore-weight**, impegno-effort**, disimpegno-entertainment*

Aperta dall’11 giugno 2017 al 10 settembre 2017, ecco come viene pubblicizzata l’ultima “meraviglia” stile divertimentificio Gardaland costruita nel cuore delle Dolomiti Unesco:
Un percorso unico in Trentino realizzato nel 2015 a Vigo di Fassa: la nuova Fly Line Catinaccio-Rosengarten. Un percorso aereo nel bosco, lungo 1100 metri, sospeso in aria e ancorato agli alberi con funicelle di acciaio (190 m di dislivello, NdR). La discesa avviene con un carrello a velocità controllata al quale si è ancorati con una comoda imbragatura con seduta. Un percorso per tutti, dai 20 ai 120 kg di peso. Una volta partiti, 6 minuti di discesa sospesi nel bosco indossando una comoda imbragatura. L’impianto è stato installato senza opere civili, nel pieno rispetto dell’ambiente montano e della vegetazione. L’ancoraggio della Fly Line agli alberi, è fatto senza danneggiarli e senza ostacolare la loro normale crescita, attraverso delle protezioni in legno che ne garantiscono la salvaguardia nel tempo, e senza piantare nei fusti bulloni o chiodi. E’ la seconda costruita in Italia, e sicuramente la più lunga mai realizzata!”.

L’impianto è effettivamente il secondo in Italia, perché il primo è stato costruito nel 2014 a Ortisei in Val Gardena, lunghezza 700 metri, dislivello 90 m, in combinazione con il parco d’avventura.

Fly Line Catinaccio Rosengarten

Ed ecco come, sulla stessa falsariga, l’azienda produttrice pubblicizza il suo prodotto:
Una avventura soft per tutta la famiglia. Immergiti con noi in un entusiasmante viaggio attraverso il bosco! Volerai come un uccello in strette e lunghe virate con piccoli e grandi ondeggianti balzi tra gli alberi verso il basso. Con un carrello silenzioso a velocità e gravità controllata che scivola su un sistema di tubi portanti in acciaio inossidabile che garantisce una discesa sicura e controllata. Un vero e indimenticabile divertimento per giovani e meno giovani! Possiamo adattare la Fly Line alle Vostre esigenze personali!”.

Seguono le informazioni generali:
Non sono necessari lavori di movimento terra;
Costruzione in acciaio inossidabile – manutenzione minima;
Velocità regolabile (costruttore);
Il montaggio in sospensione rende possibile attraversamenti di strade e piste;
Funzionamento silenzioso;
Montaggio su alberi, piloni, edifici e costruzioni simili portanti;
Capacità di trasporto fino a 200 P/h;
Lunghezza illimitata (ideale da 300 a 2000 m);
Funzionamento con impiego minimo di personale;
Possibile controllo elettronico;
Sistema brevettato: EP Nr.: 143398 14 0008;
Impianto certificato in base alla normativa EN 15567
”.

Il produttore dell’impianto ci informa anche dello stato dell’arte dei vari progetti diventati realtà. Sembra che anche all’estero, nonostante il proverbiale rispetto per l’ambiente, sia in atto un inarrestabile scadimento da amore per la Natura a voglia di giocare in mezzo a ciò che ne rimane. Oltre ai due in territorio italiano, abbiamo:
Saarbrücken (2014, Saarland, Germania), in combinazione con il parco avventura, lunghezza 330 metri, Dislivello 35 metri;
Enderndorf (2016, Franken, Germania), in combinazione con il parco avventura, lunghezza 560 metri, dislivello 55 metri;
Ossiach (2017, Carinzia, Austria), in combinazione con il parco avventura, lunghezza 230 metri, dislivello 35 metri;
Wavre (2017, Wallonien, Belgio), in combinazione con il parco avventura, lunghezza 320 metri, dislivello 35 metri.

Considerazioni
Give me new noise, give me new affection
Strange new toys from another world
I need to see more than just three dimensions
Stranger than fiction
Faster than light
(What Use? – Tuxedomoon, 1979)
Questi versi dall’album Half-mute dei Tuxedomoon sembrano profetizzare con sciagurata certezza il mondo che stava per arrivare.

(attenzione: attendere circa 5 secondi prima che inizi il brano)

 

 

Un mondo che senza giocattoli ci sembra inutile, e cui siamo così abituati che non ci bastano più le classiche tre dimensioni. Vogliamo la quarta, quella che supera la fiction, quella più veloce della luce, cioè quella adrenalinica, meglio se finta, così siamo in piena sicurezza.

Quale bambino, di fronte a questo giocattolo, preferirà le vecchie esplorazioni del bosco, palmo a palmo, sorpresa dopo sorpresa, emozione dopo emozione?

Un’umanità ebbra di finta adrenalina spacciata per amore e rispetto della Natura. La quale Natura ci si nasconde sempre di più, sia materialmente perché certo il suo aspetto non è più selvaggio ma è ben addomesticato, sia emozionalmente perché l’adrenalina finta (ma anche quella vera) ce ne impedisce l’accesso interiore, quello che “serve”, perché ci forma.

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Unescoland ultima modifica: 2017-08-08T05:36:01+00:00 da Alessandro Gogna

21 thoughts on “Unescoland”

  1. 21
    AndreaD says:

    Sono d’accordo in particolare con Varda e Trammax ma in generale con tutti coloro, e siete tanti, che hanno scritto sulla loro falsariga.

  2. 20
    Marco Varda says:

    Hai ragione Alessandro Gogna : siamo sempre più alla ricerca di emozioni forti ed adrenalina. La tecnologia, la fotografia, il poter fare tutto in qualunque luogo ed in qualunque momento, il poterlo rivedere in qualunque luogo ed in qualunque momento ( ma senza il contatto fisico di un vecchio album fotografico) sta uccidendo la nostra immaginazione e la nostra fantasia, banalizza ogni contesto, perfino quello maestoso delle nostre Alpi…
    da facebook, 10 agosto 2015, ore 15.45

  3. 19
    Trammax says:

    Preoccupante. Ma qualche domanda dovrebbe porsela anche chi non ha avuto da ridire sulle ferrate “alla francese” ricercatamente ludiche e “adrenaliniche” e di tutte le esperienze dettate più dalla moda e dal narcisismo di chi le pratica più che essere dettate da un vero amore per la montagna, a cominciare dal downhill in MB, dallo snowboard acrobatico, dal bungee jumping e via delirando. Tutte cose che hanno portato in montagna gente che proprio non ci si dovrebbe avvicinare, non perchè fisicamente inadatta, perchè mentalmente e culturalmente inadeguata. Poi se aggiungiamo la ricerca ossessiva di business abbiamo completato il quadro.

  4. 18

    Da quando c’é l’UNESCO le povere Dolomiti sono sempre più massacrate e ridotte a parco giochi artificiale.
    Recinti di sabbia per fare giocare i bambini alla spiaggia (ma perché non li avete portati al mare?), piste (strade normali) per motociclisti con tanto di garanzia UNESCO, aumentata portata degli impianti, degli hotel, dei servizi…
    Ma lo sapete che la fondazione UNESCO ha un UFFICIO MARKETING?
    Qualcuno sa perché?
    Però voglio spezzare una lancia a mio misero favore.
    Sono una guida alpina delle Dolomiti che ogni giorno di questa bella estate accompagna persone in montagna d’ogni genere e a fare ogni tipo di attività. Non opero in nessun parco avventura. Faccio passeggiate, ferrate e pure vie dure, ma cerco senza sforzarmi di non avere nessun bisogno di cose extra-natura, sia per me che per chi mi paga e vedo che va bene così.

  5. 17

    insomma… in altre parole… è davvero utile (nel medio lungo termine) adeguarsi ai gusti dei coglionazzi, ove per coglionazzi s’intenda chi non desidera fare nemmeno 200 m di dislivello, pur avendo gioventù e salute? è sempre conveniente assecondare il gusto del consumatore? oppure il consumatore si fidelizzerà se gli insegnerai e quindi lo obbligherai a qualcosa per lui inusitato, spiegandogliene la ragione? riempire di plastica e orpelli vari il bosco invece di adoperarsi per fare apprezzare il bosco a mio avviso è una politica miope, che procura emozioni vacue e fatturati temporanei. ovviamente mi posso sbagliare.

  6. 16
    Lusa says:

    Giochi in montagna?
    NO GRAZIE!

  7. 15
    Anton says:

    Ciao, mi chiamo Anton e sono di Vigo di Fassa, si, proprio poco distante da quelle funi sospese.
    Che dire … hai ragione.
    Secondo me le Dolomiti da sole dovrebbero essere sufficienti ad emozionare, ma quanto pare non è così per tutti.
    La Fly Line è forse in se anche divertente, qualcosa di nuovo e diverso, ma ne avevamo veramente bisogno? Gli utili della Catinaccio sono aumentati grazie alla Fly Line? La gente non vedeva l’ora di avere una Flyline in mezzo al bosco? Tanti interrogativi che possiamo farci, ma c’è anche di peggio, come per esempio il Kinderpark in plastica accanto alla Fly Line … uno dei paesaggi più belli del mondo riempito di plastica (fossero almeno giochi in legno …).
    Quindi torniamo al quesito iniziale. Cosa cerchiamo quando andiamo in montagna, sulle Dolomiti? La risposta non è per nulla scontata e diventa sempre più soggettiva. Mi preoccupa la nuova generazione di giovani che non riescono ad emozionarsi dal solo panorama dolomitico … hanno bisogno della Fly Line … e poi quando non basta neanche quella?

    Ottima la tua conclusione!
    Ciao

  8. 14
    sestorasi says:

    e nemmeno riesco a trattenermi dal fare un “commento ai commenti”, tipicamente a quelli di marco garimberti e emanuele. Si chiamano fuori, idioti sono gli altri. Perchè loro probabilmente pensano che, dato che “in montagna ci vanno davvero”, loro hanno un altro modus. Tranquilli, siete dentro in pieno anche voi. Lo dimostra questo snobbistico “siamo”, disperato tentativo di sottolineare la non appartenenza.
    Anzi, SIAMO dentro in pieno. Anche se non dobbiamo prendere strani mezzi consumistici perchè 190m di dislivello li facciamo solo per scaldarci le gambe. saluti.

  9. 13
    sestorasi says:

    Non ti conosco, ma qua la mano. Hai centrato il punto. ma permettimi di andare ancora più a fondo: siamo in un mondo in cui ormai sono pochi coloro cui è dato avere qualche incidenza (e non mi si racconti: “beh, dài, anche tu puoi posare il tuo mattoncino”. Minchiate). E allora eccoci alle attività ludiche di riempimento. Non sarei troppo indulgente nemmeno verso chi almeno si procura una tecnica, una preparazione, una dedizione necessarie ad un’attività ludica che richieda capacità e miglioramento progressivo: vedo spesso le competizioni inutili ed il sentirsi “messo in gioco da un gioco” che ne nascono e, inoltre, costoro sono ancor di più pecore da tosare in un mercato dell’accessorio.. E, alla fine, il paragone è coi branchi: il gioco è dato ai cuccioli, e ha il ben preciso scopo di imparare a lottare. Da adulti, solo uno tromba e comanda. Gli altri accettano. Non così l’uomo. E allora, se non ha combinato niente di buono, devi pur continuare a farlo giocare anche da adulto, così non diventa un problema.

  10. 12
    Fabio Bertoncelli says:

    — LUNA PARK DELLA VAL DI FASSA —
    《Venghino, signori, venghino! Ogni mille in fila uno entra gratis.》

  11. 11

    nel bosco si fa molto bene l’amore, per esempio!

  12. 10
    Alberto Benassi says:

    ” Non sarei così negativo su questo giochi”

    non tutti i luoghi sono adatti a certi giochi. Va bene tra i grattaceli, come suggerisci te e ribadisce Gogna. Ma non mi va bene in un bosco.
    Come non mi va bene in un bosco fare del motocross. Che si fa in una pista.
    In un bosco si possono fare mille altre BELLE cose. E’ questo che bisognerebbe insegnare e trasmettere alla gente. Non fargli fare gli idioti che urlano di paura attaccati ad un filo.

  13. 9

    e resteremo pochi, puoi scommettere.
    la potenza educativa del business sta riducendo il genere umano a lombrichi: la loro vita consiste nel mangiare e nel cacare… tutto ciò fa bene al pil. e quando il pil batte in testa, s’importano milioni di lombrichi sotto-consumanti, per moltiplicarne per 10 e da subito la loro capacità di consumo.

  14. 8
    Alessandro Gogna says:

    Appunto Giampiero… consentiamolo tra i grattacieli!
    0

  15. 7
    emanuele says:

    Finalmente qualcuno comincia ad evidenziare, nero su bianco, le invenzioni idiote dell’umanità per lo sviluppo del pil.
    Ma siamo ancora troppo pochi.

  16. 6
    Luca Visentini says:

    Rimini, Rimini!

  17. 5

    Se vuoi fatturare devi assecondare l’idiozia della gente, non metterti di traverso e indicare modi diversi di divertirsi… ciò che costituisce la massima soddisfazione, cioè il massimo divertimento, è la fatica… questo bisognerebbe insegnare in un mondo dove tutto può essere comprato e tutto è a portata di mano… non potrai mai comprare la soddisfazione di esserti messo alla prova e di aver raggiunto coi tuoi soli mezzi e con la tua sola volontà un colle, una cima, un rifugio… pensare di rendere attraenti le montagne più belle del mondo, continuando ad attrezzare baracconi in mezzo ai boschi è da dementi, da amministratori che per primi non ne hanno capito l’immenso valore estetico, culturale, poetico, artisitco. Augh!

  18. 4
  19. 3
    Agh says:

    Per la verità esiste un terzo accrocchio simile, nel Latemar, il tristemente famoso “Alpine Coaster”, non sospeso ma sopraelevato. Una specie di ottovolante costruito a Gardoné (Predazzo).
    https://www.visitfiemme.it/it/family-paradise/divertimento/alpine-coaster
    L’attrazione viene definita nel sito ufficiale del turismo di Fiemme “Unica in Trentino, l’esilarante attrazione della Val di Fiemme!” Si usa proprio il termine “esilarante”. Che fa ridere è vero, così come fa ridere che abbiano perso il significato non solo della montagna ma anche delle parole.

    Nello stesso luogo, ci si fa vanto di aver realizzato poco distante, a 1650 metri, un campo di beach volley con la sabbia portata dalle spiagge dell’Adriatico. https://www.suedtirol.info/it/esperienze/baita-gardone-the-mountain-riviera_activity_67104

    Anche in Paganella, quanto a pacchianate, non scherzano: gli impiantisti dopo aver realizzato La “Ferrata delle Aquile” per far lavorare gli impianti l’estate, hanno introdotto delle novità quest’anno: cioè delle scale artificiali in acciaio a spirale, sospese nel vuoto. Il che mi ha fatto subito ribattezzare questa mirabilia come “La Ferrata dei Criceti”

  20. 2
    Giampiero Assandri says:

    È la versione edulcorata degli sport estremi e se è giusto chiedersi perché si abbia bisogno di sperimentare questo tipo di esperienza, a maggior ragione bisogna che ce lo domandiamo per l’arrampicata solitaria o le acrobazie in bici sull’orlo di precipizi. Non credo che la Natura c’entri molto con queste attivitá: se potesse essere allestito un percorso tra due grattacieli credo che si avrebbe la stessa fila. Non sarei così negativo su questo giochi, almeno non più di quanto lo sono rispetto ad altri, l’importante è definire come e dove consentirli.

  21. 1
    Matteo says:

    Ma per ritornare al parcheggio dove ho lasciato il SUV è previsto qualcosa? No, perché farsi a piedi un chilometro e centonovanta metri di dislivello mi pare un po’ impegnativo.

    …quasi quasi preferisco i quad che almeno richiedono che tu faccia qualcosa…

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