Valle Maira Sky Marathon

Valle Maira Sky Marathon

Lettura: spessore-weight*, impegno-effort*, disimpegno-entertainment**

L’11 settembre 2016 si correva la quinta edizione della Valle Maira Sky Marathon, con un percorso intermedio di 29km (vincitori Luca Dalmasso, 3h06’06”, e Cinzia Tomatis, 3h36’37”) e con la gara regina di 46km (vincitori Olivero Rosso ed Elisa Giordano rispettivamente con 4h33’04” e 5h39’55”). C’era anche una corsa non competitiva, la 9km, e una corsa per bambini, la Young, creata su misura per loro.

Edizione 2016, con lo sfondo della Rocca La Meja

“Un trail per tutti” è stato il motto dell’evento, che ha dato la possibilità a grandi e piccoli, allenati e non, di divertirsi immersi nella natura davvero incontaminata di quella valle. Trecento sono stati i partecipanti, di quattordici diverse nazionalità; mentre oltre cento sono stati i volontari che con tanta passione hanno preparato e seguito la manifestazione, aiutata da un tempo bellissimo.

Danni collaterali
Questi sono una piccola parte dei segni lasciati dal passaggio della Valle Maira Sky Marathon 2016 sull’altopiano della Gardetta e zone limitrofe. In un tratto di circa un km e mezzo, dal passo della Gardetta al bivio per il rifugio sulla strada militare sono stati contate e fotografate 175 pennellate di vernice rossa. Il tratto interessa in parte una zona prativa peraltro segnalata in altro modo e l’alveo di un ruscello dove l’acqua di fusione ha dilavato qualcosa: il tutto significa una tacca ogni pochi metri. Moltiplicando per i 40 e passa km, più le varianti si ha una idea delle dimensioni del problema.

Va precisato che non è stata usata vernice biodegradabile (è lì a 2400 m da 14 mesi, invariata).

Nell’ottica della corretta frequentazione di un posto come questo a molti sembra auspicabile che vengano presi provvedimenti.

Nessuno vuole vietare questa manifestazione o trascurare la sicurezza dei partecipanti, ma semplicemente obbligare l’organizzazione a usare bandierine rimovibili come succede in altre gare, come del resto richiesto dai regolamenti internazionali.

La sesta edizione, 17 settembre 2017
Con tanto di hashtag #VMSM2017, si è corsa il 17 settembre 2017 la sesta edizione, detta anche Edizione Fantasma, altra splendida giornata con prima neve sopra i 2600 m.

Evidentemente qualche problema di ordine organizzativo ha afflitto la nuova edizione, edita più che altro per onore di firma, in attesa di tempi migliori.

Il nuovo tracciato, che in buona parte ricalcava quello da 29 km del 2016, è stato percorso senza competizione da una trentina di persone, tutte entusiaste e prodighe di incitamenti a ritornare, per la settima edizione, ai fasti precedenti: “Non mollate, è una gara troppo bella, in un posto troppo bello!”.

Edizione 2017

Il bilancio di sette anni
Effettivamente nel 2011, quando il progetto è stato concepito, le gare come questa erano poche. Indubbiamente con entusiasmo e lavoro duro gli organizzatori sono arrivati lontano.

Stiamo parlando di quasi 2.000 atleti da due continenti, 23 nazioni, 17 regioni italiane, 67 province, quasi 10.000 persone coinvolte nell’evento, oltre a più di 200 volontari provenienti anche da fuori regione e circa un centinaio di aziende partner.

Eppure tutto ciò non è bastato per assicurare un futuro alla Valle Maira Sky Marathon. La scarsità di budget è stata certamente la maggiore responsabile dei danni qui documentati.

Anche il percorso dell’edizione 2017, modificato rispetto alle precedenti, ha avuto lo stesso tipo di segnaletica. Inoltre il percorso delle varie edizioni percorre e interseca decine di sentieri e percorsi permanenti segnati con altri colori, ad esempio il Percorso Occitano, il Tour della Meja, il Sentiero per la lapide degli Alpini, generando una grande confusione in alcuni tratti e potenziale pericolo per gli escursionisti.

L’organizzazione non ha saputo o voluto dare risposte soddisfacenti alla protesta ambientale. Ma di certo, se una settima edizione ci sarà, dovrà prima di tutto adottare una segnaletica rimovibile. 

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Valle Maira Sky Marathon ultima modifica: 2017-11-16T05:25:20+00:00 da Alessandro Gogna

11 thoughts on “Valle Maira Sky Marathon”

  1. 11
    Fabio Bertoncelli says:

    Per fortuna avete allegato le fotografie. Lo scempio è talmente aberrante – e demenziale – che con le sole parole non sarebbe stato credibile.

    Chi sono i selvaggi responsabili? Intendo i nomi e i cognomi. Mettiamoli alla gogna mediatica.

  2. 10
    Luciano pellegrini says:

    SENZA PAROLE! Ci sarà un presidente e direttore generale del parco? Nessuno ha visto niente e si è scandalizzato? Si conoscono i responsabili, o chi ha organizzato fa finta di niente? QUESTA PORCHERIA, QUESTA AGGRESSIONE ALL’AMBIENTE NON PUO’ PASSARE INOSSERVATA. CHI DOVEVA CONTROLLARE?

  3. 9
    Enrico says:

    La Valle Maira è una delle più incontaminate del Piemonte.  Questo è vandalismo allo stato puro, è mai possibile che nel terzo millennio succedano ancora queste cose? Comunque non credo sia l’unica corsa che ha lasciato dei segni negativi nell’ambiente, da altre parti si dimenticano bicchieri e bottiglie di plastica, poi magari qualcuno passa a raccogliere ma si dimentica sempre qualcosa, per non parlare dei grandi trail dove gli elicotteri girano tutto il giorno…

    La montagna diventa sempre di più un luna park.

  4. 8

    Segnalo che lungo i percorsi escursionistici della rete regionale è vietato fare quanto hanno combinato gli organizzatori della Valle Maira Sky Marathon. Vedere la legge: http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/iterlegcoordweb/dettaglioLegge.do?urnLegge=urn:nir:regione.piemonte:legge:2010;12@2017-12-2

    Art. 17 comma 3:

    Chiunque danneggia la segnaletica o le opere realizzate per la percorribilità e la sosta lungo i percorsi escursionistici della rete regionale è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 200,00 ad euro 2.000,00.

    Comunque, al di là dei divieti (comunque la legge quei signori dovrebbero conoscerla) è veramente da imbecilli sporcare in quel modo le montagne. Non ci vuole molto cervello per capire che se tutti si comportaassero così (per ogni interesse personale), avremmo decine di segnavia con colori diversi (per chi fa MB, parapendio, chi va a funghi,  ecc…). In tal modo si perde l’uniformità della segnaletica dei percorsi escurisionistici con danno al turismo.
    Ma quando finalmente si riesce a capire in questo disgraziato Paese che il bene comune è superiore a quello personale? E quando invece si comprende l’importanza del rispetto della legalità?

    Ora, oltre alle sanzioni, bisognerebbe che i signori che hanno fatto quello schifo fossero obbligati a cancellare tutti i segni.

  5. 7
    Oscar bernardi says:

    Grazie Gogna per aver condiviso la mia protesta

  6. 6

    La fettuccia costa meno dello spray, di cosa stiamo parlando?

    (diciannove gare con fama di tracciatura impeccabile in sette anni, mai usato un grammo di spray, se non lo capiscono da soli va vietato per legge)

  7. 5
    Alberto Benassi says:

    “Ultima nota: sapete in quanti siamo, nell’organizzazione gara? In 6.
    Se fossimo 100 o 200 come loro, avremmo rialzato i fili d’erba calpestati.
    Si può fare, è solo voglia di metterci “qualità”, o di starsene a casa.

    Le altre sono scuse.”

     

    questo è l’esempio che quando c’è la cultura del rispetto e non si mette davanti  a tutto il solo egoismo del divertimento o del guadagno facile , si  PUO’ !!

     

    Altro che budget.

     

    Anche in Apuane c’è tanta vernice butta a destra e a manca, striscie segnaletiche che poi vengono abbandonate sul posto  a marcire invece di essere recuperate.

  8. 4

    Con alcune altre persone organizzo la ultraKtrail (62Km con 4300m D+), in provincia di Parma, lungo il crinale dell’alta val Parma. Qualcuno potrebbe non conoscere il luogo e potrebbe pensare ad un “percorso nel bosco in appennino”. Non è così. Il percorso è in area parco nazionale, arriva a quota 1850, tocca laghi, rifugi, roccia, …
    Nell’organizzazione dell’evento uno dei temi più “caldi” è la tracciatura. Chi vorrebbe semplificare e chi vuole il percorso pulito a fine gara (o qualche giorno dopo il fine gara). La scorsa edizione ha visto, per la prima volta e forse “per la prima volta a livello nazionale”, la consulenza del CAI Parma per la certificazione della tracciatura. E’ stato stilato un documento di accordo tra l’organizzazione gara e la presidenza del CAI provinciale, sono stati presi impegni e tutto si è svolto secondo quanto concordato.
    La soddisfazione maggiore è quella di aver lasciato il percorso ancora più pulito di come lo si è trovato (abbiamo tolto tanta sporcizia che era già in loco per far vedere erba, foglie, rocce agli atleti ed evitare commenti negativi a causa di cartacce, plastica, cicche di sigarette non nostre).
    Il CAI ha imposto limiti, fornito personale il giorno della gara, verificato che tutto fosse come concordato.
    Noi dell’organizzazione abbiamo fatto in modo che il tracciato fosse segnato “a norma” e che tutto fosse ristabilito nei tempi concordati.

    Ultima nota: sapete in quanti siamo, nell’organizzazione gara? In 6.
    Se fossimo 100 o 200 come loro, avremmo rialzato i fili d’erba calpestati.
    Si può fare, è solo voglia di metterci “qualità”, o di starsene a casa.

    Le altre sono scuse.

  9. 3
    Franz Rossi says:

    Alessandro Gogna, nel suo solito stile pacato, denuncia un aspetto decisamente poco in linea con il tanto decantato “spirito trail”.
    Non ho mai corso questa gara, e quindi non posso aggiungere una testimonianza diretta, ma mi associo alle sue parole.
    Lunga vita alle gare organizzate da chi, prima di tutto, rispetta la Natura…

  10. 2
    Giandomenico Foresti says:

    La scarsità di budget? Mi sembra di sognare..

  11. 1
    Alberto Benassi says:

    “La scarsità di budget è stata certamente la maggiore responsabile dei danni qui documentati.”

     

    si tende sempre a dare la colpa alla mancanza di soldi.

    A un certo grado (ALTO)  di mancanza di civiltà, rispetto e menefreghismo invece no…???

     

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