“Zampe all’ aria” di Sandro Neri

Zampe all’aria di Sandro Neri
a cura di Gianni Cattaino (tratto da Calcarea)

Il libro ha un sottotitolo che più azzeccato non si poteva, questa autobiografia atipica di Sandro Neri, fortissimo scalatore bellunese molto conosciuto anche in Carnia e in Friuli.

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Perché “atipica”? Cominciamo subito a fare i difficili?
Di solito gli alpinisti scrivono e pubblicano perché hanno grandi imprese da raccontare. In questo libro, invece, le salite più o meno rilevanti vengono descritte più come indispensabile corollario di un percorso... attenzione! Quando vi imbattete in questa parola, di solito c’è un sermone o una vanità da svelare!

Ma il percorso descritto da Sandro è quello, meno roboante, della sua vita e della sua passione, per la roccia, per le persone e gli affetti, per il lavoro e la poesia. Ed è un percorso nel quale si alternano, con un buon effetto sul ritmo del lettore, felicità e delusioni. E sofferenza fisica, autentica. Quella legata a un suo grave infortunio arrampicatorio occorsogli a Erto pochi anni or sono.

La scrittura di Neri, pur meticolosa e coinvolgente (studi classici superiori e laurea) non è da Premio Campiello. Ma l’emozione che provoca nel lettore, almeno in chi vi scrive questa recensione, meriterebbe più di un premio.Anni fa Roberto Benigni, quando faceva in una trasmissione di Renzo Arbore il verso a un generico “critico cinematografico”, concludeva sempre la sua gag declamando “il messaggio” contenuto nel film. Dovessi dirvi in poche parole quale potrebbe essere il “messaggio” racchiuso in Zampe all’Aria avrei non pochi problemi di scelta. E sono sicuro che a un educatore per vocazione, caparbio e generoso come Sandro Neri, farei comunque un torto  tralasciando qualcosa.

 Pal Piccolo, Sandro Neri su Svaghi di Kalì
Erto, Sandro Neri su Svaghi di Kalì
Dovrete perciò leggervelo e trovarlo da voi, questo messaggio, nei quasi quaranta capitoletti in cui il libro è diviso, su 184 pagine. Non saltate, come ho provato a fare io all’inizio, le poesie in dialetto che ogni tanto frammentano il va e vieni di vicende, non solo arrampicatorie, di questa “passione per scalare”. Soprattutto quelle del padre, non me ne vorrà l’autore, sono dei piccoli gioielli del genere. Belle anche le foto, quasi tutte dedicate ai compagni di scalata.

Concludo con  una serie di “parole chiave” che potrebbero stuzzicare i climbers: allenamento, gradi, forza di volontà, gare, modestia, rischio, condivisione, didattica, generosità, entusiasmo e delusione.

Speriamo che un giorno Sandro possa venire da queste parti a presentare il libro e a scalare. Come faceva  negli anni ’80 e ’90, in cui tenne, in coppia con Icio Dall’Omo, anche una serata di diapositive e storie nella palestra del Monte Strabut di Illegio-Betania. Il telo da proiezione era appeso al terzo spit di Chernobyl!

Il libro lo trovate in libreria (forse) oppure ordinandolo all’editore http://www.ideamontagna.it.

 

Zampeall'Aria-sandro-neri

postato il 21 ottobre 2014

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“Zampe all’ aria” di Sandro Neri ultima modifica: 2014-10-21T08:32:18+00:00 da Alessandro Gogna

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